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lunedì 19 maggio 2014

“Interstellar”, il viaggio di Nolan fra astri e pianeti alla ricerca di granturco

La locandina
Mia valutazione: ♥♥♥ = 7,5

La scheda
Un film di Christopher Nolan. Con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Matt Damon, Jessica Chastain, John Lithgow, Michael Caine, Wes Bentley, Casey Affleck, Topher Grace, Mackenzie Foy, Ellen Burstyn, David Oyelowo, Bill Irwin, Elyes Gabel, Timothee Chalamet, David Gyasi, Liam Dickinson. Fantascienza, Usa 2014. Warner Bros Italia. Uscita giovedì 6 novembre 2014.

La trama
In un futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico colpisce duramente l'agricoltura. Un gruppo di scienziati, sfruttando un wormhole (scorciatoia spazio-temporale) per superare le limitazioni fisiche del viaggio cosmico e coprire le immense distanze del tragitto interstellare, cercano di esplorare nuove dimensioni. Il granturco è l'unica coltivazione ancora in grado di crescere e gli studiosi sono intenzionati a trovare nuovi luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell'umanità. Il regista visionario della trilogia de Il cavaliere oscuro e Inception, che con i suoi film ha rinnovato più di ogni altro la cinematografia contemporanea, si misura questa volta con uno sci-fi (fantascientifico) dirigendo, come sempre, un cast eccezionale.

Impressioni dal trailer
È chiaro che, ormai, dobbiamo essere pronti, più spesso che volentieri, a fare i conti con l’irrealtà, che sia fantascienza allo stato puro, animazione, catastrofismo, supereroi e mostri distruttivi. È quello che funziona in questi anni e ogni casa di produzione che sappia cosa significhi fare soldi con l’industria-cinema (la Warner Bros è di certo fra queste) di sicuro non lo mette in secondo piano. Di conseguenza, registi più o meno valorosi - anche quelli nati con altre inclinazioni - si adattano, se occorre, a rimodulare il proprio bagaglio culturale in base ai gusti e alle richieste del grande pubblico. È un discorso che può senza dubbio riguardare Interstellar (che vedremo solo a novembre di quest’anno).
Il regista
Christopher Nolan
Anche se per quanto riguarda
Christopher Nolan non si può certo parlare di un neofita della materia, se si pensa alla bellissima trilogia di Batman, a Inception e a The Prestige. Ma se scorriamo la filmografia del cineasta londinese, ci rendiamo conto che i primi lavori misero in mostra una diversa inclinazione, in pellicole molto belle come Following, Memento e Insomnia, tutte di stampo autoriale.


Matthew McConaughey in una scena di Interstellar
Qui parliamo dell’ennesimo film, come già detto, apocalittico, genere che ormai da anni è un asso da giocarsi in qualsiasi momento per portare a casa vittorie non troppo difficili. Se poi la pellicola può avvalersi di un attore come Matthew McConaughey (recentissimo premio Oscar come miglior attore per Dallas Buyers Club), il giochetto diventa ancora più semplice e il ripetersi di situazioni, emozioni, effetti speciali e così via, è mitigato dall’attenzione che il pubblico concentra sul protagonista principale che, perlopiù, è condottiero vincente dell’impresa. Ma nel cast ‘interstellare’ non c’è solo l’interprete texano a dar manforte al lavoro di Nolan, visto che spiccano nomi quali Matt Damon (non troppo fortunato con il recentissimo Monuments Men), Anne Hathaway (premio Oscar come miglior non protagonista per Les Misérables, 2013), Jessica Chastain (impeccabile protagonista del bellissimo Zero Dark Thirty, 2013), il grande Michael Caine (di recente attore principale in Mister Morgan, 2013) e Casey Affleck (nomination all’Oscar per L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, 2007 e attore- garanzia per tutte le ricette).

Anche Matt Damon nel cast del film di Nolan
Non si può non rilevare, tuttavia, che sta diventando davvero indigesta la figura del protagonista dall’intelligenza superiore e dalla conseguente iper-intuitività il quale, prima di tutti gli abitanti del resto del pianeta, riesce a prevedere le conseguenze del disastro di turno e l’unica soluzione per scongiurarlo. Christopher Nolan conduce comunque il tutto con la sua mano ‘ferma’, forte anche di effetti speciali di altissima qualità che trascinano il suo film dalle parti del recente e più che convincente Gravity col quale, su questo, se la batte ad armi pari. Ma nel pregevole lavoro di Alfonso Cuarón l’originalità con cui è mostrato l’aspetto ‘galattico’, ha dato vita a un’opera di spessore  nettamente più rilevante. Ottima anche la colonna sonora dell’infallibile Hans Zimmer (che con Nolan ha consolidato un sodalizio proprio musicando Batman), che avvolge in un’atmosfera avvincente le situazioni che si dipanano con lo scorrere delle immagini, favorendo la compenetrazione con la vicenda e l’attenzione dello spettatore.

Michael Caine
Pellicola coinvolgente, adrenalinica e ben recitata, come detto, da attori di altissimo lignaggio. Adatta, in particolare, agli appassionati del genere catastrofistico, in cui la sopravvivenza del nostro pianeta è messa a repentaglio. Pur nel marasma generale della storia, la narrazione filmica possiede quel sufficiente grado d’ironia che alleggerisce un’impalcatura edificata intorno al dramma. Merita senza dubbio fiducia.

Stefano Marzetti

domenica 13 aprile 2014

Quelli che si sono trasformati e, magari, hanno vinto l’Oscar

Ecco chi, nella storia recente del cinema, ha dovuto perdere o acquistare peso per aggiudicarsi una buona parte e spesso anche un Oscar.

Christian Bale ne L'uomo senza sonno
Christian Bale È cintura nera d’ingrassamenti e dimagrimenti a comando. Per lui il peso è un effetto ottico. Tu digli una taglia e lui farà in modo di entrarci. L’ha già fatto per L’uomo senza sonno (2004), 28 chili in pochi mesi persi con una dieta a base di molto fumo, una scatoletta di tonno e una mela al giorno, arrivando a pesare solo 55 chili (non sperimentare a casa). Subito dopo ha girato Batman Begins (2005) ed è evidente che per interpretare il tenebroso supereroe 55 chili non bastavano. Ecco quindi che il suo fisico si trasforma in 86 chili di muscoli e si adegua di conseguenza anche la dieta: pasta e pane per vari mesi. L’anno seguente vediamo Bale pesare solo 61 chili in L’alba della libertà (2006), poi di nuovo Batman (Il cavaliere oscuro, 2008), altri 86, poi The Fighter (2010) 65 chili e di recente con American Hustel (2013), 10 nomination, nessun Oscar ma 3 Golden Globe e siamo ad altri venti chili in più.

Matthew McConaughey È indubbiamente l’uomo del momento. Con due pellicole, una più acclamata dell’altra, il  texano diventa ogni giorno più bravo. La drammatica storia vera del rude elettricista malato di Aids in Dallas Buyers Club  (2013) cui sono diagnosticati trenta giorni di vita, ha messo in luce tutto il talento dell’attore (che, infatti, ha vinto l’Oscar 2014). Per ovvie esigenze di copione, Matthew ha dovuto perdere molto peso, quasi venti chili. Il dimagrimento shock, ai limiti dell’anoressia, però ha colpito nel segno.

Jared Leto in Dallas Buyer Club
Jared Leto È il coprotagonista, con Mattew McCnaughey, di Dallas Buyer Club, e anche per lui è arrivato l’Osca 2014 per il miglior attore non protagonista. Leto, per entrare nella parte di Rayon, transessuale malato di Aids, ha dovuto fare letteralmente la fame per un mese, riuscendo a perdere più di quindici chili. Jared, nella vita, è un vegano convinto da quasi vent’anni. Scopriamo ora, con questa perdita straordinaria di peso, che anche i vegani normalmente si nutrono.

Anne Hathaway È stata solo pochi minuti sullo schermo ma ha lasciato una traccia indelebile. Con il ruolo di Fantine ne Les Misérables (2000) l’anno scorso Anne si è aggiudicata l’Oscar per la miglior attrice non protagonista. La performance è durata davvero poco ma lo sforzo è stato grande: l’attrice ha dovuto perdere 10 chili in sole tre settimane con una dieta a base di humus e ravanelli. (Non sperimentare a casa).

Charlize Theron Una persona brutta non può imbellirsi più di tanto, ma una persona bella, a imbruttirsi, è sempre in tempo. Ce lo ha dimostrato la splendida Charlize Theron, che per trasformarsi nella prostituta serial killer Aileen Wuornos in Monster (2003), tra le altre cose, è ingrassata di ben 14 chili con una dieta a base di cibi grassi (non sperimentare). Il faticoso ruolo le ha però fruttato un Oscar.

Natalie Portman La magrezza delle ballerine di danza classica è proverbiale e se un’attrice vuole indossare il tutù del Cigno nero (2010) qualche sacrificio è d’uopo. La bella Natalie ha dovuto quindi perdere 10 chili per il ruolo di Nina Sayers in Black Swan, sforzo sicuramente ripagato da un Oscar per la miglior attrice e un marito (Benjamin Millepied) conosciuto sul set.

Robert De Niro in Toro Scatenato
Robert De Niro Non l’ha fatto molte volte, ma quando l’ha fatto, l’ha fatto bene. Per indossare i guantoni di Jack La Motta in Toro Scatenato (1980), Bob, ad esempio, è ingrassato quasi 30 chili senza battere ciglio. Il film è un capolavoro e l’Oscar (miglior attore) l’ha portato a casa anche lui.

Edward Norton C’è anche chi i chili li mette su senza ingrassare, come Edward Norton, che ha preso 16 chili - tutti di muscoli. Per interpretare lo skinhead Derek Vinyard in American History X (1999) Norton ha dovuto seguire un estenuante regime progettato da un allenatore e in soli tre mesi, il gioco era fatto.

Tom Hanks Ha dovuto perdere 22 chili per il ruolo del naufrago in Cast Away (2000) e dato che ingrassare è facile, ma dimagrire un po’ meno, il film è stato girato con una pausa di un anno tra la prima e la seconda parte, per permettere all’attore di dimagrire. Forse sarebbe stato più facile fargli recitare prima la parte del naufrago deperito. Dopo una breve pausa di due settimane a base di McDonald’s e ciambelle tra un ciak e l’altro, Tom avrebbe potuto velocemente mettere su il peso che gli pareva. Comunque vinse il Golden Globe per il miglior attore.

Renée Zellweger nelle vesti di Bridget Jones
Renée Zellweger Finalmente la nostra cicciona preferita: Bridget Jones! La Zellweger è sempre stata molto attenta alla linea ma per il mitico ruolo della single disperata più famosa al mondo ha deciso di fare un’eccezione e di ingrassare ben 16 chili per poter indossare i mutandoni ascellari di Bridget. E ha fatto bene. Il film è passato alla storia e lei è stata consacrata nell’Olimpo di Hollywood. Solo un dubbio: ma davvero ha avuto voglia di perderli e riprenderli nella breve pausa tra il primo film e il seguito?


L’articolo è tratto integralmente (con qualche mia aggiunta) da una pubblicazione del 13 febbraio scorso sul sito web di Grazia, a firma Camilla Baldini (clicca) che Filmamare ringrazia


redazione