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giovedì 12 giugno 2014

Film appena usciti per questo week end (dal 12 al 15 giugno 2014)

The Congress (vai all’articolo)

Valutazione media: ♥♥♥♥ = 8

La scheda
Un film di Ari Folman. Con Robin Wright, Harvey Keitel, Jon Hamm, Paul Giamatti, Kodi Smit-McPhee, Danny Huston, Kodi Smit-McPhee, Sami Gayle, Michael Landes, Sarah Shahi, Ed Corbin, Michael Stahl-David. Titolo originale: The Congress. Fantascienza, Isr/Ger/Pol/Lus/Fra/Bel 2013. Durata 85' circa. Wider Films: uscita giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Robin Wright, che interpreta se stessa, riceve da un grande Studio l'offerta di vendere la sua identità cinematografica: verrà scansionata e di lei verrà creato un campione così che lo Studio possa utilizzare la sua immagine a piacimento in qualsiasi tipo di film di Hollywood, anche i più commerciali da lei in precedenza spesso rifiutati. In cambio, Robin riceverà una cospicua somma di denaro, ma soprattutto, lo Studio promette di mantenere il suo alias digitale per sempre giovane - per l'eternità - in ogni film. Il contratto ha una validità di vent'anni. È a questo punto che Robin viene catapultata in un mondo animato; tutti i divi che come lei si sono fatti scansionare, si riuniscono al Congresso di Futurologia dove viene presentata la formula chimica che dà la possibilità di assumere molteplici identità. Tratto dal romanzo fantasy scritto nel '71 da Stanislaw Lem (The futurogical congress).

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Il Magico Mondo di Oz

Valutazione media: ♥♥♥ = 6

La scheda
Regia di Dan St. Pierre, Will Finn. Con Lea Michele, James Belushi, Martin Short, Dan Aykroyd, Kelsey Grammer, Megan Hilty, Hugh Dancy, Oliver Platt, Patrick Stewart, Bernadette Peters, Lucrezia Marricchi, Marco Mete, Massimo Lopez, Franco Mannella, Neri Marcorè. Animazione, Usa, Ind 2012. Durata 92' circa. Da giovedì 12 giugno 2014 al cinema.

La trama
Dorothy Gale ha appena il tempo di aprire gli occhi e felicitarsi per essere tornata sana e salva nella fattoria di zia Emma e zio Henry, nel Kansas, quando un tipo losco si presenta alla loro porta per dichiarare la casa inagibile, causa tornado e intimare loro di andarsene entro sera. Mentre cerca un modo per opporsi all'ingiustizia di quella situazione, Dorothy viene però letteralmente rapita da un arcobaleno, che la riporta nel magico mondo di Oz. I suoi amici Spaventapasseri, Leone e Uomo di latta sono in pericolo e con loro tutta la città di Smeraldo, minacciata da un Giullare malvagio, impossessatosi del bastone magico che fu della terribile Strega dell'Ovest. Neppure Glinda può fare qualcosa questa volta: Dorothy è l'unica speranza rimasta a Oz di poter tornare a essere la terra incantata di prima. (Trama My Movies).

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Rompicapo a New York

Valutazione media: ♥♥♥ = 6,5

La scheda
Regia di Cédric Klapisch. Con Romain Duris, Audrey Tautou, Cécile De France, Kelly Reilly, Sandrine Holt, Margaux Mansart, Pablo Mugnier-Jacob, Flore Bonaventura, Benoît Jacquot, Jochen Hägele, Amin Djakliou, Clara Abbasi, Li Jun Li, Sharrieff Pugh, Peter McRobbie, Jason Kravits, Byron Jennings, Peter Hermann. Commedia, Fra/Usa/Bel 2013. Durata 118' circa. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Xavier Russeau vive a Parigi, ha quarant'anni, una moglie, due figli e una crisi da gestire. Wendy, la sua compagna, lo sta lasciando per un fidanzato ricco e americano con cui si trasferisce presto nel cuore di Manhattan. Deciso a crescere i suoi bambini e a occuparsi della loro educazione, Xavier lascia Parigi per New York, dove ricomincia da zero. Lo accolgono e lo assistono Ju e Isabelle, l'amica lesbica che desiderava un figlio e cui ha donato il seme. Accomodato molto presto in un appartamento di Chinatown, Xavier scrive il suo romanzo, si prende cura dei suoi figli, firma le carte del divorzio, organizza un matrimonio bianco per ottenere la cittadinanza americana, resiste alle pressioni dell'ufficio immigrazione e ospita Martine, la sua prima fidanzata in viaggio di 'affari' a New York. La vita per lui sembra complicata e complicarsi ma la conclusione felice è dietro l'angolo e all'ombra dei grattacieli.

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1303 - 3D

Valutazione media: ♥ = 3

La scheda
Regia di Michele Taverna. Con Mischa Barton, Rebecca De Mornay, John Diehl, Julianne Michelle, Robert Blanche Genere Horror, Usa 2012. Durata 85' circa. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Una storia di fantasmi moderna che trasforma un amore/odio tra madre e figlia in un racconto dell'orrore. Janet abbandona la sua famiglia e si trasferisce a vivere da sola. Durante la prima notte nella sua nuova abitazione, c'è qualcosa di soprannaturale che sembra impadronirsi dell'appartamento. Alcune case sono troppo belle perché siano vere.

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Le Week-End (vai all’articolo)      
                      
Valutazione media: ♥♥♥ = 7,5 

La scheda
Un film di Roger Michell. Con Jim Broadbent, Lindsay Duncan, Jeff Goldblum, Olly Alexander, Judith Davis, Xavier De Guillebon, Denis Sebbah, Marie-France Alvarez, Brice Beaugier, Sébastien Siroux, Lee Breton Michelsen, Charlotte Léo. Commedia, Usa 2013. Durata 93'. Lucky Red. Uscita giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Meg e Nick sono una coppia d’insegnanti inglesi. Trent'anni dopo la loro luna di miele nella Ville Lumière decidono di tornare a Parigi per un lungo weekend. L'incontro inaspettato con un vecchio amico, Morgan, riuscirà a far capire a Nick tutto quello cui tiene davvero nella vita, e nel suo matrimonio con Meg.

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Femen - L'Ucraina non è in vendita

Valutazione media: ♥♥♥ = 6

La scheda
Regia di Kitty Green. Con Inna Shevchenko, Sasha Shevchenko, Anna Hutsol, Oksana Shachko. Documentario, Australia/Ucr 2013. Durata 78' circa. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del femminismo. Organizzatesi per protestare contro la visione maschilista riservata alle donne ukraine, considerate suddite dei mariti o carne sul mercato del turismo sessuale, le Femen di Kiev concedono per la prima volta alla filmaker australiana Kitty Green un accesso ravvicinato alle loro vite, al dietro le quinte delle loro proteste e alle contraddizioni interne al movimento.

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La mela e il verme

Valutazione media: ♥♥ = 4,5

La scheda
Regia di Anders Morgenthaler. Con Anders Bircow, Michael Carøe, Helle Dolleris, Søren Hauch-Fausbøll, Lars Hjortshøj, Frank Hvam, Tommy Kenter, Sidse Babett Knudsen, Simon Kvamm, Søren Malling, Esben Pretzmann, Rune Tolsgaard, Niels Weyde, Søren Østergaard. Genere Animazione, Dan 2009. Durata 74' circa. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Torben è una mela destinata a diventare un frutto da esposizione. Rossa il giusto, tonda il giusto, vanesia più del giusto. Dall'alto del suo ramo, Torben si beffa di chi è ammaccato ed è il primo a dare l'allarme quando un compagno è infestato da un verme e deve essere scrollato a terra per non infettare gli altri. Ma un giorno è lo stesso Torben a fare la conoscenza ravvicinata di un verme: la simpatica Sylvia, infatti, ha preso casa dentro di lui in attesa di diventare una bella farfalla e ha causato il suo allontanamento dal melo. In compagnia di Newton, una mela che sembra una pera, e di Bo, una ciliegia canterina, Torben s’incammina attraverso il mondo alla ricerca di un dottore che lo liberi dal suo male.

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Gabrielle - Un amore fuori dal coro

Valutazione media: ♥♥ = 5,5

La scheda
Regia di Louise Archambault. Con Gabrielle Marion-Rivard, Mélissa Désormeaux-Poulin, Alexandre Landry, Vincent-Guillaume Otis, Benoît Gouin, Sébastien Ricard, Isabelle Vincent, Marie Gignac, Véronique Beaudet, Robert Charlebois. Drammatico, Can 2013. Durata 104' circa. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Gabrielle ha vent'anni, un deficit intellettivo e un grande amore, Martin. Vivace e dotata di un grande talento musicale, Gabrielle canta nel coro de Les Muses de Montréal e vive in un centro per ragazzi 'come lei'. Amata e legata a Sophie, la sorella maggiore che sogna di raggiungere il fidanzato in India, Gabrielle ama riamata Martin e desidera con lui un appartamento e un appuntamento, dove consumare la loro prima volta. Osteggiati dalla madre di Martin, Gabrielle e Martin sono ingiustamente separati. Ma Gabrielle è decisa a vivere una vita normale. Un concerto d'estate e una canzone di Robert Charlebois realizzeranno i suoi sentimenti e la sua 'indipendenza'.

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Ore Diciotto in punto

Valutazione media: ♥♥ = 5

La scheda
Regia di Giuseppe Gigliorosso. Con Paride Benassai, Salvo Piparo, Roberta Murgia, Valentina Gebbia, Giuseppe Santostefano, Gigi Borruso, Lollo Franco, Stefania Blandeburgo, Ernesto Maria Ponte, Fabio Gagliardi, Maurizio Bologna, Giuditta Perriera, Valeria Scaglione, Marilia Chiovaro, Gino Bonanno, Nadia La Malfa, Antonio Sposito. Drammatico, Ita 2014. produzione Italia, 2014. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Da tremila anni, per conto di un ufficio alle porte del tempo, Paride è incaricato di traghettare l'anima dei suicidi dal luogo del decesso fino a un campo fiorito al di là del quale avranno la loro risposta. L'ultimo appuntamento della giornata, alle diciotto in punto, è con Nicola, un barbone che ha deciso di farla finita impiccandosi al ramo di un albero. Nel momento in cui scocca l'ora, tuttavia, il trillo di un cellulare smarrito nel parco distrae dal suo intento il ragazzo che, una volta ascoltata la voce di Stella, pensa di avere un nuovo motivo per vivere. Mentre l'esistenza di Nicola assume pian piano un altro aspetto, Paride continua a doverlo seguire 'per contratto'.

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We are the best!

Valutazione media: ♥♥♥ = 6

La scheda
Un film di Hinde Boujemaa. Con Aida Kaabi. Titolo originale: Ya Man Aach. Documentario, Tun 2012. Durata 74' circa. Cineclub Internazionale. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Tunisia 2011. Aida cerca un tetto per se stessa e per il figlio maggiore Faouzi e lo fa anche per riprendersi i figli più piccoli, che ha dovuto affidare a un'associazione perché incapace di occuparsene. Non fa caso agli eventi storici che le scorrono intorno, se non per approfittare del caos cittadino e provare a occupare la casa lasciata sfitta da qualche straniero, o per limitarsi a sperare che la rivoluzione cambi la vita della gente e la sua in particolare. Eppure Aida e la Tunisia hanno una cosa in comune: entrambe devono ricominciare da capo, dimostrare agli scettici di essere affidabili, di sapersi gestire. Per entrambe, però, il peso del passato è una zavorra e l'esito della rivoluzione un'incertezza che assume ogni giorno facce diverse.

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The Gambler

Valutazione media: ♥♥♥ = 6

La scheda
Un film di Ignas Jonyas. Con Vytautas Kaniusonis, Oona Mekas, Romuald Lavrynovic, Valerijus Jevsejevas, Lukas Keršys, Jonas Vaitkus, Arturas Šablauskas, Simas Lindesis, Rimas Blockis, Giedre Giedraityte. Titolo originale: Lošejas. Drammatico, Lit/Let 2013. Durata 109' circa. Imagica Original. Uscita: giovedì 12 giugno 2014.

La trama
Vincentas è un paramedico, il migliore del pronto soccorso, quello che salva più pazienti, non perde il sangue freddo, tiene la situazione sotto controllo. Ma Vincentas è anche un giocatore pieno di debiti, uno scommettitore incallito, inseguito da creditori senza scrupoli. Due cose cambiano la sua vita, quasi contemporaneamente: la relazione sentimentale che inizia con la collega Leva e l'idea di scommettere sui pazienti dell'ospedale, sul grado di probabilità di un loro decesso. Un'idea macabra, quest'ultima, che ottiene un successo immediato e crescente. Quando si mescolano la morte e l'amore, però, poi non è facile arginare le conseguenze.

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Sangue sparso

Valutazione media: n.d.

La scheda
Un film di Emma Moriconi. Con Alessandro Egidi, Simone Santilli, Claudio Tagliacozzo, Alessandro Bartella, Antonio Valerio Fontana, Simone Balestro, Mirco Delle Fratte, Alessio Messina, Danilo Costanzi, Andrea Manicone. Drammatico, Ita 2014.

La trama
Un uomo sulla cinquantina, sguardo malinconico, velato di amarezza e nostalgia, passeggia per le vie adiacenti ad Acca Larentia, nel quartiere romano del Tuscolano. L'uomo riflette e ricorda gli eventi drammatici che ha vissuto durante la sua giovinezza, quando, adolescente, militava nel Fronte della Gioventù. Oggi, dopo trent'anni, è un uomo saggio e triste. I suoi ricordi prendono forma e le persone che passeggiano diventano i ragazzi che, quella sera del 7 gennaio 1978, si trovavano fuori la sezione missina di Acca Larentia, pronti per andare a svolgere un volantinaggio, in memoria di tutti quei giovani il cui sangue è stato sparso per una guerra assurda.

redazione

giovedì 8 maggio 2014

Quelli che forse non avete ancora visto – “Diaz – Non pulire questo sangue”, l’inumanità dell’umano

La locandina
RICONOSCIMENTI PRINCIPALI

David di Donatello 2013: miglior produttore a Domenico Procacci, migliore sonoro a Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini, miglior montaggio a Benni Atria, migliori effetti speciali visivi a Storyteller; Nastro d'argento 2012: miglior produttore a Domenico Procacci, migliore montaggio a Benni Atria, miglior sonoro a Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini; Ciak d'oro 2012: miglior produttore a Domenico Procacci, migliore sonoro in presa diretta a Benni Atria, miglior montaggio a Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini.

Mia valutazione: ♥♥♥♥♥ = 9,5

La scheda
Un film di Daniele Vicari. Con Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini, Ralph Amoussou, Fabrizio Rongione, Renato Scarpa, Mattia Sbragia, Antonio Gerardi, Paolo Calabresi, Francesco Acquaroli, Alessandro Roja, Eva Cambiale, Rolando Ravello, Monica Birladeanu, Emilie De Preissac, Ignazio Oliva, Camilla Semino, Aylin Prandi, Michaela Bara, Sarah Barecek, Lilith Stanghenberg, Christian Blümel, Christoph Letkowski, Ester Ortega, Pietro Ragusa, Gerry Mastrodomenico. Drammatico, Ita, 2012. Durata 120'. Fandango.

La trama
Il film ricostruisce, in parte, i tristemente noti fatti avvenuti nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 a Genova, durante il G8. Secondo quanto accertato dai procedimenti penali che sono seguiti, un'irruzione della polizia nella scuola Diaz del capoluogo ligure (tutt’oggi imprecisato il numero degli agenti coinvolti) ha provocato una sorta di mattatoio ai danni d’innocenti e pacifici no-global (ma anche di persone non schierate e di alcuni giornalisti, italiani e stranieri). La brutalità dei reparti di polizia coinvolti nell’assalto è poi proseguita per tutta la notte nella caserma di Bolzaneto, dove diciannove sui novantatré arrestati, furono portati e trattenuti con brutalità medioevale e gravissima violazione delle più elementari norme in materia di ‘diritti umani’.

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Il regista Daniele Vicari
Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna (nella realtà Lorenzo Guadagnucci de Il Resto del Carlino). È il 20 luglio 2001, l'attenzione della stampa è catalizzata dagli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il vertice G8 di Genova. In redazione arriva la notizia della morte di Carlo Giuliani. Luca decide di partire per Genova, vuole vedere di persona cosa sta succedendo. Alma è un'anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri. Sconvolta dalle violenze cui ha assistito, decide di occuparsi delle persone disperse con Marco, un organizzatore del Genoa Social Forum, e Franci, un giovane avvocato del Genoa Legal forum. Nick è un manager che s’interessa di economia solidale, arrivato a Genova per seguire il seminario dell'economista Susan George. Anselmo è un vecchio militante della Cgil e con i suoi compagni pensionati ha preso parte ai cortei contro il G8. Etienne e Cecile sono due anarchici francesi protagonisti delle devastazioni di quei giorni. Bea e Ralf sono di passaggio e hanno deciso di riposarsi alla Diaz prima di partire. Max, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma, comanda il VII nucleo e non vede l'ora di tornare a casa da sua moglie e sua figlia. Luca, Alma, Nick, Anselmo, Etienne, Marco e centinaia di altre persone incrociano i loro destini la notte del 21 luglio 2001.

Un'emblematica scena dell'irruzione nella scuola Diaz di Genova
La mia recensione
Non è facile scrivere un’opinione su Diaz - Non pulire questo sangue, lo straordinario film di Daniele Vicari (autore perlopiù di un cinema di tipo ‘sociale’ e infatti esperto di documentari, dove riesce a dare il meglio di sé, come, ad esempio, nel 2012 con La nave dolce o nel 2007 con Il mio paese), perché il rischio, alto, è quello di apparire ingenui oltremisura. Io che mi avvicino a larghe falcate ai quarantasette anni, di violenza ne ho vista e sentita raccontare, non tanto di persona (per fortuna) ma moltissimo nei film, nei documentari, nei servizi televisivi e nella letteratura. In pochissime circostanze, tuttavia, mi sono accorto di essere così raggranchito sulla poltroncina della sala cinematografica, con gli occhi sbarrati dallo sconcerto di fronte a un’ennesima dimostrazione della possibile inumanità dell’umano.

L'attrice tedesca Jennifer Ulrich
Di tanto in tanto il cinema italiano sa regalare dei capolavori. È, a mio avviso, il caso di quest’opera giustamente pluripremiata (e che avrebbe di certo meritato anche una nomination all’Oscar per il miglior film in lingua straniera). Come detto, il cineasta di Rieti con i documentari ci sa fare e questa vicenda ben si sarebbe prestata a essere proposta con criteri legati in modo più stretto a ciò che è indiscutibilmente probante, piuttosto che con le regole con cui si realizza un lavoro che, come avviene sempre con i film, implica una dose d’immaginazione e interpretazione dei fatti, seppur vicinissima al reale. Fatti che, in questo caso, sono stati tradotti e raccontati per il grande schermo dal soggetto di Vicari e dalla sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso regista con Laura Paolucci, scaturita da un certosino e spossante accaparramento di documenti, testimonianze e altri elementi provati fino alla sentenza della Corte di Cassazione (luglio 2012, dopo undici anni di processi) e quindi non più discutibili.

Claudio Santamaria
Il lavoro registico per la realizzazione di questa pellicola che parla di una vera e propria sospensione dei diritti democratici, era di difficoltà formidabile ma Daniele Vicari ne è uscito a testa alta e con il miglior esito possibile. Riuscito il collage di continui avanti e indietro temporali, omogeneo e determinante per la nitida comprensione di un avvenimento piuttosto intricato. A colpire col tonfa la bocca dello stomaco dello spettatore (così come col tonfa, il manganello dei nuclei speciali delle forze di polizia, sono stati tartassati gli occupanti della Diaz) sono soprattutto le riprese girate nei corridoi, nella palestra e negli anfratti della famigerata scuola. Decine di persone, soprattutto giovani, furono pestate a sangue, picchiate con brutalità ingiustificata nonostante, tremanti di terrore, si facessero trovare con le mani alzate. La telecamera attende l’orda barbarica in divisa antisommossa e realizza l’idea dell’aggressione. In quel momento lo spettatore è catturato dalle immagini e assaggia una parte del panico che deve aver provato chi, di quell’arrembaggio, è stato realmente vittima.

Ottima la partecipazione di Renato Scarpa
È in queste fasi che la narrazione filmica diviene ricostruzione - se non forse fedelissima in ogni minimo particolare (ma nel cinema questo non è indispensabile) – di un realismo sbalorditivo. Merito anche del magistrale montaggio di Benni Atria e di effetti speciali di livello hollywoodiano. In tutto questo le prove degli attori non sono così importanti, passano in secondo piano rispetto alla concatenazione dei fatti. Ogni interprete ha a disposizione pochissimi minuti di girato ed è quindi superfluo soffermarsi sulle personificazioni, ad esempio, dei bravissimi Claudio Santamaria e Elio Germano, per citare i nomi di spicco. Mentre merita una particolare menzione, l’esperta caratterizzazione affidata a un grande attore come Renato Scarpa. Lo stesso vale per il piccolo, ma determinate, ruolo di Mattia Sbragia nei panni di Arnaldo La Barbera (nel film rinominato come Armando Carnera), il rappresentante dello Stato che non ebbe dubbi sulla necessità di compiere l’operazione-Diaz.

Un film dalla tensione lancinante che non dà tregua a chi vede. Due ore circa di autentico sgomento (a prescindere da quale sia il grado di conoscenza dei fatti realmente accaduti e delle tante immagini passate in televisione) per la definitiva presa di coscienza dello scempio che avvenne quel giorno. Il tutto impastato con un intollerabile senso d’incredulità, come se una voce dentro dicesse in continuazione “non è possibile che sia successo, non è possibile che sia successo”. Da recuperare senza indugio (vietato avere bimbi a fianco) per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, comprese quelle di carattere animalesco, nel significato più  irriverente della parola.

Stefano Marzetti

domenica 4 maggio 2014

“Solo gli amanti sopravvivono”, ballata romantica al sapore di sangue

La locandina
Mia aspettativa: ♥♥♥ = 7

La scheda
Un film di Jim Jarmusch. Con Tom Hiddleston, Tilda Swinton, Mia Wasikowska, John Hurt, Anton Yelchin, Jeffrey Wright, Slimane Dazi, Carter Logan, Wayne Brinston, Ali Amine, Yasmine Hamdan, Kamal Moummad, Aurelie Thepaut. Titolo originale: Only Lovers Left Alive. Drammatico, Gb/Ger/Fra/Cipro/Usa 2013. Durata 123'. Movies Inspired. Uscita giovedì 15 maggio 2014.

La trama
Adam, un musicista underground, è gravemente depresso per via della piega che la sua vita umana sta prendendo, nonostante i suoi sforzi. Torna allora a far coppia con la sua enigmatica amante, Eve, con la quale ha diviso diversi secoli di amore. Ma il loro idillio è interrotto dall'arrivo della selvaggia e imprevedibile sorella minore di Eve, Ava.

Critica
Senza dubbio le atmosfere sono emozionanti e, in alcuni casi, commoventi. Se si tiene conto anche dell’aiuto fornito dall’ottima colonna sonora del compositore londinese Jozef van Wissem. Due motivi sufficienti a fare di questo film dello statunitense Jim Jarmusch (vero e proprio collezionista di successi, come, per esempio, Stranger Than Paradise - Più strano del paradiso, 1984; Dead Man, 1995; Ghost Dog - Il codice del Samurai, 1999; Broken Flowers, 2005) un’opera di discreto valore e che vale la pena prendere in considerazione. Ma dal mio punto di vista gli apprezzamenti da cui è sommersa travalicano la reale godibilità del racconto in immagini che, pur rispettando le regole del buon cinema, al tirar delle somme ciò che lascia non è molto di più di un bizzarro intrattenimento. Cosa che, per carità, per un film è un risultato di gran lunga valevole. Ma da qui a parlare di capolavoro, ce ne passa.
Tilda Swinton in una scena di Solo gli amanti sopravvivono

Solo gli amanti sopravvivono (che l’anno scorso si guadagnò la nomination per la Palma d’Oro al Festival di Cannes) si sviluppa nel rispetto del surrealismo - a mio avviso qualche volta pesantuccio - che ha fatto del 61enne regista indipendente una sorta di mosca bianca nell’universo del cinema made in Usa. Parere personale: il meglio di sé l’ha dato con la sua precedente pellicola, il succitato Broken Flowers, con un Bill Murray da urlo e una delicatissima patina di melanconia che fanno di quel lavoro filmico un vero gioiello. Stavolta, invece, sono i vampiri a ispirare lo script dello stesso Jarmusch. I cosiddetti non morti che sono credibili grazie alle inappuntabili interpretazioni di due attori d’esperienza come Tom Hiddleston (nel 2013 Thor - The Dark World) e Tilda Swinton (la premio Oscar nel 2008 come miglior attrice non protagonista per Michael Clayton). Nelle vesti di figure “che guardano al futuro - assicura Federico Gironi di Coming Soon - nella piena consapevolezza del passato e della sua eredità, che amano e si prendono cura delle cose, della cultura, del mondo, di qualcuno”.

Il regista Jim Jarmusch
Il gusto del cineasta per il pulp si conferma, con trovate però scontate e che scopiazzano o, comunque, propongono situazioni già viste in pietre miliari come Intervista col vampiro (Neil Jordan, 1994) o, senza andare così indietro e così in ‘alto’, nel più che apprezzabile Daybreakers - L'Ultimo Vampiro (Michael Spierig, 2009). L’utilizzo del macabro che non può mancare dove c’è qualcuno che succhia sangue, è piuttosto scontato e l’idea dell’eterna storia d’amore non è che uno storico riferimento che ha conosciuto il suo più eccelso risultato in Dracula di Bram Stoker (Francis Ford Coppola, 1992). Seppure la forza di quest’opera, alla fine, è proprio l’amore cui il titolo stesso fa riferimento. “E il film di Jarmusch ama – scrive ancora Gironi - Ama i suoi personaggi, ama il cinema (che è arte e tecnologia), ama la musica nel suo essere profondamente e ideologicamente rock e ribelle, ama la cultura, ama il bello e i suoi spettatori. Per questo vive ed è vitale, nonostante il suo muoversi nel buio, nonostante le sue ambientazioni, o forse anche per questo”.

Una lode giunge anche da Marianna Cappi di My Movies, secondo cui il cineasta di Akron (Ohio) “gira un elogio dell'artificio artistico come prova di reale umanità, oltre che un'ispiratissima ballata romantica, capace di raccontare ancora l'amore come un'esperienza piacevolmente debilitante, che fa vacillare le ginocchia e girare la testa come gira la puntina sul giradischi, come gira il sangue che scende nell'imbuto, come l'effetto di una droga pesante”.

Premessa: non essendo accreditato dalla visione dell’anteprima del film ma solo di alcune clip, il seguente articolo va inteso come un’interpretazione parziale e, dove possibile, arricchita da commenti di altri critici, debitamente citati.

st.mar.