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mercoledì 18 giugno 2014

Il premio Oscar Jared Leto, venerdì 20 giugno in concerto a Roma col nuovo album ‘Love, Lust, Faith and Dreams’

L'attore premio Oscar e musicista Jared Leto
venerdì 20 giugno sarà in concerto a Roma coi Thirty Seconds to Mars
Cosa sappiamo
Il premio Oscar Jared Leto venerdì prossimo, 20 giugno, sarà in concerto a Roma all’ippodromo delle Capannelle con la sua band Thirty Seconds to Mars e con i pezzi del nuovo album Love, Lust, Faith and Dreams. Oggi invece, a Torino, l’interprete statunitense ha presentato Artifact, il docu-film girato da egli stesso (presentato in prima mondiale al Toronto International Film Festival e ricco di interviste). La pellicola si concentra in particolare sulla produzione dell’album Tis Is War con l’etichetta discografica EMI. La società ha denunciato il gruppo Thirty Seconds to Mars, di cui Leto è frontman, per non aver rispettato gli accordi del contratto firmato nove anni prima, chiedendo un risarcimento di trenta milioni di dollari. La band aveva tentato di sciogliere l’accordo con la casa discografica perché, nonostante il Disco di Platino per A Beautiful Lie, la Emi non aveva concesso alcuna royalty ai tre musicisti. Leto, ormai consacrato come grande attore dopo la vittoria della statuetta dorata dell’Academy Awards per la parte in Dallas Buyers Club, in questo caso usa la macchina da presa per
Jared Leto in una scena di Dallas Buyers Club
raccontare una lotta alla ‘Davide contro Golia’, con al centro la questione dell’indipendenza creativa nell’industria musicale contemporanea. Non sono soltanto le aule di tribunale a fare da ambientazione al documentario, ma anche la sala prove dei Thirty Seconds to Mars, colti dal regista durante la lavorazione dei brani che compongono il loro terzo album, dopo il successo di 
A Beautiful Lie.

Ma la notizia che non può certo passare inosservata, vista l’attuale adorazione - soprattutto del pubblico femminile - di cui gode  il 42enne attore di Bossier City (Louisiana, Usa), è che Jared Leto, come detto, si trova in Italia. Qui da noi, oltre a presentare oggi a Torino il suddetto documentario, l’attore/musicista, sempre nel capoluogo piemontese, sarà impegnato domani 19 giugno col suo gruppo in un concerto al Palaolimpico, per sbarcare il giorno dopo a Roma - 20 giugno, Ippodromo delle Capannelle - in occasione del Postepay Rock in Roma. Love, Lust, Faith and Dreams è il quarto album pubblicato da Leto e i Thirty Seconds to Mars. La nuova fatica del gruppo ha toccato diverse parti del mondo, è stato infatti registrato in alcuni paesi dell’Europa e anche in India ed è stato prodotto dallo stesso leader del gruppo.

***

La locandina del docu-film Artifact
Artifact

La scheda
Un film di Jared Leto. Con Jared Leto, Shannon Leto, Tomo Milicevic, Chester Bennington, Irving Azoff, Peter Paterno. Documentario, Usa 2010. Durata 105' circa.

La trama
Una dura battaglia legale combattuta in nome dell’amore per la musica. Il documentario diretto da Bartholomew Cubbins, pseudonimo di Jared Leto, svela il volto oscuro dell’industria musicale, mostrando i retroscena della vicenda processuale che nel 2008 ha contrapposto la nota rock band statunitense dei Thirty Seconds to Mars all’etichetta discografica Emi.

s.m.
Per alcune informazioni si ringraziano Mauxa e My Movies




domenica 13 aprile 2014

Quelli che si sono trasformati e, magari, hanno vinto l’Oscar

Ecco chi, nella storia recente del cinema, ha dovuto perdere o acquistare peso per aggiudicarsi una buona parte e spesso anche un Oscar.

Christian Bale ne L'uomo senza sonno
Christian Bale È cintura nera d’ingrassamenti e dimagrimenti a comando. Per lui il peso è un effetto ottico. Tu digli una taglia e lui farà in modo di entrarci. L’ha già fatto per L’uomo senza sonno (2004), 28 chili in pochi mesi persi con una dieta a base di molto fumo, una scatoletta di tonno e una mela al giorno, arrivando a pesare solo 55 chili (non sperimentare a casa). Subito dopo ha girato Batman Begins (2005) ed è evidente che per interpretare il tenebroso supereroe 55 chili non bastavano. Ecco quindi che il suo fisico si trasforma in 86 chili di muscoli e si adegua di conseguenza anche la dieta: pasta e pane per vari mesi. L’anno seguente vediamo Bale pesare solo 61 chili in L’alba della libertà (2006), poi di nuovo Batman (Il cavaliere oscuro, 2008), altri 86, poi The Fighter (2010) 65 chili e di recente con American Hustel (2013), 10 nomination, nessun Oscar ma 3 Golden Globe e siamo ad altri venti chili in più.

Matthew McConaughey È indubbiamente l’uomo del momento. Con due pellicole, una più acclamata dell’altra, il  texano diventa ogni giorno più bravo. La drammatica storia vera del rude elettricista malato di Aids in Dallas Buyers Club  (2013) cui sono diagnosticati trenta giorni di vita, ha messo in luce tutto il talento dell’attore (che, infatti, ha vinto l’Oscar 2014). Per ovvie esigenze di copione, Matthew ha dovuto perdere molto peso, quasi venti chili. Il dimagrimento shock, ai limiti dell’anoressia, però ha colpito nel segno.

Jared Leto in Dallas Buyer Club
Jared Leto È il coprotagonista, con Mattew McCnaughey, di Dallas Buyer Club, e anche per lui è arrivato l’Osca 2014 per il miglior attore non protagonista. Leto, per entrare nella parte di Rayon, transessuale malato di Aids, ha dovuto fare letteralmente la fame per un mese, riuscendo a perdere più di quindici chili. Jared, nella vita, è un vegano convinto da quasi vent’anni. Scopriamo ora, con questa perdita straordinaria di peso, che anche i vegani normalmente si nutrono.

Anne Hathaway È stata solo pochi minuti sullo schermo ma ha lasciato una traccia indelebile. Con il ruolo di Fantine ne Les Misérables (2000) l’anno scorso Anne si è aggiudicata l’Oscar per la miglior attrice non protagonista. La performance è durata davvero poco ma lo sforzo è stato grande: l’attrice ha dovuto perdere 10 chili in sole tre settimane con una dieta a base di humus e ravanelli. (Non sperimentare a casa).

Charlize Theron Una persona brutta non può imbellirsi più di tanto, ma una persona bella, a imbruttirsi, è sempre in tempo. Ce lo ha dimostrato la splendida Charlize Theron, che per trasformarsi nella prostituta serial killer Aileen Wuornos in Monster (2003), tra le altre cose, è ingrassata di ben 14 chili con una dieta a base di cibi grassi (non sperimentare). Il faticoso ruolo le ha però fruttato un Oscar.

Natalie Portman La magrezza delle ballerine di danza classica è proverbiale e se un’attrice vuole indossare il tutù del Cigno nero (2010) qualche sacrificio è d’uopo. La bella Natalie ha dovuto quindi perdere 10 chili per il ruolo di Nina Sayers in Black Swan, sforzo sicuramente ripagato da un Oscar per la miglior attrice e un marito (Benjamin Millepied) conosciuto sul set.

Robert De Niro in Toro Scatenato
Robert De Niro Non l’ha fatto molte volte, ma quando l’ha fatto, l’ha fatto bene. Per indossare i guantoni di Jack La Motta in Toro Scatenato (1980), Bob, ad esempio, è ingrassato quasi 30 chili senza battere ciglio. Il film è un capolavoro e l’Oscar (miglior attore) l’ha portato a casa anche lui.

Edward Norton C’è anche chi i chili li mette su senza ingrassare, come Edward Norton, che ha preso 16 chili - tutti di muscoli. Per interpretare lo skinhead Derek Vinyard in American History X (1999) Norton ha dovuto seguire un estenuante regime progettato da un allenatore e in soli tre mesi, il gioco era fatto.

Tom Hanks Ha dovuto perdere 22 chili per il ruolo del naufrago in Cast Away (2000) e dato che ingrassare è facile, ma dimagrire un po’ meno, il film è stato girato con una pausa di un anno tra la prima e la seconda parte, per permettere all’attore di dimagrire. Forse sarebbe stato più facile fargli recitare prima la parte del naufrago deperito. Dopo una breve pausa di due settimane a base di McDonald’s e ciambelle tra un ciak e l’altro, Tom avrebbe potuto velocemente mettere su il peso che gli pareva. Comunque vinse il Golden Globe per il miglior attore.

Renée Zellweger nelle vesti di Bridget Jones
Renée Zellweger Finalmente la nostra cicciona preferita: Bridget Jones! La Zellweger è sempre stata molto attenta alla linea ma per il mitico ruolo della single disperata più famosa al mondo ha deciso di fare un’eccezione e di ingrassare ben 16 chili per poter indossare i mutandoni ascellari di Bridget. E ha fatto bene. Il film è passato alla storia e lei è stata consacrata nell’Olimpo di Hollywood. Solo un dubbio: ma davvero ha avuto voglia di perderli e riprenderli nella breve pausa tra il primo film e il seguito?


L’articolo è tratto integralmente (con qualche mia aggiunta) da una pubblicazione del 13 febbraio scorso sul sito web di Grazia, a firma Camilla Baldini (clicca) che Filmamare ringrazia


redazione