Rachel Weisz sarà protagonista del prossimo film di Olivier Assayas, Idol's Eye
Quello di Rachel Weisz è di certo
un nome che fa lievitare le quotazioni e le attese per il prossimo film di Olivier
Assayas (Idol’s Eye), reduce con
modesta soddisfazione, dal Festival di Cannes conclusosi meno di una settimana
fa. La pellicola con cui era in concorso, Clouds of Sils Maria(articolo), protagonista
Juliette
Binoche, non ha
convinto né la giuria né la critica della kermesse
cinematografica francese. Il cineasta ha ora la possibilità, con il cambio dal
dramma all’action thriller, di fare
il proverbiale colpo di reni per tornare a darsi qualche pacca sulle spalle,
come gli è accaduto, ad esempio, nel 2010 con Carlos e nel 2012
con Qualcosa
nell'aria.
Il regista francese
Olivier Assayas
Voci piuttosto fondate, tornando a bomba,
sussurrano che l’attrice londinese (nel 2013 vista nel discreto Il grande e
potente Oz
di Sam
Raimi) potrebbe
affiancare Robert Pattinson, Robert De Niro e John
Mendell (già dati
per certi nel cast). L’opera di Assayas, infatti,
era ancora ‘orfana’ dell’interprete femminile. Come riporta Variety (la cui
notizia è ripresa da Tiscali), l'attrice londinese è in trattative con la casa
di produzione (Benaroya Pictures). Le riprese di Idol's Eye inizieranno
nel mese di ottobre tra Chicago e Toronto. Il plot della storia parla di una gang
di ladri guidata da un noto criminale (incarnato da John
Mendell) che
svaligia un banco di pegni, ma ben presto scopre che l’attività serve a coprire
le mosse del più brutale capo della mafia di Chicago, Tony Accardo (cfr. My
Movies).
Un film di Camille Delamarre. Con Paul
Walker, David Belle, Rza, Gouchy Boy, Catalina Denis, Robert Maillet, Carlo
Rota, Ayisha Issa, Bruce Ramsay, Andreas Apergis, Kwasi Songui, Tristan D.
Lalla, Jade Hassouné, Carolina Bartczak, Richard Zeman, Frank Fontaine, Mizinga
Mwinga. Azione, Fra/Can 2014. Eagle Pictures. Uscita giovedì 1 maggio 2014.
La trama
A Detroit,
in un futuro prossimo, il sindaco desidera sbarazzarsi del ghetto chiamato
Brick Mansions, controllato da Tremaine (RZA), il più potente signore della
guerra della città. Lino, virtuoso ex galeotto, è determinato nel voler porre
fine allo strapotere di Tremaine. Quando Tremaine rapisce Lola, la tosta
ragazza con cui Lino ha una storia, a lui non resta altra scelta che far coppia
con Damien, un agente sotto copertura. La vita di Lola non è l'unica cosa a
essere in pericolo: Tremaine minaccia, infatti, qualora le sue richieste non siano
soddisfatte, di far esplodere una bomba al neutrone entro ventiquattro ore.
Lino e Damien dovranno impegnarsi per trovare l’ordigno e salvare Lola, senza
avere idea che, chi tira le fila, non considera più la distruzione di Brick
Mansions qualcosa di negativo.
Informazioni
L’attore californiano Paul
Walker (12
settembre 1973 - 30 novembre 2013) - protagonista della fortunata saga di Fast &
Furious - è morto
ma la sua carriera cinematografica prosegue. La scomparsa del 39enne di
Glendale fu causata da un tragico incidente stradale, allorché l'auto sportiva
sulla quale viaggiava si schiantò contro un albero a forte velocità. Walker sarà
comunque ancora sul grande schermo da giovedì primo maggio prossimo (domani) con
il film postumo Brick Mansion, del regista Camille Delamarre (reduce dal
discreto fantascientifico Lockout, 2012). La pellicola è un remake del movimentato action francese Banlieue 13 (2004) e
vede la supervisione di Luc Besson che ha prodotto e co-sceneggiato il
lungometraggio.
L'acrobatico attore David Belle in una scena di Brick Mansion
La critica
Paul Walker e David Belle
Pare proprio che l’ultima occasione di vedere
in azione il povero Paul Walker, non sarà accompagnata da una sufficiente
dose di gradimento cinematografico. Siamo di fronte a un poliziesco d’azione,
come quelli che Luc Besson sa fare alla grande, ma piuttosto ripetitivo
e banale. Un buddy movie (storie
d’intensa amicizia fra due persone), vicenda “implausibile e iperbolica come
solo l'autore francese sa concepire”, come scrive Gabriele Niola di My Movies. Il mezzo flop scaturisce
da uno script insensato e lacunoso ma
il lavoro filmico è reso tollerabile dalla presenza di David
Belle (già
protagonista del succitato Banlieue 13) co-fondatore del parkour (disciplina e movimento), atleta, scalatore e già stuntman per poi divenire attore di action movie. Sempre secondo Niola è Belle la presenza “che
di nuovo movimenta tutto”.
Il regista di Brick Mansion, Camille Delamarre
Detto delle pecche, in assoluto Brick
Mansion è un “b-movie
asciuttissimo che rispetto all'originale (sempre Banlieue 13) si
percepisce appartenere a un'altra epoca dell'action movie, quella successiva alla comparsa sugli schermi di The Raid:
Redemption
(vero spartiacque come nel 1999 lo fu The Matrix)” e “segue
l'azione con macchina a mano” di modo che sembri partecipare a essa con un “ritmo
completamente diverso rispetto al film originale. Il risultato è una miniera di
divertimento – rileva il critico di My Movies - se si ha la grazia e il buon
gusto di non pretendere elementi fuori luogo come l'approfondimento delle
psicologie o particolari velleità sociopolitiche (tutti i ricchi sono malvagi
tutti i poveri sono, in fondo, delle brave persone) da questi ottantanove
minuti tiratissimi nei quali un solo dialogo in più avrebbe stonato”.
Premessa:
non essendo accreditato dalla visione dell’anteprima del film, il seguente
articolo va inteso come una sorta di rassegna stampa da me commentata e, dove
possibile, arricchita.
Un film di Tony Scott. Con Bruce Willis, Damon Wayans, Chelsea Field, Halle Berry, Frank
Collison. Noble Willingham, Taylor Negron, Danielle Harris, Bruce McGill, Badja
Djola, Kim Coates, Chelcie Ross, Joe Santos, Clarence Felder, Tony Longo. Titolo
originale: The Last Boy Scout. Poliziesco, Usa 1991. Durata 105'.
Trama
Joe
Hallenbeck vive a Los Angeles facendo il detective privato, mentre un tempo era uno dei più stimati agenti segreti (in un
attentato ha perfino salvato la vita del presidente degli Stati Uniti) e poi perde
il lavoro, avendo irretito un politico. Dopo che l'amico Mike Matthews lo
incarica per cinquecento dollari di proteggere una spogliarellista di colore
(Cory), Joe scopre in lui l'amante di sua moglie Sarah (e con ciò lascia la
donna e la piccola Darian). Con Joe in disfatta pressoché totale s’incontra il
nero Jimmy Dix, fidanzato di Cory, poiché la spogliarellista è stata uccisa.
Anche Dix, un ex terzino della squadra degli Stallion accusato senza prove
attendibili di giocare a carte e di drogarsi, si trova alla deriva ed è solo,
avendo perduto moglie e bambino in un incidente d'auto. Joe e Jimmy scoprono
che dietro il misterioso assassinio della bella Cory opera una losca banda.
Mia recensione
Se ci si mettono Tony
Scott e Bruce
Willis, anche il
soggetto più ‘giocattolo’ può trasformarsi in un film d’azione davvero degno di
essere visto. Il compianto regista (suicidatosi nell’agosto 2012 e fratello di Ridley) era
maestro del genere cult-movie e si
potrebbe dire che nel corso degli anni (e da questo L’ultimo boy scout di strada ne aveva fatta) affinò sempre più la
tecnica della sequenza d’immagini ultra-adrenaliniche montate ad arte, divenuta
un marchio di fabbrica da copyright.
Per quanto riguarda l’attore statunitense, anche se nato in Germania, ai tempi
di questo film (per lo più gli anni Novanta) era al top della sua carica energetica e autoironica, vero mattatore in
pellicole come 58 minuti per morire (1990),
Die Hard - Duri a morire (1995), Trappola di cristallo (1998, forse il
migliore dei citati), tutti action movie
che senza di lui sarebbero potuti essere delle vere e proprie boiate.
Sopra Bruce Willis Qui sotto Tony Scott
Una scena del film: Bruce Willis e Damon Wayans
Ebbene, L'ultimo
boy scout - Missione: sopravvivere è inscrivibile, sia a livello temporale sia
per genere, nell’insieme di quelle opere che sono servite a Willis soprattutto
per rendersi simpatico e noto al grande pubblico. In questa circostanza l’artista,
che entro quest’anno sarà di nuovo nelle sale con il sequel del mitico Sin City
(2005) di Robert Rodriguez e Frank Miller (in cui la
parte di primo protagonista sarà dell’inscalfibile Mickey
Rourke), è
perfetto nell’incarnare il classico personaggio ‘fregato dalla vita’, il cui
lasciarsi andare in tutti i sensi denuncia il senso di progressivo distacco
dalla società ma soprattutto da se stesso.
Eppure il suo poliziotto fallito si muove - nell’accurata
rappresentazione mai statica com’è nello stile di Scott, coadiuvato in quest’occasione
dal montaggio (su cui non lesinava mai) del terzetto composto da Stuart
Baird, Mark
Goldblatt
e Mark
Helfrich, in un
drammatico mai ‘pesante’, perché ammorbidito, visto anche il carattere dell’opera
filmica, da spunti sarcastici che si integrano nel generale contesto d’azione
della vicenda. Per il resto la pellicola, non brillando certo in originalità,
mette in mostra il mondo intriso di cattiveria, malaffare e criminalità di una
società disposta a tutto per il proverbiale ‘pugno di dollari’. Certamente
godibile per una serata di totale distacco dalle rotture della settimana che è
appena finita.