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martedì 8 luglio 2014

Festival Internazionale del Film di Roma, in giuria anche gli spettatori

Il manifesto
Gli spettatori saranno i protagonisti della manifestazione e premieranno i film di tutte le linee di programma: i riconoscimenti più importanti saranno dunque assegnati in base alle preferenze espresse dal pubblico all’uscita dalla sala. È la sostanziosa novità della prossima edizione (dal 16 al 25 ottobre 2014) del Festival Internazionale del Film di Roma, che si svolgerà, come al solito, all’Auditorium Parco della Musica nel quartiere Flaminio. In estrema sintesi, al termine di ogni proiezione gli il pubblico che avrò visto le pellicole potrà votare per assegnare i premi delle varie sezioni.

L'Auditorium Parco della Musica di Roma
Altri cambiamenti riguardano la Selezione ufficiale e le linee di programma che la compongono, ridefinite nel nome, nei contenuti e tutte competitive. In questo senso, il festival 2014 presenterà una struttura più ‘snella’ rispetto al passato, basata su un totale di circa quaranta lungometraggi. Cinema d’Oggi: ospiterà film di autori sia affermati che giovani; Gala: presenterà una selezione di grandi pellicole ‘popolari ma originali’ della nuova stagione; Mondo Genere: accoglierà film appartenenti ai più diversi modelli cinematografici; Prospettive Italia: farà il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema nazionale di fiction e documentaristico (il nuovo regolamento non prevede più una programmazione di mediometraggi e cortometraggi).

La locandina di Tir,
film vincitore dell'edizione 2013
Il festival dedicherà l’intera giornata di domenica 26 ottobre alla proiezione in replica dei film vincitori. La rassegna rivolgerà inoltre una particolare attenzione al cinema emergente: tutte le opere prime e seconde di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) concorreranno all’assegnazione del Premio Taodue Camera d'Oro alla migliore opera prima e seconda, dotato di una specifica e prestigiosa giuria. Il direttore artistico proporrà inoltre al consiglio di amministrazione della manifestazione supervisionata dal direttore artistico Marco Müller, l’assegnazione di alcuni premi del festival e della fondazione: il Marc’Aurelio alla Carriera, per celebrare l’opera di un maestro dell’arte cinematografica; il Maverick Director Award, destinato a quei cineasti che hanno sempre operato ‘fuori dagli schemi’; i Marc’Aurelio Acting Awards, rivolti agli attori e alle attrici che hanno portato ai massimi livelli la tecnica della recitazione; il Marc’Aurelio del Futuro, che segnalerà l’importanza globale di un giovane regista. Un premio sarà inoltre assegnato dall’associazione DOC.IT al Migliore Documentario italiano. Accanto alla Selezione Ufficiale, il festival ospiterà come sezione autonoma e parallela Alice nella città, diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, che presenterà una selezione di lungometraggi per ragazzi organizzata secondo un proprio regolamento e giudicata da una giuria composta di ragazzi tra i 14 e i 18 anni selezionata sul territorio nazionale.

redazione
Per alcune informazioni si ringrazia Rai News online

martedì 24 giugno 2014

Roma, al Centro culturale ‘Aldo Fabrizi’ di San Basilio arriva il grande cinema

Il centro culturale 'Aldo Fabrizi' di San Basilio
Arriva il grande cinema a Roma, al Centro culturale ‘Aldo Fabrizi’ del quartiere San Basilio. Film italiani che hanno avuto grande successo di pubblico e critica, saranno proiettati all’aperto dal 26 giugno al 6 agosto. Per la rassegna denominata ‘Cinema e Stelle’, sono previste sei proiezioni di pellicole incentrate
La locandina di Sacro GRA,
primo film in programmazione
sul tema della vita di periferia. Si comincia giovedì prossimo con
Sacro GRA, Leone d’Oro della 70^ edizione del festival di Venezia (2013), al termine del quale è previsto l’intervento di Nicolò Bassetti, paesaggista e urbanista dal cui lavoro nasce l’idea dell’opera di Gianfranco Rosi. A moderare sarà Luca Attanasio.

Giovedì 3 luglio è la volta della commedia tutta al femminile Amiche da morire, opera prima di Giorgia Farina, con Claudia Gerini, Cristina Capotondi e Sabrina Impacciatore, mentre giovedì 10 luglio Terraferma, terza opera che Emanuele Crialese dedica al mare della Sicilia. Giovedì 17 luglio si prosegue con Reality - del regista di Gomorra, Matteo Garrone - commedia tragica sulla civiltà dell’immagine; il 31 luglio Una vita tranquilla di Claudio Cupellini con Toni Servillo nei panni di un ex camorrista gestore, con immacolata identità e nuova famiglia, di un albergo-ristorante in Germania. Come film di chiusura, il 6 agosto, un omaggio ai grandi del cinema italiano, Signore e signori, buonanotte del 1976 con Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman e Paolo Villaggio; regia di Age, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli, Ettore Scola.

Tranne che per la serata d’apertura il 26 giugno alle 21, tutte le altre proiezioni sono alle 21,15.

redazione

sabato 21 giugno 2014

Il trionfo di pellicole educative nell’‘International Catholic Film Festival’ a Roma

Fino al 26 giugno la manifestazione che premia la centralità dell'uomo
Milleseicento film candidati, da centoventi Paesi. Sette premi: miglior film, miglior documentario, miglior cortometraggio, migliore attrice/attore protagonista, migliore regista e due premi speciali (Capax Dei Foundation Award e Associazione ‘Friends of the Festival’ Award). Sono questi i numeri della quinta edizione dell’‘International Catholic Film Festival’ in programma dal 20 al 26 giugno, che presenta quest’anno delle importanti novità: la neonata Associazione internazionale ‘Friends of the Festival’, che si prefigge lo scopo di diffondere i valori della kermesse nelle scuole e nelle università, accorderà un premio al film più educativo tra i titoli finalisti. È stato inoltre annunciato che dal 2015 sarà istituito un Premio della stampa cattolica, attribuito ogni anno dai giornalisti a un film arrivato in competizione finale.

«Sono felicissima e soddisfatta dei lavori che abbiamo selezionato per questa nuova edizione del Festival che conta al suo attivo numerose produzioni di film che propongono la centralità dell’uomo attraverso storie di vite vissute con grande valore morale», ha dichiarato la regista Liliana Marabini e presidente della medesima manifestazione. «Grazie al nostro Festival - ha proseguito - riusciamo a garantire una certa distribuzione a moltissimi film anche attraverso i canali televisivi. Un modo per promuovere ed evangelizzare attraverso il cinema, il lavoro e la passione di tanti attori e registi che diversamente avrebbero maggiori difficoltà nell’affermarsi nel settore». L’‘International Catholic Film Festival’, nato nel 2010 sotto l’alto patronato del pontificio consiglio della Cultura, il cui premio simbolo è il Pesce d’Argento quale primo simbolo cristiano, incarna soprattutto un ruolo educativo giacché asseconda aspetti più reconditi dell’animo umano che monsignor Franco Perazzolo, membro della Giuria, ha definito come cardini di una buona rappresentazione cinematografica.

redazione

mercoledì 18 giugno 2014

Il premio Oscar Jared Leto, venerdì 20 giugno in concerto a Roma col nuovo album ‘Love, Lust, Faith and Dreams’

L'attore premio Oscar e musicista Jared Leto
venerdì 20 giugno sarà in concerto a Roma coi Thirty Seconds to Mars
Cosa sappiamo
Il premio Oscar Jared Leto venerdì prossimo, 20 giugno, sarà in concerto a Roma all’ippodromo delle Capannelle con la sua band Thirty Seconds to Mars e con i pezzi del nuovo album Love, Lust, Faith and Dreams. Oggi invece, a Torino, l’interprete statunitense ha presentato Artifact, il docu-film girato da egli stesso (presentato in prima mondiale al Toronto International Film Festival e ricco di interviste). La pellicola si concentra in particolare sulla produzione dell’album Tis Is War con l’etichetta discografica EMI. La società ha denunciato il gruppo Thirty Seconds to Mars, di cui Leto è frontman, per non aver rispettato gli accordi del contratto firmato nove anni prima, chiedendo un risarcimento di trenta milioni di dollari. La band aveva tentato di sciogliere l’accordo con la casa discografica perché, nonostante il Disco di Platino per A Beautiful Lie, la Emi non aveva concesso alcuna royalty ai tre musicisti. Leto, ormai consacrato come grande attore dopo la vittoria della statuetta dorata dell’Academy Awards per la parte in Dallas Buyers Club, in questo caso usa la macchina da presa per
Jared Leto in una scena di Dallas Buyers Club
raccontare una lotta alla ‘Davide contro Golia’, con al centro la questione dell’indipendenza creativa nell’industria musicale contemporanea. Non sono soltanto le aule di tribunale a fare da ambientazione al documentario, ma anche la sala prove dei Thirty Seconds to Mars, colti dal regista durante la lavorazione dei brani che compongono il loro terzo album, dopo il successo di 
A Beautiful Lie.

Ma la notizia che non può certo passare inosservata, vista l’attuale adorazione - soprattutto del pubblico femminile - di cui gode  il 42enne attore di Bossier City (Louisiana, Usa), è che Jared Leto, come detto, si trova in Italia. Qui da noi, oltre a presentare oggi a Torino il suddetto documentario, l’attore/musicista, sempre nel capoluogo piemontese, sarà impegnato domani 19 giugno col suo gruppo in un concerto al Palaolimpico, per sbarcare il giorno dopo a Roma - 20 giugno, Ippodromo delle Capannelle - in occasione del Postepay Rock in Roma. Love, Lust, Faith and Dreams è il quarto album pubblicato da Leto e i Thirty Seconds to Mars. La nuova fatica del gruppo ha toccato diverse parti del mondo, è stato infatti registrato in alcuni paesi dell’Europa e anche in India ed è stato prodotto dallo stesso leader del gruppo.

***

La locandina del docu-film Artifact
Artifact

La scheda
Un film di Jared Leto. Con Jared Leto, Shannon Leto, Tomo Milicevic, Chester Bennington, Irving Azoff, Peter Paterno. Documentario, Usa 2010. Durata 105' circa.

La trama
Una dura battaglia legale combattuta in nome dell’amore per la musica. Il documentario diretto da Bartholomew Cubbins, pseudonimo di Jared Leto, svela il volto oscuro dell’industria musicale, mostrando i retroscena della vicenda processuale che nel 2008 ha contrapposto la nota rock band statunitense dei Thirty Seconds to Mars all’etichetta discografica Emi.

s.m.
Per alcune informazioni si ringraziano Mauxa e My Movies




lunedì 19 maggio 2014

Prima serata tv speciale lunedì 19 maggio sul ‘digitale’: Italia 2 alle 21,10 e Rai Storia alle 22,20

Grande serata di cinema in televisione
Serata speciale quella di oggi. Può essere considerata solo tale dal momento che, quasi in contemporanea, saranno trasmessi due tra i più bei film della storia del cinema mondiale: Shining su Italia 2 alle ore 21,10 e Roma città aperta su Rai Storia alle ore 21,20. Impossibile consigliare quale scegliere, tale è il livello e, anche, la diversità delle due pellicole. Io propendo per il film di Roberto Rossellini (1945) giacché ho avuto meno opportunità di rivederlo. Shining (di Stanley Kubrick con Jack Nicholson, 1980) è una pellicola della mia epoca, di cui possiedo il dvd e che rivedo con una certa frequenza. Per quanto riguarda Roma città aperta, comunque, rimando all’articolo scritto lo scorso 29 marzo, quando fu annunciato l’arrivo nelle sale della versione restaurata di una delle opere più celebri e rappresentative del neorealismo cinematografico italiano.

La locandina
Roma città aperta (vai all’articolo)

Valutazione: ♥♥♥♥♥ = 10

RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
Festival di Cannes 1946: Gran premio collettivo; Nastro d'argento 1946: miglior film a Roberto Rossellini, miglior attrice non protagonista a Anna Magnani. 


La scheda
Un film di Roberto Rossellini. Con Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Maria Michi, Marcello Pagliero, Nando Bruno, Vito Annichiarico, Harry Feist, Francesco Grandjacquet, Eduardo Passarelli, Carlo Sindici, Akos Tolnay, Joop Van Hulsen, Giovanna Galletti, Carla Rovere, Amalia Pellegrini, Alberto Tavazzi, Turi Pandolfini, Paolo Stoppa. Drammatico, Ita 1945. Durata 98'.

Trama e critica
“Nella Roma del 1943-44, occupata dai nazifascisti - è scritto su il Morandini la cui recensione è ripresa da Trovacinema di Repubblica.it - la lotta, le sofferenze, i sacrifici della gente, sono raccontati attraverso le vicende di una popolana, di un sacerdote e di un ingegnere comunista: la prima è abbattuta da una raffica di mitra; il terzo muore sotto le torture; il secondo viene fucilato all'alba alla periferia di Roma, salutato dai ragazzini della sua parrocchia. Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di ‘neorealismo’. Specchio di una realtà come còlta nel suo farsi, appare oggi come un’opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista - rileva ancora il Morandini - è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell’Italia nel dopoguerra. Nastri d'argento per il miglior film e per Anna Magnani. Grande successo internazionale, molti premi all'estero e una nomination all'Oscar della sceneggiatura firmata da Roberto Rossellini, Sergio Amidei e Federico Fellini. Titolo inglese: Open City”.

***

La locandina
Shining

Valutazione: ♥♥♥♥♥ = 10

RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
Saturn Award 1981: miglior attore non protagonista a Scatman Crothers, miglior colonna sonora a Krzysztof Penderecki.

La scheda
Un film di Stanley Kubrick. Con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Barry Nelson, Philip Stone, Joe Turkel, Anne Jackson, Tony Burton, Lia Beldam, Billie Gibson, Barry Dennen, Lisa Burns, Louise Burns, David Baxt, Manning Redwood, Lia Beldman, Alison Coleridge. Titolo originale: The Shining. Horror, Usa 1980. Durata 146' circa.

Trama e critica
“Dal romanzo (1977) di Stephen King: sotto l’influenza malefica dell'Overlook Hotel sulle Montagne Rocciose dove s’è installato come guardiano d'inverno con moglie e figlio, Jack Torrence sprofonda in una progressiva schizofrenica follia che lo spinge a minacciare di morte i suoi cari (...) Più che un film dell'orrore e del terrore - rileva la recensione de il Morandini ripresa da My Movies - è un thriller fantastico di parapsicologia che precisa, dopo 2001: odissea nello spazio e Arancia meccanica, la filosofia di Stanley Kubrick. L’aneddotica di Stephen King diventa fiaba e rilettura di un mito, di molti miti, da quello di Saturno a quello di Teseo e del Minotauro, per non parlare del tema dell’Edipo. Il prodigioso brio tecnico-espressivo è al servizio di un discorso sul mondo, sulla società e sulla storia. Totalmente pessimista, Kubrick nega e fugge la storia, ma affronta l’utopia riaffermando che le radici del male sono nell’uomo, animale sociale, ma non negando, anzi - rileva ancora il Morandini - esaltando, la possibilità di una riconciliazione futura, attraverso il bambino e il suo shining (luccicanza) e quella di una nuova e diversa concordia. Abbreviato di quattro minuti dallo stesso Kubrick. La durata di 120 minuti è di un'edizione italiana non approvata dal regista-produttore. Ottimo doppiaggio di Giancarlo Giannini per Jack Nicholson”.
s.m.

mercoledì 7 maggio 2014

Dall'8 al 13 maggio, a Roma, il ‘Festival del Cinema spagnolo’

Il manifesto del Festival del Cinema spagnolo
Il ‘Festival del Cinema spagnolo’ torna a Roma dall'8 al 13 maggio prossimi. Sede delle proiezioni: il cinema Farnese Persol di Campo de’ Fiori. La rassegna ideata da Iris Martìn-Peralta e Federico Sartori propone il meglio del cinema iberico dell'ultima stagione nella sezione ‘La Nueva Ola’, che quest’anno, il settimo, sarà affiancata da una sezione cult cine-gastronomica: ‘Maestros à la carte’. A dare il via alle proiezioni, sarà il film Vivir es Facil con Los Ojos Cerrados (Vivere è facile con gli occhi chiusi), di David Trueba, recente trionfatore al premio Goya con sei statuette, tra cui miglior film, miglior regia, miglior attore e miglior colonna sonora. Il cineasta sarà presente in sala.

Altro ospite della manifestazione romana - come ricorda anche Film for Life - il regista Jonás Trueba, figlio di Fernando Trueba (nomination al premio Oscar 2012 per il miglior film d’animazione con Chico & Rita) che presenta, accompagnato dall’attore italo-spagnolo Francesco Carril (Pisa, 1986), uno dei nuovi volti della scena indipendente madrilena, il suo film Los Ilusos, omaggio al cinema con accenti da nouvelle vague, venerdì 9 maggio. La regista Mar Coll presenterà quindi il suo Tots Volem el Millor per a Ella, la storia di una giovane donna che si risveglia dal coma, brillante dramma sulle facili apparenze, sabato 10 maggio.
Il grande Pedro Almodóvar: al cinema Farnese sarà proiettato
il suo bellissimo Donne sull'orlo di una crisi di nervi
Sempre nella capitale, sarà protagonista la sezione ‘Maestros a la carta’: tre capolavori imperdibili del cinema spagnolo, nei quali i celebri maestri come Luis Buñuel, Pedro Almodóvar e Víctor Erice trasformano lo spunto gastronomico in elemento simbolico e dominante della trama. In primis, giovedì 8 maggio alle ore 17 e in replica domenica 11 alle ore 22, l’eleganza frenetica di Mujeres al Borde de un Ataque de Nervios (Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Almodóvar), che nel 1988 valse al grande regista la prima nomination all’Oscar e cinque premi Goya tra cui miglior film, miglior attrice (Carmen Maura) e miglior sceneggiatura. Bagnato dal gazpacho, frullato semifreddo a base di pomodoro, peperoni, cetrioli, aglio e cipolla, qui usato in versione narcotizzante, il film è ormai considerato un classico moderno.

La locandina di El Sur,
film che chiuderà la tappa romana
Quindi, giovedì 8 maggio alle ore 19 e in replica sabato 10 alle ore 16,30, Tristana, presentato a Cannes nel 1970, una delle perle di Luis Buñuel, con Fernando Rey, Franco Nero e Catherine Deneuve nel ruolo di una orfanella sedotta dal proprio pigmalione. Il film, un compendio di ossessione erotica e gastronomica, resta tra i titoli più corrosivi e fondamentali del maestro di Calanda. A chiudere il festival arriva El Sur (Il sud), di Víctor Erice, che sarà presentato ancora a Roma, martedì 13 aprile alle ore 21 dall’attore protagonista, Omero Antonutti. Uno dei migliori film spagnoli di tutti i tempi, anno 1983, ultima collaborazione tra il regista e il più grande produttore del cinema spagnolo, Elias Querejeta, recentemente scomparso, El Sur narra la relazione tra una figlia e suo padre, medico rabdomante (un indimenticabile Antonutti), che ha lasciato il sud per vivere nel nord della Spagna. Pieno di momenti cult, come la scena del pasodoble dopo il pranzo a base di zuppa di pesce.

Dopo Roma la manifestazione si sposterà a Milano - dal 15 al 18 maggio, con sedi l'Apollo SpazioCinema, Cinema Palestrina e Cinema Beltrade - e infine a Firenze - dal 6 all'8 giugno, con sede il cinema Odeon.

venerdì 2 maggio 2014

A Roma ‘Alberto Fasulo, il cinema dell’imprevedibilità’, rassegna indipendente

Alberto Fasulo esulta per la vittoria al Festival internazionale del film di Roma 2013
A Roma il cinema indipendente Detour ospiterà da domenica 4 all'11 maggio la rassegna ‘Alberto Fasulo, il cinema dell'imprevedibilità’, dedicata ai lavori del regista e documentarista friulano vincitore del Marco Aurelio d'Oro con il film Tir all'ultimo Festival Internazionale del film di Roma 2013.

Una scena di Tir, il film che ha determinato la vittoria di Fasulo
Si comincia domenica alle 20,15 con la proiezione del cortometraggio inedito del regista. Atto di dolore, a seguire la proiezione di Tir. Atto di dolore (11 minuti, 2011) racconta di un uomo che durante la festa dell'Immacolata concezione prega in un santuario francescano, ma la sua mente vaga e si perde tra la folla di un luna park. Tir svela la vita di Branko (interpretato dall'attore sloveno Branko Zavran), camionista croato sempre in viaggio per l'Europa, per garantire un futuro migliore alla sua famiglia. Alberto Fasulo matura l'idea del film un giorno in cui perde il treno e accetta un passaggio da un camionista.

Lunedì 5 maggio invece alle 18,45 sarà proiettato Rumore Bianco, primo documentario realizzato da Fasulo nel 2008, selezionato in molti festival internazionali e distribuito al cinema in Italia. Racconta diverse storie che s’intrecciano lungo il fiume Tagliamento (in Friuli), piccoli momenti di vita quotidiana che si nutrono della forza e della vitalità di un fiume. Il regista nato proprio a San Vito al Tagliamento sarà presente in sala al Detour domenica 4 maggio e lunedì 5 per incontrare il pubblico. I film Tir e Rumore bianco resteranno in programmazione al Detour fino all'11 maggio. (Fonte TMNews).

mercoledì 30 aprile 2014

Da venticinque anni senza Sergio Leone, un ricordo del ‘genio’

Sergio Leone (foto Il Mattino web)
Venticinque anni fa moriva Sergio Leone, comunemente soprannominato il ‘padre dello spaghetti western’, che in tutta la sua luminosa ma non lunghissima carriera - durata circa vent’anni - ebbe il tempo di girare solo sette film, uno più bello dell’altro. E ritagliarsi così un posto nella storia del cinema, non italiano, bensì mondiale. Perché le sue pellicole sono conosciute e adorate in tutto il pianeta. Era il 30 aprile del 1989 e Leone, al secolo Sergio Roberti, aveva solo sessant’anni quando, per colpa di un infarto, si spegneva nella sua città, Roma, dov’era nato il 3 gennaio 1929. In quel periodo - ricorda Federico Boni di Cinema Yahoo - stava lavorando su un progetto poi diventato ‘leggenda’, riguardante l'assedio di Leningrado durante la seconda guerra mondiale. Sono venticinque anni che questo film torna periodicamente a galla (con Gabriele Salvatores negli ultimi tempi più volte interessato) per poi rientrare nel dimenticatoio produttivo.
Clint Eastwood, protagonista della 'Trilogia del dollaro'
Dopo decenni da assistenza alla regia, il debutto avveniva nel 1961 con Il colosso di Rodi, peplum (pellicola storica in costume, perlopiù ambientata in periodo greco o romano antico) cui tre anni dopo seguiva il primo capitolo della mitologica ‘trilogia del dollaro’. Con Per un pugno di dollari (1964) Sergio Leone inventava un’inedita specie cinematografica che fece impazzire il mondo, Stati Uniti d'America compresi. Quel primo ‘gioiello’ fece letteralmente scuola e gli fu ispirato da La sfida del samurai (in giapponese Yojimbo), film di Akira Kurosawa del 1961. Fra l’altro ‘gettava’ nell’universo di celluloide un tale Clint Eastwood, oggi 83enne e senza dubbio uno dei più fervidi e profondi registi contemporanei di Hollywood.

L'anno dopo Leone si concedeva il bis con Per qualche dollaro in più (1965), terminando il tutto nel 1966 con Il buono, il brutto, il cattivo, col quale il regista capitolino faceva un fenomenale miglioramento sia nella scrittura sia nella qualità dell’impalcatura filmica e dava così alla luce un lungometraggio di genere che solo negli States incassò venticinque milioni di dollari. Un'enormità per l'epoca, dopo i trenta ricavati in totale coi due film precedenti.

Claudia Cardinale in C'era una volta il West
Diventato mito planetario, Sergio Leone proseguiva per la sua strada con C'era una volta il West (1968, a mio avviso forse il più bello), nato – secondo quanto ricostruito sempre da Cinema Yahoo - da un'idea di Bernardo Bertolucci e Dario Argento con un cast di pregio che annovera Claudia Cardinale, Henry Fonda, Jason Robards e Charles Bronson. Cinque anni fa questo capolavoro era incluso nel National Film Registry dalla Biblioteca del Congresso americano per essere “culturalmente, storicamente o esteticamente” significativo. C'era una volta il West era seguito da Giù la testa (1971), secondo film della cosiddetta ‘trilogia del tempo’, con protagonisti  Rod Steiger, James Coburn e Romolo Valli.

Il manifesto di C'era una volta in America
Abbandonato il western dopo un decennio di trionfi, il cineasta romano impiegava tredici anni per realizzare il suo ultimo e più ambizioso lavoro, C'era una volta in America (1984). Presentato fuori concorso alla 37^ edizione del Festival di Cannes, il film era candidato a due Golden Globes, per poi vincere quattro Nastri d'argento e due Bafta. Come accaduto per tutti i film di Sergio Leone, il valore aggiunto furono le colonne sonore che fecero conoscere al mondo un altro artista romano, Ennio Morricone, notabile ingegno della musica molto spesso ‘prestato’ al mondo del cinema. Nell’occasione il regista compiva il casting più potente della sua carriera, ‘arruolando’ attori del calibro di  Elizabeth McGovern, James Woods, Robert De Niro, Treat Williams, Joe Pesci, Burt Young e una giovanissima Jennifer Connelly.

Per quanto ricordato, anche Filmamare sente l’obbligo di celebrare una data che riporta, giustamente, all’attenzione del mondo un personaggio rivoluzionario.


s.m.