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lunedì 2 giugno 2014

Quelli che guardano film pornografici «sono più stupidi»: lo dice un gruppo di ricercatori tedeschi

Lo studio di un istituto di ricerca tedesco avanza l'ipotesi
che chi guarda molti film pornografici sia più stupido della media
Altro che ‘luci rosse’. È davvero un  periodo buio per il cinema porno, che dopo aver dovuto accettare il proprio graduale declino (articolo) dovuto alla inarrestabile diffusione dellhome video - prima videoregistratori poi tecnologie molto più avanzate come la diretta visione su computer - adesso si vede anche accusato di avere degli spettatori più stupidi della media, in particolare quelli che amano guardare film hard con una certa frequenza. Questo focoso pubblico, infatti, secondo quanto suggerisce uno studio del , pubblicato su Jama (e ripreso da Adnkronos), potrebbe essere composto da persone con un volume più piccolo della materia grigia del cervello. I ricercatori hanno individuato delle differenze nelle dimensioni di questa zona cerebrale negli uomini che con frequenza guardano prodotti audiovisivi dal contenuto senza dubbio pornografico.

L'attrice Sara Tommasi in una performance a 'luci rosse'
Lo studio - riporta il quotidiano inglese The Guardian - ha reclutato 64 maschi di età compresa tra 21 e 45 anni, con una media di 4 ore a settimana passate davanti a contenuti hot. Inoltre il gruppo è stato sottoposto a risonanza magnetica durante la visione di film esplicitamente erotici disponibili online e altri dal contenuto più morigerato. Ebbene, nel primo caso l'esame ha evidenziato una diminuzione della materia grigia nel corpo striato del cervello. Sul rapporto causa-effetto tra visione di film a luci rosse e materia grigia più ‘magra’, tuttavia, bisogna ancora far luce: una delle ipotesi, spiegano infatti gli scienziati, potrebbe essere che «gli individui con un volume inferiore del corpo striato possono avere bisogno di più stimoli esterni per provare piacere e quindi potrebbero avere la necessità di un consumo più frequente d’immagini pornografiche».

redazione

martedì 8 aprile 2014

A giugno i sessant’anni del Taormina Film Festival


Claudia Cardinale
sarà la madrina del Festival
Il Taormina Film Fest compie sessant’anni (la 60^ edizione si svolgerà dal 14 al 21 giugno 2014) e si ‘regala’ Claudia Cardinale come ospite d'onore. «Dopo aver assistito al sorprendente aumento del pubblico dello scorso anno (+30%), pensiamo che sia importante festeggiare come si deve i 60 anni del TFF – hanno dichiarato il direttore editoriale Mario Sesti e la general manager Tiziana Rocca - Un festival la cui longevità e storia sono paragonabili solo ai grandi eventi di cinema come Berlino, Cannes e Venezia». Partendo proprio dalla Cardinale, indimenticabile interprete di grandi film della cinematografia italiana (Il gattopardo [1963], 8½, [1963], C'era una volta il West [1968]), saranno le donne, celebri attrici da tutto il mondo, le muse di questa speciale edizione, invitate a rappresentare le differenti decadi della vita del festival.

Alla Cardinale sarà dedicata anche una retrospettiva dei suoi film oltre a numerosi eventi collaterali e la consegna del Taormina Arte Awards. Sempre nell’ottica dei festeggiamenti di un così importante anniversario il TFF premierà con ‘Il Cariddi alla Carriera’ due grandi protagonisti, grazie ai quali il nostro cinema e la nostra arte sono diventati internazionali: i premi Oscar Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti.

redazione

martedì 1 aprile 2014

C’era da aspettarselo, “Nynphomaniac” vietato ai 14enni

Un'esplicita scena di Nynphomaniac
Nymphomaniac Volume 1 (vai all’articolo), il film di Lars von Trier, in sala dal 3 aprile (il Volume 2 è atteso per il 24 dello stesso mese) distribuito dalla Good Films, uscirà con il divieto ai minori di 14 anni. È quanto ha deciso (la notizia è riportata dal sito web Ansa) la commissione di revisione. La pellicola, presentata in anteprima internazionale al Festival di Berlino e per l'Italia domani (2 aprile 2014) a Udine al Film Forum Festival, arriva nei nostri cinema nella versione non integrale, che avrà successiva distribuzione.




La notizia, a onor del vero, mi sorprende fino a un certo punto, giacché, vista l’ipotesi di partenza della sceneggiatura dello stesso von Trier, il racconto filmico è destinato a sconvolgere – ma secondo me più a ‘coinvolgere’ – il pubblico italiano (forse quello maschile in particolare). Il nostro Paese da poco ha a disposizione qualche immagine hot (‘calda’ e quindi surriscaldante). Non deve essere per nulla un caso – per quanto suddetto – che dell’opera del 57enne cineasta di Copenhagen (Danimarca), esistano due diverse versioni (di cinque ore e di quattro), di certo la più lunga proiettata verso l’hard e una, quella per la pia Italia, edulcorata e potata di alcune scene troppo perspicue, cioè senza possibilità di ‘fraintendimento’ sessuale. Per ora ci accontenteremo. Parlo per me, ovviamente.


s.m.