Non basta certo un Oscar ancora fresco a Paolo
Sorrentino
per restarsene - magari solo per un po’ - con le mani in mano. E così, il regista
napoletano che con il suo La grande bellezza ha
trionfato nella notte delle statuette hollywoodiane, è di nuovo al lavoro per La
giovinezza (articolo),
la cui assonanza col ‘nobile’ precedente è puramente casuale. Subito un dato
importante: le riprese sono cominciate a Venezia ma la pellicola è senza dubbio
marchiata col bollo dell’internazionalità. Lo dimostra la presenza nel cast di
due ‘giganti’ del cinema di lingua anglosassone, Michael Caine e Harvey
Keitel, che
saranno i protagonisti principali. Sorrentino dietro la
macchina da presa, dall’altra sarebbe naturale pensare a Toni
Servillo, attore cult per il cineasta autore de Il divo. Ma come
detto, questa volta le selezioni sono avvenute fuori dai nostri confini. E
così, oltre ai succitati grandi interpreti, si aggiungono i premi Oscar Rachel
Weisz e Jane
Fonda.
Michael Caine (al centro) sul set veneziano de La giovinezza
Il set nella città lagunare è stato allestito
in campo San Lorenzo, un angolo un po’ remoto, ma non lontano da piazza San
Marco. Gli interni del primo giorno sono stati girati in una casa di riposo, in
una grande stanza sul canale. Il soggetto de La giovinezza è dello
stesso Sorrentino, che ha
ampiamente dimostrato di saperci fare anche come scrittore. La trama vede Fred
e Mick, due uomini alla soglia degli ottant’anni, che decidono di andare in
vacanza insieme in montagna. In una condizione di sospensione dalla vita
ordinaria ripensano il futuro e guardano con occhi diversi alle proprie storie
e famiglie. Immancabile, al fianco del cineasta partenopeo, si conferma alla
produzione Nicola Giuliano con Francesca Cima e la loro
Indigo Film. L’opera uscirà nelle sale nel 2015 (distribuzione Medusa Film).
s.m.
Per
alcune informazioni si ringrazia Il Corriere del Mezzogiorno online
Un film di Christopher Nolan. Con Matthew
McConaughey, Anne Hathaway, Matt Damon, Jessica Chastain, John Lithgow, Michael
Caine, Wes Bentley, Casey Affleck, Topher Grace, Mackenzie Foy, Ellen Burstyn,
David Oyelowo, Bill Irwin, Elyes Gabel, Timothee Chalamet, David Gyasi, Liam
Dickinson. Fantascienza, Usa 2014. Warner Bros Italia. Uscita giovedì 6 novembre
2014.
La trama
In un
futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico colpisce duramente
l'agricoltura. Un gruppo di scienziati, sfruttando un wormhole (scorciatoia
spazio-temporale) per superare le limitazioni fisiche del viaggio cosmico e
coprire le immense distanze del tragitto interstellare, cercano di esplorare
nuove dimensioni. Il granturco è l'unica coltivazione ancora in grado di
crescere e gli studiosi sono intenzionati a trovare nuovi luoghi adatti a
coltivarlo per il bene dell'umanità. Il regista visionario della trilogia de Il
cavaliere oscuro e Inception, che con i suoi film ha rinnovato più di
ogni altro la cinematografia contemporanea, si misura questa volta con uno sci-fi (fantascientifico) dirigendo, come sempre,
un cast eccezionale.
Impressioni
dal trailer
È chiaro che, ormai, dobbiamo essere pronti,
più spesso che volentieri, a fare i conti con l’irrealtà, che sia fantascienza
allo stato puro, animazione, catastrofismo, supereroi e mostri distruttivi. È quello
che funziona in questi anni e ogni casa di produzione che sappia cosa
significhi fare soldi con l’industria-cinema (la Warner Bros è di certo fra
queste) di sicuro non lo mette in secondo piano. Di conseguenza, registi più o
meno valorosi - anche quelli nati con altre inclinazioni - si adattano, se
occorre, a rimodulare il proprio bagaglio culturale in base ai gusti e alle
richieste del grande pubblico. È un discorso che può senza dubbio riguardare Interstellar (che
vedremo solo a novembre di quest’anno).
Il regista
Christopher Nolan
Anche se per quanto riguarda Christopher
Nolan non si può
certo parlare di un neofita della materia, se si pensa alla bellissima trilogia
di Batman, a Inception e a The
Prestige. Ma se
scorriamo la filmografia del cineasta londinese, ci rendiamo conto che i primi
lavori misero in mostra una diversa inclinazione, in pellicole molto belle come
Following, Memento e Insomnia, tutte di
stampo autoriale.
Matthew McConaughey in una scena di Interstellar
Qui parliamo dell’ennesimo film, come già detto,
apocalittico, genere che ormai da anni è un asso da giocarsi in qualsiasi
momento per portare a casa vittorie non troppo difficili. Se poi la pellicola
può avvalersi di un attore come Matthew McConaughey (recentissimo
premio Oscar come miglior attore per Dallas Buyers Club), il giochetto
diventa ancora più semplice e il ripetersi di situazioni, emozioni, effetti
speciali e così via, è mitigato dall’attenzione che il pubblico concentra sul protagonista
principale che, perlopiù, è condottiero vincente dell’impresa. Ma nel cast ‘interstellare’
non c’è solo l’interprete texano a dar manforte al lavoro di Nolan, visto che
spiccano nomi quali Matt Damon (non troppo fortunato con il recentissimo Monuments
Men), Anne
Hathaway (premio
Oscar come miglior non protagonista per Les Misérables, 2013), Jessica
Chastain (impeccabile
protagonista del bellissimo Zero Dark Thirty, 2013), il grande Michael
Caine (di recente
attore principale in Mister Morgan, 2013) e Casey Affleck (nomination all’Oscar per L'assassinio
di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, 2007 e attore- garanzia per tutte
le ricette).
Anche Matt Damon nel cast del film di Nolan
Non si può non rilevare, tuttavia, che sta
diventando davvero indigesta la figura del protagonista dall’intelligenza
superiore e dalla conseguente iper-intuitività il quale, prima di tutti gli
abitanti del resto del pianeta, riesce a prevedere le conseguenze del disastro
di turno e l’unica soluzione per scongiurarlo. Christopher Nolan conduce
comunque il tutto con la sua mano ‘ferma’, forte anche di effetti speciali di
altissima qualità che trascinano il suo film dalle parti del recente e più che
convincente Gravity col quale, su questo, se la batte ad armi pari. Ma nel pregevole lavoro
di Alfonso
Cuarón l’originalità
con cui è mostrato l’aspetto ‘galattico’, ha dato vita a un’opera di
spessore nettamente più rilevante.
Ottima anche la colonna sonora dell’infallibile Hans Zimmer (che con Nolan ha
consolidato un sodalizio proprio musicando Batman), che
avvolge in un’atmosfera avvincente le situazioni che si dipanano con lo
scorrere delle immagini, favorendo la compenetrazione con la vicenda e l’attenzione
dello spettatore.
Michael Caine
Pellicola coinvolgente, adrenalinica e ben
recitata, come detto, da attori di altissimo lignaggio. Adatta, in particolare,
agli appassionati del genere catastrofistico, in cui la sopravvivenza del nostro
pianeta è messa a repentaglio. Pur nel marasma generale della storia, la
narrazione filmica possiede quel sufficiente grado d’ironia che alleggerisce un’impalcatura
edificata intorno al dramma. Merita senza dubbio fiducia.
Paolo Sorrentino, dopo l'Oscar, è già all'opera per un nuovo film made in Usa
Evidentemente l’aria di Hollywood - che gli
ha fatto volare tra le mani l’Oscar per il miglior film straniero (La grande
bellezza) - ha a tal
punto rinfrescato la mente di Paolo Sorrentino da fargli
tornare la voglia di lavorare negli States. Dopo il successo di This Must
be the Place
(2011, con un ispiratissimo Sean Penn), il fantasioso e spesso onirico cineasta napoletano
è già in stato piuttosto avanzato con il progetto di portare sul grande schermo
un lungometraggio da girare nel ‘nuovo continente’ che si intitolerà La
giovinezza (il
titolo sarebbe dovuto essere In the Future) - fino a pochi giorni fa
avvolto da una spessa coltre di riservatezza - e dovrebbe avere come protagonista
(manca l’ufficialità) il grande Michael Caine (visto da
pochissimo come protagonista di Mister Morgan). La
pellicola sarà coprodotta dai partner storici di Sorrentino, Nicola
Giuliano, Francesca
Cima e Carlotta
Calori della
Indigo Film.
Michael Caine, atteso come protagonista
nel prossimo film di Sorrentino La giovinezza
L’ormai 81enne attore britannico, due volte
premio Oscar (nel 1987 come miglior attore non protagonista per Hannah e le
sue sorelle
e nel 2000 sempre come non protagonista per Le regole della casa del sidro) dovrebbe interpretare
– come rivela Marta Gasparroni di Cinema Excite - Fred Ballinger, un compositore e direttore
d'orchestra, ritiratosi ai piedi delle Dolomiti per una vacanza. Qui, dove il
maestro è in compagnia di un vecchio amico regista, al lavoro su quello che
dovrebbe essere il suo ultimo film, un giorno gli arriva alle orecchie la
richiesta di tornare a dirigere e così rimettersi in gioco.
Harvey Keitel
Rachel Weisz
Al fianco di Caine ci saranno
star del grande cinema hollywoodiano come Paul Dano (nel premio
Oscar 2014 come miglior film, 12 anni schiavo) e Harvey
Keitel (tutt'ora
nei cinema nell’apprezzatissimo Grand Budapest Hotel), cui si
aggiungono anche Rachel Weisz (brava nel valido action movieThe Bourne Legacy, 2012) e Jane Fonda (vista in The Butler
- Un maggiordomo alla Casa Bianca, 2013). A questi illustri nomi, tuttavia,
non è ancora associato il ruolo che ricopriranno nella nuova opera ‘sorrentiniana’.
La
giovinezza sarà
presentato al mercato degli acquirenti al Festival di Cannes ormai alle porte
(articolo). Tra i produttori anche Bis Films di Montreal, la società svizzera
C-Films e la londinese Number 9 Films.
Un film di Sandra Nettelbeck. Con Michael
Caine, Clémence Poésy, Justin Kirk, Michelle Goddet, Jane Alexander (I), Anne
Alvaro, Gillian Anderson, Richard Hope, Christelle Cornil, Yannick Choirat.
Titolo originale: Last Love. Commedia, Fra/Ger/Bel/Usa 2013. Durata 116'.USA
2013. Officine Ubu. Uscita giovedì 10 aprile 2014.
Trama del film
Un americano
in una città straniera, una bellissima e giovane donna, un incontro casuale e
fuori dal comune vissuto intensamente. La città più romantica del mond, Parigi,
è il luogo ideale e allo stesso tempo,
perfettamente ironico per una tenera e splendida storia, di vita, d’amore e di
gentilezza tra due sconosciuti; e di come, a volte, grazie alle persone più
lontane, è possibile ricongiungersi a quelle più vicine.
La critica
Il bisogno di cambiare la propria vita dopo
aver visto e sentito tutto, soprattutto quanto di più doloroso vi sia nel corso
dell’esistenza di una persona. Fino a essere ormai giunti alla vecchiaia, dopo
aver perso una moglie e senza un’occupazione che dia ancora valore allo
scorrere del tempo. Un tema delicato, non del tutto nuovo (cosa lo è ormai?) ma
che può essere ancora più esplorato e, soprattutto, scoperto con maggiore
efficacia, magari grazie ad attori che per la loro bravura hanno lasciato la
proverbiale ‘impronta indelebile’ nella storia del cinema. E così pare essere
soprattutto il grande Michael Caine (il signore londinese giunto ormai a 81 anni
portati con estrema dignità) – a detta di chi ha già visto questo Mister Morgan (della non prolifica cineasta
tedesca Sandra
Nettelbeck,
di cui si può ricordare giusto il discreto Ricette
d'amore del 2001), a reggere il caso narrato tratto dalla sceneggiatura
scritta dalla regista stessa (che ha adattato il romanzo di Françoise Dorner, La douceur assassine), dando un certo
spessore a un film che sembra abbia le carte in regola per essere accreditato
della nostra fiducia.
Michael Caine in una scena del film
L’attore protagonista di straordinarie pellicole
quali Gli insospettabili (1972), Vestito per uccidere (1980), Fuga per la vittoria (1981), Hannah e le sue sorelle (1985), Le regole della casa del sidro (1999) e
potrei continuare (ricordo anche il merito di aver impreziosito con la sua
presenza la trilogia del Batman di Christopher
Nolan), “riesce a
far vivere allo spettatore il dramma e la gioia di un uomo in bilico, con misura ma al tempo stesso con grande
intensità”, ci dice Scilla Santoro di Cinefilos.
In parallelo, c’è la bravura, quasi imprevedibile, della Nettelbeck, che pare
essere riuscita con sensibilità a orchestrare una buona comportamentistica del
linguaggio filmico, un “percorso – scrive ancora Santoro - che passa attraverso
incontri significativi e casi del
destino”.
Michael Caine e Clémence Poésy in Mister Morgan
Clémence Poésy
Il neo dell’opera si dice essere la scarsa
caratterizzazione dei comprimari dell’infallibile Caine che restano
fin troppo ancorati al loro incontro con il personaggio principale e il cui
vissuto resta abbondantemente in secondo piano. Efficace, invece, la
costruzione di questa sorta d’incontro para-amoroso, che esiste per la mera
richiesta di distacco da una società che denuncia la sua logorante insensibilità,
espressa dai due personaggi principali, Matthew (Caine) e Pauline
(la 31enne francese Clémence Poésy, nel 2011 ottima interprete nell'apprezzato Jeanne Captive). “Tra i due non c'è
sesso, né seduzione – rileva Andreina Sirena di Mymovies - L'incontro è uno sguardo di stupore, il rapporto è unico; rarefatto e lieve
come una barca a remi su un lago d'autunno che i due protagonisti prendono per
allontanarsi dalla città”. A me pare che, nonostante alcune increspature, si
possa trattare di un film a tratti anche struggente ma che promette di lasciarci
con una lieve, dolce carezza. Quasi di speranza.