Una scena di Sex Tape, il film 'scandalo' con Cameron Diaz
C’è sempre una prima volta: a 42 anni
(portati splendidamente), Cameron
Diaz ha deciso di spogliarsi (articolo)
per le prime scene senza veli della sua carriera. In Sex
Tape(articolo),
nelle sale italiane dal 18 luglio, vedremo l’attrice diventata celebre anche
per ruoli simpaticamente buffi (Tutti
pazzi per Mary, 1998), recitare in scene ad alto tasso erotico. «Si tratta della prima volta per me, ma l’ho fatto
perché lo richiedeva il ruolo - ha confessato la bionda californiana alla
rivista Esquire - Questo significa che vedrete tutto». Nel film, la Diazinterpreta il ruolo di una
moglie decisa a riaccendere il desiderio del marito: per farlo, lo convince a
realizzare un sex-tape casalingo,
peccato che questo filmato andrà a finire nelle mani di amici e parenti più
stretti. Di recente l’attrice ha anche ammesso di essere attratta dalle donne e
di aver avuto rapporti sessuali con persone del suo stesso sesso (articolo).
Un film di Nick Cassavetes. Con Cameron Diaz,
Leslie Mann, Kate Upton, Nikolaj Coster-Waldau, Nicki Minaj, Taylor Kinney, Don
Johnson, Madison McKinley, Deborah Twiss, Dan Bilzerian, Alyshia Ochse, Toshiko
Onizawa, Meki Saldana. Titolo originale: The Other Woman. Commedia, Usa 2014.
Durata 110' circa. 20th Century Fox. Uscita: giovedì 19 giugno 2014.
La trama
Dopo aver
scoperto che il suo fidanzato è sposato, Carly Whitten cerca di rimettere
insieme i pezzi di una vita in disfacimento. Ma è quando incontra per caso la
moglie tradita, che si rende conto di quante cose abbiano in comune e così,
quella che doveva essere sua nemica, diventa la sua più grande amica. Nel
momento in cui si sa di un’ulteriore amante (Kate Upton), tutte e tre le donne
si alleano per vendicarsi contro lui, tre volte traditore e tre volte bugiardo.
Carly è un avvocato di New York meticolosa e rigidamente fissata con le regole
per quanto riguarda uomini e relazioni. Quando incontra per la prima volta Mark
King abbassa la guardia e si innamora di lui. Una visita a sorpresa nella casa
di King in Connecticut finisce male, in quanto Carly scopre che Mark è sposato
con Kate. Kate, la perfetta casalinga, rimane scioccata quando scopre che suo
marito l’ha tradita per tutto questo tempo e Carly è fuori di sé quando viene a
sapere che Mark è un uomo sposato. Invece di canalizzare la propria rabbia
l’una verso l’altra, Carly e Kate instaurano un legame basato sul loro nemico
comune. C’è anche Amber che rimane coinvolta nelle bugie di Mark e, grazie al
suo aiuto, tutte e tre cospirano contro di lui per dargli quel che si merita.
Mentre le strategie si fanno sempre più ingegnose, il loro legame continua a
crescere e rafforzarsi.
Recensione
(rassegna stampa)
“(...) Nick
Cassavetes
realizza l’ennesima commedia amicale e moderatamente scandalosa - rileva Marzia Gandolfi di My Movies - che gira
intorno a un matrimonio naufragato e al desiderio di trovare un marito a ogni
costo. Un film che tradisce le speranze riposte nel regista di She's So Lovely e Alpha Dog e fa
indigestione di ‘Sex and the City’ e di un immaginario newyorkese attraversato
con una Kelly e un paio di Manolo Blahnik. Emancipata, disinibita e vestita
incredibilmente, Cameron Diaz è la Carrie Bradshaw di un gruppo di amiche
quantomeno bizzarro, dal momento che condividono tutte e tre lo stesso uomo
(...) Appoggiata sull’istrionismo delle
due interpreti e sui loro tempi comici, la commedia di Cassavetes non graffia
mai né sancisce cambiamenti di prospettiva, esibendo al contrario un’emancipazione
di facciata e un deragliamento dal comune senso del pudore soltanto inscenato.
Prodotto di mestiere con qualche battuta ben scritta, Tutte
contro lui
costruisce una banale opposizione fra un infedele seriale e tre donne
ingannate, filiformi e alla moda che troveranno con l’happy ending il loro momento di riscatto - aggiunge Gandolfi -
confermando che in amore chi più ha sofferto più ha imparato”.
Kate Upton e Cameron Diaz in una scena di Tutte contro lui
“(...) Una trama semplice e scontata, un buon
genere comico, dove tutto è studiato e dovuto”. È quanto scrive Francesca Napola di Cinemio. “Sembra che il regista abbia messo in scena la sua
esperienza personale, visto che è stato sempre circondato da donne, per cui
l’universo femminile lui lo conosce molto bene e sa quanto possano essere forti
i legami e le alleanze tra donne, soprattutto in casi estremi. Il regista,
autore da sempre, di ruoli femminili di grande spessore (Una donna
molto speciale,
La
custode di mia sorella, She’s So Lovely) conferma con questa nuova pellicola di non
aver ancora trovato un suo filone cinematografico. Ma qui, mostra di
comprendere bene i meccanismi del genere comico (...) La colonna sonora è
decisamente accattivante e insieme alle sequenze divertenti fa del film uno
spettacolo simpatico che non annoia quasi mai, ad eccezione della seconda parte
molto meno grintosa della prima e lo spettatore fa fatica a mantenere
l’attenzione. Un film semplice - conclude Napola - consigliato per chi ha
voglia di farsi quattro risate”.
David di
Donatello 2013: miglior produttore a
Domenico Procacci, migliore sonoro a Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini, miglior
montaggio a Benni Atria, migliori effetti speciali visivi a Storyteller; Nastro d'argento 2012: miglior
produttore a Domenico Procacci, migliore montaggio a Benni Atria, miglior
sonoro a Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini; Ciak d'oro 2012: miglior
produttore a Domenico Procacci, migliore sonoro in presa diretta a Benni Atria,
miglior montaggio a Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini.
Mia valutazione: ♥♥♥♥♥ = 9,5
La scheda
Un film di Daniele Vicari. Con Claudio
Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini, Ralph Amoussou,
Fabrizio Rongione, Renato Scarpa, Mattia Sbragia, Antonio Gerardi, Paolo
Calabresi, Francesco Acquaroli, Alessandro Roja, Eva Cambiale, Rolando Ravello,
Monica Birladeanu, Emilie De Preissac, Ignazio Oliva, Camilla Semino, Aylin
Prandi, Michaela Bara, Sarah Barecek, Lilith Stanghenberg, Christian Blümel,
Christoph Letkowski, Ester Ortega, Pietro Ragusa, Gerry Mastrodomenico.
Drammatico, Ita, 2012. Durata 120'. Fandango.
La trama
Il film
ricostruisce, in parte, i tristemente noti fatti avvenuti nella notte tra il 21
e il 22 luglio 2001 a Genova, durante il G8. Secondo quanto accertato dai
procedimenti penali che sono seguiti, un'irruzione della polizia nella scuola Diaz
del capoluogo ligure (tutt’oggi imprecisato il numero degli agenti coinvolti) ha
provocato una sorta di mattatoio ai danni d’innocenti e pacifici no-global (ma anche di persone non schierate e di
alcuni giornalisti, italiani e stranieri). La brutalità dei reparti di polizia coinvolti
nell’assalto è poi proseguita per tutta la notte nella caserma di Bolzaneto,
dove diciannove sui novantatré arrestati, furono portati e trattenuti con
brutalità medioevale e gravissima violazione delle più elementari norme in
materia di ‘diritti umani’.
***
Il regista Daniele Vicari
Luca è un
giornalista della Gazzetta di Bologna (nella realtà Lorenzo Guadagnucci de Il Resto del Carlino). È
il 20 luglio 2001, l'attenzione della stampa è catalizzata dagli scontri tra
manifestanti e forze dell'ordine durante il vertice G8 di Genova. In redazione
arriva la notizia della morte di Carlo Giuliani. Luca decide di partire per
Genova, vuole vedere di persona cosa sta succedendo. Alma è un'anarchica
tedesca che ha partecipato agli scontri. Sconvolta dalle violenze cui ha
assistito, decide di occuparsi delle persone disperse con Marco, un organizzatore
del Genoa Social
Forum, e Franci, un giovane avvocato del Genoa
Legal forum. Nick è un manager che s’interessa
di economia solidale, arrivato a Genova per seguire il seminario
dell'economista Susan George. Anselmo è un vecchio militante della Cgil e con i
suoi compagni pensionati ha preso parte ai cortei contro il G8. Etienne e
Cecile sono due anarchici francesi protagonisti delle devastazioni di quei
giorni. Bea e Ralf sono di passaggio e hanno deciso di riposarsi alla Diaz
prima di partire. Max, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma,
comanda il VII nucleo e non vede l'ora di tornare a casa da sua moglie e sua
figlia. Luca, Alma, Nick, Anselmo, Etienne, Marco e centinaia di altre persone
incrociano i loro destini la notte del 21 luglio 2001.
Un'emblematica scena dell'irruzione nella scuola Diaz di Genova
La mia recensione
Non è facile scrivere un’opinione su Diaz - Non
pulire questo sangue, lo straordinario film di Daniele Vicari (autore perlopiù
di un cinema di tipo ‘sociale’ e infatti esperto di documentari, dove riesce a
dare il meglio di sé, come, ad esempio, nel 2012 con La nave
dolce o nel 2007
con Il
mio paese),
perché il rischio, alto, è quello di apparire ingenui oltremisura. Io che mi
avvicino a larghe falcate ai quarantasette anni, di violenza ne ho vista e
sentita raccontare, non tanto di persona (per fortuna) ma moltissimo nei film,
nei documentari, nei servizi televisivi e nella letteratura. In pochissime
circostanze, tuttavia, mi sono accorto di essere così raggranchito sulla
poltroncina della sala cinematografica, con gli occhi sbarrati dallo sconcerto
di fronte a un’ennesima dimostrazione della possibile inumanità dell’umano.
L'attrice tedesca Jennifer Ulrich
Di tanto in tanto il cinema italiano sa regalare
dei capolavori. È, a mio avviso, il caso di quest’opera giustamente
pluripremiata (e che avrebbe di certo meritato anche una nomination all’Oscar per il miglior film in lingua straniera). Come
detto, il cineasta di Rieti con i documentari ci sa fare e questa vicenda ben
si sarebbe prestata a essere proposta con criteri legati in modo più stretto a
ciò che è indiscutibilmente probante, piuttosto che con le regole con cui si
realizza un lavoro che, come avviene sempre con i film, implica una dose d’immaginazione
e interpretazione dei fatti, seppur vicinissima al reale. Fatti che, in questo
caso, sono stati tradotti e raccontati per il grande schermo dal soggetto di Vicari e dalla
sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso regista con Laura
Paolucci, scaturita
da un certosino e spossante accaparramento di documenti, testimonianze e altri
elementi provati fino alla sentenza della Corte di Cassazione (luglio 2012,
dopo undici anni di processi) e quindi non più discutibili.
Claudio Santamaria
Il lavoro registico per la realizzazione di
questa pellicola che parla di una vera e propria sospensione dei diritti
democratici, era di difficoltà formidabile ma Daniele Vicari ne è uscito
a testa alta e con il miglior esito possibile. Riuscito il collage di continui avanti e indietro temporali, omogeneo e
determinante per la nitida comprensione di un avvenimento piuttosto intricato. A
colpire col tonfa la bocca dello
stomaco dello spettatore (così come col tonfa, il manganello dei nuclei
speciali delle forze di polizia, sono stati tartassati gli occupanti della
Diaz) sono soprattutto le riprese girate nei corridoi, nella palestra e negli
anfratti della famigerata scuola. Decine di persone, soprattutto giovani,
furono pestate a sangue, picchiate con brutalità ingiustificata nonostante,
tremanti di terrore, si facessero trovare con le mani alzate. La telecamera
attende l’orda barbarica in divisa antisommossa e realizza l’idea dell’aggressione.
In quel momento lo spettatore è catturato dalle immagini e assaggia una parte
del panico che deve aver provato chi, di quell’arrembaggio, è stato realmente
vittima.
Ottima la partecipazione di Renato Scarpa
È in queste fasi che la narrazione filmica diviene
ricostruzione - se non forse fedelissima in ogni minimo particolare (ma nel
cinema questo non è indispensabile) – di un realismo sbalorditivo. Merito anche
del magistrale montaggio di Benni Atria e di effetti speciali di livello
hollywoodiano. In tutto questo le prove degli attori non sono così importanti,
passano in secondo piano rispetto alla concatenazione dei fatti. Ogni interprete ha
a disposizione pochissimi minuti di girato ed è quindi superfluo soffermarsi
sulle personificazioni, ad esempio, dei bravissimi Claudio
Santamaria
e Elio
Germano, per citare
i nomi di spicco. Mentre merita una particolare menzione, l’esperta
caratterizzazione affidata a un grande attore come Renato
Scarpa. Lo stesso
vale per il piccolo, ma determinate, ruolo di Mattia Sbragia nei panni
di Arnaldo La Barbera (nel film rinominato come Armando Carnera), il
rappresentante dello Stato che non ebbe dubbi sulla necessità di compiere l’operazione-Diaz.
Un film dalla tensione lancinante che non dà
tregua a chi vede. Due ore circa di autentico sgomento (a prescindere da quale
sia il grado di conoscenza dei fatti realmente accaduti e delle tante immagini
passate in televisione) per la definitiva presa di coscienza dello scempio che
avvenne quel giorno. Il tutto impastato con un intollerabile senso d’incredulità,
come se una voce dentro dicesse in continuazione “non è possibile che sia
successo, non è possibile che sia successo”. Da recuperare senza indugio
(vietato avere bimbi a fianco) per arricchire il proprio bagaglio di
conoscenze, comprese quelle di carattere animalesco, nel significato più irriverente della parola.
Cameron Diaz in Sex Tape, film che uscirà ad agosto
Da sempre ha ammesso di essere attratta dal ‘gentil
sesso’ e adesso Cameron Diaz è uscita ancor di più allo scoperto. Dopo
aver infatti dichiarato nel 2010 a Playboy «posso essere attratta sessualmente
da una donna, ma non significa che sia innamorata di lei», l'attrice 41enne lo
scorso marzo aveva aggiunto a Glamour Uk: «Tutte le donne, a un certo punto
della loro vita, sono sessualmente attratte da un'altra donna. Io le trovo
bellissime, assolutamente» (articolo).
Adesso, è arrivata la chiusura del cerchio.
Ospite dello show Watch What Happens Live, alla domanda se fosse mai stata a
letto con una donna, Diaz ha detto: «Sì, è successo». I conduttori
hanno provato a farle dire di più, ma l'attrice ha evitato di entrare nei
dettagli, liquidando gli altri quesiti con un semplice: «Non mi è stato chiesto
esplicitamente come sono stata insieme a una donna, ma sì, ci sono stata».
Cameron Diaz e Peter Segel in una delle foto più 'apprezzate' dal film Sex Tape
Quant’è vero che il sesso ‘tira’, in ogni
senso. In particolare negli ultimi venti giorni circa, non si fa che parlare di
Cameron
Diaz, del suo
film ‘spintarello’ Sex Tape, che
uscirà solo il 21 agosto (l’articolo)
e delle sue disinibite dichiarazioni riguardo l’attrazione per le donne (l’articolo).
Oltre a essere stata pubblicata oggi qualche foto tratta dal lungometraggio di Jake
Kasdan, si viene
pure a sapere che il film è a tal punto pruriginoso che negli States hanno
marchiato con la famigerata red band (indica
che il video contiene materiale per soli adulti) il suo trailer.
Cameron è già molto bella – secondo me e
suppongo per tutti gli uomini eterosessuali – da fare, senza troppi sforzi, da
catalizzatore per ogni pellicola in cui recita. Se poi l’esperienza filmica in
questione la vede addirittura – e in più di una sequenza – del tutto nuda e
fare sesso spinto con il marito (nella finzione) e co-protagonista Peter
Segel – la faccenda si fa seria. Non vorrei sembrarvi più ‘allupato’ di quanto in effetti sia, ma
non nascondo una certa inquietudine anche nello scriverne. Forse dovrei farmi
vedere da uno bravo?
Insomma, dite quello che vi pare, ma la
notizia c’è, tanto più che la bionda californiana, a quarantuno anni suonati, sembra sia ancora in possesso di un corpo da 25enne, evidenziato, nel film di cui parliamo, da un abbigliamento spesso succinto come una maglietta trasparente
sul seno o un paio di slip che rilevano il perfetto lato B. Per ora quanto
potrà funzionare questo Sex Tape non si
può dire. Certo è innegabile che stia beneficiando di un’ondata passionale di
pubblicità che al botteghino potrebbe produrre frutti succulenti. Restiamo in
attesa, ma tanto da qui ad agosto qualcos’altro salterà fuori.
Dopo aver presentato Sex Tape(leggi),
il suo prossimo film, nel quale sono annunciate alcune scene illuminate a ‘luci
rosse’, apprendiamo di una provocazione lanciata da Cameron
Diaz, con cui fa sapere di essere attratta anche dalle donne. Nonostante la 41enne attrice di San Diego
(California), a mio avviso una delle più affascinanti del pianeta Hollywood, sia
stata fidanzata – come ci ricorda Fan Page - con Matt
Dillon, Jared
Leto e Justin
Timberlake,
alcuni fra gli attori più ‘graditi’ alle amanti del cinema, nell’ambito di un’intervista
rilasciata a Mirror ha detto di essere convinta che «tutte le donne sono in
parte attratte sessualmente da persone dello stesso sesso, è naturale trovare
una connessione e apprezzare donne di rara bellezza».
Poi ha aggiunto quali sono le sue preferenze
in termini estetici e soprattutto specificato cos’è che non le piace
dell’universo maschile: «La rudezza, non ho alcuna pazienza nei confronti di
questo aspetto. E inoltre l’acqua di colonia in eccesso, non la sopporto.
L’igiene non è essenziale, ma sicuramente in cima alla lista delle cose. Quello
che più interessa è il senso dell’umorismo perché rivela quanto un uomo sia
intelligente». Sono d’accordo (tranne sul fatto che l'igiene non sia essenziale) così come trovo del tutto normale e
insindacabile che le preferenze sessuali di Diaz siano indirizzate su più
fronti. Il dubbio che mi sorge è che la brava interprete di grandi film come,
ad esempio, Gangs of New York (del
2002, nomination al Golden Globe come miglior attrice non protagonista) abbia
deciso di, in un certo senso, rilanciare la propria immagine puntando sull’argomento
sesso che, come si sa, non finirà mai di attrarre l’attenzione del grande
pubblico. Sempre parlando con Mirror – riporta ancora Fan Page - Cameron ha aggiunto
di adorare l’umorismo inglese e dunque gli uomini britannici. Potrebbe non
essere un caso che la settimana prossima sarà proprio a Londra per impegni di
lavoro.
Un film di Jake Kasdan. Con Jason Segel,
Reese Witherspoon, Cameron Diaz, Rob Lowe, Rob Corddry, Jack Black, Ellie
Kemper, Jolene Blalock, Randall Park, Timothy Brennen, Giselle Eisenberg,
Brendan Egan, Kate Jurdi, Krisztina Koltai, Osmani Rodriguez, James Wilcox,
Melissa Paulo, Brina, Aingea Venuto, Stacey Forbes Iwanicki, Lily Davis,
Jeffrey Corazzini, Van Brockmann, Susan Garibotto. Commedia, Usa 2013. Warner
Bros Italia. Uscita giovedì 21 agosto 2014.
Trama del film
Annie e Jay
decidono di filmarsi mentre fanno sesso. La trovata ottiene l'effetto di
rinvigorire le loro prestazioni ma di mettere a repentaglio tutto il resto. Il
giorno dopo, infatti, si accorgono che il video è stato rubato. A quel punto,
determinati a ritrovare il filmato, si trasformeranno in agguerriti detective, pronti ad accusare anche gli amici più
intimi di essere dei ladri senza scrupoli.
Cosa Sappiamo
Cameron Diaz, indiscutibilmente sexy
Sappiamo e intuiamo, da quanto ci comunica
Vip News di Virgilio,
che non sarà il film del secolo, anzi. Manca molto alla sua uscita ma ho voglia
di parlarne perché c’è di mezzo una delle attrice più sexy, a mio avviso, che
bazzichino il grande schermo ormai da parecchi anni. Da quando Cameron Diaz (è a lei
che, mi riferisco) esplose con Tutti pazzi per
Mary (1998) ma essendo già passata – specializzandosi in particolare nella
commedia - attraverso film di successo come The
Mask (1994), Una cena quasi perfetta
(1996), Il matrimonio del mio migliore
amico (1997), Cose molto cattive
(1998) e ruoli da rilevante protagonista in pellicole di successo ancora
maggiore, come Essere John Malkovich
(1999), il bellissimo Ogni maledetta
domenica (2000) e lo straordinario Gangs
of New York (2002 e mi fermo per non imbottirvi di titoli).
Il regista Jake Kasdan
Stavolta, in Sex Tape del regista Jake Kasdan (curriculum
piuttosto esiguo e che dimostra la sua predisposizione per opere che abbiano
nel sesso un cardine fondamentale, come anche Walk Hard - La storia di Dewey Cox del 2007, con un efficace John C.
Reilly) la
bellissima (sempre a mio parere) 41enne attrice di San Diego (California) si
lancia in un film sexy che pare proprio essere a prova di cuori deboli. L’ha
ammesso lei stessa rilasciando dichiarazioni alla rivista People, con cui racconta
della scena al limite dell’hard, nella quale gira un filmino a luci rosse con il marito (interpretato da Jason
Segel, molte
commedie anche per lui tra le quali cito l’apprezzata Non mi scaricare del 2008). Lunghe maratone sotto le lenzuola. «Abbiamo
passato giorni a dirci cose del tipo: il mio c*** deve essere sulla tua faccia
e il tuo pacco sulla mia. A volte avrei voluto fermarmi nel mezzo di una scena
e dire “Aspettate un attimo, siamo davvero pagati per fare questo?”», ha detto Cameron. «Ci siamo divertiti
un sacco sul set, siamo grati che questo sia il nostro lavoro. Siamo riusciti
nello stesso tempo a fare gli idioti tutto il giorno e raccontare una romantica
storia d'amore».
Ripeto, come detto, a naso, il film potrebbe essere uno di
quelli per cui è sufficiente attendere una visione in dvd/blu-ray o un
passaggio in tv, anche se va rilevato il cast di alto livello nel quale spicca
il ritorno dell’ancora affascinante 50enne Rob Lowe (attore
molto discontinuo di cui voglio ricordare il solo Cattive compagnie del lontano 1990). C’è poi anche la ‘potente’ Reese
Witherspoon
(Rendition - Detenzione illegale del
2007), anche lei esperta ‘commediante’.