Un film di Edoardo Ponti. Con Sophia Loren. Drammatico, Ita 2014.
La trama
È la storia
di Angela, donna lasciata dall’amante per il quale nutre ancora profondi
sentimenti. Nonostante la separazione, i due sono ancora in contatto
telefonico. Conversazioni intense, per lui forse piacevoli, per lei
strazianti (nonostante cerchi di fingere tranquillità).
Recensione
dal trailer
Un film di silenzi, di slow motion, di sorrisi che vorrebbero essere pianti. Di sofferenza
a volte trattenuta, che è ancor più dolorosa di quella sfogata. Altre volte un
tormento amoroso che deflagra come un vulcano dominato che sa di doversi
spegnere, prima o poi. Come le somatizzazioni dell’ansia è un bene che vi
siano, perché tenere tutto dentro può anche annientare il discernimento umano. Il
presente - questa telefonata in cui vi è un'unica protagonista con la sua Voce umana - si
alterna con ripetuti flash back che riconducono
la donna ai momenti vissuti col suo ex amante. Lei rivede oggetti, rivive situazioni
e torna a sentire emozioni che ora sono spine torturanti.
Il regista
Edoardo Ponti
Non è un inedito il ‘corto’ Voce umana (dalla pièce di Jean Cocteau, tradotta in napoletano e adattata dal novelliere partenopeo Erri De
Luca) del figlio
di Sophia
Loren (la
protagonista) Edoardo Ponti (che con la madre dodici anni fa aveva girato il discreto Cuori
estranei, con uno stellar-cast che annovera Mira
Sorvino, Klaus Maria
Brandauer,
Gérard
Depardieu
e Malcolm
McDowell). Esiste, del 2007, un altro cortometraggio (venti minuti circa), in pratica sconosciuto e dal
titolo quasi identico (La voce umana, in più c’è l’articolo iniziale), girato da
Papi
Corsicato.
Il cineasta napoletano che di recente, nel 2013, si è preso qualche
soddisfazione con Il volto di un'altra, riuscita commedia che annovera
fra gli interpreti Laura Chiatti e Alessandro Preziosi. La voce
umana di Corsicato, pur nella
sua brevità, consegue da una sceneggiatura (scritta dal regista stesso) più strutturata,
nella quale sono introdotti elementi che aiutano a incorniciare e intendere
meglio la vicenda.
Sophia Loren in una scena di Voce Umana
Il soggetto non cambia, ma nella realizzazione in immagini
si capisce con chiarezza che la protagonista è un’attrice di teatro che prima
di andare in scena parla al telefonino con un uomo che l’ha appena lasciata.
Qui il solco è identico a quello dell’opera di Ponti dalla quale
il lavoro di Corsicatosi discosta nel momento in cui chiude il micro-film con uncoup de théâtrein cui durante la rappresentazione l’artista si spara un colpo di
pistola alla testa.
Qui fa quasi tutto la Loren, il cui
personaggio, comunque, è ben sostenuto dalla mano sicura del 41enne regista di
Ginevra (Svizzera). Campi lunghi, primi piani, piani sequenza e camera fissa
come in uno spettacolo da palcoscenico, caratterizzano un film che si legge con
chiarezza. La premio Oscar per La ciociara, al Festival di Cannes terminato sabato
scorso è stata accolta con una standing
ovation in piena regola (articolo). È sempre una grande star che
però ha perso un po’ di potenza recitativa, anche se in questo caso la sua
interpretazione richiedeva un incedere in qualche modo dimesso. Comunque quando
c’è da mostrare la ferita dell’umiliazione - che richiama forse volutamente
quella dell’inconsolabile Cesira di Vittorio De Sica - l’attrice cresciuta a Pozzuoli sa ancora come fare.
Sophia Loren, col figlio e regista Edoardo Ponti, in passerella al Festival di Cannes
Il consiglio direttivo dell'Accademia del
cinema italiano, ha deciso di assegnare uno dei premi speciali della 58^
edizione dei David di Donatello (articolo) a Sophia
Loren per la sua
interpretazione de La Voce Umana, diretta da Edoardo Ponti (suo
figlio) dal celebre testo di Jean Cocteau. L'annuncio del premio è stato
dato oggi a Napoli, durante la conferenza stampa con Loren sull'uscita
del film in dvd.
La voce umana,
cortometraggio apprezzato dalla critica durante il recentissimo 67esimo
Festival di Cannes (articolo), dove è stato presentato fuori concorso,
racconta la storia di Angela, una donna al telefono con l'amante che l’ha
lasciata e del quale non si sente mai la voce. Sceneggiato in napoletano dallo scrittore e poeta Erri De
Luca, il
cortometraggio, come detto, è diretto Ponti, che dodici
anni fa esordì alla regia con Cuori estranei. Proprio la
magistrale prova di Anna Magnani, che interpretò lo stesso personaggio
nell'episodio L'amore (1948), diretto da Roberto Rossellini, affascinò
una giovanissima Sophia Loren che a soli 14 anni decise per questo di
diventare attrice. (Fonte TMNews).
Premio Oscar 1962: miglior
attrice protagonista a Sophia Loren; Golden Globe 1962: miglior film straniero
(Italia); Festival di Cannes 1961: miglior
interpretazione femminile a Sophia Loren in concorso per la Palma d'oro; David di Donatello 1961: miglior
attrice protagonista a Sophia Loren; Premio BAFTA 1962: miglior
attrice straniera a Sophia Loren; Nastro d'Argento 1961: miglior
attrice protagonista a Sophia Loren; New York Film Critics Circle Award 1961: miglior
attrice protagonista a Sophia Loren; National Board of Review Award 1961: migliori film
stranieri.
La
scheda
Un film di Vittorio De Sica. Con Sophia
Loren, Jean-Paul Belmondo, Eleonora Brown, Andrea Checchi, Pupella Maggio, Emma
Baron, Raf Vallone, Renato Salvatori, Carlo Ninchi, Franco Balducci, Vincenzo
Musolino, Luciano Pigozzi, Ettore Mattia, Bruna Cealti, Antonella Della Porta,
Mario Frera, Luciana Cortellesi, Curt Lowens, Tony Calio, Remo Galavotti. Drammatico, Ita/Fra 1960. Durata 110' circa.
Produzione: Compagnia Cinematografica Champion, Les Films Marceau, Cocinor,
Société Générale de Cinématographie. Distribuzione: Titanus.
La trama
1943.
Durante la seconda guerra mondiale, Cesira, una giovane ragazza rimasta
purtroppo vedova, scappa da Roma per sfuggire ai bombardamenti e si rifugia in
un paesino della ciociaria insieme alla figlia tredicenne. Quando arrivano gli
alleati, le due donne fanno finalmente ritorno a Roma, ma durante il tragitto,
vengono violentate dai soldati marocchini che accompagnano gli alleati. La loro
semplice vita é stata violata per sempre.
Il regista Vittorio De Sica
Critica
– Rassegna stampa
“(...) un film (tratto dall'omonimo romanzo
di Alberto
Moravia, ndr) che valse” a Sophia
Loren, allora
26enne “un meritato Oscar - scrive Giancarlo Zappoli di My Movies -
perché il suo essere popolare e di origini popolane viene qui a misurarsi con
un personaggio complesso (Cesira, ndr),
capace di grandi slanci, dotato di una irrefrenabile vitalità ma anche
portatore di una rabbia interiore nei confronti di una situazione bellica che
la turba più di quanto non accada ad altri con cui deve condividere la
situazione di sfollata (le scene del film sono state girate a Itri e Fondi, ndr). Per questo si avvicina, lei
incolta ma resa consapevole dalla vita, al giovane Michele, idealista incapace
di compromessi”.
Una scena emblematica del grande film del 1960
“È un film intenso che sa arrivare al grande pubblico La ciociara - prosegue
Zappoli - ricordandogli un passato che si vorrebbe forse gettare alle spalle e
questo senza fare sconti ai fascisti ma neppure idolatrando i liberatori. L’unica
nota stonata è fornita da Rosetta, interpretata da Eleonora
Brown. De Sica, che così
bene aveva saputo dare vita a personaggi di bambini (da Sciuscià a Ladri di
biciclette)
in questa occasione ci presenta per tre quarti del film una specie di santa in
formato mignon (si inginocchia
ispirata per pregare quando gli aerei lanciano i proiettili che illuminano la
notte) per poi trasformarla bruscamente in una specie di piccola prostituta
pronta a tutto per un paio di calze di nylon. Equilibrio e verosimiglianza -
conclude la recensione di My Movies - per una volta lasciano un po’ a
desiderare”.
Un intenso primo piano di Sophia Loren, vincitrice dell'Oscar
“(...) il dramma delle due protagoniste -
rileva Andrea D'Addio di Film Up - il loro continuo scappare senza
punti di riferimento, vittime di una civiltà che in tempi di guerra (ma non
solo in quei momenti) regredisce fino a dimenticarsi di essere tale e diventa
l’emblema di quel passaggio che fa della ‘storia internazionale’ una ‘storia
personale’ (...) De Sica insiste così sugli sguardi, sugli occhi
delle sue due protagoniste, per rimarcarne quella reazione che diventerà quasi
uno stato d’animo perenne. La sua direzione degli attori è meticolosa e sicura:
è da loro che deve trasparire l’emozione, è tramite loro che lo spettatore
soffrirà, non si perderanno tempo ed immagini sull’ambiente, sono loro le
protagoniste. Per la Loren - scrive
ancora D'Addio - diventa così la prima vera prova da attrice drammatica,
un’esperienza che le darà modo di tirare fuori tutto il proprio potenziale
drammatico ed emotivo (...)”.
Il Festival di Cannes ha accolto Sophia Loren (foto la Repubblica online)
È la protagonista del cortometraggio di
venticinque minuti per la regia del figlio Edoardo Ponti. E domani
(mercoledì 21 maggio 2014), alle ore 16,45, il premio Oscar (miglior
interpretazione femminile per La ciociara di Vittorio De Sica nel 1961 e premio
onorario nel 1991) terrà una masterclass,
onore riservato ai grandi maestri del cinema. L’arrivo di Sophia
Loren alla 67^
edizione del Festival di Cannes (che si chiuderà sabato prossimo, 24 maggio)
non passa di certo inosservato. Qui l’attrice nata a Roma nel 1934 (oggi ha 79
anni) fu premiata alla 14^ edizione - sempre per La ciociara - e ricoprì il delicato ruolo di presidente di giuria della kermesse
cinematografica francese nel 1966. Il film che la vede protagonista, Voce Umana (nella
sezione ‘Cannes Classic’), scritto dallo stesso Ponti e dal
novelliere napoletano Erri De Luca, è liberamente ispirato a un testo teatrale
di Jean
Cocteau risalente
al 1930.
La Loren con il figlio regista Edoardo Ponti
(foto la Repubblica online)
Sophia Loren, alla
viglia degli 80 anni (li compirà il 20 settembre prossimo), ha detto di avere
ancora un sogno nel cassetto «che non posso rivelare, qualche cosa che non ho
mai fatto e che vorrei fare». Ieri sera in una cena in suo onore, con il
direttore del festival Thierry Fremaux e il presidente Gilles
Jacob, è stata
accolta da una standing ovation che
ha coinvolto la giuria guidata dalla regista Jane Campion, tanti cineasti
del concorso dai Dardenne a Michel Hazanavicius. Domani poi
(mercoledì 21 maggio) sarà proiettato Matrimonio all'italiana del 1964,
sempre di De Sica, che vede nei ruoli principali la Loren e Marcello Mastroianni, in
versione restaurata (articolo), in collaborazione con Surf Film da Cineteca di
Bologna e Technicolor Foundation per il Cinema Heritage con il contributo di
Memory Cinema presso L'Immagine Ritrovata. (Fonte Il Sole 24 Ore online).