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martedì 10 giugno 2014

David di Donatello 2014 a “Il capitale umano” di Paolo Virzì

Il capitale umano di Paolo Virzì è il vincitore del David di Donatello 2014
Il film vincitore del David di Donatello 2014 è Il capitale umano di Paolo Virzì, che ha avuto la meglio sul premio Oscar La Grande bellezza di Paolo Sorrentino, al quale è comunque andata la statuetta per la miglior regiaVerdetto finale: otto David a La Grande bellezza, sette a Il capitale umano
Stasera sono stati consegnati i David di Donatello, 58^ edizione

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, vince il David di Donatello come miglior regista esordiente con La mafia uccide solo d’estate. E ottiene così un risultato inatteso. Gli altri candidati erano Valeria Golino per MieleFabio Grassadonia e Antonio Piazza per SalvoMatteo Oleotto per Zoran il mio nipote scemo e Sydney Sibilia per Smetto quando voglio. Il premio è stato consegnato da Gabriele Salvatores. La cerimonia di premiazione della 58^ edizione dei Premi (articolo) si è svolta presso gli Studi Nomentano 5 di Roma, presentata da Paolo Ruffini e Anna Foglietta. «Devo confessare che se non avessi vinto mi sarei davvero arrabbiato. Temevo andasse in Australia… Vabbè era una battuta», ha esordito Pif, ritirando il premio. «Dopo questo, o mi ritiro, o faccio un sequel La camorra uccide solo d’inverno. Parlando
Con La mafia uccide solo d'estate
Pif ha vinto il David
come miglior regista esordiente
seriamente, voglio fare un appello: io questo film l’ho girato senza pagare il pizzo. Anche questo è un esordio. Il mio è un invito: non sono il solo, si può fare».

A inizio serata la scena era stata tutta per Sophia Loren, insignita del Premio speciale per l’interpretazione di Voce umana del figlio Carlo Ponti tratta da un lavoro di Jean Cocteau. «È il più bel momento della mia vita», ha detto una Loren in forma smagliante. David di Donatello speciale allo scomparso Carlo Mazzacurati, autore di La sedia della felicità (articolo), morto il 22 gennaio scorso. L’attore Giuseppe Battiston ha ricordato «la sua capacità di ridere di ogni cosa, anche delle più tristi. Un bel sorriso è il segno più bello del suo passaggio».

Valeria Bruni Tedeschi
miglior attrice protagonista
Il David 2014 per il miglior attore protagonista va a Toni Servillo per La grande bellezza.  Servillo non era presente, ma ha lasciato un messaggio. «Sono felice e onorato, perché viene dal cinema italiano». Fabrizio Gifuni è stato premiato come miglior attore non protagonista per Il capitale umano di Paolo Virzì. «Lo voglio dedicare a Maria a Valeria e a Sonia e a tutte le ragazze e i ragazzi che iniziano a fare questo lavoro meraviglioso», ha detto il vincitore. Il premio per la miglior attrice non protagonista è andato a Valeria Golino per Il capitale umano. «Grazie a Paolo per avermi curato e voluto bene», ha detto l’attrice, che poi ha ringraziato anche Valeria Bruni Tedeschi (miglior attrice protagonista), «per me è un’ispirazione».

Il David di Donatello per la miglior scenografia è andato a Stefania Cella per La grande bellezza. Il premio è stato consegnato da Bianca Guaccero. Sempre per La Grande bellezza ha vinto come miglior costumista Daniela Ciancio. Hanno vinto il David di Donatello al miglior musicista Pivio e Aldo De Scalzi (non sono nemmeno lontani parenti) per Song ‘e Napule. La miglior canzone  è  ’A verità, sempre del film Song ’e Napule. Il premio per la miglior sceneggiatura è andato a Francesco PiccoloFrancesco BruniPaolo Virzì per Il capitale umanoPhilomena di Stephen Frears (Lucky Red) ha vinto il premio ‘miglior film dell’Unione Europea’ . A ritirarlo Andrea Occhipinti che ne è il distributore.

s.m.

David di Donatello 2014, ecco tutti i premiati

La premiazione della 58^ edizione dei David di Donatello
Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, vince il David di Donatello come miglior regista esordiente con La mafia uccide solo d’estate. E ottiene così un risultato inatteso. Gli altri candidati erano Valeria Golino per Miele, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza per Salvo, Matteo Oleotto per Zoran il mio nipote scemo e Sydney Sibilia per Smetto quando voglio. Il premio è stato consegnato da Gabriele Salvatores. La cerimonia di premiazione della 58^ edizione dei Premi (articolo) si è svolta presso gli Studi Nomentano 5 di Roma, presentata da Paolo Ruffini e Anna Foglietta. «Devo confessare che se non avessi vinto mi sarei davvero arrabbiato. Temevo andasse in Australia… Vabbè era una battuta», ha esordito Pif, ritirando il premio. «Dopo questo, o mi ritiro, o faccio un sequel La camorra uccide solo d’inverno. Parlando seriamente, voglio fare un appello: io questo film l’ho girato senza pagare il pizzo. Anche questo è un esordio. Il mio è un invito: non sono il solo, si può fare».

A inizio serata la scena era stata tutta per Sophia Loren, insignita del Premio speciale per l’interpretazione di Voce umana del figlio Carlo Ponti tratta da un lavoro di Jean Cocteau. «È il più bel momento della mia vita», ha detto una Loren in forma smagliante.

Il David 2014 per il miglior attore protagonista va a Toni Servillo per La grande bellezzaServillo non era presente, ma ha lasciato un messaggio. «Sono felice e onorato, perché viene dal cinema italiano». Fabrizio Gifuni è stato premiato come miglior attore non protagonista per Il capitale umano di Paolo Virzì. «Lo voglio dedicare a Maria a Valeria e a Sonia e a tutte le ragazze e i ragazzi che iniziano a fare questo lavoro meraviglioso», ha detto il vincitore. Il premio per la miglior attrice non protagonista è andato a Valeria Golino per Il capitale umano. «Grazie a Paolo per avermi curato e voluto bene», ha detto l’attrice, che poi ha ringraziato anche Valeria Bruni Tedeschi, «per me è un’ispirazione».


Il David di Donatello per la miglior scenografia è andato a Stefania Cella per La grande bellezza. Il premio è stato consegnato da Bianca Guaccero. Sempre per La Grande bellezza ha vinto come miglior costumista Daniela Ciancio. Hanno vinto il David di Donatello al miglior musicista Pivio e Aldo De Scalzi (non sono nemmeno lontani parenti) per Song ‘e Napule. La miglior canzone  è  ’A verità, sempre del film Song ’e Napule. Il premio per la miglior sceneggiatura è andato a Francesco Piccolo, Francesco Bruni, Paolo Virzì per Il capitale umano.

Stasera i David di Donatello, ancora in forse la presenza di Tarantino

Quentin Tarantino, ancora in forse la sua presenza
per la consegna, stasera, dei David di Donatello
Questa sera la consegna dei David di Donatello - gli Oscar italiani - giunti alla 58^ edizione (articolo). Lassegnazione di tutti premi sarà trasmessa su Rai Movie alle ore 19 e su Rai 1 in differita alle 23. Fra i momenti più attesi - ma ancora non confermato -  la presenza del regista statunitense Quentin Tarantino, reduce dalla tappa al Festival di Cannes (articolo) che lo ha visto riunirsi sul red carpet con i protagonisti di Pulp Fiction (articolo), lungometraggio datato 1994 e tra i film di culto della cinematografia mondiale. Prevista anche una calorosa accoglienza per Sophia Loren e a livello sentimentale per il regista Carlo Mazzacurati (articolo), morto lo scorso 22 gennaio. La Loren sarà premiata per la sua interpretazione in La voce umana (articolo) diretto dal figlio Edoardo Ponti.

Anche Sophia Loren ospite attesa
per la consegna dei David
Tornando al geniale cineasta ex commesso di videoteca - che secondo alcuni  rumor non avrebbe ancora preso l’aereo per Roma (a questo punto è difficile immaginare che possa farcela, ma vedremo) - riceverà le statuette da lui vinte e sinora mai ritirate. Inoltre Tarantino - informa Prima Online - nella giornata di oggi, sarà presente - ma sempre col condizionale - al Quirinale, ricevuto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme a tutti i candidati di questa stagione, per poi ritirare nella serata, durante la cerimonia di premiazione, i David vinti col già citato Pulp Fiction e Django Unchained, entrambi vincitori nella categoria ‘miglior film straniero. Secondo indiscrezioni, Tarantino dovrebbe arrivare al Quirinale con Sabrina Ferilli, candidata per La grande bellezza di Paolo Sorrentino e si sarebbe dovuto trattenere nella Capitale per tre giorni, in occasione dei quali sembrerebbe aver già organizzato una cena con i suoi amici Franco Nero e Enzo G. Castellari, autore di Quel maledetto treno blindato (1978) dal qualeTarantino si è in gran parte ispirato proprio per Inglourious Basterds.

Carlo Verdone, candidato
come miglior non protagonista
Carlo Verdone, candidato per la miglior interpretazione da ‘miglior attore non protagonista’ per La grande bellezza di Paolo Sorrentino, all'Agi ha dichiarato che «i giovani sono finalmente protagonisti e questo è un segno importantissimo per il nostro cinema». In effetti, tra i candidati ci sono opere prime molto apprezzate da pubblico e critica: La mafia uccide solo d'estate di Pif (vincitore del David di Donatello ‘Giovani’), Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, Zoran il mio nipote scemo di Matteo Oleotto, Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Tanti giovani attori e registi sono, secondo l’attore e cineasta romano, una boccata daria fresca per il nostro cinema. E Verdone non esclude, in un prossimo futuro, di radunare un nuovo gruppo di attori per un film corale sul genere di Compagni di scuola. «Non so, ma potrebbe accadere».

s.m.

lunedì 9 giugno 2014

Domani sera la consegna dei David di Donatello: “La grande bellezza” inseguito da “Il capitale umano”

Martedì sera la consegna dei David di Donatello, 58^ edizione
La grande bellezza favorito per il premio
Grande attesa per domani sera quando andrà in scena la 58^ edizione dei David di Donatello (articolo) - da considerarsi come gli Oscar italiani - trasmessa in diretta tv su Rai Movie alle 19 dagli Studi Nomentano 5 di Roma e in differita alle 23 su Rai 1, con la conduzione di Paolo Ruffini e Anna Foglietta. Far tornare il cinema protagonista: è questo l’obiettivo principale della cerimonia di martedì sera. Come miglior film sembra un discorso chiuso in partenza con La grande bellezza di Paolo Sorrentino già vincitore dell’Oscar (articolo) e del Golden Globe. A seguire Il capitale umano di Paolo Virzì che per quest’anno ha fatto il pieno di nomination (articolo): ne ha ricevute infatti ben 19, battendo di un soffio la pellicola di Sorrentino, fermatasi a un passo dal rivale a quota 18.
redazione

martedì 27 maggio 2014

Il più bello di martedì 27 maggio, prima serata, sul ‘digitale’: Rai Movie alle 21,15

La locandina
Nuovo Cinema Paradiso

Valutazione media: ♥♥♥♥♥ = 9,5

RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
Premio Oscar 1990: miglior film straniero (Italia); Golden Globe 1990: miglior film straniero (Italia); Festival di Cannes 1989: Grand Prix Speciale della Giuria a Giuseppe Tornatore; David di Donatello 1989: miglior colonna sonora a Ennio Morricone; Premio BAFTA 1991: miglior film straniero a Franco Cristaldi e Giuseppe Tornatore, miglior attore protagonista a Philippe Noiret, miglior attore non protagonista a Salvatore Cascio, migliore sceneggiatura originale a Giuseppe Tornatore, migliore colonna sonora a Ennio Morricone; Premio César 1990: miglior manifesto a Bourdugue Jouineau e Gilles Jouin.

La scheda
Un film di Giuseppe Tornatore. Con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin, Agnese Nano, Brigitte Fossey, Pupella Maggio, Antonella Attili, Enzo Cannavale, Leopoldo Trieste, Leo Gullotta, Isa Danieli, Tano Cimarosa, Nicola Di Pinto, Roberta Lena, Nino Terzo, Giuseppe Pellegrino, Beatrice Palme, Mimmo Mignemi, Turi Killer. Drammatico, Ita 1988. Durata 157' circa. Produttore: Franco Cristaldi. Distribuzione: Titanus.

La trama
Il regista
Giuseppe Tornatore
Due anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, a Ciancaldo, un paese siciliano, il cinema è l'unico divertimento. Davanti a una platea chiassosa, ma anche emotiva, il ‘parroco-gestore’  fa passare sullo schermo celebri film americani e italiani, dopo adeguati tagli di cui si occupa l'anziano Alfredo, il proiezionista, che inizia ai misteri della macchina da proiezione Salvatore, un ragazzino di dieci anni figlio di un disperso in Russia e fanatico frequentatore del cinema. Quando la cabina s’incendia perché Alfredo ha voluto proiettare anche in piazza un film comico, Salvatore, dopo aver salvato Alfredo (che per le ustioni al volto rimarrà cieco) prende il suo posto nel rinnovato Cinema Paradiso. Ormai adolescente s’innamora di Elena, una ragazza benestante. Chiamato alle armi dopo aver chiesto invano un appuntamento a Elena per salutarla prima di partire, non riceverà nemmeno risposta alle numerose lettere che le invia, regolarmente respinte in caserma. Dopo il servizio militare Salvatore non torna più a Ciancaldo poiché Alfredo gli ha detto che il suo avvenire è altrove e dal paese molti sono emigrati in Germania per lavorare. Passano trent'anni: a Salvatore, diventato un affermato regista, la madre comunica che Alfredo è morto. Tornato al paese, trova tutto cambiato.


Philippe Noiret e Salvatore Cascio in una scena emblematica del film
Critica – Rassegna stampa
“È il cinema che celebra se stesso - scrive Andrea Peresano di Cinema del Silenzio - il cinema dei grandi film, dei kolossal americani che facevano sognare un popolo (…) in un periodo di miseria e ricostruzione (...) Un film (Nuovo Cinema Paradiso, ndr) spesso lasciato in secondo piano che, nonostante il riconoscimento internazionale con l’Oscar come miglior film straniero nel 1989 o il 2° premio al Festival di Cannes grazie anche all’eliminazione dalla versione originale di un troncone centrale che rendeva troppo lunga la storia, non ha ricevuto mai l’attenzione meritata. Tornatore sa raccontare l’epopea del cinema nelle sale di proiezione - conclude Peresano - in un periodo, gli anni Ottanta, di profonda crisi del settore, con toni pacati e maestria di un grande conoscitore del mezzo”.

Nuovo Cinema Paradiso è stato sommerso di premi
“(...) Salvatore Cascio, di soli 9 anni - rileva la recensione di Film Scoop - interpreta Totò nel suo periodo infantile. Cascio fu, all’epoca del lancio del film, un bimbo prodigio. Così giovane eppure a suo agio, immerso subito nel magico mondo della celluloide, protagonista sui red carpet di mezzo mondo per la promozione della pellicola. Il suo è un recitare naturale e piacevole, sostenuto in questo da due occhi penetranti. Ben diretto da Tornatore, conquistò pure il British Academy of Film and Television Arts nella categoria attore non protagonista (...) Non si può negare, nonostante tutta questa girandola di premi, che il film ogni tanto si appesantisca a causa di una regia leziosa. Tuttavia risulta decisamente coinvolgente e si presenta come un’opera rivisitata con la prospettiva astuta di un cineasta di indubbio talento che racconta una storia ampiamente autobiografica. Giuseppe Tornatore - si legge ancora su Film Scoop - produce un cinema sovraccarico ma anche forte e generoso, un ‘girato’ di cui la spossata realizzazione italiana degli anni '80 aveva necessità. Dove la pellicola (solitamente lieve e favolistica) cade con una certa ingenuità è quando mette in scena situazioni drammatiche che risultano un po’ inverosimili - Alfredo salvato da Totò che è l'unico a correre in suo soccorso durante l'incendio, mentre tutti i ‘grandi’ scappano ognuno per i fatti suoi - e una certa predisposizione allo schematismo e alla programmaticità che gli fanno assumere un tono un po’ finto ed edulcorato, pur mantenendo il pregio del gusto per l'affabulazione (...)”.

Un'altra scena del film di Giuseppe Tornatore
“(...)Tornatore sa come gestire la materia - fa notare invece Giancarlo Zappoli di My Movies - alternando il riso e il sorriso alla commozione. Perde invece il senso della misura nella storia d’amore tra il Totò cresciuto e divenuto Salvatore e la bella Elena. Vicenda contrastata ma talmente reiterata (in particolare con il lunghissimo dialogo in auto tra il protagonista divenuto regista famoso e l’antico amore) da far pensare a due film in uno tanta è la distanza che separa la prima dalla seconda parte. Talvolta le forbici in sala montaggio si rivelano uno strumento utile e in questo caso lo sono state, contribuendo a fare di Nuovo Cinema Paradiso un prezioso film sulla memoria”.

redazione

David di Donatello, premio speciale alla Loren per il 'corto' "La voce umana"

Sophia Loren, col figlio e regista Edoardo Ponti, in passerella al Festival di Cannes
Il consiglio direttivo dell'Accademia del cinema italiano, ha deciso di assegnare uno dei premi speciali della 58^ edizione dei David di Donatello (articolo) a Sophia Loren per la sua interpretazione de La Voce Umana, diretta da Edoardo Ponti (suo figlio) dal celebre testo di Jean Cocteau. L'annuncio del premio è stato dato oggi a Napoli, durante la conferenza stampa con Loren sull'uscita del film in dvd.

La voce umana, cortometraggio apprezzato dalla critica durante il recentissimo 67esimo Festival di Cannes (articolo), dove è stato presentato fuori concorso, racconta la storia di Angela, una donna al telefono con l'amante che l’ha lasciata e del quale non si sente mai la voce. Sceneggiato in napoletano dallo scrittore e poeta Erri De Luca, il cortometraggio, come detto, è diretto Ponti, che dodici anni fa esordì alla regia con Cuori estranei. Proprio la magistrale prova di Anna Magnani, che interpretò lo stesso personaggio nell'episodio L'amore (1948), diretto da Roberto Rossellini, affascinò una giovanissima Sophia Loren che a soli 14 anni decise per questo di diventare attrice. (Fonte TMNews).

redazione

lunedì 26 maggio 2014

Il più bello di lunedì 26 maggio, prima serata, sul ‘digitale’: Rai Storia alle 21,20

La locandina
La ciociara

Valutazione media: ♥♥♥♥♥ = 9

RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
Premio Oscar 1962: miglior attrice protagonista a Sophia Loren; Golden Globe 1962: miglior film straniero (Italia); Festival di Cannes 1961: miglior interpretazione femminile a Sophia Loren in concorso per la Palma d'oro; David di Donatello 1961: miglior attrice protagonista a Sophia Loren; Premio BAFTA 1962: miglior attrice straniera a Sophia Loren; Nastro d'Argento 1961: miglior attrice protagonista a Sophia Loren; New York Film Critics Circle Award 1961: miglior attrice protagonista a Sophia Loren; National Board of Review Award 1961: migliori film stranieri.

La scheda
Un film di Vittorio De Sica. Con Sophia Loren, Jean-Paul Belmondo, Eleonora Brown, Andrea Checchi, Pupella Maggio, Emma Baron, Raf Vallone, Renato Salvatori, Carlo Ninchi, Franco Balducci, Vincenzo Musolino, Luciano Pigozzi, Ettore Mattia, Bruna Cealti, Antonella Della Porta, Mario Frera, Luciana Cortellesi, Curt Lowens, Tony Calio, Remo Galavotti. Drammatico, Ita/Fra 1960. Durata 110' circa. Produzione: Compagnia Cinematografica Champion, Les Films Marceau, Cocinor, Société Générale de Cinématographie. Distribuzione: Titanus.

La trama
1943. Durante la seconda guerra mondiale, Cesira, una giovane ragazza rimasta purtroppo vedova, scappa da Roma per sfuggire ai bombardamenti e si rifugia in un paesino della ciociaria insieme alla figlia tredicenne. Quando arrivano gli alleati, le due donne fanno finalmente ritorno a Roma, ma durante il tragitto, vengono violentate dai soldati marocchini che accompagnano gli alleati. La loro semplice vita é stata violata per sempre.

Il regista
Vittorio De Sica
Critica – Rassegna stampa
“(...) un film (tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia, ndr) che valse” a Sophia Loren, allora 26enne “un meritato Oscar - scrive Giancarlo Zappoli di My Movies - perché il suo essere popolare e di origini popolane viene qui a misurarsi con un personaggio complesso (Cesira, ndr), capace di grandi slanci, dotato di una irrefrenabile vitalità ma anche portatore di una rabbia interiore nei confronti di una situazione bellica che la turba più di quanto non accada ad altri con cui deve condividere la situazione di sfollata (le scene del film sono state girate a Itri e Fondi, ndr). Per questo si avvicina, lei incolta ma resa consapevole dalla vita, al giovane Michele, idealista incapace di compromessi.

Una scena emblematica del grande film del 1960
È un film intenso che sa arrivare al grande pubblico La ciociara - prosegue Zappoli - ricordandogli un passato che si vorrebbe forse gettare alle spalle e questo senza fare sconti ai fascisti ma neppure idolatrando i liberatori. L’unica nota stonata è fornita da Rosetta, interpretata da Eleonora Brown. De Sica, che così bene aveva saputo dare vita a personaggi di bambini (da Sciuscià a Ladri di biciclette) in questa occasione ci presenta per tre quarti del film una specie di santa in formato mignon (si inginocchia ispirata per pregare quando gli aerei lanciano i proiettili che illuminano la notte) per poi trasformarla bruscamente in una specie di piccola prostituta pronta a tutto per un paio di calze di nylon. Equilibrio e verosimiglianza - conclude la recensione di My Movies - per una volta lasciano un po’ a desiderare”.

Un intenso primo piano di Sophia Loren, vincitrice dell'Oscar
“(...) il dramma delle due protagoniste - rileva Andrea D'Addio di Film Up - il loro continuo scappare senza punti di riferimento, vittime di una civiltà che in tempi di guerra (ma non solo in quei momenti) regredisce fino a dimenticarsi di essere tale e diventa l’emblema di quel passaggio che fa della ‘storia internazionale’ una ‘storia personale’ (...) De Sica insiste così sugli sguardi, sugli occhi delle sue due protagoniste, per rimarcarne quella reazione che diventerà quasi uno stato d’animo perenne. La sua direzione degli attori è meticolosa e sicura: è da loro che deve trasparire l’emozione, è tramite loro che lo spettatore soffrirà, non si perderanno tempo ed immagini sull’ambiente, sono loro le protagoniste. Per la Loren  - scrive ancora D'Addio - diventa così la prima vera prova da attrice drammatica, un’esperienza che le darà modo di tirare fuori tutto il proprio potenziale drammatico ed emotivo (...)”.
redazione