Alberto Fasulo esulta per la vittoria al Festival internazionale del film di Roma 2013
A Roma il cinema indipendente Detour ospiterà
da domenica 4 all'11 maggio la rassegna ‘Alberto Fasulo, il cinema dell'imprevedibilità’,
dedicata ai lavori del regista e documentarista friulano vincitore del Marco
Aurelio d'Oro con il film Tir all'ultimo Festival Internazionale del film
di Roma 2013.
Una scena di Tir, il film che ha determinato la vittoria di Fasulo
Si comincia domenica alle 20,15 con la
proiezione del cortometraggio inedito del regista. Atto di
dolore, a seguire
la proiezione di Tir. Atto di dolore (11 minuti, 2011) racconta di un uomo che
durante la festa dell'Immacolata concezione prega in un santuario francescano,
ma la sua mente vaga e si perde tra la folla di un luna park. Tir svela la
vita di Branko (interpretato dall'attore sloveno Branko Zavran),
camionista croato sempre in viaggio per l'Europa, per garantire un futuro
migliore alla sua famiglia. Alberto Fasulo matura l'idea del film un giorno
in cui perde il treno e accetta un passaggio da un camionista.
Lunedì 5 maggio invece alle 18,45 sarà
proiettato Rumore Bianco, primo documentario realizzato da Fasulo nel 2008,
selezionato in molti festival internazionali e distribuito al cinema in Italia.
Racconta diverse storie che s’intrecciano lungo il fiume Tagliamento (in
Friuli), piccoli momenti di vita quotidiana che si nutrono della forza e della
vitalità di un fiume. Il regista nato proprio a San Vito al Tagliamento sarà
presente in sala al Detour domenica 4 maggio e lunedì 5 per incontrare il
pubblico. I film Tir e Rumore bianco resteranno in programmazione al Detour fino
all'11 maggio. (Fonte TMNews).
La famiglia Grimaldi non era d’accordo. Cosa
c’è in questo asserto che non mi meraviglia per nulla? C’è che, dal momento che
i Grimaldi sono un’antica e orgogliosamente aristocratica famiglia italiana
che, attualmente, governa il Principato di Monaco – mica quello delle Asturie –
con il rampollo Alberto II, reputo per nulla sorprendente che abbiano avuto da
ridire su Grace di Monaco, il film del
francese Olivier Dahan (salito alla ribalta nel 2007 con l’apprezzato La vie en rose, il drammatico/biografico
sulla musica melodica d’Oltralpe tra gli anni Trenta e i primi Sessanta del
secolo scorso, con al centro del racconto la mitica cantante parigina Edith
Piaf, interpretata da un’ispirata Marion Cotillard) pronto a
uscire nei cinema italiani il prossimo 15 maggio. Quanto mi piacciono queste
parentesi infinite.
Quindi, tornando a bomba, ai nobilissimi
Grimaldi non è andato bene che il film contenga – e questo lo verificheremo
appena ci sarà possibile – scene di «fantasia» che, secondo loro, non hanno
nulla da spartire con la reale esistenza della principessa e anche alcuni
riferimenti storici non corretti che deformerebbero nella sostanza la storia
del Principato di Monaco oltre che la biografia della stessa Grace. Non è
piaciuta neppure l'immagine che è stata data di Ranieri e della sua vita
privata e familiare. Ignoranti, su
questo, che il cinema, un film, non hanno a che fare con la sfera dell’accaduto,
vale a dire che non sono tenuti a riprodurre pedissequamente fatti storici che,
nella maggior parte dei casi, rischierebbero di essere modellati secondo
l'ideologia di un regista o di uno sceneggiatore. Un film si deve preoccupare
della sfera dell’accadibile, certo facendolo con coscienza in modo da evitare
una mera fantasticheria. Tutto ciò, ripeto, molto probabilmente i Grimaldi non
lo sanno e forse avrebbero preferito un documentario, possibilmente una sfilata
di fotogrammi di repertorio (meglio ancora di fotografie?), che non la
concatenazione filmica delle immagini propria del cinema.
La scheda
Un film di Olivier Dahan. Con Nicole Kidman,
Paz Vega, Tim Roth, Frank Langella, Robert Lindsay, Roger Ashton-Griffiths,
Geraldine Somerville, Derek Jacobi, Milo Ventimiglia, Parker Posey, Nicholas
Farrell. Titolo originale Grace of Monaco. Biografico, Usa/Fra/Bel, 2014.
Durata 103’. Lucky Red. Uscita giovedì 15 maggio 2014.
Il film
Nicole Kidman in una scena del film
La storia di Grace Kelly (che fu
musa ispiratrice nel cinema per il maestro Alfred Hitchcock) è di certo
una delle più suggestive (ma anche tristi) che Hollywood ci abbia mai regalato.
Star del grande schermo negli anni Cinquanta (quando nel '54 vince anche un
Oscar come miglior attrice per La ragazza
di campagna, al fianco di William Holden), abbandona il mondo di
celluloide per diventare la principessa di Monaco e poi morire nel 1982 in un
incidente automobilistico. Olivier Dahan si rifà allo script di Arash
Amel (lapellicola è stata
prodotta da Pierre-Ange Le Pogam con quindici milioni di dollari di budget) e si dedica a un periodo molto
limitato, ossia sei mesi dell'anno 1962, quando Grace sposò il principe Ranieri
di Monaco e lo aiutò a difendere l'identità del principato dagli attacchi
politici di Charles De Gaulle. La scelta della Kidman per la
parte della principessa è arrivata dopo lunghe discussioni di casting.
La navigata attrice, interprete in capolavori
quali Moulin Rouge (2001), The Hours (2002, premio Oscar come
miglior attrice), Dogville (2003),
pare essersi calata bene nelle belle vesti di Grace Kelly, offrendola al
pubblico come la neo sposa in crisi che ha davanti la prospettiva di dover
rinunciare alla sua fulgida carriera di attrice hollywoodiana per la sua nuova
vita a Monaco. Scelta importante che la porterà poi a diventare la principessa
più amata della storia. Non resta che attendere un mesetto.