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sabato 31 maggio 2014

“Exodus: Gods and Kings”, Scott dalla sabbia del Colosseo a quella della Palestina

Il manifesto
Valutazione: non eseguibile

La scheda
Un film di Ridley Scott. Con Christian Bale, Joel Edgerton, Aaron Paul, Sigourney Weaver, John Turturro, Ben Kingsley, Indira Varma. Drammatico, Usa 2014. Uscita: 12 dicembre 2014.

La trama
Un film che interpreta L'Esodo, il principale evento descritto nel Libro dell'Esodo della Bibbia. Secondo tale racconto il popolo ebraico, che si trovava in schiavitù nel paese d'Egitto, sotto la guida di Mosè, inviato da Dio, uscì verso la Palestina attraverso la penisola del Sinai. Questa liberazione, ricordata nel rito della Pasqua ebraica, segue una narrazione di eventi che inizia con un bambino ebreo che è abbandonato dalla madre sul fiume Nilo. Salvato dalle acque e adottato dalla figlia del faraone, al bimbo è dato il nome Mosè. Il suo destino sarà però con Dio: attraverso lui, chiedendo la liberazione del popolo ebraico, Dio punirà il faraone Ramses e l'Egitto con le dieci piaghe, finché agli ebrei sarà concesso di lasciare l'Egitto. Mosè e i figli d'Israele, passando attraverso il Mar Rosso miracolosamente aperto da Dio per permettere al suo popolo di sfuggire all'esercito del Faraone, vagheranno nel deserto per quarant’anni prima di raggiungere infine la terra di Canaan.

Tra Bibbia ed epica
Il genere è quello biblico/epico, diretto da Ridley Scott su sceneggiatura di Bill Collage, Adam Cooper e Steven Zaillian. Vanta un cast di stelle tra cui Christian Bale, Joel Edgerton, Ben Kingsley e Sigourney Weaver. Prodotto dalla Scott Free Productions (la società di produzione dello stesso Scott) e Chernin Entertainment, il film verrà distribuito dalla 20th Century Fox.

Christian Bale sarà Mosè
Christian Bale nei panni di un giovane Mosè in Exodus
Piacerà al grande pubblico Christian Bale nei panni di Mosè? La sfida di Ridley Scott è di quelle da non perdere. Per l'attore britannico un ruolo importante, con un grande regista alle spalle. Può essere un trampolino per un nuovo successo. Il pubblico lo identifica come personaggio positivo, ma Scott vuole rigenerarlo ancora di più: da action hero a personaggio storico di spessore. Non una cosa da poco. Al suo fianco Bale trova, come detto, Joel Edgerton (nel ruolo del faraone Rhamses), Aaron Paul (Joshua), John Turturro (Seti), Ben Kingsley (Nun) e Sigourney Weaver (Tuya). Interpreti da sempre all’altezza delle aspettative, ma considerata la narrazione biblica non c’è dubbio che il focus dell’azione (e dell’attenzione) sia tutta sul Batman della saga di Christopher Nolan.

Ridley Scott, una garanzia
Ridley Scott e Christian Bale al lavoro sul set
Ridley Scott vale da solo il prezzo del biglietto in sala. Il fratello (scomparso) Tony Scott - uno dei migliori registi in circolazione - è rimasto nella leggenda di Hollywood per un film, Top Gun (1986), che l’ha consacrato forse anche più del protagonista Tom CruiseRidley vanta un credito altrettanto importante: sarà per sempre considerato ‘quello che diresse Il gladiatore’ (2000). Poco importano - si far per dire - i vari Black Hawk Down (2001), dieci anni prima il leggendario road movie Thelma & Louise o lo storico ma deludente Le crociate - Kingdom of Heaven (2005). Se l’immenso Alien (1979) lo elesse cineasta di talento, Gladiator lo consacrò definitivamente agli occhi del pubblico e della critica mondiale. E sulla stessa sabbia, non più quella del Colosseo ma della Palestina, Scott cerca un nuovo sigillo. (Fonte Mauxa).

redazione

giovedì 22 maggio 2014

Il più bello di giovedì 22 maggio, prima serata, sul ‘digitale’: Iris alle 21,10

La locandina
Un matrimonio all'inglese

Valutazione media: ♥♥♥ = 7,5

La scheda
Un film di Stephan Elliott. Con Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes, Kimberley Nixon, Katherine Parkinson, Kris Marshall, Christian Brassington, Charlotte Riley, Jim McManus, Pip Torrens, Georgie Glen, Laurence Richardson. Titolo originale: Easy Virtue. Commedia, Gb 2008. Durata 96' circa. Eagle Pictures.

La trama
Una giovane americana dal passato misterioso sposa in fretta e furia, sull'onda della passione, il rampollo di una facoltosa famiglia inglese per poi ritrovarsi a dover affrontare i suoi impossibili genitori, tradizionalisti ed eccentrici signorotti di campagna.

Critica – Rassegna stampa
“(...) Se la storia poggia su un conflitto di civiltà canonico, tra vecchio e nuovo mondo - rileva Marianna Cappi di MyMovies - le tinte con cui l'autore inscena tale confronto sono deliziosamente originali e sembrano ricalcare l'aforisma di Oscar Wilde per cui gli inglesi ‘oggigiorno’ hanno veramente tutto in comune con gli americani, tranne, naturalmente, la lingua (...) Kristin Scott Thomas e Colin Firth, signori e suoceri, sono il re e la regina della risata a denti stretti. Ma il film non si riduce allo sfoggio di wit (umorismo pungente, per i meno anglofoni, ndr) né alla rivisitazione in chiave più che mai dinamica dei topoi dell'irriverenza a corte (dalla preoccupazione patologica per l'animale domestico alla complicità fisiologica della servitù nel misfatto) ma si addentra, armato di una sottile lama di coltello, ad esplorare le conseguenze più intime di una lotta senza fine tra presente e passato - scrive ancora Cappi - all'interno della coscienza stessa di Larita e va sondando il prezzo e il gusto della libertà, anche e soprattutto in amore”.


Jessica Biel e Colin Firth in una scena del film
"(...) Una partita senza esclusione di colpi in pieno stile british (d’altronde la Biel gioca fuori casa… ) - scrive Riccardo Rizzo di Cinema del Silenzio - travolgente e affascinante, con dialoghi deliziosi, vivaci e dall’ironia sottile; come se non bastasse, anche la musica aggiunge un ulteriore tocco di classe a questa commedia bella come da tanto tempo non se ne vedevano. A far da sottofondo alle battute taglienti del film, infatti, ci sono grandi classici della musica del tempo (soprattutto il jazz, ma anche il tango o il can can), e diverse canzoni contemporanee in salsa retrò, che rendono ancor più piacevole la visione di un film peraltro breve (evviva!)”.

***

Doveroso segnalare, a chi ama un cinema più impegnato e autoriale e quindi più difficile, un film storico come Cristo si è fermato a Eboli, in onda su TV 2000 alle ore 21,20.

Gian Maria Volonté in una scena del film di Francesco Rosi
Cristo si è fermato a Eboli

Valutazione media: ♥♥♥ = 7,5

La scheda
Un film di Francesco Rosi. Con Gian Maria Volonté, Irene Papas, Lea Massari, Alain Cuny, Paolo Bonacelli, Stavros Tornes, Antonio Allocca, François Simon. Drammatico, Ita 1979. Durata 150' circa.

La trama
Nel 1935, il medico-pittore torinese Carlo Levi, condannato al confino dalla dittatura fascista, scortato da due carabinieri, scende dal treno alla stazione di Eboli: “Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l'anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia”. Il viaggio prosegue in pullman e quindi in automobile. Raggiunto Gagliano, Carlo inizia a fare piccole passeggiate giornaliere in compagnia del cane Barone e lentamente entra in contatto con la popolazione che finisce per imporre, tanto a lui quanto al podestà fascista, di esercitare la professione di medico. La sorella Luisa lo raggiunge e Carlo si trasferisce con lei in una casa dove la domestica Giulia si dedica a loro. Carlo comincia così a dedicarsi alla pittura, scambia qualche parola con gli abitanti, con il podestà, con il misterioso don Trajella. La conquista dell'Abissinia gli riconsegna la libertà. Tornato a Torino carico di ricordi, Carlo scriverà un libro per ricordare questa esperienza.

Critica
Dal romanzo (1945) di Carlo Levi (1902-75): un intellettuale “torinese, medico e scrittore antifascista a contatto con l'antica civiltà contadina della Lucania dov’è confinato intorno al 1935. Francesco Rosi mette la sordina alla dimensione antropologica e magica del bel libro di Carlo Levi e l’accento su quella sociale e politica. Un po’ raggelato nei paesaggi o lirici o didattici, ma ammirevole per l’intensità della sua delicatezza. Accanto a un Gian Maria Volonté introspettivo e sommesso e ad attori naturali ben guidati c’è un ottimo Paolo Bonacelli. La versione televisiva dura 270 minuti. Autore letterario: Carlo Levi”. (Fonte il Morandini tramite My Movies).
redazione

venerdì 16 maggio 2014

Ridley Scott vuol girare Blade Runner 2 e chiama di nuovo Harrison Ford

Al cinema potrebbe arrivare il sequel di Blade Runner
Harrison Ford
Ridley Scott
A quasi trentadue anni dall'originale Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott (deludente la sua ultima ‘fatica’ The Counselor - Il Procuratore, 2013, con Michael Fassbender e Penelope Cruz) pietra miliare della storia dei film di fantascienza, il regista britannico è pronto a girare il sequel. Ma Scott vuole di nuovo che sia l’oggi 71enne Harrison Ford (bocciatissimo in Il potere dei soldi, 2013, di Robert Luketic con Liam Hemsworth e Gary Oldman) a interpretare – come fece nel lontano 1982 -  il protagonista Rick Deckard, l’agente della polizia della Los Angeles del 2019 che dà la caccia ai ‘replicanti’ (androidi assassini così perfetti da essere quasi indistinguibili dagli esseri umani). Replicante com’è lo stesso Deckard, secondo quanto suggerisce l'edizione director’s cut della pellicola, uno dei temi più dibattuti negli ultimi trent’anni e che ora troverà risposta. La società produttrice Alcon Entertainment si è fatta avanti offrendo il ruolo all’attore di Chicago che finora non ha risposto. Il film è tratto da un romanzo (Gli androidi sognano pecore elettroniche?, editore Fanucci) di Philip K. Dick, un grande della fantascienza classica. (Fonte Agi).
redazione

mercoledì 14 maggio 2014

È morto Hans Ruedi Giger, lo scultore che realizzò Alien

La statua di Alien realizzata dallo scultore svizzero
Hans Ruedi Giger
È morto il grande artista e scultore che realizzò la sagoma di Alien per la straordinaria saga cinematografica del regista statunitense Ridley Scott. A causa delle complicazioni di una caduta il creativo svizzero Hans Ruedi Giger (74 anni) si è spento l'altro giorno in un ospedale di Zurigo. Il suo stile gli consentì di guadagnare una fama mondiale con la creazione, come detto, del mostro spaziale Alien, forgiato insieme all’italiano Carlo Rambaldi, per il film del 1979. La creatura scheletrica di metallo dalla testa allungata gli valse l’Oscar per gli effetti speciali nel 1980. Nato nel 1940 in un piccolo villaggio dell’est della Svizzera, nel 1962 Giger si trasferì a Zurigo, dove iniziò la sua carriera di architetto e di designer industriale, convertendosi poi ai disegni a inchiostro e ai dipinti effettuati con spray a mano libera. Giger conquistò una grande popolarità anche come scultore e nel 1988 fu aperto un museo in suo onore nella città svizzera di Gruyeres.

redazione

sabato 26 aprile 2014

Ralph Fiennes racconta Charles Dickens in “The Invisible Woman”

La locandina
La scheda
Un film di Ralph Fiennes. Con Felicity Jones, Kristin Scott Thomas, Tom Hollander, Ralph Fiennes. Drammatico, Gb 2012.


La trama
Nelly, madre e maestra felicemente sposata, è ossessionata dal suo passato. I suoi ricordi, tormentati dal rimorso e dal senso di colpa, portano indietro nel tempo e rievocano la sua relazione amorosa con Charles Dickens, con il quale ha scoperto una complicità emozionante ma fragile. Dickens - famoso, controllato ed emotivamente isolato nel suo successo - si innamora di Nelly, che proviene da una famiglia di attori. Il teatro è un'arena di vitale importanza per Dickens, uomo più coerente al momento di scrivere o su un palcoscenico, che nella vita. Così come Nelly diventa il fulcro della passione di Dickens e sua musa ispiratrice, per entrambi il prezzo è il segreto e solo per la donna una vita nell’invisibilità.

Cosa sappiamo
Ralph Fiennes
sarà Charles Dickens
La donna invisibile della vita di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Una relazione stritolata dall’esigenza di massima segretezza, perché sbocciata e maturata quando il letterato era ancora sposato. Il cinema non poteva lasciar passare inosservato il bicentenario della nascita di Charles Dickens, romanziere britannico autore di capolavori quali Le avventure di Oliver Twist (1839) e David Copperfield (1850). A curiosare nella sua biografia sono stati lo sceneggiatore Abi Morgan (The Iron Lady nel 2011) spalleggiato da colui che sarà alla regia di questo film, vale a dire il grande attore connazionale di Dickens, Ralph Fiennes che con quaranta film da interprete si mette all’opera per la seconda volta dietro la cinepresa  dopo il fallimentare Coriolanus (2010) con uno sprecato Gerard Butler. Una donna invisibile - dicevo - e questo sarà il titolo in inglese, The Invisible Woman, la cui uscita è prevista entro la fine di quest’anno ma senza ancora una data certa. In tempo, comunque, per i festeggiamenti del bicentenario. Le riprese dovrebbero terminare la prossima estate.

Un ruolo importante
anche per  Tom Hollander
Il soggetto è il libro non tradotto in italiano, The Invisible Woman: The Story of Nelly Ternan and Charles Dickens di Claire Tomalin (editore Tantor Media Inc, 2012, divenuto anche materiale per produzioni teatrali e televisive). L’amante di Dickens, Ellen Ternan, in effetti non fu poi così misteriosa, al punto che molti indizi fanno pensare che fu lei la causa del divorzio del novelliere di Portsmouth. Ormai certo che Fiennes (reduce dal non straordinario successo, a livello d’incassi, di Grand Budapest Hotel, in cui ha rivestito il ruolo principale) farà anche parte del cast (tutto britannico), proprio nei panni di Dickens. Protagonista sarà Tom Hollander (anche se non è ancora stato chiarito quale sarà il suo personaggio), il quale ha già recitato con Fiennes nel semi sconosciuto Land of the Blind (2006) e che con The Invisible Woman potrebbe effettuare la svolta della sua carriera che sinora non l’ha mai visto in ruoli di primo piano. A interpretare Ellen Ternan sarà Felicity Jones (nel 2011 brava protagonista del più che buono Like Crazy), che ha battuto le colleghe Carey Mulligan, Abbie Cornish e Imogen Poots. Da definire il ruolo della grande Kristin Scott Thomas, che viene dal deludente thriller Solo Dio perdona - Only God Forgives (2013) in cui ha recitato al fianco di Ryan Gosling.


st.mar.

giovedì 10 aprile 2014

Il Festival Internazionale dell’animazione fino a sabato a Venezia

Il manifesto dell'appuntamento veneziano col cinema d'animazione
Studiare - grazie ai film d’animazione - i linguaggi alternativi a quelli classici del cinema e della tv. È l’obiettivo primario della 17^ edizione di Cartoons on the Bay (nuova edizione del Festival internazionale dell'animazione) che è cominciata oggi, 10 aprile 2014, a Venezia nella cornice di Palazzo Labia fino a sabato 12 aprile, dopo un anno di pausa. «In realtà - è stata la prima dichiarazione in conferenza stampa e riportata da Adnkronosdel direttore artistico Roberto Genovesi - Cartoons ha diciotto anni ma nel 2013 ci siamo presi un anno sabbatico. Anno in cui abbiamo lavorato per migliorare il format (…) Possiamo essere sicuramente considerati il primo festival europeo ad aver aperto alla cross-medialità».

Cartoons on the Bay si concluderà sabato 12 aprile
Questa edizione sarà incentrata in particolare sull'animazione interattiva e sugli effetti speciali. Non per nulla tra gli ospiti più importanti c'è Scott Ross che ha realizzato gli effetti speciali di quasi tutti i blockbuster degli ultimi dieci anni «e ci racconta come l'animazione non sia solo matita e foglio o frame (fotogramma, ndr) ma possa essere declinata anche in tantissimi altri modi», ha rilevato sempre Genovesi. Una giuria di esperti sarà impegnata
Guillermo Mordillo,
maestro
dell'animazione
fino a sabato per scegliere gli otto vincitori dei ‘Pulcinella Award’ tra le quaranta opere in concorso. Anche i maestri dell'animazione
Bruno Bozzetto e Guillermo Mordillo sono arrivati a Venezia, dove sceglieranno i nuovi talenti di questo genere cinematografico, tra i venticinque partecipanti nella sezione ‘Pitch me’.

Il tema di quest'anno è la paura nei cartoni (come nelle favole la paura serve a esercitare e allenare i bambini e ragazzi alle future difficoltà e a esorcizzarle) con due panel (modelli dimostrativi, ndr), venerdì 11 aprile, organizzati da DeaKids e Nickleodeon. Sempre venerdì, la paura sarà affrontata dal creatore di videogiochi Richard Rouse III. Domani sarà anche la giornata della Russia, paese ospite della XVII edizione, con il ‘Pulcinella Award’ alla carriera e premio Oscar Aleksandr Petrov.

redazione

giovedì 3 aprile 2014

Il più bello di venerdì sera sul ‘digitale’: Iris alle 21,10 (con trailer)

La locandina
L'ultimo boy scout
Missione: sopravvivere

Mia valutazione: ♥♥♥ = 7

Scheda
Un film di Tony Scott. Con Bruce Willis, Damon Wayans, Chelsea Field, Halle Berry, Frank Collison. Noble Willingham, Taylor Negron, Danielle Harris, Bruce McGill, Badja Djola, Kim Coates, Chelcie Ross, Joe Santos, Clarence Felder, Tony Longo. Titolo originale: The Last Boy Scout. Poliziesco, Usa 1991. Durata 105'.

Trama
Joe Hallenbeck vive a Los Angeles facendo il detective privato, mentre un tempo era uno dei più stimati agenti segreti (in un attentato ha perfino salvato la vita del presidente degli Stati Uniti) e poi perde il lavoro, avendo irretito un politico. Dopo che l'amico Mike Matthews lo incarica per cinquecento dollari di proteggere una spogliarellista di colore (Cory), Joe scopre in lui l'amante di sua moglie Sarah (e con ciò lascia la donna e la piccola Darian). Con Joe in disfatta pressoché totale s’incontra il nero Jimmy Dix, fidanzato di Cory, poiché la spogliarellista è stata uccisa. Anche Dix, un ex terzino della squadra degli Stallion accusato senza prove attendibili di giocare a carte e di drogarsi, si trova alla deriva ed è solo, avendo perduto moglie e bambino in un incidente d'auto. Joe e Jimmy scoprono che dietro il misterioso assassinio della bella Cory opera una losca banda.

Mia recensione
Se ci si mettono Tony Scott e Bruce Willis, anche il soggetto più ‘giocattolo’ può trasformarsi in un film d’azione davvero degno di essere visto. Il compianto regista (suicidatosi nell’agosto 2012 e fratello di Ridley) era maestro del genere cult-movie e si potrebbe dire che nel corso degli anni (e da questo L’ultimo boy scout di strada ne aveva fatta) affinò sempre più la tecnica della sequenza d’immagini ultra-adrenaliniche montate ad arte, divenuta un marchio di fabbrica da copyright. Per quanto riguarda l’attore statunitense, anche se nato in Germania, ai tempi di questo film (per lo più gli anni Novanta) era al top della sua carica energetica e autoironica, vero mattatore in pellicole come 58 minuti per morire (1990), Die Hard - Duri a morire (1995), Trappola di cristallo (1998, forse il migliore dei citati), tutti action movie che senza di lui sarebbero potuti essere delle vere e proprie boiate.

Sopra Bruce Willis
Qui sotto Tony Scott
Una scena del film: Bruce Willis e Damon Wayans
Ebbene, L'ultimo boy scout - Missione: sopravvivere è inscrivibile, sia a livello temporale sia per genere, nell’insieme di quelle opere che sono servite a Willis soprattutto per rendersi simpatico e noto al grande pubblico. In questa circostanza l’artista, che entro quest’anno sarà di nuovo nelle sale con il sequel del mitico Sin City (2005) di Robert Rodriguez e Frank Miller (in cui la parte di primo protagonista sarà dell’inscalfibile Mickey Rourke), è perfetto nell’incarnare il classico personaggio ‘fregato dalla vita’, il cui lasciarsi andare in tutti i sensi denuncia il senso di progressivo distacco dalla società ma soprattutto da se stesso.

Eppure il suo poliziotto fallito si muove - nell’accurata rappresentazione mai statica com’è nello stile di Scott, coadiuvato in quest’occasione dal montaggio (su cui non lesinava mai) del terzetto composto da Stuart Baird, Mark Goldblatt e Mark Helfrich, in un drammatico mai ‘pesante’, perché ammorbidito, visto anche il carattere dell’opera filmica, da spunti sarcastici che si integrano nel generale contesto d’azione della vicenda. Per il resto la pellicola, non brillando certo in originalità, mette in mostra il mondo intriso di cattiveria, malaffare e criminalità di una società disposta a tutto per il proverbiale ‘pugno di dollari’. Certamente godibile per una serata di totale distacco dalle rotture della settimana che è appena finita.

Stefano Marzetti

martedì 25 marzo 2014

Sarà Ridley Scott il regista di “Prometheus 2”

La locandina
Cosa sappiamo

La settimana scorsa la 20th Century Fox annunciava che il 4 marzo 2016 sarebbe arrivato nelle sale un ‘misterioso’ nuovo film di Ridley Scott: sarà Prometheus 2 e la conferma arriva da The Wrap. Annunciato anche il nome dello sceneggiatore che si occuperà di riscrivere il film, ovvero Michael Green, già autore di Lanterna verde e al lavoro su un altro progetto di Scott, inerente il nuovo Blade RunnerGreen dovrà rivedere la prima bozza di sceneggiatura firmata da Jack Paglen (Transcendence) e, a quanto pare, il secondo capitolo di Prometheus - saga che prende le mosse da un ipotetico ‘prima’ rispetto al celebre Alien - si concentrerà su ‘molti’ David, l’androide interpretato da Michael Fassbender (grande interpretazione la sua nel film recente premio Oscar 12 anni schiavo), chiamato dunque a ‘moltiplicarsi’ sullo schermo.  L’attore ritroverà sul set anche Noomi Rapace (con lui in Prometheus già nel 2012) e l’inizio delle riprese è fissato per l’autunno, quando Ridley Scott avrà terminato, sempre per la Fox, il già annunciato kolossal biblico Exodus


redazione

lunedì 24 marzo 2014

Il più bello di stasera sul ‘digitale’: Iris alle ore 21,05 (con trailer)

La locandina
Spy Game

Mia valutazione: ♥♥♥♥ = 8,5

Scheda del film
Un film di Tony Scott. Con Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack, David Hemmings, Stephen Dillane, Charlotte Rampling. Spionaggio, Usa 2001. Durata 126'.

Trama del film
Siamo nel 1991: il veterano della Cia Nathan Muir è a un giorno dalla pensione quando viene a sapere che il suo ex allievo e protetto Tom ‘Boy Scout’ Bishop si trova nei guai. Detenuto all'estero con l'accusa di spionaggio, Bishop sarà giustiziato tra 24 ore. Per paura di un grave incidente diplomatico, l’Agenzia decide di tirarsi fuori. A questo punto la vita di Bishop è nelle mani di Muir. Ma oggi la Cia è gestita da una nuova generazione di agenti e Muir, che appartiene alla vecchia scuola, non ha più i contatti giusti; di conseguenza, per ottenere le informazioni necessarie sulla reale situazione di Bishop, dovrà ricorrere a tutta la sua astuzia per aggirare quella stessa organizzazione che ha servito per tanti anni. E pensare che era stato proprio Muir a scegliere Bishop come agente sul territorio quando il ragazzo era soltanto un bravo tiratore in Vietnam e a insegnargli tutto quello che sapeva. Le loro strade però si erano separate tempo addietro. Ma adesso, in un'affannosa corsa contro il tempo e attraverso una serie di flashback, Muir ricorda tutte le esperienze che hanno condiviso in giro per il mondo.

Mia breve recensione
Uno dei film d’azione più belli arrivati nei cinema dal 2000 a oggi. Spy Game, del maestro inglese dell’action-movie, il compianto Anthony – detto Tony - Scott (sì, è obbligatorio ricordare che era il fratello di Ridley), è un concentrato di ritmo senza sosta, mescolato con un montaggio sincopato da manuale, marchio di fabbrica del regista morto troppo presto (aveva 68 anni) il 19 agosto 2012 dopo essersi lanciato dal ponte Vincent Thomas di Los Angeles, di fronte a svariati testimoni. Una scelta registica, come detto, usata nella maggior parte dei film di Scott e che in questo lungometraggio è perfetta per trasmettere la necessità di iniziativa senza sosta tipica del mondo dello spionaggio, almeno di quello che ci viene presentato da Hollywood. In questo ambito della narrazione filmica è inscritto l’unico difetto dell’opera, vale a dire una trama un po’ troppo intricata, con frequenti flashback i quali, in alcuni casi, non aiutano a rendere limpido lo scorrere della vicenda. Tanti, inoltre, i personaggi minori, al punto  che verrebbe voglia di segnare i loro nomi su un taccuino per poterli ricordare e ricondurre tutti alla precisa posizione nella storia.
Robert Redford e Brad Pitt in una scena di Spy Game

La grandezza del film, oltre a quanto detto nella prima parte del commento riguardo alla regia e al montaggio, sta nelle straordinarie prove attoriali di Robert Redford e Brad Pitt, giganti del cinema mondiale di due diverse generazioni. Per quanto riguarda il più ‘anziano’, si tratta – come ricorda Wikipedia – di un ritorno nell’universo della Cia (Central Intelligence Agency), dopo il magnifico I tre giorni del Condor (1975). Acuminata l’intelligenza non priva di sarcasmo della maggior parte dei dialoghi fra i due protagonisti, disegnati nel classico ruolo del maestro inflessibile al limite della crudeltà psicologica e dell’allievo un po’ presuntuoso, scettico, irascibile e indeciso.

***

Per completezza d’informazione segnalo che, sempre in prima serata (su Cielo alle ore 21,10), per qualcuno potrebbe creare indecisione (anche se io non avrei dubbi) il film di Paul McGuigan (suo, per esempio, anche il buon Appuntamento a Wicker Park del 2004), Slevin - Patto criminale, con un cast stellare in cui brilla un certo Morgan Freeman.

La locandina
Slevin – Patto criminale

Mia valutazione: ♥♥♥ = 6,5

Scheda del film
Un film di Paul McGuigan. Con Josh Hartnett, Morgan Freeman, Ben Kingsley, Lucy Liu, Bruce Willis, Stanley Tucci, Michael Rubenfeld, Peter Outerbridge, Kevin Chamberlin, Dorian Missick, Mykelti Williamson, Scott Gibson, Daniel Kash, Dmitry Chepovetsky, Sam Jaeger, Robert Forster. Titolo originale: Lucky Number Slevin. Drammatico/crimine, Usa 2006. Durata 109'.

Trama del film
New York. A causa di uno scambio d’identità Slevin rimane coinvolto nella guerra ordita da due capi criminali acerrimi nemici: il Rabbino e il Boss. Slevin è costantemente sorvegliato dall'inflessibile detective Brikowski e dallo scellerato assassino Goodkat. Per riuscire a uscirne vivo Slevin dovrà tramare un'ingegnosa congiura.

Stefano Marzetti