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lunedì 2 giugno 2014

Quelli che guardano film pornografici «sono più stupidi»: lo dice un gruppo di ricercatori tedeschi

Lo studio di un istituto di ricerca tedesco avanza l'ipotesi
che chi guarda molti film pornografici sia più stupido della media
Altro che ‘luci rosse’. È davvero un  periodo buio per il cinema porno, che dopo aver dovuto accettare il proprio graduale declino (articolo) dovuto alla inarrestabile diffusione dellhome video - prima videoregistratori poi tecnologie molto più avanzate come la diretta visione su computer - adesso si vede anche accusato di avere degli spettatori più stupidi della media, in particolare quelli che amano guardare film hard con una certa frequenza. Questo focoso pubblico, infatti, secondo quanto suggerisce uno studio del , pubblicato su Jama (e ripreso da Adnkronos), potrebbe essere composto da persone con un volume più piccolo della materia grigia del cervello. I ricercatori hanno individuato delle differenze nelle dimensioni di questa zona cerebrale negli uomini che con frequenza guardano prodotti audiovisivi dal contenuto senza dubbio pornografico.

L'attrice Sara Tommasi in una performance a 'luci rosse'
Lo studio - riporta il quotidiano inglese The Guardian - ha reclutato 64 maschi di età compresa tra 21 e 45 anni, con una media di 4 ore a settimana passate davanti a contenuti hot. Inoltre il gruppo è stato sottoposto a risonanza magnetica durante la visione di film esplicitamente erotici disponibili online e altri dal contenuto più morigerato. Ebbene, nel primo caso l'esame ha evidenziato una diminuzione della materia grigia nel corpo striato del cervello. Sul rapporto causa-effetto tra visione di film a luci rosse e materia grigia più ‘magra’, tuttavia, bisogna ancora far luce: una delle ipotesi, spiegano infatti gli scienziati, potrebbe essere che «gli individui con un volume inferiore del corpo striato possono avere bisogno di più stimoli esterni per provare piacere e quindi potrebbero avere la necessità di un consumo più frequente d’immagini pornografiche».

redazione

venerdì 23 maggio 2014

Sara Tommasi, il tribunale: «In un film hard subì uno stupro di gruppo»

La show girl e, forse, ex porno-attrice Sara Tommasi
Sara Tommasi non sarebbe stata nelle condizioni di girare un film hard e durante le riprese avrebbe subito una violenza sessuale di gruppo per induzione. Con questa motivazione il giudice dell’udienza preliminare (gup) del tribunale di Salerno ha condannato con rito abbreviato a due anni e dieci mesi Giuseppe Matera. Il giudice ha accolto la richiesta del pm Elena Guarino. Matera, che è agli arresti domiciliari ma con un permesso giornaliero per seguire la propria azienda, ha collaborato con la procura consegnando anche un video girato in Ungheria per evitarne la commercializzazione. «È la pena più bassa possibile - hanno detto i difensori del produttore, gli avvocati Antonio Ciliberti e Claudio D'Amato - per questo reato».

Rasa Tommasi
La show girl ha anche dato l’addio al mondo dell’hard pubblicando un post sul suo profilo Facebook: «Dopo un breve periodo di pausa, sono pronta a tornare fra il mio amato pubblico che mi esprime sempre calore e sostegno durante le numerose ospitate. Con la presente desidero precisare che è mia volontà dissociarmi dal mondo hard il quale non mi appartiene. Inoltre - si legge sul post - non mi riconosco nell'appellativo ‘compagna nell'hard’ che proprio in questi giorni il signor Tassinari Luca sta diffondendo relativamente la mia persona; con quest'ultimo preciso di non intrattenere alcun tipo di rapporto amicale e professionale». (Fonte, Rai News online).

lunedì 12 maggio 2014

L’esplosione dei film hard-core e la battaglia per farli sparire

In un saggio la storia del cinema porno in Italia e nel mondo
La copertina del libro
di Franco Grattarola e Andrea Napoli
In un arco cronologico compreso tra la seconda metà degli anni Settanta e la prima metà degli Ottanta del secolo scorso, vi fu una vera e propria esplosione del cinema hard-core, o pornografico o a ‘luce rossa’, che dir si voglia. Ma l’esistenza dei film di questo genere controverso, ha le sue radici in un’epoca addirittura anteriore. Poi, con l’avvento delle prime tecnologie fino alla facilità di godimento (internet) dei giorni nostri, la creazione di veri e propri divi come Cicciolina, Moana Pozzi, Rocco Siffredi e molti altri, si è progressivamente rivelata un inutile tentativo di far sopravvivere l’hard su pellicola, ormai privo di tutte le sue valenze ‘rivoluzionarie’ fino a spegnersi per mano dei videoregistratori, che resero possibile una più ‘comoda’ visione casalinga.

Cicciolina e Moana Pozzi ai tempi in cui erano vere e proprie star
Di questo si parla in un saggio appena giunto nelle librerie (edito da Iacobelli - collana Fuoricollana), intitolato Luce rossa. La nascita e le prime fasi del cinema pornografico in Italia, scritto da Franco Grattarola e Andrea Napoli, (493 pp., 29 €). Il volume sarà presentato il 29 maggio 2014 (ore 21) alla sala Trevi di Roma in un incontro moderato dal critico cinematografico Marco Giusti.

Il pornodivo
Rocco Siffredi
“L’hard nacque come un’ulteriore categoria in grado di rivitalizzare l’oramai moribondo cinema di genere - sottolinea la recensione  a firma Marco Lombardi sulla versione online de Il Quotidiano di Puglia - sulla scorta del successo riscosso in Francia, negli Usa e nel Nord Europa (…) L’hard su pellicola ebbe contro i politici di ogni schieramento (dai 'missini' ai comunisti), diversi gruppi in lotta fra loro (tra cui quelli cattolici e i movimenti femministi che piazzarono diversi ordigni nei cinema a luci rosse della capitale) e addirittura un movimento terroristico di estrema destra - rileva ancora Lombardi - detto ‘Ludwig’ (che bruciò una sala milanese causando la morte di sei persone). Nonostante il cinema hard fosse un nemico diffusamente comune, s’affermò rapidamente anche come forma di ribellione politica nei confronti di una cultura in buona parte coercitiva e bigotta”. Fino, come detto, alla rivoluzione tecnologica, che lo privò della sua ragione d'essere proposto al cinema.

s.m.

martedì 6 maggio 2014

“Lovelace”, la drammatica storia dell’hard “Gola profonda”

La locandina
Mia aspettativa: ♥♥ = 5

La scheda
Un film di Rob Epstein, Jeffrey Friedman. Con Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Juno Temple, Sharon Stone, Robert Patrick, continua Chris Noth, Adam Brody, Hank Azaria, Wes Bentley, James Franco, Eric Roberts, Chloë Sevigny, Bobby Cannavale Biografico, Usa 2013. Durata 92'.

La trama
Nel 1972 la società benpensante a stelle e strisce fu sconvolta dall'uscita di Gola profonda (ribattezzato in seguito in Italia La vera gola profonda), che ebbe un successo smisurato per trattarsi di una produzione pornografica. Tale fu il suo impatto in quell'America bacchettona, che il governo di Richard Nixon provò a impedirne la diffusione, riuscendo almeno a condannare l'attore protagonista Harry Reems a cinque anni di carcere in seguito a un controverso processo. Quanto alla protagonista femminile, Linda Lovelace, qualche anno più tardi - incassato il successo - dichiarò che fu letteralmente costretta a interpretare tutte le scene di sesso dall'allora marito Chuck Traynor.

Recensione
Un utilizzo piuttosto puerile di un tema inflazionato noto come ‘America bacchettona’, nella quale, però, tutto è stato ed è possibile fare. È parte del rovinoso fardello che appesantisce Lovelace (nel 2010 presentato in concorso al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino) del regista statunitense Rob Epstein (in coppia con Jeffrey Friedman) il quale ha dimostrato di essere molto più in gamba come documentarista (ben due premi Oscar, nel 1985 per The Times of Harvey Milk insieme a Richard Schmiechen e nel 1990 per Common Threads: Stories from the Quilt coadiuvato da Bill Couturié; cfr. Wikipedia).


Una scena 'spinta' di Lovelace, con Amanda Seyfried e Peter Sarsgaard
Uno dei registi,
Rob Epstein
Peccato per i due attori principali, ben calati nelle parti ma penalizzati dalla forzata sceneggiatura - basata su fatti realmente accaduti - di Andy Bellin, il quale ha forse creduto che per raccontare un passaggio importante della rivoluzione sessuale negli Usa e carpire l’attenzione dello spettatore degli anni Duemila, fosse necessario stupire con frasi e scene a effetto (mal riuscito).  E così la protagonista Amanda Seyfried/Linda Lovelace (molto brava ne Les Misérables [2013] e pronta a tornare presto sul grande schermo in Un milione di modi per morire nel West) risulta spesso indisponente per l’incongruente misto di immaturità e insubordinatezza. Così come irritante è il personaggio interpretato da Peter Sarsgaard (ottimo in Night Moves nel 2013 in coppia con Dakota Fanning), di continuo sopra le righe ed esageratamente ‘cattivo’ da sembrare stupido. Il cast è arricchito dalla presenza di un 'mostro sacro' come l'ancora sexy Sharon Stone

In Lovelace è narrata una parte
della rivoluzione sessuale negli Usa
Nulla da dire sul montaggio e sul susseguirsi delle immagini di quest’opera (che potrebbe rischiare la censura o comunque il divieto ai teenager). Ma per buttare giù uno script più misurato sarebbe stato sufficiente dare un’occhiata e ispirarsi al coinvolgete e riuscitissimo Larry Flynt - Oltre lo scandalo (1996) di Milos Forman con uno straripante Woody Harrelson, storia anch’essa realmente accaduta sempre nei Settanta del secolo scorso, del primissimo direttore ed editore di Hustler, una rivista pornografica di grande successo. Impreziosito dall’ottima fotografia di Eric Alan Edwards e da una colonna sonora appropriata (Stephen Trask), è un film (che narra del mitico hard Gola profonda e nel 2010 presentato in concorso al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino) che crolla sotto i colpi impietosi della banalità dei dialoghi e della prevedibilità nella concatenazione delle azioni.

Premessa: l’articolo è basato solo su alcuni videoclip, quindi deve essere considerato un’interpretazione parziale del film, dove possibile arricchita con diverse informazioni e integrata dal parere di altri critici.

st.mar.

sabato 19 aprile 2014

“Nymphomaniac - Volume 2”, dopo la delusione della prima parte (con trailer)

La locandina
Mia aspettativa: ♥♥♥ = 7

Scheda del film
Un film di Lars von Trier. Con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Willem Dafoe, Mia Goth, Michael Pas, Jean-Marc Barr, Jamie Bell, Ananya Berg, Peter Gilbert Cotton, Shia LaBeouf, Connie Nielsen, Uma Thurman. Titolo originale: Nymphomaniac - Volume II. Drammatico, Dan 2014. Durata 123’. Good Films. Uscita giovedì 24 aprile 2014.

Trama del film
Seconda parte del film di Lars von Trier in cui si parla dell'età adulta della protagonista. Un uomo raccoglie una donna che è stata picchiata e contusa in un vicolo. La porta a casa dove cura le ferite e le chiede di raccontargli la sua storia. La ascolta assorto mentre lei narra, nel corso dei successivi otto capitoli, le sue esperienze, fatte d’incontri e di avvenimenti. Mentre la accudisce, la donna gli racconta in otto capitoli la sua vita da ninfomane, dalla nascita ai cinquant'anni.

Critica
Eravamo rimasti a una sostanziale delusione. Strombazzato (è il caso di dirlo?) da un pachidermico battage pubblicitario e forte dell’argomento, cioè il sesso e per giunta ‘spinto’ (leggi di più) rispetto alla media del cinema non a ‘luci rosse’, il primo Volume di Nymphomaniac (l’articolo) del regista danese Lars von Trier, non ha convinto. E neppure ha attirato al cinema le frotte di spettatori (solo 632mila euro l’incasso totale in Italia) che presumibilmente sarebbero dovuti essere ‘vogliosi’ di seguire le performance erotiche di Charlotte Gainsbourg, circondata da un ‘nudo’ cast di grandi attori, da Stellan Skarsgård a Shia LaBeouf, Uma Thurman, Willem Dafoe e molti altri. Qualcuno dei quali scompare dalla seconda puntata, Nymphomaniac - Volume 2, che sarà nelle nostre sale tra cinque giorni (da giovedì 24 aprile).


La bravissima Charlotte Gainsbourg in un'eloquente scena del film
Che poi, in fondo, riprendendo il discorso sul sesso, va tenuto in conto che ‘noi’ ci siamo beccati la versione ‘mozzata’ delle scene più forti. Detto ciò e rilevando con amarezza che il 95 percento delle persone che va al cinema non legge mai nulla dei film che ha a disposizione, quel poco di passaparola che è gravitato intorno all’ultima opera del 58enne cineasta di Copenhagen, questa ‘potatura’ delle parti più stuzzicanti l’ha di certo reclamizzata fra amici e parenti. Detto ciò, dice benissimo Daniela Catelli di Coming Soon quando rileva che “la limitazione delle scene hard ci permette di concentrarci sul vero senso della ricerca esistenziale di Joe”, la protagonista della vicenda filmica che, comunque, resta di un certo valore e, soprattutto rispecchia quella che può essere considerata la vera ‘anima’ di von Trier.

Charlotte Gainsbourg e Shia LaBeouf
Nel promuovere sostanzialmente il film, infatti, è posto l’accento da chi ha visto l’anteprima di questo Volume 2, che si tratti di “un compendio dei suoi temi e delle sue ossessioni” scrive ancora Catelli con riferimento al regista. “Alla fine (…) è evidente che quello che troppi ottimisti si erano frettolosamente sbilanciati a ipotizzare – evidenzia la collega di Coming Soon - era solo un (loro) pio desiderio: lungi dall'aver superato la depressione, von Trier è ormai un nichilista convinto, che continua a scavare nel (suo) animo femminile con coerenza, dolore ed onestà”. Certo, considerata l’importanza dell’esperienza in immagini, per poterne dare un giudizio completo sarà indispensabile vedere la versione integrale (realizzata con un budget di circa nove milioni e mezzo di euro). Quella giunta sinora in Italia dura nel complesso quattro ore, divisa nei due citati volumi. La seconda più lunga, più esplicita, durerà cinque ore e mezzo e arriverà tra molto tempo con molte più immagini di genitali.

Ottima prova anche di Stellan Skarsgård
In conclusione è giusto rilevare l’ottima prova attoriale della Gainsbourg (Melancholia nel 2011). La 42enne londinese, attraversa “con la parola e con il corpo, tutta la gamma del tormento di un personaggio che ha tantissimi punti di contatto con la protagonista del sottovalutato Antichrist (nel 2009 e sempre con la direzione di von Trier), qua richiamato in una scena chiave”, sostiene  Catelli . “È lei – ormai è certo – la musa e l'alter ego più calzante del regista danese, che ne eleva ancora una volta la singolare fisicità ad icona della sofferenza. E da applauso è anche Stellan Skarsgård, che interpreta il paziente Seligman con tutta la sapienza e l'astuzia di un grande attore”.


Stefano Marzetti

martedì 1 aprile 2014

C’era da aspettarselo, “Nynphomaniac” vietato ai 14enni

Un'esplicita scena di Nynphomaniac
Nymphomaniac Volume 1 (vai all’articolo), il film di Lars von Trier, in sala dal 3 aprile (il Volume 2 è atteso per il 24 dello stesso mese) distribuito dalla Good Films, uscirà con il divieto ai minori di 14 anni. È quanto ha deciso (la notizia è riportata dal sito web Ansa) la commissione di revisione. La pellicola, presentata in anteprima internazionale al Festival di Berlino e per l'Italia domani (2 aprile 2014) a Udine al Film Forum Festival, arriva nei nostri cinema nella versione non integrale, che avrà successiva distribuzione.




La notizia, a onor del vero, mi sorprende fino a un certo punto, giacché, vista l’ipotesi di partenza della sceneggiatura dello stesso von Trier, il racconto filmico è destinato a sconvolgere – ma secondo me più a ‘coinvolgere’ – il pubblico italiano (forse quello maschile in particolare). Il nostro Paese da poco ha a disposizione qualche immagine hot (‘calda’ e quindi surriscaldante). Non deve essere per nulla un caso – per quanto suddetto – che dell’opera del 57enne cineasta di Copenhagen (Danimarca), esistano due diverse versioni (di cinque ore e di quattro), di certo la più lunga proiettata verso l’hard e una, quella per la pia Italia, edulcorata e potata di alcune scene troppo perspicue, cioè senza possibilità di ‘fraintendimento’ sessuale. Per ora ci accontenteremo. Parlo per me, ovviamente.


s.m.

martedì 25 marzo 2014

“Sex Tape”, stavolta Cameron va oltre il sexy

La locandina
Mia previsione: ♥♥ = 6

Scheda del film
Un film di Jake Kasdan. Con Jason Segel, Reese Witherspoon, Cameron Diaz, Rob Lowe, Rob Corddry, Jack Black, Ellie Kemper, Jolene Blalock, Randall Park, Timothy Brennen, Giselle Eisenberg, Brendan Egan, Kate Jurdi, Krisztina Koltai, Osmani Rodriguez, James Wilcox, Melissa Paulo, Brina, Aingea Venuto, Stacey Forbes Iwanicki, Lily Davis, Jeffrey Corazzini, Van Brockmann, Susan Garibotto. Commedia, Usa 2013. Warner Bros Italia. Uscita giovedì 21 agosto 2014.

Trama del film
Annie e Jay decidono di filmarsi mentre fanno sesso. La trovata ottiene l'effetto di rinvigorire le loro prestazioni ma di mettere a repentaglio tutto il resto. Il giorno dopo, infatti, si accorgono che il video è stato rubato. A quel punto, determinati a ritrovare il filmato, si trasformeranno in agguerriti detective, pronti ad accusare anche gli amici più intimi di essere dei ladri senza scrupoli.

Cosa Sappiamo
Cameron Diaz, indiscutibilmente sexy
Sappiamo e intuiamo, da quanto ci comunica Vip News di Virgilio, che non sarà il film del secolo, anzi. Manca molto alla sua uscita ma ho voglia di parlarne perché c’è di mezzo una delle attrice più sexy, a mio avviso, che bazzichino il grande schermo ormai da parecchi anni. Da quando Cameron Diaz (è a lei che, mi riferisco) esplose con Tutti pazzi per Mary (1998) ma essendo già passata – specializzandosi in particolare nella commedia - attraverso film di successo come The Mask (1994), Una cena quasi perfetta (1996), Il matrimonio del mio migliore amico (1997), Cose molto cattive (1998) e ruoli da rilevante protagonista in pellicole di successo ancora maggiore, come Essere John Malkovich (1999), il bellissimo Ogni maledetta domenica (2000) e lo straordinario Gangs of New York (2002 e mi fermo per non imbottirvi di titoli).

Il regista Jake Kasdan
Stavolta, in Sex Tape del regista Jake Kasdan (curriculum piuttosto esiguo e che dimostra la sua predisposizione per opere che abbiano nel sesso un cardine fondamentale, come anche Walk Hard - La storia di Dewey Cox del 2007, con un efficace John C. Reilly) la bellissima (sempre a mio parere) 41enne attrice di San Diego (California) si lancia in un film sexy che pare proprio essere a prova di cuori deboli. L’ha ammesso lei stessa rilasciando dichiarazioni alla rivista People, con cui racconta della scena al limite dell’hard, nella quale gira un filmino a luci rosse con il marito (interpretato da Jason Segel, molte commedie anche per lui tra le quali cito l’apprezzata Non mi scaricare del 2008). Lunghe maratone sotto le lenzuola. «Abbiamo passato giorni a dirci cose del tipo: il mio c*** deve essere sulla tua faccia e il tuo pacco sulla mia. A volte avrei voluto fermarmi nel mezzo di una scena e dire “Aspettate un attimo, siamo davvero pagati per fare questo?”», ha detto Cameron. «Ci siamo divertiti un sacco sul set, siamo grati che questo sia il nostro lavoro. Siamo riusciti nello stesso tempo a fare gli idioti tutto il giorno e raccontare una romantica storia d'amore».

Ripeto, come detto, a naso, il film potrebbe essere uno di quelli per cui è sufficiente attendere una visione in dvd/blu-ray o un passaggio in tv, anche se va rilevato il cast di alto livello nel quale spicca il ritorno dell’ancora affascinante 50enne Rob Lowe (attore molto discontinuo di cui voglio ricordare il solo Cattive compagnie del lontano 1990). C’è poi anche la ‘potente’ Reese Witherspoon (Rendition - Detenzione illegale del 2007), anche lei esperta ‘commediante’.

st.mar.