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venerdì 13 giugno 2014

‘Star Wars: Episode VII’, ricoverato in ospedale Harrison Ford che sarà di nuovo Han Solo

Harrison Ford di nuovo
in Guerre Stellari
Incidente piuttosto serio ai danni di Harrison Ford (71 anni) sul set di Star Wars: Episode VII. Una porta idraulica gli è piombata addosso fratturandogli forse la caviglia. Per lui è stato necessario il ricovero in ospedale. L’attore divenuto celebre negli anni Ottanta anche per la saga di Indiana Jones, come detto poco tempo addietro è di nuovo fra i protagonisti (articolo) dell’ennesima puntata di Guerre Stellari. Il film sarà diretto da J.J. Abrams, che ha preso il posto - alla regia - del ‘padre’ della grande avventura intergalattica, George Lucas (articolo). Le riprese, in questa fase, si stanno svolgendo ai Pinewood Studios di Londra. La lavorazione di Star Wars: Episode VII (previsto in sala il 18 dicembre 2015) intanto prosegue, in attesa che Ford/Han Solo sia dimesso e ritorni sul set.

redazione

venerdì 16 maggio 2014

Ridley Scott vuol girare Blade Runner 2 e chiama di nuovo Harrison Ford

Al cinema potrebbe arrivare il sequel di Blade Runner
Harrison Ford
Ridley Scott
A quasi trentadue anni dall'originale Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott (deludente la sua ultima ‘fatica’ The Counselor - Il Procuratore, 2013, con Michael Fassbender e Penelope Cruz) pietra miliare della storia dei film di fantascienza, il regista britannico è pronto a girare il sequel. Ma Scott vuole di nuovo che sia l’oggi 71enne Harrison Ford (bocciatissimo in Il potere dei soldi, 2013, di Robert Luketic con Liam Hemsworth e Gary Oldman) a interpretare – come fece nel lontano 1982 -  il protagonista Rick Deckard, l’agente della polizia della Los Angeles del 2019 che dà la caccia ai ‘replicanti’ (androidi assassini così perfetti da essere quasi indistinguibili dagli esseri umani). Replicante com’è lo stesso Deckard, secondo quanto suggerisce l'edizione director’s cut della pellicola, uno dei temi più dibattuti negli ultimi trent’anni e che ora troverà risposta. La società produttrice Alcon Entertainment si è fatta avanti offrendo il ruolo all’attore di Chicago che finora non ha risposto. Il film è tratto da un romanzo (Gli androidi sognano pecore elettroniche?, editore Fanucci) di Philip K. Dick, un grande della fantascienza classica. (Fonte Agi).
redazione

mercoledì 7 maggio 2014

Il più bello di mercoledì 7 maggio, prima serata, sul ‘digitale’: Rete 4 alle 21,15

La locandina
Gran Torino

Mia valutazione: ♥♥♥♥♥ = 9

RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
National Board of Review Award 2008: migliori dieci film, miglior attore protagonista a Clint Eastwood, migliore sceneggiatura originale a Nick Schenk; David di Donatello 2009: miglior film straniero a Clint Eastwood; Nastro d'argento 2009: miglior film non europeo a Clint Eastwood; Premio César 2010: miglior film straniero a Clint Eastwood; Ciak d'oro 2009: miglior film straniero.

La scheda
Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her, Christopher Carley, John Antony, Austin Douglas Smith, John Carroll Lynch, William Hill, Brooke Chia Thao, Chee Thao, Choua Kue, Scott Eastwood, Xia Soua Chang, Cory Hardrict, Geraldine Hughes, Brian Haley, Dreama Walker, Brian Howe, Doua Moua, Sarah Neubauer, Nana Gbewonyo, Lee Mong Vang. Azione, Usa 2008. Durata 116'. Warner Bros Italia.

La trama
Walt Kowalski è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anti-coreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l'uomo a risolvere i problemi personali che ha con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.


Clint Eastwood in una scena emblematica di Gran Torino
Recensione
Una delle scene violente del film
Dal soggetto di Nick Schenk e Dave Johannson e dallo script dello stesso Schenk, emerge il personaggio - incarnato da un Clint Eastwood (nel 2012 protagonista del discreto Di nuovo in gioco di Robert Lorenz) perfettamente nella parte - indurito dalla vita e dal passato in cui la morte ha giocato un ruolo decisivo. In Gran Torino (girato a Detroit e ambientato ai giorni nostri) - acclamato e premiato da più parti ma inspiegabilmente ignorato dall’Academy Awards per almeno un premio Oscar che avrebbe strameritato - i ricordi delle carneficine della guerra di Corea infestano ancora i sonni del vecchio reduce e il suo atteggiamento ostile nei confronti della società e della stessa esistenza. E in fondo il nocciolo dell’opera (che ha realizzato buoni incassi al botteghino, quasi tredici milioni di dollari in Italia e circa duecentosettanta in tutto il mondo) dell’anziano regista di San Francisco è soprattutto l’analisi dello spirito del protagonista. Disprezza gli asiatici, sia i suoi nuovi e pacifici vicini di casa sia le gang che scorrazzano malfattrici per il quartiere. Per lui cinesi, coreani o vietnamiti sono la stessa identica cosa. È l’occhio a mandorla che lo fa infuocare.

L'attrice statunitense di origini asiatiche, Ahney Her
In questa pellicola la musica, come accade in quasi tutte quelle nate dalla maestria di Eastwood, è uno degli elementi davvero importanti. Un fiore all’occhiello di questo prolifico cineasta, che ne è quasi sempre autore in collaborazione con il figlio Kyle e con Michael Stevens. Il montaggio ha il merito di realizzare un raccordo fluente e mai lento d’immagini, che non spezza in alcun momento l’attenzione di chi vede, con dialoghi asciutti e quindi efficaci. Da rilevare l’interpretazione dell’oggi 22enne Bee Vang nei panni del ragazzino che stringerà un’aspra ma profonda amicizia con il burbero vicino e quella di Ahney Her, che impersona la sorella stuprata dal ‘branco’ di turno, fatto che porterà al drammatico finale.


La Ford 'Gran Torino' del titolo dell'opera di Eastwood
Tornando ai temi del lungometraggio, c’è una sola cosa verso la quale il protagonista riesce a esprimere i suoi buoni sentimenti, il suo cane Labrador e quella Ford ‘Gran Torino’, automobile molto in voga negli Usa degli anni Settanta (il nome ‘Torino’ deriva dal fatto che gli americani consideravano questa città, sede della Fiat e della Lancia, come la Detroit d'Italia [cfr. Wikipedia]), che custodisce con gelosia in garage e cura come fosse una creatura. Per il resto egli è pervaso da una diffidenza che si diffonde in più direzioni: come detto verso gli asiatici e le altre etnie in genere, verso i propri figli, che ormai inquadra solo come quelli che non aspettano altro che egli vada a finire in un ospizio per poter raggranellare i pochi averi del padre; verso la Chiesa che ripudia senza schermi e rifiutando il dialogo con il parroco di zona. Quella di Walt Kowalski, insomma, è una vera e propria rabbia allargata. Lo sguardo di Eastwood torna a essere lo stesso feroce, a denti stretti e fitto di rughe del cacciatore di taglie della ‘trilogia del dollaro’.

Eastwood in una scena con il giovane Bee Vang
Ma il sopruso è sopruso e non ammette debolezza e perdono. E così, la morale è che Kowalski, alla fine, riesce a fare una netta distinzione tra i ‘gialli’ che meritano rispetto e quelli delinquenziali che lo riportano all’odio provato durante la guerra. Gran Torino è uno dei film più belli di Clint Eastwood , il quale, da quando ha deciso di fare anche il regista, ha inanellato una lunga serie di pellicole di successo. È la vicenda di un uomo solitario, senza paura ma triste, proprio come quel pistolero che fu lanciato nel mondo del cinema dal grande Sergio Leone, sotto la cui scorza dura e a prima vista inscalfibile, sta nascosto un impetuoso senso di giustizia e un animo da ‘brava persona’ che, alla fine, è indiscutibilmente dalla parte dei buoni.

Stefano Marzetti

martedì 29 aprile 2014

Star Wars VII, come anticipato tornano Harrison Ford, Mark Hamill e Carrie Fisher

Star Wars - Episode VII uscirà nel 2015
Il ritorno
di Harrison Ford
Un ritorno attesissimo e forse insperato. Harrison Ford/Ian Solo - come anticipato da Filmamare ai primi di marzo (leggi) - sarà protagonista di Star War - Episode VII. Assieme a lui anche Mark Hamill/Luke Skywalker e Carrie Fisher/Principessa Leila, altri interpreti del primo film della lunga serie. Lo annuncia la casa di produzione citata da Bbc. Nel film confermati anche Anthony Daniels e Kenny Baker e i due robot D-3BO e C1-P8 e Peter Mayhew, nel ruolo di Chewbacca. Tra i volti nuovi quello di Max von Sydow. Il VII episodio sarà girato dal regista J.J. Abrams. L'uscita è attesa nell'ottobre 2015.


redazione

Steven Spielberg infaticabile, al lavoro per “GGG” e per il quinto “Indiana Jones”

Steven Spielberg al lavoro su tre diversi progetti
La copertina del libro
su cui il regista
baserà un prossimo film
Di pochi giorni fa l’annuncio del progetto di tornare a lavorare con Tom Hanks per la loro quinta pellicola insieme, stavolta ambientata ai tempi della ‘guerra fredda’ (articolo). Ora alcuni rumor fanno girare notizia che il regista di Cincinnati, Steven Spielberg, uno dei più grandi al mondo, si sta preparando a una nuova avventura per il grande schermo. Un film basato su GGG (Grande Gigante Gentile), uno dei libri per l’infanzia più fortunati di tutti i tempi, scritto da Roald Dahl e pubblicato nel 1982 (in Italia edito da Salani) con le illustrazioni di Quentin Blake. Per l'occasione l’artefice di capolavori come E.T. - L'extra-terrestre (1982), Salvate il soldato Ryan (1998) e della venerata saga di Indiana Jones con protagonista Harrison Ford (quattro film tra il 1981 e il 2008), si avvarrà della collaborazione di Melissa Mathison, già sceneggiatrice di E.T. e della produzione di Frank Marshall, John Madden e Michael Siegel. Il soggetto di GGG narra dell'amicizia tra una ragazza e un gigante buono. Stando a quanto riportato da The Hollywood Reporter che ha dato l’esclusiva, Spielberg avrebbe intenzione di iniziare le riprese entro il 2015, 
Tra le idee anche quella di produrre
 un quinto episodio della saga di Indiana Jones
(nella foto Harrison Ford e Sean Connery)
mentre il film dovrebbe essere al cinema entro il 2016.

Ma un'altra strepitosa new appare all'orizzonte: il cineasta che non ha mai frequentato un corso di cinema, sarebbe intenzionato a girare un quinto episodio del succitato Indiana Jones. Non si esclude il ritorno sul grande schermo dell'inimitabile Sean Connery (da qualche tempo lontano dalla ribalta) che è stato al fianco di Harrison Ford in Indiana Jones e l'ultima crociata (1989).



s.m.

mercoledì 12 marzo 2014

Star Wars: Episodio VII, il ‘cattivo’ c’è, ora manca il ‘buono’

Una delle possibili locandine del prossimo Star Wars
Per Star Wars: Episodio VII, il ‘cattivo’ è già stato scelto un mesetto fa e si tratta dell’attore Adam Driver, un ‘ufo’ per tanti ma personaggio noto a chi conosce la serie Girls della HBOtrasmessa in Italia su Mtv, dove l’attore interpreta Adam Sackler, il ragazzo di Hannah Horvath, una delle protagoniste. Non solo tv per questo 30enne ex marine, comunque: ha avuto modo di farsi notare anche in film di spessore come J. Edgar (2011), Frances Ha (2012) e A proposito di Davis (2013). Per lui, inoltre, c’è già un posto prenotato nella squadra di attori del prossimo film di Martin Scorsese, Silence (uscita prevista nel 2015), al fianco di due mostri sacri come Ken Watanabe (Lettere da Iwo Jima, 2006) e Liam Neeson (Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, 1999). Il 24 aprile sarà di nuovo sul grande  schermo ‘italiano’ fra i protagonisti di Tracks di John Curran (non male Il velo dipinto nel 2006) e con la 24enne dal curriculum pregiato qual è l’australiana Mia Wasikowska (fra i tanti, Jane Eyre del 2011). Tracks l’anno scorso ha aperto il concorso della 70esima edizione della Mostra del cinema di Venezia.

Carrie Fisher - Leia
Harrison Ford - Han Solo
Detto del villain (il cattivo, appunto), la notizia del giorno è che lo scouting per trovare il ‘buono’ della nuova saga, che sarà diretta dal newyorkese JJ Abrams - suoi gli Star Trek del 2009 e del 2011, tanto per non allontanarsi troppo dalle stelle - è in stato piuttosto avanzato, al punto che si può già scommettere su una cinquina di nomi: Ed Speleers (Aragon, 2006), John Boyena (Attack the Block - Invasione aliena nel 2011), Jesse Plemons (The Master nel 2012), Matthew James (a luglio sarà nel cast de Il pianeta delle scimmie – Revolution) e lo sconosciuto (a me perlomeno) Ray Fisher. Certo, i curricula sono quasi in bianco, ma vista l’età richiesta, non ci si poteva aspettare granché. Anche se, va detto, il buon Driver ha delle referenze certamente migliori. Già una prima vittoria.

Mark Hamill - Luke Skywalker
Come riporta Chiara Guida su Cinefilos.it la sceneggiatura originale di Michael Arndt prevedeva che i protagonisti fossero i figli di Han Solo (Harrison Ford) e Leia (Carrie Fisher), degli apprendisti Jedi, ma i ritocchi dello stesso Abrams e di Lawrence Kasdan hanno spostato questi protagonisti a margine della storia. L’idea che sta dietro questa ‘retrocessione’ pare sia far interpretare il protagonista a un attore di etnia diversa, spostandosi un po’ dal caucasico Mark Hamill. Ecco spiegati infatti i test precedenti che Abrams ha fatto con David Oyewolo e Michael B. Jordan. Insomma, pare proprio che il nuovo regista voglia dei volti inediti da circondare con personaggi storici della trilogia originale, come lo stesso Mark Hamill (il mitico Luke Skywalker).

Scheda parziale del film
Un film di J.J. Abrams. Con Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Billy Dee Williams, Anthony Daniels, Jonathan Rhys-Meyers. Fantastico, Usa 2015.


st.mar.