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mercoledì 30 aprile 2014

In arrivo: “Tokarev”, “Outcast” e “Robopocalypse”

Tokarev

La scheda
Un film di Paco Cabezas. Con Nicolas Cage, Rachel Nichols, Peter Stormare, Elena Sanchez, Danny Glover, Aubrey Peeples, Pasha D. Lychnikoff, Judd Lormand, Max Ryan, Michael McGrady, Max Fowler, Dawn Hamil, Weston Cage, Sarah Ann Schultz, Paul Sampson. Thriller, Usa 2014. Data d'uscita non stabilita.

La trama
Paul Maguire è un imprenditore stimato in tutta la comunità, ha moglie e una figlia che lo adorano. Il suo passato di delinquente però, tornerà a tormentarlo quando un gruppo di gangster russi rapirà e ucciderà la figlia. Paul getterà via le vesti di brava persona e comincerà una folle ricerca per compiere la propria personale vendetta.

***

Outcast

La scheda
Un film di Nick Powell. Con Nicolas Cage, Hayden Christensen, Yifei Liu, Andy On, Fernando Chien, Byron Lawson, Steven Dasz, Alaa Safi, Tomer Oz, Anoja Dias Bolt, Andrew Dasz, Manel Soler, Paul Philip Clark, Max Huang, Vander McLeod, Pierre Bourdaud, Alexandre Bailly, Simon Chin, Alina Raetsep. Titolo originale: Outcast. Storico, Cina/Canada/Francia 2014.

La trama
Il film, ambientato nella Cina del decimo secolo, racconta la storia di un misterioso guerriero in cerca di redenzione. Alleatosi con la figlia e il figlio di un imperatore deposto, tenta di sconfiggere il crudele zio dei due giovani, a sua volta intenzionato a eliminare qualunque ostacolo sul proprio cammino.

***

Robopocalypse

La scheda
Un film di Steven Spielberg. Con Chris Hemsworth, Ben Whishaw. Titolo originale: Robopocalypse. Fantascienza, Usa 2014.

Cosa sappiamo
Tratto dall'omonimo romanzo di Daniel H. Wilson, il film parla della lotta degli esseri umani contro una ribellione delle macchine. Si tratta di una pellicola molto ambiziosa che sarà diretta da Steven Spielberg, tanto che Dreamworks e Fox si divideranno le spese. In trattative per un ruolo da protagonista è stato fatto il nome di Chris Hemsworth. Per il momento il film è stato rimandato a data da destinarsi, perché troppo costoso. Spielberg ha deciso di tornare a lavorare sulla sceneggiatura per realizzare una nuova versione più economica e più personale.


redazione

martedì 29 aprile 2014

Steven Spielberg infaticabile, al lavoro per “GGG” e per il quinto “Indiana Jones”

Steven Spielberg al lavoro su tre diversi progetti
La copertina del libro
su cui il regista
baserà un prossimo film
Di pochi giorni fa l’annuncio del progetto di tornare a lavorare con Tom Hanks per la loro quinta pellicola insieme, stavolta ambientata ai tempi della ‘guerra fredda’ (articolo). Ora alcuni rumor fanno girare notizia che il regista di Cincinnati, Steven Spielberg, uno dei più grandi al mondo, si sta preparando a una nuova avventura per il grande schermo. Un film basato su GGG (Grande Gigante Gentile), uno dei libri per l’infanzia più fortunati di tutti i tempi, scritto da Roald Dahl e pubblicato nel 1982 (in Italia edito da Salani) con le illustrazioni di Quentin Blake. Per l'occasione l’artefice di capolavori come E.T. - L'extra-terrestre (1982), Salvate il soldato Ryan (1998) e della venerata saga di Indiana Jones con protagonista Harrison Ford (quattro film tra il 1981 e il 2008), si avvarrà della collaborazione di Melissa Mathison, già sceneggiatrice di E.T. e della produzione di Frank Marshall, John Madden e Michael Siegel. Il soggetto di GGG narra dell'amicizia tra una ragazza e un gigante buono. Stando a quanto riportato da The Hollywood Reporter che ha dato l’esclusiva, Spielberg avrebbe intenzione di iniziare le riprese entro il 2015, 
Tra le idee anche quella di produrre
 un quinto episodio della saga di Indiana Jones
(nella foto Harrison Ford e Sean Connery)
mentre il film dovrebbe essere al cinema entro il 2016.

Ma un'altra strepitosa new appare all'orizzonte: il cineasta che non ha mai frequentato un corso di cinema, sarebbe intenzionato a girare un quinto episodio del succitato Indiana Jones. Non si esclude il ritorno sul grande schermo dell'inimitabile Sean Connery (da qualche tempo lontano dalla ribalta) che è stato al fianco di Harrison Ford in Indiana Jones e l'ultima crociata (1989).



s.m.

giovedì 24 aprile 2014

‘Guerra fredda’ Tom Hanks-Steven Spielberg, verso il quinto film insieme

Verso un nuovo tassello del sodalizio fra Tom Hanks e Steven Spielberg
Tom Hanks sarà il protagonista di un thriller ambientato in piena Guerra Fredda tra Usa e Urss: la pellicola sarà basata, infatti, sul caso del pilota statunitense Gary Powers, abbattuto dall'Unione Sovietica mentre era in missione di spionaggio con un aereo U-2. Secondo quanto annuncia l’Hollywood Reporter, il regista Steven Spielberg sarebbe in trattative per dirigere il film e per rinsaldare il fortunatissimo sodalizio con Hanks, col quale ha portato nelle sale cinematografiche pellicole del calibro di Salvate il soldato Ryan (1998), Prova a prendermi (2001) e The Terminal (2004), oltre a Band of Brothers (2001), miniserie tv di dieci episodi della durata di un’ora ciascuno. 

Un aereo modello U-2, come quello sul quale viaggiava
il pilota statunitense Gary Powers
L’attore californiano (reduce dal successo di Saving Mr. Banks insieme a Emma Thompson e Colin Farrel) interpreterà il ruolo di James Donovan, l'avvocato che condusse la trattativa per la liberazione di Powers, che era detenuto in Urss perché catturato dopo l'abbattimento del suo velivolo. Il pilota, infatti, fu processato come spia, condannato a tre anni di reclusione e sette di lavori forzati. Tuttavia dopo solo ventuno mesi fu scambiato insieme con lo studente americano Frederic Pryor, presso il ponte di Glienicke a Potsdam, Germania, per il colonnello del KGB Vilyam Fisher (Rudolf Abel), arrestato dopo le indagini condotte sul caso del nichelino cavo (cfr. Wikipedia).


redazione

mercoledì 26 marzo 2014

Il più bello di stasera sul ‘digitale’: Rai Movie alle 21,15 (con trailer)

La locandina
The Terminal

Mia valutazione: ♥♥♥ = 7,5

Scheda del film
Un film di Steven Spielberg. Con Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Diego Luna, Zoe Saldana, Chi McBride, Barry Shabaka Henley, Kumar Pallana, Eddie Jones, Michael Nouri, Jude Ciccolella. Commedia, Usa 2004. Durata 128'.

Trama del film
Viktor Navorski è un turista dell'Europa dell'Est a New York. Mentre è in volo per l'America, il suo paese è colpito da un colpo di Stato. Bloccato all'aeroporto Kennedy con un passaporto senza più valore, Viktor è costretto a rimanere nel terminal di transito dei voli internazionali in attesa che la guerra nella sua patria sia finita. Mentre le settimane diventano mesi, Viktor scopre come il micro-universo del terminal sia un ricco e complesso mondo di assurdità, generosità, ambizione, divertimento, ceti sociali e perfino romanticismo.

Cosa ne penso
Ennesimo connubio professionale fra Tom Hank e Steven Spielberg, quest’ultimo in rare occasioni tentato di alleggerire con una commedia il proprio corposissimo e pregiato curriculum (quasi una quarantina di film, con predilezione per fantascienza e avventura). Solo in altre tre occasioni il cineasta di Cincinnati (Ohio, Usa), si era cimentato nel genere, a cominciare addirittura con un ‘comico’ del lontanissimo 1979 (1941 Allarme a Hollywood, con Dan Aykroyd), continuando nel 1988 con la commedia Always - Per sempre, protagonista Richard Dreyfuss e nel 2001 con la più pregiata Prova a prendermi, con Leonardo Di Caprio e – guarda caso – Tom Hanks.

Questa volta il 67enne regista di sangue ebraico si ispira a un fatto realmente accaduto nel 1988 all'aeroporto di Parigi, Charles de Gaulle, vittima un rifugiato iraniano, Mehran Karimi Nasseri. L’uomo, che all’interno del terminal smarrì o fu derubato del passaporto, si sentì rifiutare dalle autorità francesi il visto d’ingresso ottenuto in Inghilterra. Le opportunità offertegli furono due: il rimpatrio o la permanenza in Francia. Mehran Karimi Nasseri visse nel Terminal 1 dell'aeroporto della capitale transalpina sino ad agosto 2006. Sembra che Steven Spielberg - rivela Wikipedia - abbia versato all'iraniano migliaia di dollari per poter portare sulla scena la sua storia.

Uno straordinario Tom Hanks in The Terminal

Tom Hanks e Stanley Tucci
Uno dei maggiori pregi del film è la perfetta ricostruzione della location in cui si svolge la vicenda e la verosimiglianza e plausibilità con la storia reale del protagonista. Spielberg prende la palla al balzo per mettere in vetrina e ridicolizzare la demenzialità della burocrazia che in troppe circostanze dell’esistenza delle persone complica le cose dove, al contrario, dovrebbe facilitarle, con un’interpretazione elastica delle leggi. In questo, inoltre, il regista approfitta per rilevare la diffidenza cui devono soggiacere cittadini di piccoli stati, in questo caso di quelli nati dalla disgregazione dell’ex Unione sovietica o, comunque, dell’Est europeo. Ci si chiede se lo stesso trattamento riservato al signor Viktor Navorski (quello del film), sarebbe stato adottato se al suo posto si fosse trovata 
Il grande Steven Spielberg
una persona proveniente dall’Inghilterra o, perché no, perfino dalla non consideratissima Italia. In questa fase brillano le prove attoriali, in particolare quella del sempre affidabile
Stanley Tucci (performance particolarmente apprezzabile in Julie & Julia nel 2009 a fianco di Meryl Streep).

La sceneggiatura s’indebolisce nella parte in cui è inserita la storia romantica tra l’eroe e una bellissima hostess (la brava e ovviamente affascinante Catherine Zeta-Jones, vista anche protagonista del recentissimo Red 2, con Bruce Willis e John Malkovich). Un angolo di film che spezza troppo il flusso degli eventi e il nocciolo della questione, senza aggiungere granché in termini di passione e divertimento. Neo che passa inosservato, comunque, mentre si segue la recitazione di Hanks, chiamato a ricostruire la complessa situazione in cui è precipitato il suo personaggio. Un misto di dramma e grottesco, nel quale il grande attore californiano è magistrale nel far emergere coraggio, tenacia, intelligenza e versatilità dello sventurato di turno. In tutto questo, facendo centro nell’utilizzo dell’ironia che impreziosisce questa pellicola. Da non perdere.

Stefano Marzetti

mercoledì 5 marzo 2014

“Ida” insieme a Dio alla ricerca del male (trailer)

La locandina del film
Scheda del film

Un film di Pawel Pawlikowski. Con Agata Kulesza, Agata Trzebuchowska, Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam Szyszkowski. Drammatico, Pol/Dan 2013. Durata 80'. Partheno. Uscita giovedì 13 marzo 2014.

Trama del film

Polonia, 1962. Anna è una giovane orfana cresciuta tra le mura del convento dove sta per farsi suora: poco prima di prendere i voti apprende di avere una parente ancora in vita, Wanda, la sorella di sua madre. L’incontro tra le due donne segna l’inizio di un viaggio alla scoperta l’una dell’altra, ma anche dei segreti del loro passato. Anna scopre, infatti, di essere ebrea: il suo vero nome è Ida e la rivelazione sulle sue origini la spinge a cercare le proprie radici e ad affrontare la verità sulla sua famiglia, insieme alla zia. All’apparenza diversissime, Ida e Wanda impareranno a conoscersi e forse a comprendersi: alla fine del viaggio, Ida si troverà a scegliere tra la religione che l’ha salvata durante l'occupazione nazista e la sua ritrovata identità nel mondo al di fuori del convento.

Tema del film

Pare proprio che la dichiarata presenza delle caratteristiche tipiche del “cinema d’autore”, non debba scoraggiare dall’andare a vedere questo Ida, a detta di molti critici cinematografici uno dei film più struggenti e delicati degli ultimi tempi. Un’acuta storia – quella raccontata in immagini dal regista polacco radicato in Inghilterra Pawel Pawlikowski (Last Resort del 2002 e My Summer of Love del 2005) - che risulta essere un insieme di angoscia e coerenza nel percorso di ricerca della propria radice. Una sorta di procedere all’interno di un plastico che ricostruisce vent’anni di eventi in Polonia. E il risultato eccellente (premio della critica all'ultimo Festival di Toronto), a quanto pare, è raggiunto anche grazie alla sorprendente intensità recitativa di Agata Trzebuchowska (filmografia  esigua ma nel 2011 l’attrice fu inserita dal cineasta Ladzek Dawid nella pellicola di grande successo, Ki), per la prima volta protagonista.

Il regista Pawel Pawlikowski
Dicevo, risultato eccellente ma attenzione, non significa che Ida sia un film “facile” da vedere. Il rischio che sia richiesto un utilizzo faticoso della capacità d’attenzione dei più è, a mio avviso, inevitabile. Una di quelle opere in cui bisogna credere, senza fermarsi alla prima impressione. È così che, forse, si potrebbe giungere a scoprire la spigliatezza con cui Pawlikowski disegna anche le più tenui sfumature dell’animo delle donne. Capacità che pare essere un suo vero e proprio marchio di fabbrica.
L'attrice protagonista Agata Kulesza
In questa sua ultima fatica quindi, prende forma, un toccante conflitto interiore, un contrapporsi perlopiù mentale tra il credere in Dio e a Lui dedicare la propria esistenza e la scelta della non religiosità, sullo sfondo di laceranti ricordi legati alla persecuzione perpetrata dai nazisti contro gli ebrei polacchi.

In questo senso l’opera è incentrata sulla bramosia dei giovani di ripercorrere il passato per prenderne coscienza - innanzitutto - e in qualche modo per studiarlo, in seconda battuta. A dare forza al tutto, proposto in un bianco e nero che sembra sia capace di dare maggior credibilità al racconto (e questo accade in moltissimi film, mi viene subito in mente il portentoso Schindler's List di Steven Spielberg, 1993), sono proposte una fotografia illuminante e una colonna sonora del tutto adeguata. Annunciato un finale a sorpresa, che dovrebbe costringerci a ripensare l’analisi di quanto visto prima, nel tentativo di formarci un modo diverso di vedere le cose. Un po' timoroso ma gli do fiducia.

Stefano Marzetti


(si ringrazia in particolare Mymovies.it)