Un film di Matt Piedmont. Con Will Ferrell,
Gael García Bernal, Diego Luna, Genesis Rodriguez, Pedro Armendáriz Jr., Efren
Ramirez, Adrian Martinez, Mariann Gavelo, Alejandro Patino. Commedia, Usa 2013. Uscita entro il 2014.
La trama
Una commedia
in lingua spagnola interpretata da Will Ferrell che sarà solamente sottotitolata e non doppiata. Ferrell incarna Armando Alvarez, il figlio di un
proprietario di un ranch in Messico,
che si ritrova in difficoltà economiche. A quel punto, il fratello più giovane,
Raul, arriva con la sua nuova fidanzata, di cui Armando s’innamora, mentre
scopre i discutibili affari del familiare e si mette contro un boss della
droga, Onza. Ovviamente, il tutto sembra la parodia di una telenovela
sudamericana.
Cosa sappiamo
Un film che dovrebbe far divertire ma che non
ci riesce. Premessa che lascia intendere quanto quest’opera prima di Matt
Piedmont sia tutt’altro
che riuscita. È quanto ci trasmette chi ha avuto l’opportunità di vederne un’anteprima.
“Messe da parte alcune sequenze effettivamente spassose – scriveva Giovane Cinefilo già nel 2012, quando la pellicola era uscita
solo negli States – (…) a tratti Casa De Mi Padre sembra quasi prendere sul serio
l’insistito melodramma che si era prefigurato di parodiare ma purtroppo ha
soltanto le armi per una goliardata di poco conto che, alla lunga, risulta
mortalmente noiosa”.
Will Ferrell in una scena del poco promettente Casa de mi padre
Eppure il cast, dal protagonista Will
Ferrell (reduce dal
discreto responso avuto nel 2012 per Candidato a sorpresa, di Jay Roach), a Gael
García Bernal
(nel 2012 buon successo in No - I giorni dell'arcobaleno di Pablo
Larrain) e Diego
Luna (Milk nel 2008,
al fianco di un grande Sean Penn che vinse l’Oscar) è di tutto rispetto, se
non ottimo. Il racconto filmico è per intero in lingua spagnola sottotitolato, girato
e realizzato come una telenovela messicana, così filologico – rileva ancora
Giovane Cinefilo - da includere anche imprecisioni e tratti amatoriali (…) come
l’uso dei manichini sullo sfondo per risparmiare sul cast”. Tornando alla lingua,
Fra i protagonisti anche Gael García Bernal
poi, è quantomeno bizzarro che il protagonista, Ferrell, molto
probabilmente nella realtà non conosca una parola di spagnolo. Discorso
diverso, com’è ovvio, per i due lingua-madre García Bernal e Diego
Luna, entrambi
messicani. Nonostante ciò il film negli Usa ha festeggiato un discreto incasso,
soprattutto grazie al pubblico ispanico. Ignorato per un paio d’anni, ora la
sua uscita è prevista (ma con data non stabilita) anche in Italia.
Un film di Joseph Kosinski. Con Tom Cruise,
Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau,
Melissa Leo, Zoe Bell, Catherine Kim Poon, James Rawlings, Lindsay Clift,
Jaylen Moore, John L. Armijo, Andrew Breland, Jordan Sudduth, Jeremy Sande,
Julie Hardin, Efraiem Hanna, Paul Gunawan, Philip Odango, Z. Dieterich Fantascenza/zione,
Usa 2013. Durata 156'.
Trama del film
Anno 2077:
Jack Harper (Tom Cruise) è uno degli
ultimi riparatori di droni operanti sulla Terra ormai evacuata. Prima di
abbandonare definitivamente il pianeta ha il compito di recuperare dalla
superficie terrestre le ultime risorse vitali, perché essa è segnata da decenni
di guerra contro la terrificante minaccia di alieni che divorano quel che
resta. Jack ha quasi portato a termine la sua missione: nell'arco di due
settimane, raggiungerà gli altri sopravvissuti su una colonia lunare lontano da
quel mondo ormai dilaniato, che per lungo tempo è stato la sua casa. Vivendo e
perlustrando i cieli mozzafiato da migliaia di metri d'altezza, l'esistenza di
Jack vacilla quando salva una bella straniera da una navicella precipitata
davanti ai suoi occhi. Al di là di ogni logica, l'arrivo di questa donna
innesca una serie di eventi che costringono Jack a rivedere la sua visione del
mondo e del passato, tanto da fargli nascere un senso dell'eroismo che non
immaginava lui stesso di avere. Il destino dell'umanità, quindi, ora è
esclusivamente nelle mani di un uomo che pensava che il nostro mondo fosse
perso per sempre.
Cosa ne penso
Morgan Freeman
È fondamentale, prima di mettersi alla
visione di questo film del 39enne regista americano (cresciuto nell’Iowa) Joseph
Kosinski (suo nel
2010 l’applaudito Tron – Legacy, con Jeff
Bridges), leggere con
molta attenzione la trama. Vi servirà per non andare in cortocircuito già nella prima mezz’ora di proiezione, nel tentativo di capire che cavolo sta succedendo. Intendo dire, per comprenderlo con chiarezza. Breve premessa per comunicare che, per i miei
gusti (che a onor del vero non si dirigono granché verso il genere
fantascienza), Oblivion (2013) è una
pellicola piuttosto sopravvalutata. Cominciamo dal genere, lo sfruttatissimo
‘catastrofico’ che inquadra la Terra semi-sopravvissuta ad attacchi alieni
(come in questo caso), epidemie devastanti, distruttive ‘ribellioni’ climatiche
e via dicendo. Sono anni che pellicole del genere ci sono propinate in tutte le
salse. E devo dire che – siccome ritengono si discostino dalla ‘fantascienza’
pura – su di me esercitano un certo fascino. Ad esempio amo moltissimo Io sono leggenda (del 2007, regia di Francis
Lawrence con un
perfetto Will Smith) di cui mi riprometto di scrivere a breve la mia personale
recensione. Andando a ritroso gli esempi potrebbero essere moltissimi .
Tom Cruise/Jack Harper mentre ripara un drone
Oblivion è
inscrivibile più o meno in questo insieme ma con una pretenziosità indigesta,
se non irritante. Una trama aggrovigliata che non lesina flash back confusionari, i quali costringono a faticare
più per capire che cosa sta accadendo che a godersi il film. Senza pretendere
compitini sempre facili facili, quando la complessità dello script – realizzato a
quattro mani dal regista e dal collega William
Monahan (suo nel
2010 l’apprezzabile London Boulevard,
con i bravi Colin Farrell e Keira Knightley) non riesce a nascondere il tentativo di abbagliare lo spettatore, il rischio è spesso di fare una gran confusione. È ciò che è successo in questo caso. Fra l’altro
la sgobbata dura pure tanto (oltre due ore e mezzo, non so se mi spiego?), il
che contribuisce ad aumentare il senso di logoramento.
Olga Kurylenko e Tom Cruise in una scena di Oblivion
L’opera di Kosinski non è
inguardabile, innanzitutto perché sugli effetti speciali non c’è proprio nulla
da ridire. Perfetti, con l’aiuto di una fotografia impeccabile. In secondo
luogo per la solita, eccellente prova di Tom Cruise il quale,
nonostante cominci a mostrare qualche ruga, si mantiene in ottima forma fisica
e non ha perso per nulla lo smalto dell’eroe, ad esempio, della saga di Mission: Impossible, del cui quinto
episodio, fra l’altro, sarà ancora protagonista nel 2015. Insipide, invece, le
due comprimarie, sia l’inglese Andrea Riseborough (nel 2012 brava
protagonista a fianco del grande Clive Owen in Doppio gioco – La verità si nasconde
nell’ombra) e l’ucraina Olga Kurylenko (buona prova insieme a Ben
Affleck nel 2012
nel drammatico To The Wonder).
Inaccettabile, poi, lo spazio esiguo lasciato all’intramontabile Morgan
Freeman,
relegato a un ruolo di secondo piano e del quale è impossibile apprezzare la
consueta classe recitativa. Per me il film è bocciato.
Gabriele Muccino al lavoro
per il suo quarto film hollywoodiano
Schedadel
film
Un film di Gabriele Muccino. Con Aaron Paul,
Octavia Spencer, Quvenzhané Wallis, Diane Kruger, Haley Bennett, Russell Crowe,
Amanda Seyfried, Janet McTeer. Drammatico, Usa 2015.
Cosa sappiamo
Del cast c'è poco da dire: di prestigio. Per
quanto riguarda lo stato dei lavori, dopo il periodo di pre-produzione a
Pittsburgh, da qualche giorno le riprese di Fathers
and Daughters (produttore esecutivo un certo Russel Crowe) sono
cominciate. Si tratta del quarto film statunitense per il 46enne regista
romano, Gabriele
Muccino, che da L'ultimo bacio (2000) di strada ne ha fatta.
La pellicola è stata sceneggiata da Brad Desch e inserita
tra i migliori script non ancora
prodotti da Hollywood negli ultimi anni. La trama - come riporta Cineblog - ruoterà attorno a un padre e a sua figlia che da venticinque anni vive
lontano da lui, a New York. Il tutto facendo avanti e indietro tra
gli anni Ottanta e i giorni nostri, in altre parole tra il passato dell’uomo,
rimasto vedovo e in lotta contro una malattia mentale e l’attuale esistenza
dell’allora bimba, oggi 30enne e tutt’altro che ripresasi dagli shock vissuti
quando aveva cinque anni.
Muccino con in braccio Will Smith
ai tempi de La ricerca della felicità (2006)
«Fathers
and Daughters – ha dichiarato Muccino in un’intervista
di qualche mese fa - nonostante il prestigiosissimo cast, è un film a medio
budget, sinceramente molto emozionante, senza scorciatoie per un pubblico che
vuole essere parte della storia e coinvolto da quello a cui assiste. È il
pubblico che ama film che fanno riflettere su chi siamo, che lasciano
sensazioni profonde e segni nella nostra coscienza. Era questo il cinema che si
faceva in grande scala fino agli anni ‘70 in America, negli Studios di
Hollywood, quando film come Kramer vs
Kramer, Qualcuno volò sul nido del
cuculo, Un uomo da marciapiede, Lenny (capolavoro che consiglio a
tutti!), Toro Scatenato e persino Rocky (solo il primo episodio) prodotto
a basso budget e scritto da un allora sconosciuto Silvester Stallone, venivano
alla luce ed esploravano l’arte come il commercio».
Il regista Roland Emmerich pronto per Independence 2
Scheda del film (parziale)
Un film
di Roland Emmerich. Con
Bill Pulman, Jeff Goldblum, Michael B. Jordan. Azione/fantascienza,
Usa.
Trama del film
Sarà ambientato vent'anni dopo gli eventi di Independence Day
e racconterà il ritorno di una nuova ondata di alieni che hanno risposto a una
richiesta di aiuto dei compagni caduti nel primo film. Il mondo è cambiato, gli
esseri umani sono riusciti a far crescere la tecnologia organica degli alieni,
ma non sanno duplicarla. Sono invece riusciti a mettere un sistema antigravità
su un aereo umano. Il film sarà incentrato su una nuova generazione di eroi,
tra cui il figliastro del personaggio di Will Smith, interpretato nel film
originale da Ross Bagley.
Jeff Goldblum
Il protagonista
Jeff Goldblum (Adam
Resurrected, 2009) da Washington rivela i
suoi progetti futuri. A tenere banco sono i disegni sui preannunciati sequel a due pellicole di successo
interpretate dall’attore statunitense: Jurassic
Park e Indipendence Day. Nonostante
il suo Ian Malcolm fosse uno dei personaggi chiave del parco dei dinosauri, il
61enne attore di Pittsburgh (Pennsylvania, Usa) ha spiegato che con la
revisione totale operata dal team creativo del preannunciato reboot (tradotto, film per "resuscitare" un altro film o una saga),
Jurassic World, non è stato
contattato dalla produzione. Anche se non ci sarà un seguito all'esperienza,
l'attore si dichiara soddisfatto della sua partecipazione ai primi due film.
Ma vi è
un altro franchise (opera filmica che
dà la possibilità di realizzare dei sequel), in cui Goldblum
ha recitato in piena fase di rilancio, che potrebbe vedere il suo ritorno. Si
tratta di Independence Day (1996).
Come sappiamo Roland Emmerich – il regista del film sull’attacco alieno alla Terra - ha annunciato
l'intenzione di trasformare il blockbustersci-fi (cioè tra i migliori nel suo
genere) in una trilogia e a quanto pare ha già scritturato Jeff Goldblum nel cast (l’uscita del film non è ancora stabilita). «Sì, Emmerich
mi ha contattato e abbiamo parlato del progetto. Sono eccitato all'idea di
proseguire il franchise e io sono
ansioso di scoprire cosa accadrà. Non ho ancora letto la sceneggiatura e non so
cosa bolle in pentola», ha confermato l'attore.