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lunedì 26 maggio 2014

Morgan Freeman malato grave, pronto ad abbandonare il cinema

Morgan Freeman
in una foto recente
È una di quelle notizie che chi adora i film non vorrebbe mai sentire. Morgan Freeman, uno dei più grandi attori di Hollywood, sarebbe malato in modo grave e, di conseguenza, pronto ad abbandonare il mondo della recitazione. L’informazione arriva dal National Enquirer. “Per Morgan una giornata lavorativa sul set rappresenta una vera e propria agonia”, si legge. Secondo il tabloid statunitense, il 77enne interprete di Memphis (Tennessee, Usa), non potrebbe più reggere i ritmi della lavorazione filmica e i vari impegni che essa comporta. “Fino a un anno fa non avrebbe mai pensato di annunciare il suo ritiro, ma le cose sono cambiate”, recita ancora il quotidiano che ha diffuso la notizia, anche se da parte del diretto interessato e del suo entourage non sono ancora arrivate né conferme né smentite.

Freeman in una scena di A spasso con Daisy,
il film che lo impose all'attenzione del grande pubblico
Parliamo di un artista con circa cinquant’anni di carriera - limitandoci all’impegno come attore di cinema - con la partecipazione a ben settanta film, in moltissimi dei quali è stato fra i personaggi principali se non protagonista assoluto. Di recente lo abbiamo visto in Transcendence, thriller riuscito solo a metà con protagonista Johnny Depp. Ma Morgan Freeman è in procinto di tornare nelle sale col film d'azione di Luc Besson, Lucy, in coppia con Scarlett JohanssonPer lui cinque nomination all’Oscar e una statuetta nel 2004 come non protagonista in Million Dollar Baby di Clint Eastwood (oltre a tantissimi altri riconoscimenti di valore).

redazione

mercoledì 9 aprile 2014

Film al cinema dal 10 al 13 aprile 2014

Pulp Fiction (1994) – Ritorno in sala per il ventennale vai all’articolo

Mia valutazione: ♥♥♥♥♥ = 10

La trama
Script dalla cronologia frammentata, il film vede prevalere la vicenda che coinvolge Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson), seduti a un tavolo dell’Hawthorne Grill, una caffetteria nella periferia di Los Angeles. In un altro tavolo due rapinatori, Zucchino (Tim Roth) e Coniglietta (Amanda Plummer), stanno architettando il loro prossimo colpo, quando, su iniziativa dell'uomo, decidono di operare la rapina proprio in quello stesso locale (STACCO) A bordo di un'automobile, due malavitosi in abito scuro, Vincent e Jules, si dirigono di buon'ora a recuperare una misteriosa valigetta sottratta al loro capo Marsellus Wallace (Ving Rhames) da alcuni giovanotti. Giunti nell’appartamento degli sventurati, dopo una lunga chiacchierata su argomenti vari, i due recuperano il maltolto ed eliminano due dei tre ragazzi, non prima che Jules abbia recitato un sermone da un passo della Bibbia (STACCO) I due killer, ora in abbigliamento balneare, raggiungono Marsellus in uno dei suoi locali mentre egli sta ordinando a Butch (Bruce Willis), Uma Thurman e John Travolta  un pugile prossimo al ritiro, di perdere il suo prossimo incontro per poi ricevere Vincent, abbracciandolo fraternamente e ricordargli che la sera stessa deve portare in giro sua moglie Mia (Uma Thurman). Prima dell'appuntamento, Vincent si reca da un suo amico spacciatore, Lance (Eric Stoltz), dal quale compra e assume dell'eroina di ottima qualità. Il seguito della vicenda vede entrare in scena il risolutore di problemi Mr Wolf (Harvey Keitel), l'ufficiale reduce del Vietnam, Koons (Christopher Walken), la fidanzata di Butch, Fabienne (Maria de Medeiros) e lo stesso Tarantino con poco più di un cameo nelle vesti dell’amico di Jules che, riluttante, mette a disposizione la propria casa per risolvere un intoppo delicato.

La scheda
Un film di Quentin Tarantino. Con John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Amanda Plummer, Eric Stoltz, Bruce Willis, Ving Rhames, Uma Thurman, Rosanna Arquette, Harvey Keitel, Phil LaMarr, Maria de Medeiros, Peter Greene, Duane Whitaker, Burr Steers, Bronagh Gallagher, Susan Griffiths, Steve Buscemi, Angela Jones, Brenda Hillhouse, Frank Whaley, Alexis Arquette, Paul Calderon, Christopher Walken, Quentin Tarantino. Hard boiled, Usa 1994. Durata 154'.

***

Piccola patria (2013) vai all’articolo

Aspettativa: ♥♥♥ = 6,5

La trama
Due ragazze, un'estate calda e soffocante, il desiderio di andare via da un piccolo paese di provincia. Luisa è piena di vita, disinibita, trasgressiva; Renata è oscura, arrabbiata, bisognosa d'amore. Le vite delle due giovani raccontano la storia di un ricatto, di un amore tradito, di una violenza subita: Luisa usa Bilal, il suo fidanzato albanese, Renata usa il corpo di Luisa per muovere i fili della propria vendetta. Entrambe vogliono lasciare la piccola comunità che le ha cresciute, tra feste di paese e raduni indipendentisti, famiglie sfinite e nuove generazioni di migranti presi di mira da chi si sente sempre minacciato. Luisa, Renata e Bilal rischieranno di perdersi, di smarrire una parte preziosa di sé, di perdere chi amano, di perdere la vita.

La scheda
Un film di Alessandro Rossetto. Con Maria Roveran, Roberta Da Soller, Vladimir Doda, Lucia Mascino, Diego Ribon, Mirko Artuso, Nicoletta Maragno, Mateo Çili, Giulio Brogi, Stefano Scandaletti, Valerio Mazzuccato. Drammatico, Ita 2013. Durata 110'. Cinecittà Luce. Uscita giovedì 10 aprile 2014.

***

Noah - Noè (2014) vai all’articolo

Aspettativa: ♥♥♥♥♥ = 9,5

La trama
Darren Aronofsky racconta nel suo stile la storia di Noè e di come l'uomo, ossessionato da terribili visioni prima del diluvio universale, deciderà di proteggere la sua famiglia dall'arrivo dell'alluvione.

La scheda
Un film di Darren Aronofsky. Con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Logan Lerman, Douglas Booth, Emma Watson, Julianne Moore, Ray Winstone, Anthony Hopkins, Martin Csokas, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Arnar Dan, Kevin Durand, Dakota Goyo, Mark Margolis, Madison Davenport, Nick Nolte. Drammatico, Usa 2014. Universal Pictures. Uscita giovedì 10 aprile 2014.

***

Mister Morgan - Non é mai troppo tardi per ricominciare (2013) vai all’articolo

Aspettativa: ♥♥♥ = 7

La trama
Un americano in una città straniera, una bellissima e giovane donna, un incontro casuale e fuori dal comune vissuto intensamente. La città più romantica del mond, Parigi,  è il luogo ideale e allo stesso tempo, perfettamente ironico per una tenera e splendida storia, di vita, d’amore e di gentilezza tra due sconosciuti; e di come, a volte, grazie alle persone più lontane, è possibile ricongiungersi a quelle più vicine.

La scheda
Un film di Sandra Nettelbeck. Con Michael Caine, Clémence Poésy, Justin Kirk, Michelle Goddet, Jane Alexander (I), Anne Alvaro, Gillian Anderson, Richard Hope, Christelle Cornil, Yannick Choirat. Titolo originale: Last Love. Commedia, Fra/Ger/Bel/Usa 2013. Durata 116'.USA 2013. Officine Ubu. Uscita giovedì 10 aprile 2014.

***

Un matrimonio da favola (2014)

Aspettativa: ♥♥♥ = 6

La trama
Cinque compagni di liceo, inseparabili a scuola, si ritrovano vent'anni dopo la maturità. Daniele, l'unico ad aver fatto carriera, invita tutti al suo matrimonio a Zurigo con Barbara, la figlia del noto banchiere svizzero per cui lavora. Gli ex compagni accettano entusiasti: è l'occasione per una rimpatriata, anche se per loro la vita non è stata altrettanto generosa, ognuno aveva mete e sogni ma nessuno è riuscito a realizzarli. Rivedendosi, i cinque amici ritrovano il calore e la complicità di un tempo ma si trovano anche a rimettere in gioco le loro vite e le loro aspirazioni. Durante quel lungo week end in Svizzera avranno modo di raddrizzare i loro destini, in una girandola di equivoci, situazioni comiche e rocamboleschi colpi di scena in cui i cinque faranno saltare i loro precari equilibri e ognuno finalmente troverà il coraggio di esprimere la sua vera natura. Il matrimonio di Daniele non sarà esattamente 'da favola', ma i cinque ex compagni si ritroveranno dopo vent'anni come il giorno della maturità, pronti a ricominciare le loro vite.

La scheda
Un film di Carlo Vanzina. Con Ricky Memphis, Adriano Giannini, Emilio Solfrizzi, Giorgio Pasotti, Stefania Rocca, Riccardo Rossi, Paola Minaccioni, Ilaria Spada, Andrea Osvart, Teco Celio, Max Tortora, Roberta Fiorentini, Luca Angeletti. Commedia, Ita 2014. Durata 91'. 01 Distribution.

***

Grand Budapest Hotel (2014)

Aspettativa: ♥♥♥♥ = 8

La trama
Grand Budapest Hotel narra le avventure di Gustave H, leggendario concierge di un lussuoso e famoso albergo europeo e di Zero Moustafa, un fattorino che diviene il suo più fidato amico. Sullo sfondo, il furto e il recupero di un celebre dipinto rinascimentale, la violenta battaglia per un'enorme fortuna di famiglia, e una dolce storia d'amore. Il tutto tra le due guerre, mentre il continente è in rapida e radicale trasformazione.

La scheda
Un film di Hirokazu Koreeda. Con Masaharu Fukuyama, Yôko Maki, Jun Kunimura, Machiko Ono, Kirin Kiki, Isao Natsuyagi, Lily Franky, Jun Fubuki, Megumi Morisaki. Titolo originale: Soshite Chichi Ni Naru. Drammatico, Giappone 2013. Durata 120'. Bim. Uscita giovedì 3 aprile 2014.

“Transcendence”, se l’intelligenza è fuori controllo (con trailer)

La locandina
Mia previsione: ♥♥♥ = 6,5

Scheda del film
Un film di Wally Pfister. Con Johnny Depp, Paul Bettany, Rebecca Hall, Kate Mara, Cillian Murphy, Clifton Collins Jr., Morgan Freeman, Cole Hauser, Josh Stewart, Cory Hardrict, Olivia Dudley, Falk Hentschel, Wallace Langham, Fernando Chien, Shaun Rylee, Dennis Keiffer, Kristen Rakes, Sam Webb, Stephen M. Hardin, Chad Brummett, Luce Rains, Jermaine Washington, Akshay Patel, Nathan Brimmer, Charles Moss, James Burnett, Antonio Del Prete, Richard Daniel Williams, Tailor Murray, John Trejo, Cliff Gravel, Albert Fry Jr., Sam Quinn, Michael Rosinsky, Colin Jones, Steven Liu, Taylor Wagenman, Zack Carpenter, David Taylor, Christina Lancellotti, Matthew Berke, Donna Brown, McKenna Wagenman, Lauren Taylor, Vernon Bradley, Martin Palmer. Azione, Usa 2014. Durata 119'. 01 Distribution. Uscita giovedì 17 aprile 2014.

Trama del film
Il dottor Will Caster (Johnny Depp) è il più importante ricercatore nell'ambito dell'intelligenza artificiale, al lavoro per la creazione di una macchina senziente, cioè in fase sperimentale, che combini l'intelligenza collettiva del sapere universale con l'intera gamma delle emozioni umane. I suoi controversi esperimenti l'hanno reso famoso ma anche il primo bersaglio di estremisti contrari alla tecnologia pronti a fare qualsiasi cosa pur di fermarlo. Tuttavia, nel loro tentativo di distruggere Will, gli stessi estremisti diventano i catalizzatori capaci di spingerlo al successo, a diventare parte della sua stessa transcendenza. Per sua moglie Evelyn (Rebecca Hall) e il suo migliore amico Max Waters (Paul Bettany), entrambi colleghi ricercatori, il problema non diventa la possibilità di andare avanti ma l'opportunità di farlo. Le loro peggiori paure divengono realtà quando la sete di conoscenza di Will si evolve in un'inarrestabile ricerca di potere, in apparenza senza fine. L'unica cosa che hanno terribilmente chiara è che non esista alcun modo di fermarlo.

Johnny Depp scienziato ormai vittima della sua stessa invenzione
La critica
Immersi nella fantascienza (chissà ancora per quanto in questo caso potremo considerarla tale), in Transcendent abbiamo a che fare con la commistione tra l’uomo e un’intelligenza artificiale di cui è perso il controllo e che, di conseguenza, prende il sopravvento sulla volontà del suo stesso artefice. La ‘trascendenza’ di questo film di Wally Pfister (prolifico direttore della fotografia [tra i tanti film in cui ha lavorato anche la bellissima trilogia del Batman di Christopher Nolan,
Depp e Rebecca Hall in una scena di Trascendence
guarda caso produttore esecutivo di questa pellicola] imbarcatosi per la prima volta sul ruolo di regista) è proprio il potere di esistere al di fuori o al di sopra di una realtà ‘altra’, in questo caso della realtà di tutti i giorni. È quanto succede al protagonista dell’opera filmica, scienziato e malato terminale personificato dal grande
Johnny Depp (visto di recente nel discreto The Lone Ranger di Gore Verbinski), il quale come reazione a un trauma subìto, si presta come cavia di se stesso e diviene una sorta di supereroe dalla condotta rovinosa e non più prevedibile, da nessuno.

Morgan Freeman e Johnny Depp in una scena del film
Intelligenza artificiale, insomma, “come prossimo passo evolutivo dell’essere umano”, scrive Pietro Ferraro di Cine Blog. “Il concetto di partenza è oltremodo suggestivo, l’uomo avrebbe creato i computer non come mero supporto tecnologico ma bensì come sua naturale evoluzione”. A me viene in mente subito lo sconvolgente La mosca (1986), finzione filmica di un ispiratissimo David Cronenberg (visionario cineasta canadese autore anche di capolavori come Videodrome nel 1983 e Il pasto nudo nel 1991) in cui uno studioso specializzato in genetica che inventa un telepod (macchinario a forma di cilindro) per il teletrasporto della materia, sperimenta la trovata su di sé ma per errore lascia entrare una mosca nell’apparecchiatura e crea una micidiale mescolanza strutturale tra egli e l’insetto.

Paul Bettany, altro quotatissimo protagonista
Anche Transcendent è una pellicola inquietante perché ci pone di fronte a vere e proprie crepe attraverso cui si può sbirciare l’ormai appurato dominio della tecnologia nell’abituale esistenza dell’uomo. Un cast di alto livello in cui spiccano Paul Bettany (nel 2011 protagonista dell'applaudito Margin Call), Rebecca Hall (nel 2010 al fianco di Ben Affleck nel buon The Town), Kate Mara (bella prova per lei in 127 Ore del 2010), senza tralasciare un colosso come Morgan Freeman (nel 1990 premiato come miglior attore al Festival di Berlino per A spasso con Daisy che lo lanciò). La sceneggiatura scritta a otto mani dallo stesso Pfister, con Jordan Goldberg, Jack Paglen e Alex Paraskevas, corre il rischio – a mio avviso - di mettere sul grande schermo un racconto filmato non troppo originale, che solo se allestito con cura nella fase di montaggio e nelle scenografie, potrà supplire a questo handicap. Da un lato abbastanza intrigante ma anche a rischio boiata.

Stefano Marzetti

giovedì 3 aprile 2014

“Mister Morgan” e i significativi incontri del destino (con trailer)

La locandina
Mia previsione: ♥♥♥ = 7

Scheda del film
Un film di Sandra Nettelbeck. Con Michael Caine, Clémence Poésy, Justin Kirk, Michelle Goddet, Jane Alexander (I), Anne Alvaro, Gillian Anderson, Richard Hope, Christelle Cornil, Yannick Choirat. Titolo originale: Last Love. Commedia, Fra/Ger/Bel/Usa 2013. Durata 116'.USA 2013. Officine Ubu. Uscita giovedì 10 aprile 2014.

Trama del film
Un americano in una città straniera, una bellissima e giovane donna, un incontro casuale e fuori dal comune vissuto intensamente. La città più romantica del mond, Parigi,  è il luogo ideale e allo stesso tempo, perfettamente ironico per una tenera e splendida storia, di vita, d’amore e di gentilezza tra due sconosciuti; e di come, a volte, grazie alle persone più lontane, è possibile ricongiungersi a quelle più vicine.

La critica
Il bisogno di cambiare la propria vita dopo aver visto e sentito tutto, soprattutto quanto di più doloroso vi sia nel corso dell’esistenza di una persona. Fino a essere ormai giunti alla vecchiaia, dopo aver perso una moglie e senza un’occupazione che dia ancora valore allo scorrere del tempo. Un tema delicato, non del tutto nuovo (cosa lo è ormai?) ma che può essere ancora più esplorato e, soprattutto, scoperto con maggiore efficacia, magari grazie ad attori che per la loro bravura hanno lasciato la proverbiale ‘impronta indelebile’ nella storia del cinema. E così pare essere soprattutto il grande Michael Caine (il signore londinese giunto ormai a 81 anni portati con estrema dignità) – a detta di chi ha già visto questo Mister Morgan (della non prolifica cineasta tedesca Sandra Nettelbeck, di cui si può ricordare giusto il discreto Ricette d'amore del 2001), a reggere il caso narrato tratto dalla sceneggiatura scritta dalla regista stessa (che ha adattato il romanzo di Françoise Dorner, La douceur assassine), dando un certo spessore a un film che sembra abbia le carte in regola per essere accreditato della nostra fiducia.

Michael Caine in una scena del film
L’attore protagonista di straordinarie pellicole quali Gli insospettabili (1972), Vestito per uccidere (1980), Fuga per la vittoria (1981), Hannah e le sue sorelle (1985), Le regole della casa del sidro (1999) e potrei continuare (ricordo anche il merito di aver impreziosito con la sua presenza la trilogia del Batman di Christopher Nolan), “riesce a far vivere allo spettatore il dramma e la gioia di un uomo in bilico,  con misura ma al tempo stesso con grande intensità”, ci dice Scilla Santoro di Cinefilos. In parallelo, c’è la bravura, quasi imprevedibile, della Nettelbeck, che pare essere riuscita con sensibilità a orchestrare una buona comportamentistica del linguaggio filmico, un “percorso – scrive ancora Santoro - che passa attraverso incontri significativi  e casi del destino”.
Michael Caine e Clémence Poésy in Mister Morgan
Clémence Poésy
Il neo dell’opera si dice essere la scarsa caratterizzazione dei comprimari dell’infallibile Caine che restano fin troppo ancorati al loro incontro con il personaggio principale e il cui vissuto resta abbondantemente in secondo piano. Efficace, invece, la costruzione di questa sorta d’incontro para-amoroso, che esiste per la mera richiesta di distacco da una società che denuncia la sua logorante insensibilità, espressa dai due personaggi principali, Matthew (Caine) e Pauline (la 31enne francese Clémence Poésy, nel 2011 ottima interprete nell'apprezzato Jeanne Captive). “Tra i due non c'è sesso, né seduzione – rileva Andreina Sirena di Mymovies - L'incontro è uno sguardo di stupore, il rapporto è unico; rarefatto e lieve come una barca a remi su un lago d'autunno che i due protagonisti prendono per allontanarsi dalla città”. A me pare che, nonostante alcune increspature, si possa trattare di un film a tratti anche struggente ma che promette di lasciarci con una lieve, dolce carezza. Quasi di speranza.

st.mar.

lunedì 31 marzo 2014

Quelli che forse non avete ancora visto (con trailer)

La locandina
RUSH

Mia valutazione: ♥♥♥ = 6,5

Scheda
Un film di Ron Howard. Con Chris Hemsworth, Daniel Brühl, Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara, Pierfrancesco Favino, Natalie Dormer, Lee Asquith-Coe, Tom Wlaschiha, Josephine de la Baume, Julian Seager, Jamie Sives, Patrick Baladi, Christian McKay, Alistair Petrie, Jay Simpson. Titolo originale: Rush. Sportivo/biografico, Usa/Gb/Ger 2013. Durata 123'.

Trama
Il racconto di una delle più celebri rivalità sportive della storia, quella tra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda. Nato da un ambiente privilegiato, carismatico e affascinante, Hunt non poteva essere più diverso dal metodico e riservato Lauda: la loro rivalità nacque fin dai tempi della Formual 3 e continuò per anni, fermata nemmeno dal terribile incidente che vide protagonista Lauda nel 1976 al Nürburgring.

Cosa ne penso
Rush di Ron Haward (leggi altro), uno dei miei registi favoriti (fra i tanti vi ricordo Apollo 13, 1995, con il grande Tom Hanks e A Beautifull Mind, 2001, con l’altrettanto grande Russel Crowe [leggi altro]), mi ha dato l’impressione di essere uno di quei film fatti per la televisione. E, per i miei gusti, non è mai una buona premessa. Spesso il neo deriva anche dal valore materiale della pellicola e da quella degli attori messi in campo dalla produzione. Non è questo il caso. La pellicola è di qualità cinematografica e alcuni attori sono d’indubbia e provata capacità. Eppure, probabilmente anche a causa di un’incerta sceneggiatura di Peter Morgan (già con Haward nell’appassionate Frost/Nixon - Il
Il regista Ron Haward
duello
nel 2008 e nell’acclamato Hereafter, 2010, del grande
Clint Eastwood [leggi altro]), questo lavoro mostra, in più di una circostanza, un’incertezza e forzatura nei dialoghi, che le conferiscono una certa dose di banalità a effetto naif. Non per niente, a fronte delle ovazioni dedicategli, per quanto possa significare nessuna giuria ha ritenuto di doverlo premiare.

Secondo il mio parere, inoltre, va sempre addossata allo script la responsabilità di aver costretto attori come lo spagnolo Daniel Brühl (la cui 'esplosione' è senza dubbio, a mio avviso, dovuta alla parte in Bastardi senza gloria [Quentin Tarantino [leggi altro]nel 2009) nei panni di Niki Lauda e l’australiano Chris Hemsworth (più che bravo nell’apprezzato bis di Thor) in quelli di James Hunt, a limitare di molto le loro potenzialità recitative, imprigionate in scambi verbali, come detto, piuttosto forzati e scolastici. Va rilevato, con tutto il rispetto per i due giovani e bravi interpreti, che forse un attore di maggior statura (che, di norma, il 60enne cineasta dell’Oklahoma non si fa mancare), sarebbe stato in grado di ovviare a una tale debolezza.

La ricostruzione filmica di un testa a testa fra Lauda e Hunt

Pur rispettando la vera vicenda del dualismo fra i piloti e la reale indole di Hunt, la caratterizzazione riservata a Hemsworth di personaggio genio e sregolatezza, è a dir poco inflazionata, anche se a tratti l’attore è efficace nel mostrare il ghost che indebolisce il pur dirompente carattere dell’effimero campione britannico. Più schematico Brühl nell’impersonare il mitico Lauda, immagine di pragmatismo, disciplina, super-autostima e infallibilità. Solo a tratti consapevole dei propri eccessi. Una breve parentesi voglio dedicarla a Pierfrancesco Favino (sempre più
Da sinistra gli attori Chris Hemsworth e Daniel Brühl
spesso coinvolto in opere hollywoodiane), uno dei miglior attori italiani da parecchi anni a questa parte, nonostante un’età che gli permetterà di arricchire il suo già notevole curriculum. L’eclettico interprete romano (film di successo uno dietro l’altro ma voglio ricordare la sua efficacia nella parte del Libanese in Romanzo criminale, 2005), in Rush personifica il grande pilota ferrarista Clay Regazzoni, per un certo periodo compagno di scuderia di Lauda, utilizzato da
Ron Haward come fosse poco più di una comparsa - un ‘girato’ che forse non arriva a tre minuti – e gravemente dimenticato nel corso della vicenda. Siamo al limite della mancanza di rispetto per l’artista italiano e, perché no, per lo stesso film.

Da sinistra i veri Niki Lauda e James Hunt
La sufficienza questa pellicola la raggiunge per la straordinaria ricostruzione delle automobili da corsa e delle gare, realizzate per davvero e la cui riuscita filmica è di grande impatto visivo, col merito di tenere alta la tensione dello spettatore, soprattutto di quello appassionato di corse (in questo consiglio al pubblico femminile di riflettere bene prima di guardare quest’opera). Indovinata la scelta di Brühl come interprete di Lauda: con un po’ di trucco la somiglianza è notevole. Una delle sequenze migliori è senz’altro quella del periodo trascorso in ospedale dal corridore austriaco, dopo il terribile incidente in cui si ustionò gravemente e che lo portò molto vicino alla morte. In sostanza un film che si può recuperare ma, a mio parere, senza eccessive aspettative.

Stefano Marzetti

lunedì 24 marzo 2014

Il più bello di stasera sul ‘digitale’: Iris alle ore 21,05 (con trailer)

La locandina
Spy Game

Mia valutazione: ♥♥♥♥ = 8,5

Scheda del film
Un film di Tony Scott. Con Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack, David Hemmings, Stephen Dillane, Charlotte Rampling. Spionaggio, Usa 2001. Durata 126'.

Trama del film
Siamo nel 1991: il veterano della Cia Nathan Muir è a un giorno dalla pensione quando viene a sapere che il suo ex allievo e protetto Tom ‘Boy Scout’ Bishop si trova nei guai. Detenuto all'estero con l'accusa di spionaggio, Bishop sarà giustiziato tra 24 ore. Per paura di un grave incidente diplomatico, l’Agenzia decide di tirarsi fuori. A questo punto la vita di Bishop è nelle mani di Muir. Ma oggi la Cia è gestita da una nuova generazione di agenti e Muir, che appartiene alla vecchia scuola, non ha più i contatti giusti; di conseguenza, per ottenere le informazioni necessarie sulla reale situazione di Bishop, dovrà ricorrere a tutta la sua astuzia per aggirare quella stessa organizzazione che ha servito per tanti anni. E pensare che era stato proprio Muir a scegliere Bishop come agente sul territorio quando il ragazzo era soltanto un bravo tiratore in Vietnam e a insegnargli tutto quello che sapeva. Le loro strade però si erano separate tempo addietro. Ma adesso, in un'affannosa corsa contro il tempo e attraverso una serie di flashback, Muir ricorda tutte le esperienze che hanno condiviso in giro per il mondo.

Mia breve recensione
Uno dei film d’azione più belli arrivati nei cinema dal 2000 a oggi. Spy Game, del maestro inglese dell’action-movie, il compianto Anthony – detto Tony - Scott (sì, è obbligatorio ricordare che era il fratello di Ridley), è un concentrato di ritmo senza sosta, mescolato con un montaggio sincopato da manuale, marchio di fabbrica del regista morto troppo presto (aveva 68 anni) il 19 agosto 2012 dopo essersi lanciato dal ponte Vincent Thomas di Los Angeles, di fronte a svariati testimoni. Una scelta registica, come detto, usata nella maggior parte dei film di Scott e che in questo lungometraggio è perfetta per trasmettere la necessità di iniziativa senza sosta tipica del mondo dello spionaggio, almeno di quello che ci viene presentato da Hollywood. In questo ambito della narrazione filmica è inscritto l’unico difetto dell’opera, vale a dire una trama un po’ troppo intricata, con frequenti flashback i quali, in alcuni casi, non aiutano a rendere limpido lo scorrere della vicenda. Tanti, inoltre, i personaggi minori, al punto  che verrebbe voglia di segnare i loro nomi su un taccuino per poterli ricordare e ricondurre tutti alla precisa posizione nella storia.
Robert Redford e Brad Pitt in una scena di Spy Game

La grandezza del film, oltre a quanto detto nella prima parte del commento riguardo alla regia e al montaggio, sta nelle straordinarie prove attoriali di Robert Redford e Brad Pitt, giganti del cinema mondiale di due diverse generazioni. Per quanto riguarda il più ‘anziano’, si tratta – come ricorda Wikipedia – di un ritorno nell’universo della Cia (Central Intelligence Agency), dopo il magnifico I tre giorni del Condor (1975). Acuminata l’intelligenza non priva di sarcasmo della maggior parte dei dialoghi fra i due protagonisti, disegnati nel classico ruolo del maestro inflessibile al limite della crudeltà psicologica e dell’allievo un po’ presuntuoso, scettico, irascibile e indeciso.

***

Per completezza d’informazione segnalo che, sempre in prima serata (su Cielo alle ore 21,10), per qualcuno potrebbe creare indecisione (anche se io non avrei dubbi) il film di Paul McGuigan (suo, per esempio, anche il buon Appuntamento a Wicker Park del 2004), Slevin - Patto criminale, con un cast stellare in cui brilla un certo Morgan Freeman.

La locandina
Slevin – Patto criminale

Mia valutazione: ♥♥♥ = 6,5

Scheda del film
Un film di Paul McGuigan. Con Josh Hartnett, Morgan Freeman, Ben Kingsley, Lucy Liu, Bruce Willis, Stanley Tucci, Michael Rubenfeld, Peter Outerbridge, Kevin Chamberlin, Dorian Missick, Mykelti Williamson, Scott Gibson, Daniel Kash, Dmitry Chepovetsky, Sam Jaeger, Robert Forster. Titolo originale: Lucky Number Slevin. Drammatico/crimine, Usa 2006. Durata 109'.

Trama del film
New York. A causa di uno scambio d’identità Slevin rimane coinvolto nella guerra ordita da due capi criminali acerrimi nemici: il Rabbino e il Boss. Slevin è costantemente sorvegliato dall'inflessibile detective Brikowski e dallo scellerato assassino Goodkat. Per riuscire a uscirne vivo Slevin dovrà tramare un'ingegnosa congiura.

Stefano Marzetti