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giovedì 3 luglio 2014

Dopo ‘La grande bellezza’ arriva ‘La giovinezza’: Sorrentino di nuovo all’opera

Il regista premio Oscar, Paolo Sorentino
Non basta certo un Oscar ancora fresco a Paolo Sorrentino per restarsene - magari solo per un po’ - con le mani in mano. E così, il regista napoletano che con il suo La grande bellezza ha trionfato nella notte delle statuette hollywoodiane, è di nuovo al lavoro per La giovinezza (articolo), la cui assonanza col ‘nobile’ precedente è puramente casuale. Subito un dato importante: le riprese sono cominciate a Venezia ma la pellicola è senza dubbio marchiata col bollo dell’internazionalità. Lo dimostra la presenza nel cast di due ‘giganti’ del cinema di lingua anglosassone, Michael Caine e Harvey Keitel, che saranno i protagonisti principali. Sorrentino dietro la macchina da presa, dall’altra sarebbe naturale pensare a Toni Servillo, attore cult per il cineasta autore de Il divo. Ma come detto, questa volta le selezioni sono avvenute fuori dai nostri confini. E così, oltre ai succitati grandi interpreti, si aggiungono i premi Oscar Rachel Weisz e Jane Fonda.

Michael Caine (al centro) sul set veneziano de La giovinezza
Il set nella città lagunare è stato allestito in campo San Lorenzo, un angolo un po’ remoto, ma non lontano da piazza San Marco. Gli interni del primo giorno sono stati girati in una casa di riposo, in una grande stanza sul canale. Il soggetto de La giovinezza è dello stesso Sorrentino, che ha ampiamente dimostrato di saperci fare anche come scrittore. La trama vede Fred e Mick, due uomini alla soglia degli ottant’anni, che decidono di andare in vacanza insieme in montagna. In una condizione di sospensione dalla vita ordinaria ripensano il futuro e guardano con occhi diversi alle proprie storie e famiglie. Immancabile, al fianco del cineasta partenopeo, si conferma alla produzione Nicola Giuliano con Francesca Cima e la loro Indigo Film. L’opera uscirà nelle sale nel 2015 (distribuzione Medusa Film).
s.m.

Per alcune informazioni si ringrazia Il Corriere del Mezzogiorno online

mercoledì 18 giugno 2014

Il cinema di Pier Paolo Pasolini in trionfo alla mostra dedicata al grande artista

Dal 26 giugno a Lecce una mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini
Innanzitutto film, fotogrammi, documentazione video. Poi libri, poesia, narrativa, radio e canzoni (scritte dal Maestro e interpretate da Aisha Cerami, figlia del celebre sceneggiatore scomparso lo scorso anno). Il tutto per ricordare L’universo di Pier Paolo Pasolini. Arte e bellezza da Giotto a Patti Smith, mostra in programma al Castello Carlo V di Lecce dal 26 giugno al 2 novembre 2014. Ogni sabato sarà proiettato un film. Si inizia il 28 giugno alle ore 20 con Comizi d’amore (1965) e poi con cadenza settimanale si potrà assistere a Mamma Roma (1962); Ro.Go.Pa.G. (1963); Decameron (1971) e Il fiore delle mille e una notte (1975).

La cantante e poetessa Patti Smith, protagonista della mostra
Non mancheranno le testimonianze della carriera pittorica del poliedrico artista friulano e una raffinata selezione di scatti del fotografo Roberto Villa che ha immortalato il backstage del film Il fiore delle mille e una notte seguendo Pier Paolo Pasolini durante le riprese. Giusto ricordare - a chi abbia meno dimestichezza con l’ingegno pasoliniano nella sua interezza - che le sue opere cinematografiche sono ricche d’inquadrature pittoriche che manifestano la sua predilezione di Pasolini per Giotto, Leonardo, Mantegna e Rosso Fiorentino. In queste scelte è forte l’eco degli appunti presi durante le lezioni universitarie di storia dell’arte di Roberto Longhi. L’uomo (ucciso in modo brutale a Ostia, Roma, nel novembre 1975) fu anche un artista che realizzava immagini con tratti fulminei, caricaturali, dalla resa sorprendente. Con la sua ‘pittura dialettale’ ritrae se stesso, i suoi amici e tanti altri protagonisti di quella ricca, frizzante e irripetibile stagione culturale. Pier Paolo Pasolini frequenta Longhi, Moravia, Morante, Maraini, Calvino e Ungaretti, ammira Morandi, Mafai, De Pisis, Rosai, Guttuso e ha un rapporto difficile con la Pop Art, esplosa in quegli anni e approdata a Venezia nel 1964.

La locandina del film di Pasolini,
Il fiore delle mille e una notte
Sotto il segno della contaminazione pasoliniana cadono tutte le convenzioni storico-artistiche che suddividono le arti dal cinema, la cultura alta da quella popolare e il passato dal contemporaneo. In Pasolini si ricongiungono tutte le arti e si schiudono nuovi ragionamenti e punti di vista alternativi ricchi di una sorprendente immediatezza. Pasolini ha sempre suscitato scandalo avviando dibattiti e confronti: questa mostra intende riaprirne alcuni offrendo un nuovo e affascinante punto di osservazione, anche più di uno se si considera l’eclettismo pasoliniano. La sua vita è costellata di sperimentazioni e fortunate collisioni stilistiche, come in un gioco di ruolo Pasolini è un poeta che gira film, un regista che rinnega la televisione, un romanziere che scrive articoli, un giornalista che fa critica letteraria, un regista che dipinge ottenendo sempre risultati di un’originale bellezza. «Pasolini a New York negli anni Sessanta era considerato un maestro da tutti noi - dice la cantante e poetessa statunitense Patti Smith - Andare a vedere i suoi film era un rito. Ricordo che una volta mi recai al cinema con il mio amico Mapplethorpe e in sala si erano già sistemati Warhol, Morrisey, tutti i poeti e gli artisti che come noi lo studiavano e s’ispiravano a lui».
redazione

Per alcune informazioni si ringraziano BIT e Adnkronos online

martedì 10 giugno 2014

David di Donatello 2014 a “Il capitale umano” di Paolo Virzì

Il capitale umano di Paolo Virzì è il vincitore del David di Donatello 2014
Il film vincitore del David di Donatello 2014 è Il capitale umano di Paolo Virzì, che ha avuto la meglio sul premio Oscar La Grande bellezza di Paolo Sorrentino, al quale è comunque andata la statuetta per la miglior regiaVerdetto finale: otto David a La Grande bellezza, sette a Il capitale umano
Stasera sono stati consegnati i David di Donatello, 58^ edizione

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, vince il David di Donatello come miglior regista esordiente con La mafia uccide solo d’estate. E ottiene così un risultato inatteso. Gli altri candidati erano Valeria Golino per MieleFabio Grassadonia e Antonio Piazza per SalvoMatteo Oleotto per Zoran il mio nipote scemo e Sydney Sibilia per Smetto quando voglio. Il premio è stato consegnato da Gabriele Salvatores. La cerimonia di premiazione della 58^ edizione dei Premi (articolo) si è svolta presso gli Studi Nomentano 5 di Roma, presentata da Paolo Ruffini e Anna Foglietta. «Devo confessare che se non avessi vinto mi sarei davvero arrabbiato. Temevo andasse in Australia… Vabbè era una battuta», ha esordito Pif, ritirando il premio. «Dopo questo, o mi ritiro, o faccio un sequel La camorra uccide solo d’inverno. Parlando
Con La mafia uccide solo d'estate
Pif ha vinto il David
come miglior regista esordiente
seriamente, voglio fare un appello: io questo film l’ho girato senza pagare il pizzo. Anche questo è un esordio. Il mio è un invito: non sono il solo, si può fare».

A inizio serata la scena era stata tutta per Sophia Loren, insignita del Premio speciale per l’interpretazione di Voce umana del figlio Carlo Ponti tratta da un lavoro di Jean Cocteau. «È il più bel momento della mia vita», ha detto una Loren in forma smagliante. David di Donatello speciale allo scomparso Carlo Mazzacurati, autore di La sedia della felicità (articolo), morto il 22 gennaio scorso. L’attore Giuseppe Battiston ha ricordato «la sua capacità di ridere di ogni cosa, anche delle più tristi. Un bel sorriso è il segno più bello del suo passaggio».

Valeria Bruni Tedeschi
miglior attrice protagonista
Il David 2014 per il miglior attore protagonista va a Toni Servillo per La grande bellezza.  Servillo non era presente, ma ha lasciato un messaggio. «Sono felice e onorato, perché viene dal cinema italiano». Fabrizio Gifuni è stato premiato come miglior attore non protagonista per Il capitale umano di Paolo Virzì. «Lo voglio dedicare a Maria a Valeria e a Sonia e a tutte le ragazze e i ragazzi che iniziano a fare questo lavoro meraviglioso», ha detto il vincitore. Il premio per la miglior attrice non protagonista è andato a Valeria Golino per Il capitale umano. «Grazie a Paolo per avermi curato e voluto bene», ha detto l’attrice, che poi ha ringraziato anche Valeria Bruni Tedeschi (miglior attrice protagonista), «per me è un’ispirazione».

Il David di Donatello per la miglior scenografia è andato a Stefania Cella per La grande bellezza. Il premio è stato consegnato da Bianca Guaccero. Sempre per La Grande bellezza ha vinto come miglior costumista Daniela Ciancio. Hanno vinto il David di Donatello al miglior musicista Pivio e Aldo De Scalzi (non sono nemmeno lontani parenti) per Song ‘e Napule. La miglior canzone  è  ’A verità, sempre del film Song ’e Napule. Il premio per la miglior sceneggiatura è andato a Francesco PiccoloFrancesco BruniPaolo Virzì per Il capitale umanoPhilomena di Stephen Frears (Lucky Red) ha vinto il premio ‘miglior film dell’Unione Europea’ . A ritirarlo Andrea Occhipinti che ne è il distributore.

s.m.

lunedì 9 giugno 2014

Domani sera la consegna dei David di Donatello: “La grande bellezza” inseguito da “Il capitale umano”

Martedì sera la consegna dei David di Donatello, 58^ edizione
La grande bellezza favorito per il premio
Grande attesa per domani sera quando andrà in scena la 58^ edizione dei David di Donatello (articolo) - da considerarsi come gli Oscar italiani - trasmessa in diretta tv su Rai Movie alle 19 dagli Studi Nomentano 5 di Roma e in differita alle 23 su Rai 1, con la conduzione di Paolo Ruffini e Anna Foglietta. Far tornare il cinema protagonista: è questo l’obiettivo principale della cerimonia di martedì sera. Come miglior film sembra un discorso chiuso in partenza con La grande bellezza di Paolo Sorrentino già vincitore dell’Oscar (articolo) e del Golden Globe. A seguire Il capitale umano di Paolo Virzì che per quest’anno ha fatto il pieno di nomination (articolo): ne ha ricevute infatti ben 19, battendo di un soffio la pellicola di Sorrentino, fermatasi a un passo dal rivale a quota 18.
redazione

martedì 8 aprile 2014

L’Oscar Sorrentino si dà alla fiction tv, speriamo solo ogni tanto

Paolo Sorrentino quest'anno ha vinto l'oscar per La grande bellezza
Giacché ormai è divenuta una moda (incentivata dalla prospettiva di guadagni ancor maggiori di quelli che garantisce il ‘vero’ cinema), mi auguro che nella spirale delle fiction tv non sia risucchiato anche il neo premio Oscar per il film La grande bellezza, Paolo Sorrentino (l’articolo). La mia preoccupazione è giustificata dal fatto che oggi è circolata la notizia che il regista napoletano abbia collaborato con gli sceneggiatori Stefano Rulli e Umberto Contarello a The Young Pope (Il giovane Papa), serie di otto puntate che andrà in onda a breve termine su Sky e che sarà girata da lui in persona. La produzione è della Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani. Si tratta della stessa società che ha curato per Sky In Treatment e per Fox International Channels Italy la comedy Boris.

Di recente l’autore di pellicole di grande successo quali Le conseguenze dell'amore (2004) e Il divo (2008), ha comunicato di voler subito iniziare a lavorare per una nuova opera filmica che dovrebbe intitolarsi In The Future. Il mio auspicio è che la maggior parte dei suoi sforzi sia indirizzata proprio verso quest’obiettivo piuttosto che nel diventare un autore al servizio – ben remunerato - del piccolo schermo. Sarebbe davvero uno spreco.
Toni Servillo in Il divo, uno dei film di maggior successo di Sorrentino
Come ci fa sapere Emanuele Manta di Coming Soon, la fiction in questione racconta il Vaticano da un punto di vista privilegiato, quello di un immaginario, giovane Papa, Lenny Belardo (interpretato probabilmente da un attore di fama internazionale), primo Pontefice italoamericano della storia. Un progetto – girato tra Stati Uniti, Città del Vaticano, Italia e Africa – che vuole andare oltre gli scandali e i segreti che spesso circondano la Chiesa in questo genere di opere, per parlare delle vite degli uomini e delle donne che vivono nel piccolo stato che sorge al centro di Roma. Non c’è che dire, la fabula potrebbe aver partorito una sceneggiatura interessante. Mi auguro che la resa dell’esperienza filmica sia all’altezza dell’ipotesi di base. «Paolo Sorrentino ha scelto noi per il suo primo racconto televisivo», ha dichiarato al Corriere della Sera Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky per Cinema, Intrattenimento e News. «Sono felice che talenti» come il suo «riconoscano in Sky il luogo naturale in cui poter esprimere il proprio talento in assoluta libertà. Con l’ingresso di Sorrentino, la nostra azienda si conferma polo d’eccellenza per la creatività nostrana».

st.mar.

mercoledì 5 marzo 2014

“La grande bellezza” il più visto in tv degli ultimi 10 anni. Ma non batte “La vita è bella”

Locandina de La grande bellezza
Martedì sera, 4 marzo 2014, La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino – l’altro giorno premiato con l’Oscar del miglior film in lingua straniera 2014 - è stato visto in televisione da 8 milioni e 861mila telespettatori con il 36,12% di share. È il film più visto degli ultimi dieci anni. I numeri s’incrementano ulteriormente sul target 15-64, pubblico di riferimento per gli investitori pubblicitari, per il quale ha sfiorato il 40% di share. In particolare, la prima parte è stata vista da 10milioni e 279mila persone. I picchi hanno toccato il 44% di share e i 12 milioni e mezzo di telespettatori.
Il regista Paolo Sorrentino appena ricevuto l'Oscar

Insomma la scelta di Mediaset di proporre il film che ha suscitato entusiasmo ma anche numerose polemiche, subito dopo la vittoria agli Oscar, è stata vincente. La pellicola del regista napoletano (Il divo, 2008) ha fatto il botto anche su Twitter: sono stati quasi 70mila i tweet legati a #LaGrandeBellezza. Il film ha dominato per tutta la giornata le prime posizioni dei Trend Topic. Oltre a #LaGrandeBellezza (presente in 61.344 tweet), gli hashtag entrati nei TT sono stati #Sorrentino, #Oscar, #Canale5  #Roma, #toniservillo, #Verdone, #Ferilli. Stamattina (5 marzo 2014) gli hashtag legati alla #LaGrandeBellezza sono ancora trending topic e continuano a occupare le prime 10 posizioni dei TT.

Una scena de La vita è bella con Roberto Benigni
Il film più visto di sempre è un altro premio Oscar e l’ultimo prima del trionfo dell’altra notte, La vita è bella di Roberto Benigni, la cui prima visione del 22 ottobre 2001 ottenne 16 milioni 80mila telespettatori e il 53,67% di share. Ma erano altri tempi: negli ultimi dieci anni l’audience televisiva si è ristretta moltissimo, la possibilità di scaricare i film dalla rete ha inciso molto sugli ascolti. I film più visti in tv sono i classici Disney che la Rai puntualmente trasmette nel periodo delle Feste. Ad esempio i 7milioni e 656mila di telespettatori su Rai 1 per la Bella e la Bestia il 2 gennaio 2012, o i 7milioni 168mila per Cenerentola il 7 dicembre 2010 sempre su Rai 1. Altro film recente di grande successo televisivo è Il Diavolo veste Prada, con Meryl Streep e Anne Hathaway: 7 milioni e 680mila il 22 gennaio 2009 su Canale 5. Troy, con Brad Pitt e Orlando Bloom, fece 7 milioni e 119mila spettatori il 22 marzo 2007 su Canale 5, mentre, ampliando a tutti gli anni Duemila, vanno ricordati gli 11milioni e 57mila telespettatori per Il Gladiatore, con Russel Crowe nel 2003.


redazione

lunedì 3 marzo 2014

Oscar all'Italia, Sorrentino succede a Benigni 15 anni dopo

Il regista italiano Paolo Sorrentino, esibisce l'oscar vinto la scorsa notte
Dopo quindici anni l'Oscar torna in Italia: il film La grande bellezza di PaoloSorrentino ha vinto come miglior film straniero.  L'ultimo ad aver conquistato la statuetta era stato Roberto Benigni con La vita è bella, nel 1999. «Sono molto emozionato e felice – ha detto il regista, statuetta fra le mani, dal palco del Dolby Teathre di Los Angeles, visibilmente emozionato, insieme al protagonista della pellicola, Toni Servillo. «Non era scontato questo premio, i concorrenti erano temibili, ora sono felice e sollevato». Quindi il cineasta napoletano, autore anche de Le conseguenze dell'amore (2004) e de Il divo (2008), ha parlato del cinema italiano: «Spero che questo film e questa vittoria siano una porta aperta affinché quello italiano diventi un cinema più per il mercato internazionale». Il regista ha detto poi di sentire un senso di responsabilità dopo questo grande successo: «Negli ultimi giorni tanta gente parlava del mio film e voleva che vincessi e quindi mi sentivo sotto pressione. È stato un momento non facile da vivere, ma ora sono felice. Non è semplice descrivere cosa sto provando».


La locandina del vincitore
12 anni schiavo
L'Oscar come miglior film della 86esima edizione, è andato - come pronosticato dallestatistiche (aveva nove nomination, una in meno di altri due film) a 12 anni schiavo di Steve McQueen, che porta a casa anche le statuette di Lupita Nyong'o, migliore attrice non protagonista e della miglior sceneggiatura non originale (Steve McQueen e John Ridley). Ma è importante, non solo in quantità, il successo di Gravity di Alfonso Cuaron: sette statuette, tra cui quella, pesantissima, per la migliore regia. Tra gli attori, confermate le previsioni: migliore attrice protagonista la Cate Blanchett di Blue Jasmine, mentre sul versante maschile è doppietta per Dallas Buyers Club, con il protagonista Matthew McConaughey che batte Leonardo Di Caprio, e il non protagonista Jared Leto. Se Frozen la spunta tra le animazioni, i grandi sconfitti sono The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese e American Hustle di David O. Russell, rimasti a bocca asciutta. 


Ecco tutti gli Oscar 2014

MIGLIOR FILM
12 anni schiavo

MIGLIOR REGIA
Alfonso Cuaròn per Gravity

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchett per Blue Jasmine

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Jared Leto in Dallas Buyers Club

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Lupita Nyong’o in 12 anni schiavo

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Frozen

MIGLIOR FILM STRANIERO
La Grande Bellezza

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Spike Jonze per Lei

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
John Ridley per 12 anni schiavo

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE
Mr. Hublot


MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki per Gravity

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE
Steven Price per Gravity

MIGLIOR SONORO
Glenn Freemantle per Gravity

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro per Gravity

MIGLIOR TRUCCO
Adruitha Lee e Robin Mathews per Dallas Buyers Club

MIGLIORI COSTUMI
Catherine Martin per Il Grande Gatsby

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
The Lady in Number 6: Music Saved My Life

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Helium

MIGLIOR DOCUMENTARIO
20 Feet from Stardom

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk e Neil Corbould per Gravity

MIGLIOR MONTAGGIO
Alfonso Cuaròn e Mark Sanger per Gravity

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
Let it go di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez per Frozen


redazione

domenica 2 marzo 2014

Verso gli Oscar nuovo flop per Sorrentino. Non c'è due senza tre?

Il regista italiano
Paolo Sorrentino
In vista della notte degli Oscar (diretta tv domenica 2 marzo 2014 su Sky Cinema a partire dal primo collegamento delle 22,50; la premiazione vera e propria dovrebbe iniziare intorno alle 2,30 italiane) è tempo di sconfitte per il regista Paolo Sorrentino e per il suo La grande bellezza (film il cui protagonista è uno strepitoso Toni Servillo). Dopo essere stato in pratica ignorato alla premiazione dei Cesar a Parigi, ieri la pellicola italiana, che a Hollywood è candidata come "miglior film straniero", ha fatto cilecca anche alla 29esima edizione degli Independent Spirit Award.

Premiazione nella quale, invece, ha raccolto il massimo risultato Vita di Adele, che ha così confermato la Palma d’oro incassata nell'ultimo Festival di Cannes. Il lungometraggio del 53enne regista tunisino Abdel Kechiche ha vinto il premio come “miglior film straniero” raccontando la storia d’amore di due ragazze adolescenti dalla quale la protagonista (la giovane attrice francese Adèle Exarchopoulos) esce donna e “impara molto presto che la vita non è sempre un (bel) romanzo” (cfr. Marzia Gandolfi suMymovies.it).

Gli altri film in corsa agli Indipendent nella cinquina degli stranieri erano il cileno Gloria, il danese Il sospetto e il cinese A touch of sin. Con Sorrentino ha preso parte alla cerimonia, guidata dal comico, doppiatore e cantante Patton Oswalt, visto in Big fun e nei Sogni segreti di Walter Mitty, anche Servillo, da poco sbarcato a Hollywood. La città del cinema su cui, ormai da due giorni, imperversa una pioggia battente che non è certo la condizione meteo più auspicabile per l’attesissima entrata delle star attraverso il proverbiale “tappeto rosso”.
st.mar.
(si ringrazia La Stampa.it)