Un film di Rob Epstein, Jeffrey Friedman. Con Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Juno Temple, Sharon Stone, Robert
Patrick, continua Chris Noth, Adam Brody, Hank Azaria, Wes Bentley, James
Franco, Eric Roberts, Chloë Sevigny, Bobby Cannavale Biografico, Usa 2013. Durata 92'.
La trama
Nel 1972 la
società benpensante a stelle e strisce fu sconvolta dall'uscita di Gola
profonda (ribattezzato in seguito in
Italia La vera gola profonda), che ebbe
un successo smisurato per trattarsi di una produzione pornografica. Tale fu il
suo impatto in quell'America bacchettona, che il governo di Richard Nixon provò
a impedirne la diffusione, riuscendo almeno a condannare l'attore protagonista Harry
Reems a cinque anni di carcere in seguito
a un controverso processo. Quanto alla protagonista femminile, Linda
Lovelace, qualche anno più tardi -
incassato il successo - dichiarò che fu letteralmente costretta a interpretare
tutte le scene di sesso dall'allora marito Chuck Traynor.
Recensione
Un utilizzo piuttosto puerile di un tema
inflazionato noto come ‘America bacchettona’, nella quale, però, tutto è stato
ed è possibile fare. È parte del rovinoso fardello che appesantisce Lovelace (nel 2010 presentato
in concorso al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino) del regista
statunitense Rob Epstein (in coppia con Jeffrey
Friedman) il quale ha dimostrato di essere molto più in gamba come documentarista
(ben due premi Oscar, nel 1985 per The Times of Harvey Milk insieme a Richard
Schmiechen
e nel 1990 per Common Threads: Stories from the Quilt coadiuvato da Bill
Couturié; cfr.
Wikipedia).
Una scena 'spinta' di Lovelace, con Amanda Seyfried e Peter Sarsgaard
Uno dei registi,
Rob Epstein
Peccato per i due attori principali, ben
calati nelle parti ma penalizzati dalla forzata sceneggiatura - basata su fatti
realmente accaduti - di Andy Bellin, il quale ha forse creduto che per raccontare
un passaggio importante della rivoluzione sessuale negli Usa e carpire l’attenzione
dello spettatore degli anni Duemila, fosse necessario stupire con frasi e scene
a effetto (mal riuscito). E così la
protagonista Amanda Seyfried/Linda Lovelace (molto brava ne Les
Misérables
[2013] e pronta a tornare presto sul grande schermo in Un milione
di modi per morire nel West) risulta spesso indisponente per l’incongruente misto di
immaturità e insubordinatezza. Così come irritante è il personaggio
interpretato da Peter Sarsgaard (ottimo in Night Moves nel 2013 in
coppia con Dakota Fanning), di continuo sopra le righe ed esageratamente ‘cattivo’ da sembrare
stupido. Il cast è arricchito dalla presenza di un 'mostro sacro' come l'ancora sexy Sharon
Stone
In Lovelace è narrata una parte
della rivoluzione sessuale negli Usa
Nulla da dire sul montaggio e sul susseguirsi
delle immagini di quest’opera (che potrebbe rischiare la censura o comunque il
divieto ai teenager). Ma per buttare
giù uno script più misurato sarebbe
stato sufficiente dare un’occhiata e ispirarsi al coinvolgete e riuscitissimo Larry Flynt
- Oltre lo scandalo (1996) di Milos Forman con uno straripante Woody
Harrelson,
storia anch’essa realmente accaduta sempre nei Settanta del secolo scorso, del
primissimo direttore ed editore di Hustler, una rivista pornografica di grande
successo. Impreziosito dall’ottima fotografia di Eric Alan Edwards e da una
colonna sonora appropriata (Stephen Trask), è un film (che narra del
mitico hardGola
profonda e nel 2010 presentato
in concorso al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino) che crolla
sotto i colpi impietosi della banalità dei dialoghi e della prevedibilità nella
concatenazione delle azioni.
Premessa:
l’articolo è basato solo su alcuni videoclip, quindi deve essere considerato un’interpretazione
parziale del film, dove possibile arricchita con diverse informazioni e
integrata dal parere di altri critici.
Cameron Diaz in Sex Tape, film che uscirà ad agosto
Da sempre ha ammesso di essere attratta dal ‘gentil
sesso’ e adesso Cameron Diaz è uscita ancor di più allo scoperto. Dopo
aver infatti dichiarato nel 2010 a Playboy «posso essere attratta sessualmente
da una donna, ma non significa che sia innamorata di lei», l'attrice 41enne lo
scorso marzo aveva aggiunto a Glamour Uk: «Tutte le donne, a un certo punto
della loro vita, sono sessualmente attratte da un'altra donna. Io le trovo
bellissime, assolutamente» (articolo).
Adesso, è arrivata la chiusura del cerchio.
Ospite dello show Watch What Happens Live, alla domanda se fosse mai stata a
letto con una donna, Diaz ha detto: «Sì, è successo». I conduttori
hanno provato a farle dire di più, ma l'attrice ha evitato di entrare nei
dettagli, liquidando gli altri quesiti con un semplice: «Non mi è stato chiesto
esplicitamente come sono stata insieme a una donna, ma sì, ci sono stata».
Un film di Lars von Trier. Con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Willem Dafoe,
Mia Goth, Michael Pas, Jean-Marc Barr, Jamie Bell, Ananya Berg, Peter Gilbert
Cotton, Shia LaBeouf, Connie Nielsen, Uma Thurman. Titolo
originale: Nymphomaniac - Volume II.
Drammatico, Dan 2014. Durata 123’. Good Films. Uscita giovedì 24 aprile 2014.
Trama del film
Seconda
parte del film di Lars von Trier in cui si
parla dell'età adulta della protagonista. Un uomo raccoglie una donna che è
stata picchiata e contusa in un vicolo. La porta a casa dove cura le ferite e
le chiede di raccontargli la sua storia. La ascolta assorto mentre lei narra,
nel corso dei successivi otto capitoli, le sue esperienze, fatte d’incontri e
di avvenimenti. Mentre la accudisce, la donna gli racconta in otto capitoli la
sua vita da ninfomane, dalla nascita ai cinquant'anni.
Critica
Eravamo rimasti a una sostanziale delusione.
Strombazzato (è il caso di dirlo?) da un pachidermico battage pubblicitario e forte dell’argomento, cioè il sesso e per
giunta ‘spinto’ (leggi di più) rispetto alla media del cinema non a ‘luci rosse’, il primo
Volume di Nymphomaniac(l’articolo) del
regista danese Lars von Trier, non ha convinto. E neppure ha attirato al
cinema le frotte di spettatori (solo 632mila euro l’incasso totale in Italia) che
presumibilmente sarebbero dovuti essere ‘vogliosi’ di seguire le performance erotiche di Charlotte
Gainsbourg,
circondata da un ‘nudo’ cast di grandi attori, da Stellan
Skarsgård
a Shia
LaBeouf, Uma
Thurman, Willem
Dafoe e molti altri.
Qualcuno dei quali scompare dalla seconda puntata, Nymphomaniac - Volume 2,
che sarà nelle nostre sale tra cinque giorni (da giovedì 24 aprile).
La bravissima Charlotte Gainsbourg in un'eloquente scena del film
Che poi, in fondo, riprendendo il discorso
sul sesso, va tenuto in conto che ‘noi’ ci siamo beccati la versione ‘mozzata’
delle scene più forti. Detto ciò e rilevando con amarezza che il 95 percento
delle persone che va al cinema non legge mai nulla dei film che ha a
disposizione, quel poco di passaparola che è gravitato intorno all’ultima opera
del 58enne cineasta di Copenhagen, questa ‘potatura’ delle parti più
stuzzicanti l’ha di certo reclamizzata fra amici e parenti. Detto ciò, dice
benissimo Daniela Catelli di Coming Soonquando rileva che “la limitazione delle scene hard
ci permette di concentrarci sul vero senso della ricerca esistenziale di Joe”,
la protagonista della vicenda filmica che, comunque, resta di un certo valore e,
soprattutto rispecchia quella che può essere considerata la vera ‘anima’ di von Trier.
Charlotte Gainsbourg e Shia LaBeouf
Nel promuovere sostanzialmente il film,
infatti, è posto l’accento da chi ha visto l’anteprima di questo Volume 2, che si
tratti di “un compendio dei suoi temi e delle sue ossessioni” scrive ancora
Catelli con riferimento al regista. “Alla fine (…) è evidente che quello che
troppi ottimisti si erano frettolosamente sbilanciati a ipotizzare – evidenzia la
collega di Coming Soon - era solo un (loro) pio desiderio: lungi dall'aver
superato la depressione, von Trier è ormai un nichilista convinto, che continua
a scavare nel (suo) animo femminile con coerenza, dolore ed onestà”. Certo,
considerata l’importanza dell’esperienza in immagini, per poterne dare un
giudizio completo sarà indispensabile vedere la versione integrale (realizzata
con un budget di circa nove milioni e
mezzo di euro). Quella giunta sinora in Italia dura nel complesso quattro
ore, divisa nei due citati volumi. La seconda più lunga, più
esplicita, durerà cinque ore e mezzo e arriverà tra molto tempo con molte più
immagini di genitali.
Ottima prova anche di Stellan Skarsgård
In conclusione è giusto rilevare l’ottima prova
attoriale della Gainsbourg (Melancholianel 2011).
La 42enne londinese, attraversa “con la parola e con il corpo, tutta la gamma
del tormento di un personaggio che ha tantissimi punti di contatto con la
protagonista del sottovalutato Antichrist(nel 2009 e
sempre con la direzione di von Trier), qua richiamato in una scena chiave”,
sostiene Catelli . “È lei – ormai è
certo – la musa e l'alter ego più
calzante del regista danese, che ne eleva ancora una volta la singolare
fisicità ad icona della sofferenza. E da applauso è anche Stellan
Skarsgård,
che interpreta il paziente Seligman con tutta la sapienza e l'astuzia di un
grande attore”.
Cameron Diaz e Peter Segel in una delle foto più 'apprezzate' dal film Sex Tape
Quant’è vero che il sesso ‘tira’, in ogni
senso. In particolare negli ultimi venti giorni circa, non si fa che parlare di
Cameron
Diaz, del suo
film ‘spintarello’ Sex Tape, che
uscirà solo il 21 agosto (l’articolo)
e delle sue disinibite dichiarazioni riguardo l’attrazione per le donne (l’articolo).
Oltre a essere stata pubblicata oggi qualche foto tratta dal lungometraggio di Jake
Kasdan, si viene
pure a sapere che il film è a tal punto pruriginoso che negli States hanno
marchiato con la famigerata red band (indica
che il video contiene materiale per soli adulti) il suo trailer.
Cameron è già molto bella – secondo me e
suppongo per tutti gli uomini eterosessuali – da fare, senza troppi sforzi, da
catalizzatore per ogni pellicola in cui recita. Se poi l’esperienza filmica in
questione la vede addirittura – e in più di una sequenza – del tutto nuda e
fare sesso spinto con il marito (nella finzione) e co-protagonista Peter
Segel – la faccenda si fa seria. Non vorrei sembrarvi più ‘allupato’ di quanto in effetti sia, ma
non nascondo una certa inquietudine anche nello scriverne. Forse dovrei farmi
vedere da uno bravo?
Insomma, dite quello che vi pare, ma la
notizia c’è, tanto più che la bionda californiana, a quarantuno anni suonati, sembra sia ancora in possesso di un corpo da 25enne, evidenziato, nel film di cui parliamo, da un abbigliamento spesso succinto come una maglietta trasparente
sul seno o un paio di slip che rilevano il perfetto lato B. Per ora quanto
potrà funzionare questo Sex Tape non si
può dire. Certo è innegabile che stia beneficiando di un’ondata passionale di
pubblicità che al botteghino potrebbe produrre frutti succulenti. Restiamo in
attesa, ma tanto da qui ad agosto qualcos’altro salterà fuori.
Un film di John Turturro. Con John Turturro,
Woody Allen, Sharon Stone, Sofía Vergara, Vanessa Paradis, Liev Schreiber, Bob
Balaban, M'barka Ben Taleb, Tonya Pinkins, Aubrey Joseph, Dante Hoagland, Jade
Dixon, Diego Turturro, Max Casella, Jill Scott, Aida Turturro, Michael
Badalucco, Katherine Borowitz, David Margulies, Eugenia Kuzmina, Loan Chabanol,
Ari Barkan, Joseph Basile, Allen Lewis Rickman, Elli, Delphina Belle, Anna
Kuchma, Teddy Bergman, Aurelie Claudel, Sol Frieder, Hilma Falkowski, Donna Sue
Jahier, Fran Lieu, David Altcheck, Russell Posner, Salimatou Sillah, Abe
Altman, Ted Sutherland, Ness Krell, Isaiah Clifton. Titolo originale Fading
Gigolo. Commedia, Usa 2013. Durata 98'. Lucky Red. Uscita in Italia giovedì 17
aprile 2014.
La trama
Fioravante e
Murray, due amici per la pelle in condizioni economiche precarie, per sbarcare
il lunario decidono di cimentarsi con il mestiere più antico del mondo. L'uno (John
Turturro) nei panni di un gigolò, l'altro
(Woody Allen) nel ruolo di manager. Con il nome d'arte Virgil, Fioravante si
destreggia tra un ménage a trois con
due avvenenti signore alla ricerca di emozioni forti (Sharon Stone e Sofia
Vergara) e gli incontri ben più casti con
Avigal, vedova di un rispettato rabbino, rimasta sola con i figli, i ricordi di
una vita vissuta nel mondo chiuso della comunità chassidica e un disperato
bisogno di scoprire cose nuove. Mentre Fioravante è messo in crisi dai
sentimenti che quest'ultima suscita in lui, ignaro della gelosia di Dovi (Liev
Schreiber), chassidico innamorato di lei fin da quando era
ragazzo, Bongo (pseudonimo di Murray) scopre che non è poi così facile essere
un protettore.
La critica
John Turturro
Il film Gigoló
per caso(vedi articolo precedente) è stato riassunto in quindici parole dal suo regista e interprete:
«La fame di contatto che si sente oggi, il desiderio di essere visti, toccati,
apprezzati». Anche a costo di fare sesso a pagamento, a quanto pare. John
Turturro (uno
che ha lavorato tantissimo con un cineasta del calibro di Spike Lee e in
una miriade di pellicole pregiate o poco meno, con signori della ripresa quali
i fratelli Joel ed Ethan Coen e Martin Scorsese,), fra i
più grandi caratteristi di Hollywood, ha fatto mezzo giro del mondo (Italia
compresa) per presentare la sua quarta fatica dietro la telecamera. Un
esercizio che decise di cominciare nell’ormai lontano 1992, quando sfornò il
suo miglior racconto cinematografico, Mac,
per poi andare progressivamente calando nella qualità, nel 1998 con il comunque
apprezzato Illuminata e poi con il
mediocre Prove per una tragedia siciliana
nel 2009.
Sesso raccontato con gentilezza
Oggi ci riprova a entrare nelle sale (ben 400
con questo lavoro distribuito da Lucky Red) affidandosi oltre che alle proprie
facoltà recitative, anche a un cast da paura, che annovera in particolare gente
come Woody
Allen (non so se
rendo?), Sharon Stone, Sofía Vergara e Vanessa Paradis. La
sceneggiatura (il cui soggetto – dicono i rumor - è sgorgato da uno scherzo tra
amici), scritta dallo stesso 57enne
Una scena con Woody Allen
artista newyorkese figlio di un immigrato
siciliano, sembra garantire una realtà ‘accadibile’ - seppur caratterizzata da alcune
scene paradossali – e quindi un piano di racconto più che discretamente
organico. «Il mio gigolò – ha spiegato in una recente conferenza stampa a Roma
- non è il classico bell'uomo ma ha il suo sex
appeal, ama le donne e sa ascoltarle». Una domanda (riportata dall’inviato
della Gazzetta del Sud), lo ha fatto schermire: «Citato, tra gli altri film recenti sul sesso, Nynphomaniac(vedi articolo) di Lars
von Trier,
il regista ha risposto divertito: «Mi piace von Trier, ma mi
spaventa un po’ questo paragone, io racconto il sesso in maniera gentile».
Il carattere
cosmopolita
Pare non sia stato facile convincere un
semi-misantropo come l’immenso Allen
Turturro danza con Sofía Vergara
ma Turturro, un po’
scherzando, ha rivelato che decisivo per il ‘sì’ del suo amico è stato il fatto
di farsi radere e tagliare i capelli dallo stesso barbiere. Come detto la fabula del film mette in particolare rilievo
il senso di abbandono che può insorgere anche quando si ha al fianco un
compagno/compagna. E “l’idea del gigoló – evidenzia un articolo del sito web de ‘la Repubblica’ - è una metafora per le relazioni, perché le persone in una maniera o
nell'altra pagano per avere amore”. Fondamentale, si dice, il carattere
cosmopolita del caso narrato, che concorre a non dare l’idea di una mera
fantasticheria ma di una concreta concatenazione degli eventi.
New York location fondamentale
New York, la location di Gigoló per caso
Per questo la location ideale non poteva che essere la città del regista, New
York City, dove è possibile, passeggiando, incontrare personaggi identici a
quelli presentati nell’opera, così favorendo l’immedesimazione dello spettatore.
«Mi piaceva anche raccontare – ha detto ancora Turturro - una certa
New York, quella che sta scomparendo, quella delle librerie che chiudono. Per
mostrare il negozio di testi rari che gestisce Allen mi sono
ispirato a quello di un amico che è stato costretto a tirare giù la saracinesca».
Insomma, un film che pare valer la pena vedere, col giusto approccio
fenomenologico e possibilmente non troppo psicologico, al buio della sala
cinematografica. Andrò.
Nymphomaniac
Volume 1(vai all’articolo), il film di Lars von Trier, in sala dal 3 aprile (il Volume
2 è atteso per il 24 dello stesso mese) distribuito dalla Good Films,
uscirà con il divieto ai minori di 14 anni. È quanto ha deciso (la notizia è
riportata dal sito web Ansa) la commissione di revisione. La pellicola, presentata in anteprima
internazionale al Festival di Berlino e per l'Italia domani (2 aprile 2014) a
Udine al Film Forum Festival, arriva nei nostri cinema nella versione non integrale,
che avrà successiva distribuzione.
La
notizia, a onor del vero, mi sorprende fino a un certo punto, giacché, vista l’ipotesi
di partenza della sceneggiatura dello stesso von Trier, il racconto filmico è destinato a sconvolgere – ma secondo me
più a ‘coinvolgere’ – il pubblico italiano (forse quello maschile in particolare). Il nostro Paese da poco ha a disposizione qualche immagine hot (‘calda’ e quindi
surriscaldante). Non deve essere per nulla un caso – per quanto suddetto – che dell’opera
del 57enne cineasta di Copenhagen (Danimarca),
esistano due diverse versioni (di cinque ore e di quattro), di certo la più lunga
proiettata verso l’hard e una, quella
per la pia Italia, edulcorata e potata di alcune scene troppo perspicue, cioè
senza possibilità di ‘fraintendimento’ sessuale. Per ora ci accontenteremo.
Parlo per me, ovviamente.