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lunedì 26 maggio 2014

Morgan Freeman malato grave, pronto ad abbandonare il cinema

Morgan Freeman
in una foto recente
È una di quelle notizie che chi adora i film non vorrebbe mai sentire. Morgan Freeman, uno dei più grandi attori di Hollywood, sarebbe malato in modo grave e, di conseguenza, pronto ad abbandonare il mondo della recitazione. L’informazione arriva dal National Enquirer. “Per Morgan una giornata lavorativa sul set rappresenta una vera e propria agonia”, si legge. Secondo il tabloid statunitense, il 77enne interprete di Memphis (Tennessee, Usa), non potrebbe più reggere i ritmi della lavorazione filmica e i vari impegni che essa comporta. “Fino a un anno fa non avrebbe mai pensato di annunciare il suo ritiro, ma le cose sono cambiate”, recita ancora il quotidiano che ha diffuso la notizia, anche se da parte del diretto interessato e del suo entourage non sono ancora arrivate né conferme né smentite.

Freeman in una scena di A spasso con Daisy,
il film che lo impose all'attenzione del grande pubblico
Parliamo di un artista con circa cinquant’anni di carriera - limitandoci all’impegno come attore di cinema - con la partecipazione a ben settanta film, in moltissimi dei quali è stato fra i personaggi principali se non protagonista assoluto. Di recente lo abbiamo visto in Transcendence, thriller riuscito solo a metà con protagonista Johnny Depp. Ma Morgan Freeman è in procinto di tornare nelle sale col film d'azione di Luc Besson, Lucy, in coppia con Scarlett JohanssonPer lui cinque nomination all’Oscar e una statuetta nel 2004 come non protagonista in Million Dollar Baby di Clint Eastwood (oltre a tantissimi altri riconoscimenti di valore).

redazione

martedì 20 maggio 2014

Cannes, divertimento e inquietudine in “Maps to the Stars” di Cronenberg

La locandina
Mia aspettativa: ♥♥♥ = 7

La scheda
Un film di David Cronenberg. Con Robert Pattinson, Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Carrie Fisher, Olivia Williams, Jayne Heitmeyer, Sarah Gadon, Niamh Wilson, Amanda Brugel, Emilia McCarthy, Kiara Glasco, Joe Pingue, Ari Cohen, Justin Kelly. Drammatico, Can/Usa 2014. Adler Entertainment. Uscita mercoledì 21 maggio 2014.

La trama
Guidata dal padre Stafford, uno psicoterapeuta celebre per i suoi libri di auto-aiuto, e dalla moglie Christina, prepotente madre-manager, la famiglia Weiss ha fatto dell'ossessione per la celebrità il proprio marchio distintivo. Il tredicenne figlio Benjie è una star della tv ed è finito di recente in riabilitazione per droga, mentre l'estraniata figlia Agatha è appena uscita da un ospedale psichiatrico quando stringe amicizia con l'autista di limousine Jerome, anch'egli aspirante attore. Una delle clienti celebri che frequentano lo studio di Stafford è Havana Segrand, un'attrice il cui sogno di riprendere il ruolo interpretato negli anni Sessanta dalla madre, ormai morta, si sbriciola lentamente mentre fantasmi, morte e vizi prendono il sopravvento.

Critica – Rassegna stampa
Il regista canadese di Maps to the Stars, David Cronenberg
Maps to the Stars (articolo) - presentato in concorso al Festival di Cannes numero 67 - sembra una satira alla Tom Wolfe di Tinseltown, delle sue dinamiche, dei suoi meccanismi, delle sue meschinità”. A scrivere è Fedrico Gironi di Coming Soon. “Poi, però, qualcosa nel registro del film cambia. E alle pagine di Wolfe, Cronenberg sembra sostituire quelle di Bret Easton Ellis e la sua Hollywood assomiglia sempre di più a quella del Mulholland Drive di David Lynch, a forza di gelidi e spietati ritratti di ciò che si nasconde dietro le superfici, di fantasmi di bambini morti, di ossessioni incestuose e replicatrici (...) Il loop infinito di Maps to the Stars, che mescola il riso con la pelle d'oca, tanto è capace di divertire e inquietare, è quello della replicazione (tanto familiare quanto industriale) di ciò che siamo e siamo stati portati a essere; quello di un'identità - rileva ancora Gironi - che non può essere altro che remake, o ennesimo capitolo di una franchise. Sfuggirne, appare impossibile: ne veniamo risucchiati come in un buco nero, dentro al quale ci aspetta solo il nulla, il vuoto, l’assenza. La morte. Senza identità, racconta Cronenberg, c’è solo quella”.

Robert Pattinson e Julianne Moore in una scena del film
Lara Ferrari de Il Quotidiano.net, pone in evidenza quanto il film di Cronenberg sia costellato “di star esattamente come la materia di cui parla, prime fra tutti Julianne Moore (strepitosa) e Mia Wasikowska, seguite da Robert Pattinson e John Cusack (...) un cocktail micidiale on-the-rocks di persone a caccia della gloria e della gloria che si inghiotte le prime, con altissimi prezzi da pagare. Cocktail da bere sulle colline di Hollywood, dove è appena sbarcata Aghata alla ricerca della sua famiglia, con la quale ha parecchi conti in sospeso. Da lei si dipana una trama fittissima di relazioni, alberi genealogici intrecciati come quelli dei reali, dove al posto dei monarchi troviamo le pedine dello scacchiere hollywoodiano, vite allo sbando, sprecate nell’inutile rincorsa ad emulare madri e padri attori, protagonisti di un’epoca di divi veri, che non esiste e non tornerà mai più (...) Una satira che colpisce al cuore lo studio system e soprattutto la girandola di personaggi che lo popolano. Uno stiletto conficcato dove fa più male, laggiù, al riparo delle ville di Beverly Hills. Dove alberga, però, ricordiamolo, il cinismo più cupo e invincibile di chi vede colleghi e amici sprofondare nell’abisso e lasciarveli sguazzare dentro. Il mestiere di Cronenberg - insiste Ferrari - si vede tutto e fa parte della sua cifra stilistica passare da una scena di spasso estremo all’alta tensione. Tuttavia, da parte del cineasta canadese abbiamo visto di meglio. Perché questi grandissimi, vedi anche alla voce Woody Allen, non provano a uscire da scenari che conoscono come le loro tasche e ad osare di più?”.

redazione

domenica 11 maggio 2014

George Lucas festeggia i 70 anni pensando a “Star Wars: Episodio VII”

Un manifesto della mega-saga di Guerre stellari - Star Wars
Non sarà più padrone assoluto della produzione di Guerre Stellari ma il suo zampino continua a esserci. E per i suoi settant’anni (il prossimo 14 maggio) George Lucas potrà festeggiare pensando al prossimo episodio, il VII (la cui uscita è prevista nel 2015), della più famosa saga fantascientifica della storia del cinema (con la quale il cineasta californiano ha incassato sette Oscar, è divenuto il Re Mida di Hollywood ed è entrato nella lista dei quattrocento uomini più ricchi degli Usa). Saga di cui non sarà più regista né produttore né deus ex machina assoluto (la Disney, infatti, ha acquistato la ‘Lucas Film’) ma sarà comunque coinvolto nel progetto, nel quale ricoprirà il ruolo di consulente creativo.

L'ex regista e produttore, George Lucas,
il 14 maggio compirà 70 anni
Come annunciato un mese fa anche da Filmamare (articolo), faranno parte del cast del prossimo film – per la prima volta diretto da J.J. Abrams (che nel settore ‘stellare’ s’è fatto le ossa con l'apprezzatissimo Star Trek - Il futuro ha inizio, 2009) - le vecchie glorie del primo Guerre Stellari, da Harrison Ford/Han Solo a Mark Hamill/Luke Skywalker, da Carrie Fisher/Principessa Leila a Peter Mayhew, il gigante di due metri e ventuno centimetri di altezza, che si prestò per la parte del ‘mostruoso’ e pelosissimo Chewbacca.

Nel 2005 venne calcolato che il ritorno ottenuto da Lucas con Guerre stellari (cominciato con Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma [1999] continuato con Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni [2002] e terminato con Star Wars: episodio III - La vendetta dei Sith [2005]) in termini di diritti e franchise, si aggirava sui venti miliardi di dollari. Il regalo di compleanno per Lucas è proprio questo: i prossimi film della ‘sua’ creatura non saranno suoi figli, ma suoi nipoti. Nonno Lucas potrà goderseli senza sobbarcarsi le responsabilità del genitore.

redazione
Per alcune osservazioni e per l’immagine principale si ringrazia il sito web de la Repubblica/Spettacoli

martedì 6 maggio 2014

Sorrentino sogna “La giovinezza” e torna a girare negli States

Paolo Sorrentino, dopo l'Oscar, è già all'opera per un nuovo film made in Usa
Evidentemente l’aria di Hollywood - che gli ha fatto volare tra le mani l’Oscar per il miglior film straniero (La grande bellezza) - ha a tal punto rinfrescato la mente di Paolo Sorrentino da fargli tornare la voglia di lavorare negli States. Dopo il successo di This Must be the Place (2011, con un ispiratissimo Sean Penn), il fantasioso e spesso onirico cineasta napoletano è già in stato piuttosto avanzato con il progetto di portare sul grande schermo un lungometraggio da girare nel ‘nuovo continente’ che si intitolerà La giovinezza (il titolo sarebbe dovuto essere In the Future) - fino a pochi giorni fa avvolto da una spessa coltre di riservatezza - e dovrebbe avere come protagonista (manca l’ufficialità) il grande Michael Caine (visto da pochissimo come protagonista di Mister Morgan). La pellicola sarà coprodotta dai partner storici di Sorrentino, Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori della Indigo Film.

Michael Caine, atteso come protagonista
nel prossimo film di Sorrentino La giovinezza
L’ormai 81enne attore britannico, due volte premio Oscar (nel 1987 come miglior attore non protagonista per Hannah e le sue sorelle e nel 2000 sempre come non protagonista per Le regole della casa del sidro) dovrebbe interpretare – come rivela Marta Gasparroni di Cinema Excite - Fred Ballinger, un compositore e direttore d'orchestra, ritiratosi ai piedi delle Dolomiti per una vacanza. Qui, dove il maestro è in compagnia di un vecchio amico regista, al lavoro su quello che dovrebbe essere il suo ultimo film, un giorno gli arriva alle orecchie la richiesta di tornare a dirigere e così rimettersi in gioco.

Harvey Keitel
Rachel Weisz
Al fianco di Caine ci saranno star del grande cinema hollywoodiano come Paul Dano (nel premio Oscar 2014 come miglior film, 12 anni schiavo) e Harvey Keitel (tutt'ora nei cinema nell’apprezzatissimo Grand Budapest Hotel), cui si aggiungono anche Rachel Weisz (brava nel valido action movie The Bourne Legacy, 2012) e Jane Fonda (vista in The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca, 2013). A questi illustri nomi, tuttavia, non è ancora associato il ruolo che ricopriranno nella nuova opera ‘sorrentiniana’. La giovinezza sarà presentato al mercato degli acquirenti al Festival di Cannes ormai alle porte (articolo). Tra i produttori anche Bis Films di Montreal, la società svizzera C-Films e la londinese Number 9 Films.

st.mar.

venerdì 2 maggio 2014

“Maps to the Stars”, Cronenberg torna a giocare con i tormenti della psiche

La locandina
Mia aspettativa: ♥♥♥ = 7

La scheda
Un film di David Cronenberg. Con Robert Pattinson, Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Carrie Fisher, Olivia Williams, Jayne Heitmeyer, Sarah Gadon, Niamh Wilson, Amanda Brugel, Emilia McCarthy, Kiara Glasco, Joe Pingue, Ari Cohen, Justin Kelly. Drammatico, Can/Usa 2014. Adler Entertainment. Uscita mercoledì 21 maggio 2014.

La trama
Guidata dal padre Stafford, uno psicoterapeuta celebre per i suoi libri di auto-aiuto, e dalla moglie Christina, prepotente madre-manager, la famiglia Weiss ha fatto dell'ossessione per la celebrità il proprio marchio distintivo. Il tredicenne figlio Benjie è una star della tv ed è finito di recente in riabilitazione per droga, mentre l'estraniata figlia Agatha è appena uscita da un ospedale psichiatrico quando stringe amicizia con l'autista di limousine Jerome, anch'egli aspirante attore. Una delle clienti celebri che frequentano lo studio di Stafford è Havana Segrand, un'attrice il cui sogno di riprendere il ruolo interpretato negli anni Sessanta dalla madre, ormai morta, si sbriciola lentamente mentre fantasmi, morte e vizi prendono il sopravvento.

Critica
Torna la poetica di David Cronenberg (Cosmopolis, 2012), quella che mette in scena personaggi tormentati, al limite del crollo psicologico, sfiancati da una lotta interiore e intrisi di misteri reconditi sul proprio passato. Il tutto pronto essere risucchiato da una spirale di ferocia e di morte, con scene di robusta aggressività. L'atmosfera malata di Maps to the Stars – fatta di dialoghi intensi ma anche di silenzi dai quali traspare proprio la sofferenza delle persone coinvolte - avvolge fin dal primo trailer apparso in rete. L’efficacia del racconto è dovuta in gran parte alle ottime prove degli elementi del cast, fedelmente calati nello stile dell’autore del film.

Robert Pattinson in una scena di Maps to the Stars
David
Cronenberg
Il macabro dramma ambientato a Hollywood vede impegnate star come l’australiana Mia Wasikowska (che nel 2015 vedremo protagonista in Madame Bovary, nuovo adattamento cinematografico del famoso romanzo di Gustave Flaubert), l’ancora sensuale Julianne Moore (The English Teacher, da questo week end nelle sale italiane), John Cusack (che fra non molto dovremmo ritrovare in The Bag Man) e Robert Pattinson (già diretto da Cronenberg nel succitato Cosmopolis). Scritta da Bruce Wagner, questa pellicola è incentrata sulla deriva di una baby star e della sua sofferente famiglia. Gli ingredienti e la garanzia costituita dall’esperienza di un cineasta come Cronenberg - bella anche la fotografia di Peter Suschitzky (La promessa dell'assassino, 2007) - fanno sperare di poter assistere a un film di discreto livello.

Premessa: non essendo accreditato dalla visione dell’anteprima del film ma solo di alcune clip, il seguente articolo va inteso come un’interpretazione parziale e, dove possibile, arricchita.

st.mar.

martedì 22 aprile 2014

Scandalo pedofilia a Hollywood, ex attore-bambino fa tremare vip e manager

A destra l'accusatore Michael Egan III in conferenza stampa col suo avvocato
Un scandalo-pedofilia a Hollywood sta facendo tremare manager e qualche vip del mondo del cinema statunitense. Il primo a essere accusato è stato il regista di della saga X- Men, Bryan Singer, dalla presunta vittima Michael Egan III, ex attore in erba, il quale sostiene che quando aveva 17 anni il cineasta newyorkese avrebbe abusato di lui in California e alle Hawaii. Affermazioni che sono state tacciate per false in modo categorico dallo stesso Singer. Non contento Egan nelle ultime ore ha fatto altri tre nomi. Si tratterebbe di personaggi potenti, coinvolti in uno schema di abusi sistematici alla fine degli anni Novanta  - come riporta anche il sito web de Il Messaggero - in cui ragazzini minorenni erano adescati per partecipare a orge in cambio di una promettente carriera nel cinema e minacciati di violenza se rifiutavano di cedere agli ‘orchi’.

Il celebre cineasta newyorkese Bryan Singer
I nomi dei tre accusati sono contenuti in un'azione legale presentata alle Hawaii e rilanciati oggi sul Times di Londra: si tratta di David Neuman, Gary Goddard e Garth Ancier. Quest’ultimo, il creatore del ‘Ricki Lake Show’ ed ex presidente di ‘BBC Worldwide America’, ha prodotto varie puntate dei Simpson e portato in tv il serial West Wing. Neuman è un executive di Disney Tv, Goddard un produttore teatrale responsabile di vari show a Broadway e delle attrazioni della ‘Jurassic Ride’ ai parchi di divertimento Universal. Nessuno di loro ha fatto finora commenti. «Sono accuse gravi. Non casi di omosessualità ma abusi di uomini adulti su minori», ha commentato Jeff Herman, l'avvocato di Michael Egan III, secondo cui gli accusati avevano strumentalizzato il loro «potere, ricchezza e posizione nell'industria dello spettacolo» per far violenza all'aspirante attore.

Sdegnata d'altro canto la smentita del regista dello splendido I soliti sospetti (1995): attraverso Marty Singer, celebre legale delle star, che nel suo portafoglio vanta clienti come Arnold Schwarzenegger, Quentin Tarantino e Sylvester Stallone, ha affermato che si tratta di accuse assurde e diffamatorie che tenterebbero di sfruttare la notorietà del cineasta e della saga di cui è pronto un nuovo episodio: X-Men - Giorni di un futuro passato, con Jennifer Lawrence, Hugh Jackman e Michael Fassbender, in arrivo nelle sale italiane il 22 maggio.

redazione

mercoledì 9 aprile 2014

Il ‘re’ dei film scaricati illegalmente è sempre più inguaiato

Kim Dotcom, presunto mega-pirata filmografico, accusato
di violazione del copyright dalle maggiori case di produzione di Hollywood
Non sono bastati l'inaugurazione di un nuovo sito legale (Mega) e la recente decisione di fondare un partito del web per presentarsi alle elezioni in Nuova Zelanda, dove risiede agli arresti domiciliari. I guai – riporta Prima Online che cita una TMNews - per Kim Dotcom, il fondatore delle piattaforme illecite per condividere film e video, Megaupload e Megavideo, sembrano non essere finiti: dovrà infatti presentarsi davanti ai giudici statunitensi per rispondere alle accuse di violazione di copyright. Come ha rivelato la Motion Picture Association of America (Mpaa) – che rappresenta le maggiori case di produzione di Hollywood - 20th Century Fox, Disney, Paramount, Universal, Columbia Pictures e Warner Bros hanno aperto una causa nei suoi confronti.

Il sito di Kim Dotcom, Megaupload, permetteva di scaricare film illegalmente 
Sostengono che il suo gruppo abbia facilitato e incoraggiato, generando in modo illecito profitti, un’enorme violazione di diritti riguardanti film e programmi televisivi. Tale violazione, dicono, è continuata per anni, fino a quando i siti controllati da Dotcom sono stati chiusi dal Fbi il 19 gennaio 2012. «Megaupload aveva creato un sistema per spingere gli utenti, attraverso denaro, a diffondere sulla piattaforma film e programmi tv rubati», ha detto Steven Fabrizio, ai vertici dell’Mpaa. «Megaupload non era una piattaforma per caricare video personali ma un centro illegale per la diffusione di massa» di contenuti coperti da copyright, ha aggiunto. Il gruppo era stato fondato nel 2005 da Dotcom – nato in Germania come Kim Schmitz – e aveva i suoi server a Hong Kong.

Il 20 gennaio 2012 il presunto colpevole è stato arrestato insieme a sei suoi collaboratori nella villa di Aukland, Nuova Zelanda, con un’operazione della polizia del Paese insieme al Fbi e al dipartimento di Stato americano. Dopo un mese di detenzione e una possibile pena a cinquant’anni di carcere, Dotcom è stato liberato su cauzione. E adesso gli Stati Uniti chiedono la sua estradizione ma il governo neozelandese (che ha stabilito anche la restituzione delle proprietà confiscate) sembra non voglia esaudire tale richiesta.

redazione

martedì 18 marzo 2014

Gabriele Muccino già al lavoro per “Fathers and Daughters”

Gabriele Muccino al lavoro
per il suo quarto film hollywoodiano
Scheda del film
Un film di Gabriele Muccino. Con Aaron Paul, Octavia Spencer, Quvenzhané Wallis, Diane Kruger, Haley Bennett, Russell Crowe, Amanda Seyfried, Janet McTeer. Drammatico, Usa 2015.

Cosa sappiamo
Del cast c'è poco da dire: di prestigio. Per quanto riguarda lo stato dei lavori, dopo il periodo di pre-produzione a Pittsburgh, da qualche giorno le riprese di Fathers and Daughters (produttore esecutivo un certo Russel Crowe) sono cominciate. Si tratta del quarto film statunitense per il 46enne regista romano, Gabriele Muccino, che da L'ultimo bacio (2000) di strada ne ha fatta. La pellicola è stata sceneggiata da Brad Desch e inserita tra i migliori script non ancora prodotti da Hollywood negli ultimi anni. La trama - come riporta Cineblog - ruoterà attorno a un padre e a sua figlia che da venticinque anni vive lontano da lui, a New York. Il tutto facendo avanti e indietro tra gli anni Ottanta e i giorni nostri, in altre parole tra il passato dell’uomo, rimasto vedovo e in lotta contro una malattia mentale e l’attuale esistenza dell’allora bimba, oggi 30enne e tutt’altro che ripresasi dagli shock vissuti quando aveva cinque anni.

Muccino con in braccio Will Smith
ai tempi de La ricerca della felicità (2006)
«Fathers and Daughters – ha dichiarato Muccino in un’intervista di qualche mese fa - nonostante il prestigiosissimo cast, è un film a medio budget, sinceramente molto emozionante, senza scorciatoie per un pubblico che vuole essere parte della storia e coinvolto da quello a cui assiste. È il pubblico che ama film che fanno riflettere su chi siamo, che lasciano sensazioni profonde e segni nella nostra coscienza. Era questo il cinema che si faceva in grande scala fino agli anni ‘70 in America, negli Studios di Hollywood, quando film come Kramer vs Kramer, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Un uomo da marciapiede, Lenny (capolavoro che consiglio a tutti!), Toro Scatenato e persino Rocky (solo il primo episodio) prodotto a basso budget e scritto da un allora sconosciuto Silvester Stallone, venivano alla luce ed esploravano l’arte come il commercio».

redazione