Incidente piuttosto serio ai danni di Harrison
Ford (71 anni)
sul set di Star Wars: Episode VII. Una porta idraulica gli è piombata addosso
fratturandogli forse la caviglia. Per lui è stato necessario il ricovero in
ospedale. L’attore divenuto celebre negli anni Ottanta anche per la saga di Indiana
Jones, come detto
poco tempo addietro è di nuovo fra i protagonisti (articolo) dell’ennesima puntata di Guerre Stellari. Il film
sarà diretto da J.J. Abrams, che ha preso il posto - alla regia - del ‘padre’
della grande avventura intergalattica, George Lucas(articolo). Le riprese, in questa fase,
si stanno svolgendo ai Pinewood Studios di Londra. La lavorazione di Star Wars:
Episode VII
(previsto in sala il 18 dicembre 2015) intanto prosegue, in attesa che Ford/Han
Solo sia dimesso
e ritorni sul set.
Al cinema potrebbe arrivare il sequel di Blade Runner
Harrison Ford
Ridley Scott
A
quasi trentadue anni dall'originale Blade Runner, il
capolavoro di Ridley
Scott (deludente la sua ultima ‘fatica’ The Counselor - Il Procuratore, 2013, con Michael Fassbender e Penelope Cruz) pietra miliare della storia dei film di
fantascienza, il regista britannico è pronto a girare il sequel. Ma Scott vuole di nuovo che sia l’oggi 71enne Harrison Ford (bocciatissimo in Il potere dei soldi,
2013, di Robert
Luketic con Liam
Hemsworth e Gary Oldman) a interpretare – come fece nel lontano 1982 - il protagonista Rick Deckard, l’agente della
polizia della Los Angeles del 2019 che dà la caccia ai ‘replicanti’ (androidi
assassini così perfetti da essere quasi indistinguibili dagli esseri umani).
Replicante com’è lo stesso Deckard, secondo quanto suggerisce l'edizione director’s cut della pellicola, uno dei
temi più dibattuti negli ultimi trent’anni e che ora troverà risposta. La
società produttrice Alcon Entertainment si è fatta avanti offrendo il ruolo all’attore
di Chicago che finora non ha risposto. Il film è tratto da un romanzo (Gli
androidi sognano pecore elettroniche?, editore Fanucci) di Philip K. Dick, un grande della fantascienza classica. (Fonte Agi).
National
Board of Review Award 2008: migliori dieci film,
miglior attore protagonista a Clint Eastwood, migliore sceneggiatura originale
a Nick Schenk; David di Donatello 2009: miglior film straniero a Clint Eastwood; Nastro d'argento 2009: miglior
film non europeo a Clint Eastwood; Premio César 2010: miglior film straniero a Clint Eastwood; Ciak d'oro 2009: miglior
film straniero.
La scheda
Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her, Christopher Carley, John
Antony, Austin Douglas Smith, John Carroll Lynch, William Hill, Brooke Chia
Thao, Chee Thao, Choua Kue, Scott Eastwood, Xia Soua Chang, Cory Hardrict,
Geraldine Hughes, Brian Haley, Dreama Walker, Brian Howe, Doua Moua, Sarah
Neubauer, Nana Gbewonyo, Lee Mong Vang. Azione, Usa 2008. Durata 116'. Warner Bros
Italia.
La trama
Walt
Kowalski è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo,
prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del
1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio
sentimento anti-coreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide
morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere
da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano
della comunità coreana e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche
se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l'uomo a risolvere
i problemi personali che ha con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a
ripudiare il razzismo.
Clint Eastwood in una scena emblematica di Gran Torino
Recensione
Una delle scene violente del film
Dal soggetto di Nick Schenk e Dave
Johannson
e dallo script dello stesso Schenk, emerge il
personaggio - incarnato da un Clint Eastwood (nel 2012 protagonista del
discreto Di nuovo in gioco di Robert Lorenz) perfettamente
nella parte - indurito dalla vita e dal passato in cui la morte ha giocato un
ruolo decisivo. In Gran Torino (girato a Detroit e ambientato ai giorni
nostri) - acclamato e premiato da più parti ma inspiegabilmente ignorato dall’Academy
Awards per almeno un premio Oscar che avrebbe strameritato - i ricordi delle
carneficine della guerra di Corea infestano ancora i sonni del vecchio reduce e
il suo atteggiamento ostile nei confronti della società e della stessa esistenza.
E in fondo il nocciolo dell’opera (che ha realizzato buoni incassi al
botteghino, quasi tredici milioni di dollari in Italia e circa duecentosettanta
in tutto il mondo) dell’anziano regista di San Francisco è soprattutto l’analisi
dello spirito del protagonista. Disprezza gli asiatici, sia i suoi nuovi e
pacifici vicini di casa sia le gang
che scorrazzano malfattrici per il quartiere. Per lui cinesi, coreani o
vietnamiti sono la stessa identica cosa. È l’occhio a mandorla che lo fa
infuocare.
L'attrice statunitense di origini asiatiche, Ahney Her
In questa pellicola la musica, come accade in
quasi tutte quelle nate dalla maestria di Eastwood, è uno
degli elementi davvero importanti. Un fiore all’occhiello di questo prolifico
cineasta, che ne è quasi sempre autore in collaborazione con il figlio Kyle e con Michael
Stevens. Il
montaggio ha il merito di realizzare un raccordo fluente e mai lento d’immagini,
che non spezza in alcun momento l’attenzione di chi vede, con dialoghi asciutti
e quindi efficaci. Da rilevare l’interpretazione dell’oggi 22enne Bee Vang nei panni
del ragazzino che stringerà un’aspra ma profonda amicizia con il burbero vicino
e quella di Ahney Her, che impersona la sorella stuprata dal ‘branco’ di turno, fatto
che porterà al drammatico finale.
La Ford 'Gran Torino' del titolo dell'opera di Eastwood
Tornando ai temi del lungometraggio, c’è una
sola cosa verso la quale il protagonista riesce a esprimere i suoi buoni sentimenti, il suo cane Labrador e quella Ford ‘Gran Torino’, automobile molto in voga negli Usa degli anni
Settanta (il nome ‘Torino’ deriva dal fatto che gli americani consideravano
questa città, sede della Fiat e della Lancia, come la Detroit d'Italia [cfr.
Wikipedia]), che custodisce con gelosia in garage e cura come fosse una
creatura. Per il resto egli è pervaso da una diffidenza che si diffonde in più
direzioni: come detto verso gli asiatici e le altre etnie in genere, verso i propri
figli, che ormai inquadra solo come quelli che non aspettano altro che egli
vada a finire in un ospizio per poter raggranellare i pochi averi del padre;
verso la Chiesa che ripudia senza schermi e rifiutando il dialogo con il
parroco di zona. Quella di Walt Kowalski, insomma, è una vera e propria rabbia
allargata. Lo sguardo di Eastwood torna a essere lo stesso feroce, a denti
stretti e fitto di rughe del cacciatore di taglie della ‘trilogia del dollaro’.
Eastwood in una scena con il giovane Bee Vang
Ma il sopruso è sopruso e non ammette
debolezza e perdono. E così, la morale è che Kowalski, alla fine, riesce a fare
una netta distinzione tra i ‘gialli’ che meritano rispetto e quelli
delinquenziali che lo riportano all’odio provato durante la guerra. Gran Torino è uno dei
film più belli di Clint Eastwood , il quale, da quando ha deciso di fare
anche il regista, ha inanellato una lunga serie di pellicole di successo. È la
vicenda di un uomo solitario, senza paura ma triste, proprio come quel pistolero che fu
lanciato nel mondo del cinema dal grande Sergio Leone, sotto la cui scorza dura
e a prima vista inscalfibile, sta nascosto un impetuoso senso di giustizia e un
animo da ‘brava persona’ che, alla fine, è indiscutibilmente dalla parte dei
buoni.
Un ritorno attesissimo e forse insperato. Harrison
Ford/Ian Solo - come anticipato da Filmamare ai primi di marzo (leggi) - sarà protagonista di Star
War - Episode VII. Assieme a lui anche Mark
Hamill/Luke Skywalker e Carrie
Fisher/Principessa Leila, altri interpreti del primo film
della lunga serie. Lo annuncia la casa di produzione citata da Bbc. Nel film
confermati anche Anthony
Daniels e Kenny
Bakere i due robot D-3BO e C1-P8 e Peter
Mayhew, nel ruolo di Chewbacca. Tra i volti nuovi quello di Max
von Sydow. Il VII episodio sarà girato dal regista J.J.
Abrams. L'uscita è attesa
nell'ottobre 2015.
Steven Spielberg al lavoro su tre diversi progetti
La copertina del libro
su cui il regista
baserà un prossimo film
Di pochi giorni fa l’annuncio del progetto di
tornare a lavorare con Tom Hanks per la loro quinta pellicola insieme,
stavolta ambientata ai tempi della ‘guerra fredda’ (articolo). Ora
alcuni rumor fanno girare notizia che
il regista di Cincinnati, Steven Spielberg, uno dei
più grandi al mondo, si sta preparando a una nuova avventura per il grande
schermo. Un film basato su GGG (Grande Gigante Gentile), uno dei
libri per l’infanzia più fortunati di tutti i tempi, scritto da Roald Dahl e
pubblicato nel 1982 (in Italia edito da Salani) con le illustrazioni di Quentin Blake. Per
l'occasione l’artefice di capolavori come E.T. - L'extra-terrestre (1982), Salvate il
soldato Ryan
(1998) e della venerata saga di Indiana Jones con protagonista Harrison
Ford (quattro film
tra il 1981 e il 2008), si avvarrà della collaborazione di Melissa
Mathison, già
sceneggiatrice di E.T. e della produzione di Frank Marshall, John
Madden e Michael
Siegel. Il soggetto di GGG narra dell'amicizia tra una ragazza e un gigante buono. Stando a
quanto riportato da The Hollywood Reporter che ha dato l’esclusiva, Spielberg avrebbe
intenzione di iniziare le riprese entro il 2015,
Tra le idee anche quella di produrre
un quinto episodio della saga di Indiana Jones
(nella foto Harrison Ford e Sean Connery)
mentre il film dovrebbe essere
al cinema entro il 2016.
Ma un'altra strepitosa new appare all'orizzonte: il cineasta che non ha mai frequentato un
corso di cinema, sarebbe intenzionato a girare un quinto episodio del succitato
Indiana
Jones. Non si
esclude il ritorno sul grande schermo dell'inimitabile Sean
Connery (da qualche
tempo lontano dalla ribalta) che è stato al fianco di Harrison
Ford in Indiana
Jones e l'ultima crociata (1989).
Una delle possibili locandine del prossimo Star Wars
Per Star Wars: Episodio VII, il ‘cattivo’ è
già stato scelto un mesetto fa e si tratta dell’attore Adam Driver, un ‘ufo’ per tanti ma personaggio noto a chi conosce
la serie Girls della HBO, trasmessa in Italia su Mtv, dove l’attore
interpreta Adam Sackler, il ragazzo di Hannah Horvath, una delle protagoniste.
Non solo tv per questo 30enne ex marine, comunque: ha avuto modo di farsi
notare anche in film di spessore come J.
Edgar (2011), Frances Ha (2012) e
A proposito di Davis (2013). Per lui,
inoltre, c’è già un posto prenotato nella squadra di attori del prossimo film
di Martin
Scorsese, Silence (uscita prevista nel 2015), al
fianco di due mostri sacri come Ken Watanabe (Lettere da Iwo Jima, 2006) e Liam
Neeson (Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma,
1999). Il 24 aprile sarà di nuovo sul grande schermo ‘italiano’ fra i protagonisti di Tracks di John Curran (non male Il velo dipinto nel 2006) e con la
24enne dal curriculum pregiato qual è l’australiana Mia
Wasikowska
(fra i tanti, Jane Eyre del 2011).
Tracks l’anno scorso ha aperto il concorso della 70esima edizione della Mostra
del cinema di Venezia.
Carrie Fisher - Leia
Harrison Ford - Han Solo
Detto del villain
(il cattivo, appunto), la notizia del giorno è che lo scouting per trovare il ‘buono’
della nuova saga, che sarà diretta dal newyorkese JJ Abrams - suoi gli Star Trek del 2009 e del 2011, tanto per
non allontanarsi troppo dalle stelle - è in stato piuttosto avanzato, al punto
che si può già scommettere su una cinquina di nomi: Ed Speleers (Aragon, 2006), John
Boyena (Attack the Block - Invasione aliena nel
2011), Jesse
Plemons (The Master nel 2012), Matthew
James (a luglio
sarà nel cast de Il pianeta delle scimmie
– Revolution) e lo sconosciuto (a me perlomeno) Ray
Fisher. Certo, i curricula
sono quasi in bianco, ma vista l’età richiesta, non ci si poteva aspettare
granché. Anche se, va detto, il buon Driver ha delle
referenze certamente migliori. Già una prima vittoria.
Mark Hamill - Luke Skywalker
Come riporta Chiara Guida su Cinefilos.it la sceneggiatura originale di Michael Arndt prevedeva che i protagonisti
fossero i figli di Han Solo (Harrison Ford) e Leia (Carrie
Fisher), degli
apprendisti Jedi, ma i ritocchi dello stesso Abrams e di Lawrence
Kasdan hanno
spostato questi protagonisti a margine della storia. L’idea che sta dietro questa ‘retrocessione’ pare sia far interpretare il protagonista a un attore di etnia diversa, spostandosi un po’ dal caucasico Mark
Hamill. Ecco
spiegati infatti i test precedenti che Abrams ha fatto
con David
Oyewolo e Michael
B. Jordan.
Insomma, pare proprio che il nuovo regista voglia dei volti inediti da circondare
con personaggi storici della trilogia originale, come lo stesso Mark
Hamill (il mitico Luke
Skywalker).
Scheda parziale del
film
Un film di J.J. Abrams. Con Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Billy Dee Williams,
Anthony Daniels, Jonathan Rhys-Meyers. Fantastico, Usa 2015.