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lunedì 5 maggio 2014

Il più bello di lunedì 5 maggio, prima serata, sul ‘digitale’: Iris alle 21,05

La locandina
Nemico Pubblico - Public Enemies

Mia valutazione: ♥♥♥ = 7,5


La scheda
Un film di Michael Mann. Con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup, Stephen Dorff, Stephen Lang, Channing Tatum, Leelee Sobieski, Emilie de Ravin, Giovanni Ribisi, David Wenham, Rory Cochrane, Lili Taylor, Carey Mulligan, John Ortiz, James Russo, Christian Stolte, Jason Clarke, John Judd, Michael Vieau, Wesley Walker, Branka Katic. Titolo originale: Public Enemies. Drammatico, Usa 2009. Durata 143'. Universal Pictures.

La trama
Il film racconta la storia del mitico fuorilegge dell’epoca della grande depressione economica americana, John Dillinger, il carismatico rapinatore di banche, reso dai suoi raid lampo l’obiettivo principale del migliore agente dell’FBI dei tempi di J. Edgar Hoover, Melvin Purvis e divenuto una sorta di eroe popolare agli occhi degli americani di quel periodo. Nessuno poteva fermare Dillinger e la sua banda. Non esisteva prigione dalla quale non riuscisse a evadere. Il suo carisma e le rocambolesche fughe dalle prigioni lo rendevano interessante agli occhi di tutti, da quelli della sua fidanzata Billie Frechette a quelli del pubblico americano che non aveva simpatia per le banche responsabili di aver fatto precipitare il paese nella depressione. Ma mentre le avventure di Dillinger e della sua banda - che nell’ultimo periodo comprendeva anche due individui sociopatici di nome Baby Face Nelson e Alvin Karpis - intrigavano i più, Hoover si riproponeva di utilizzare la pubblicità che la cattura del criminale avrebbe potuto generare in suo favore per trasformare il suo Bureau of Investigation nel dipartimento di polizia nazionale che è adesso l’FBI. Fece pertanto di Dillinger il primo 'nemico pubblico numero uno' degli Stati Uniti d’America, mettendogli alle calcagna Purvis, l’affascinante Clark Gable del FBI. 

La mia recensione
Da non confondersi con il film Nemico pubblico (Enemy of the State) del 1998 con Will Smith o con la mini-saga francese Nemico Pubblico N. 1 (L'Ennemi public n°1) del 2008 e 2009 con Vincent Cassel - pellicole che le distribuzioni italiane si sono sbizzarrite a tradurre con una fantasia pari a quella dei pesci rossi, creando un certa confusione negli spettatori - questo lungometraggio del grande Michael Mann va ancora più a ritroso nel tempo, trascinando lo spettatore ai tempi del gansterismo americano portato all’esasperazione dalla grande depressione della fine degli anni Venti.

Il regista
Michael Mann
Christian Bale nei panni
dell'agente FBI, Melvin Purvis
La sceneggiatura di Ronan Bennett, Ann Biderman e dello stesso Mann, che tenta di sintetizzare la parabola delinquenziale del leggendario rapinatore John Dillinger (interpretato da un Johnny Depp ben calato nella parte), disegna una storia che ha diversi rimandi ‘automatici’. Come quello a Gli intoccabili, 1987 di Brian De Palma con Kevin Costner e Sean Connery; a Era mio padre, 2002 di Sam Mendes con Tom Hanks e Paul Newman. Mitra sempre pronti a ridurre a colabrodo corpi umani, cappottoni pesanti fino ai piedi e immancabile cappello (ottimi, nel film di stasera, i costumi di Colleen Atwood), ricreano atmosfere divenute ormai familiari a chi non si lascia sfuggire racconti cinematografici sull’epopea Usa nella quale la legge sembrava spesso impotente di fronte alla sfacciataggine dei criminali.

Johnny Depp è John Dillinger
Marion Cotillard brava
nella parte di Billie Frechette
Bravo il cineasta di Chicago – che non perde il gusto per le sparatorie (molto realistiche) come quelle di Heat - La sfida (1995) e Miami Vice (2006) - a riprodurre il personaggio di Dillinger, spavaldo, duro e coraggioso, pronto a tutto pur di vivere nella ricchezza senza dover lavorare se non sparando o evadendo dai tanti carceri in cui, ogni tanto, è rinchiuso. Per certi versi un Tony Montana bello e signorile (Al Pacino in Scarface, 1983, anche questo di De Palma): bramosia di successo e paura di nulla. Uomini cattivi ma con una nascosta venatura d’umanità. Al suo fianco la sensuale, fedele e caparbia compagna Billie Frechette, personificata da una sempre intensa Marion Cotillard. Non del tutto a suo agio Christiana Bale, ingabbiato nel poliziotto Melvin Purvis, spesso sottotono rispetto alla canaglia cui deve dare la caccia. Da rilevare le ottime caratterizzazioni di Giovanni Ribisi (Alvin Karpis) e Stephen Graham (Baby Face Nelson). Appropriata la colonna sonora di Elliot Goldenthal e perfetta l’ambientazione costruita da Nathan Crowley.

La storia di un eroe cattivo, una sorta di ladro gentiluomo che però, quando serve, non si fa scrupoli a crivellare di colpi chi si mette in testa di sbarrargli la strada. E durante il film ci si sorprende a essere spesso dalla sua parte.

Stefano Marzetti

lunedì 28 aprile 2014

Quelli che forse non avete ancora visto – “The Lone Ranger” (con trailer)

La locandina
Mia valutazione: ♥♥♥♥ = 8

Scheda del film
Un film di Gore Verbinski. Con Armie Hammer, Johnny Depp, Ruth Wilson, Tom Wilkinson, Helena Bonham Carter, Barry Pepper, James Frain, James Badge Dale, William Fichtner, Harry Treadaway, Matt O'Leary, Leon Rippy, W. Earl Brown. Titolo originale: The Lone Ranger. Avventura, Usa 2013. Durata 135' - Walt Disney.

Trama del film
È un film d'avventura intriso di azione e humour, in cui il famoso e storico eroe mascherato torna a vivere attraverso nuovi occhi. Il guerriero indiano Tonto racconta la storia di John Reid, uomo di legge che divenne leggenda, trascinando il pubblico in un'avventura fatta d’imprese epiche e rocambolesche, vissute dai due eroi impegnati nella lotta all'avidità e alla corruzione.

Recensione
Il regista
Gore Verbinski
Il senso della giustizia raggiunta senza usare colt o winchester e la presa di coscienza che nel far-west non è ancora obiettivo realizzabile. L’amicizia che può saldarsi anche nelle circostanze più drammatiche. L’indole spietata di uomini disposti a tutto pur di arricchirsi in una terra ancora selvaggia più che civilizzata ma comunque destinata a essere stravolta. L’incosciente e disumano genocidio dei nativi d’America - quello che in Balla coi lupi vide protagonisti i Sioux e i Pony - e che in questo caso riguarda i Comanches. L’epopea della ferrovia, quella che ha cambiato in modo radicale le sorti del Nuovo Continente.

Storica immagine del Cavaliere solitario
degli anni Cinquanta/Sessanta
Ancora oggi il cinema non può fare a meno di montare in sella insieme al mitico Cavaliere solitario, che nella storia dell’universo creato dai Lumière Bros., è stato proposto in varie salse, dalla tv, al film, al cartone animato. Serie televisiva a parte, intitolata The Lone Ranger - di enorme successo tanto che ne furono prodotti 221 episodi in cinque stagioni dal 1949 al ’57 - il grande schermo non è stato magnanimo con una vicenda fantasiosa e appassionante come quella ideata nella prima metà del secolo scorso da George W. Trendle. Pellicole prodotte in passato e ispirate direttamente alla serie tv - come Il cavaliere senza volto (1956, di Stuart Heisler) e Il cavaliere azzurro della città dell’oro (1958, di Lesley Selander), fino a La leggenda del ranger solitario (1981, di William A. Fraker, sequel del suddetto film del ’56) - sono di scarso valore.


A destra Johnny Depp, il comanche Tonto e il Lone Ranger Armie Hammer
Finalmente, giunto l’anno 2013, è arrivato nelle sale cinematografiche il divertentissimo e ben costruito The Lone Ranger (stavolta identico titolo della televisione) del regista statunitense Gore Verbinski (quello della fortunata saga de I pirati dei Caraibi, con Johnny Depp). Lungometraggio che se in una primissima fase lascia spiazzati, col procedere della narrazione filmica permette allo spettatore di sintonizzarsi sul registro in buona parte grottesco (che per certi versi rimanda a quello dei Coen, ad esempio Fratello, dove sei). Una sensazione già provata - ma con inferiore soddisfazione finale - con il sottovalutato e pazzo Lucky Luke (2009, di James Huth col premio Oscar Jean Dujardin).

Un'altra immagine dell'incontenibile Johnny Depp
Su questo solco, ma con una classe e un marchio d’originalità impossibili da imitare, si è espresso Quentin Tarantino con il recente e bellissimo Django Unchained (con Jamie Foxx). Si tratta, in sostanza, di un modo nuovo, o al limite assai diverso, di riproporre il genere western, che dagli anni Novanta del secolo scorso è tornato in auge ma con alterne fortune. Come tutti i generi, si dirà. Certo, ma l’andamento ‘instabile’ della filmografia ‘cowboy’ è stato a mio avviso più evidente ed è passato attraverso svariati tentativi di riprendere il discorso rimasto in sospeso con la scomparsa di Sergio Leone e di cineasti storici (anni Cinquanta/Sessanta/Settanta) come George Sherman, John Ford e John Sturges, per citarne un trittico. C’è stato poi il momento di un capolavoro come Balla coi lupi (1990, di un Kevin Costner mai più assurto a livelli tanto eccelsi); del toccante Gli spietati (1992, uno dei migliori di Clint Eastwood regista), del poco più che sufficiente Wyatt Earp (1994, di Lawrence Kasdan, lo stesso Costner protagonista) e, accelerando un po’ nel tempo, dell’incerto Open Range (2003, di nuovo Kevin Costner), del divertente Quel treno per Yuma (2007, di James Mangold con Russel Crowe), dell’interessante Appaloosa (2008, di e con Ed Harris, affiancato da Viggo Mortensen) e de Il Grinta, discreto (2010, fratelli Coen con il loro feticcio Jeff Bridges). Lunga (ma forse per qualcuno interessante) carrellata, mi rendo conto, ma mi andava così.

Tom Wilkinson
Helena Bonham Carter
Questa rilettura del leggendario vendicatore mascherato (una specie di Zorro con tanto di mascherina nera ma senza mantello e col fucile al posto della spada) è, a mio parere, pienamente riuscita. Verbinski ha deciso con successo di alternare il comico-grottesco al western ‘spietato’ (molto realistiche le sparatorie) in tal modo accontentando un po’ i gusti di tutti senza, a mio avviso, rischiare di perdere alcuno spettatore. Nella sceneggiatura di Justin Haythe (nel 2008 Revolutionary Road) i rimandi al passato ci sono eccome, come quelli a Sergio Leone, in particolare nelle scene del treno (vedi il meraviglioso C’era una volta il West, 1968) che sono addirittura accompagnate da un motivo musicale simile – al limite del plagio – a quello che fu ideato da Ennio Morricone. Anche gli effetti speciali - per realizzare i quali è stato formato addirittura un pool composto da David Amborn, Randy Fitzgerald, John Kelso, Ken Mieding e John Frazier - e la realizzazione di situazioni acrobatiche e rocambolesche, sono un ulteriore prezioso punto a favore dell'opera filmica. Il tutto corroborato dalla fotografia di Bojan Bazelli (nel 2010 L'apprendista stregone con Nicolas Cage), con panoramiche impressionanti su canyon e praterie. Il non facile montaggio di James Haygood (Fight Club nel 1999) riesce a evitare di trasformare in caos un complesso flusso di immagini.

Per quanto riguarda gli attori va rilevata la prova di un Johnny Depp (ancora nelle sale con il deludente Transcendence) che in questa circostanza dimostra il suo eclettismo nei panni del comanche fuori di testa ma ancora sufficientemente saggio, al centro delle scene più esilaranti e comiche a tratti degne di un Charlie Chaplin, spalla del protagonista Armie Hammer (visto in J. Edgar, 2011, di Clint Eastwood, con Leonardo Di Caprio), in questo The Lone Ranger dimostratosi all’altezza della situazione. Da citare il ruolo di un grandissimo attore come Tom Wilkinson (ancora nelle sale con Grand Budapest Hotel) convincente nelle vesti de villain (anche se il personaggio è inflazionato) e la partecipazione sempre preziosa di Helena Bonham Carter (nel cast del recente Les Misérables). Per me un film promosso a pieni voti.


Stefano Marzetti

lunedì 14 aprile 2014

Tutti vogliono Johnny Depp: chiamato anche per “Tusk”

Il grande Johnny Depp, instancabile, sarà anche in Tusk
Johnny Depp fa parte del novero di quegli attori che non rischieranno mai la disoccupazione. Il grande interprete di Owensboro (Kentucky, Usa), che nel prossimo week end sarà nelle sale italiane con l’atteso Trascendence (l’articolo), è portato oggi allo scoperto dal giovane collega Justin Long (partecipazione a film importanti per lui, come nel 2009 in After.Life e nel 2010 in The Conspirator) il quale rivela che il 50enne protagonista di opere acclamate quali La fabbrica di cioccolato (2005), Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street (2007) e Nemico Pubblico - Public Enemies (2009) - per citarne fra le più recenti - farà parte del cast di Tusk (Zanna, ancora in pre-produzione), di Kevin Smith (Die Hard - Vivere o morire nel 2007 con Bruce Willis).

Johnny Depp in una scena di Trascendence, tra qualche giorno al cinema
La pellicola sceneggiata dallo stesso 43enne regista del New Jersey (Usa) racconta di un uomo (Michael Parks) ossessionato dai trichechi, che cerca di creare un ibrido tra l’umano e il grande mammifero marino, appunto. Long è un giornalista che vuole scrivere un articolo su di lui mentre l’avvenente Genesis Rodriguez (l’anno scorso vista nel discreto The Last Stand - L'ultima sfida) e Haley Joel Osment (sì, proprio lui, l’enfant prodige interprete del piccolo Cole in The Sixth Sense - Il sesto senso del 1999 e del ragazzino David in A.I. Intelligenza artificiale del 2001) sono i suoi amici. Non è stato annunciato - come riporta anche Daniela Catelli di Coming Soon - quale sarà il ruolo di Depp ma le fonti danno per probabile la parte dell'investigatore franco-canadese Guy Lapointe, ipotesi avvalorata da un tweet di Smith in cui il cineasta scrive di aver trovato una star per il personaggio definendolo «l'apoteosi della mia carriera, un ruolo breve ma importante che richiede solo due giorni di riprese».


st.mar.

giovedì 10 aprile 2014

Il più bello di giovedì, prima serata, sul ‘digitale’: Rai Movie alle 21,15 (con trailer)

La locandina
Premessa: ho visto una sola volta questo film nel 2004, quando giunse nelle sale. Dopo tanti anni, oggi una mia personalissima recensione rischierebbe di non essere del tutto attendibile. Mi aiuterò, quindi, con le opinioni scritte allora da alcuni colleghi, arricchendole, dove possibile, con mie osservazioni.

Neverland - Un sogno per la vita


RICONOSCIMENTI PRINCIPALI

Premio Oscar 2005: miglior colonna sonora a Jan A.P. Kaczmarek; Critics' Choice Movie Award 2004: miglior film per la famiglia e miglior giovane attore a Freddie Highmore; National Board of Review Award 2004: miglior film e migliori dieci film.

Mia valutazione: ♥♥♥ = 7,5

Scheda
Un film di Marc Forster. Con Johnny Depp, Kate Winslet, Julie Christie, Dustin Hoffman, Nick Roud, Radha Mitchell, Freddie Highmore, Joe Prospero, Kate Maberly, Luke Spill, Kelly MacDonald, Ian Hart, Toby Jones, Mackenzie Crook, Eileen Essell, Jimmy Gardner, Oliver Fox. Titolo originale: Finding Neverland. Drammatico, Usa 2004. Durata 101'.

Trama
L'affermato drammaturgo scozzese James M. Barrie è un genio letterario dei suoi tempi ma non ne può più dei soliti vecchi temi. In modo inaspettato, trova ispirazione durante la passeggiata che fa ogni giorno per i giardini di Kensington. Lì incontra la famiglia Llewelyn Davies, quattro bambini orfani di padre e la loro bella madre. Nonostante la disapprovazione della nonna dei giovani e il risentimento di sua moglie, Barrie fa amicizia con la famiglia. Trasforma i ragazzi nei ‘ragazzi perduti dell'isola che non c'è’. Dalle avventure elettrizzanti dell'infanzia scaturisce il capolavoro di Barrie, Peter Pan.


Johnny Depp in una scena di Neverland - Un sogno per la vita

Recensione
Per gustare fino in fondo il senso di questo film è necessario essere convinti che i sogni possano avverarsi, che siano, in un certo senso, l’essenza stessa della vita. “ … divisione fra ragione e sentimento, creatività e razionalità, genio e regolatezza”, scrive Mattia Nicoletti di Mymovies. In tutto ciò, probabilmente, va inquadrata l’anima e la personalità di James Matthew Barrie, il drammaturgo scozzese autore di una delle favole universalmente più affascinanti di sempre, Peter Pan. Lo scrittore vissuto tra il 1860 e il 1937, in Neverland – Un sogno per la vita dell’oggi
Una Kate Winslet in splendida forma
45enne
Marc Forster (di recente al cinema col discreto World War Z, protagonista Brad Pitt), è personificato dal solito, intenso Johnny Depp (vicinissimo a tornare sul grande schermo con Trascendence [l'articolo]), senza sbavature nel riprodurre il personaggio favorendo, in tal modo, un’identificazione essenziale per lo spettatore. Elemento che sta alla base del grande successo ottenuto da questo racconto filmico, che fu presentato fuori concorso alla 61^ Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Depp riesce a cogliere lo stato d’animo del Barrie che attraversa un momento gramo della sua carriera e della sua esistenza. Un artista disorientato, a corto d’idee e le cui rappresentazioni teatrali non sono più apprezzate come in passato. La soluzione a questa impasse sta nella compagnia della famiglia della vedova Sylvia Llewelyn Davies (la sempre bravissima Kate Winslet, oggi nel cast di Divergent [l’articolo], film uscito solo lo scorso week end e che sembra destinato a conquistare il grande pubblico), circondata dai suoi quattro figli, che saranno muse ispiratrici per Barrie. È in questa fase che la sceneggiatura di David Magee (nel 2012 suo lo script dell’apprezzatissimo Vita di P, di Ang Lee) fa emergere la vera natura del personaggio principale, “un uomo che non ha mai perso il desiderio di rimanere bambino”, rileva ancora Nicoletti.

Una scena-simbolo del film di Marc Forster
La debolezza dell’opera starebbe, secondo alcuni, nel lavoro del regista che però “rimane dietro le quinte e lascia scorrere le parole e le emozioni. Le stesse vissute da Johnny Depp (…) con lo sguardo perso nel cielo e un'infinita sensibilità”, osserva sempre il collega di Mymovies. Una sensibilità che si traduce nella facilità con cui questo film conduce a momenti di emozione, come, in effetti, una narrazione fiabesca dovrebbe saper sempre fare. Accade nel momento in cui James M. Barrie esce dal suo torpore grazie all’energia “dei ragazzi – scrive Valerio Salvi di Film Up - tra cui, guarda caso, un Peter (il bravissimo Freddie Highmore, oggi 22enne e protagonista, nel 2010, del soddisfacente L'arte di cavarsela, di Gavin Wiesen) ed il sentimento per Sylvia, trasformano la vita di tutti i giorni in quelle che saranno le gesta del ragazzo senza età”.

st.mar.

mercoledì 9 aprile 2014

“Transcendence”, se l’intelligenza è fuori controllo (con trailer)

La locandina
Mia previsione: ♥♥♥ = 6,5

Scheda del film
Un film di Wally Pfister. Con Johnny Depp, Paul Bettany, Rebecca Hall, Kate Mara, Cillian Murphy, Clifton Collins Jr., Morgan Freeman, Cole Hauser, Josh Stewart, Cory Hardrict, Olivia Dudley, Falk Hentschel, Wallace Langham, Fernando Chien, Shaun Rylee, Dennis Keiffer, Kristen Rakes, Sam Webb, Stephen M. Hardin, Chad Brummett, Luce Rains, Jermaine Washington, Akshay Patel, Nathan Brimmer, Charles Moss, James Burnett, Antonio Del Prete, Richard Daniel Williams, Tailor Murray, John Trejo, Cliff Gravel, Albert Fry Jr., Sam Quinn, Michael Rosinsky, Colin Jones, Steven Liu, Taylor Wagenman, Zack Carpenter, David Taylor, Christina Lancellotti, Matthew Berke, Donna Brown, McKenna Wagenman, Lauren Taylor, Vernon Bradley, Martin Palmer. Azione, Usa 2014. Durata 119'. 01 Distribution. Uscita giovedì 17 aprile 2014.

Trama del film
Il dottor Will Caster (Johnny Depp) è il più importante ricercatore nell'ambito dell'intelligenza artificiale, al lavoro per la creazione di una macchina senziente, cioè in fase sperimentale, che combini l'intelligenza collettiva del sapere universale con l'intera gamma delle emozioni umane. I suoi controversi esperimenti l'hanno reso famoso ma anche il primo bersaglio di estremisti contrari alla tecnologia pronti a fare qualsiasi cosa pur di fermarlo. Tuttavia, nel loro tentativo di distruggere Will, gli stessi estremisti diventano i catalizzatori capaci di spingerlo al successo, a diventare parte della sua stessa transcendenza. Per sua moglie Evelyn (Rebecca Hall) e il suo migliore amico Max Waters (Paul Bettany), entrambi colleghi ricercatori, il problema non diventa la possibilità di andare avanti ma l'opportunità di farlo. Le loro peggiori paure divengono realtà quando la sete di conoscenza di Will si evolve in un'inarrestabile ricerca di potere, in apparenza senza fine. L'unica cosa che hanno terribilmente chiara è che non esista alcun modo di fermarlo.

Johnny Depp scienziato ormai vittima della sua stessa invenzione
La critica
Immersi nella fantascienza (chissà ancora per quanto in questo caso potremo considerarla tale), in Transcendent abbiamo a che fare con la commistione tra l’uomo e un’intelligenza artificiale di cui è perso il controllo e che, di conseguenza, prende il sopravvento sulla volontà del suo stesso artefice. La ‘trascendenza’ di questo film di Wally Pfister (prolifico direttore della fotografia [tra i tanti film in cui ha lavorato anche la bellissima trilogia del Batman di Christopher Nolan,
Depp e Rebecca Hall in una scena di Trascendence
guarda caso produttore esecutivo di questa pellicola] imbarcatosi per la prima volta sul ruolo di regista) è proprio il potere di esistere al di fuori o al di sopra di una realtà ‘altra’, in questo caso della realtà di tutti i giorni. È quanto succede al protagonista dell’opera filmica, scienziato e malato terminale personificato dal grande
Johnny Depp (visto di recente nel discreto The Lone Ranger di Gore Verbinski), il quale come reazione a un trauma subìto, si presta come cavia di se stesso e diviene una sorta di supereroe dalla condotta rovinosa e non più prevedibile, da nessuno.

Morgan Freeman e Johnny Depp in una scena del film
Intelligenza artificiale, insomma, “come prossimo passo evolutivo dell’essere umano”, scrive Pietro Ferraro di Cine Blog. “Il concetto di partenza è oltremodo suggestivo, l’uomo avrebbe creato i computer non come mero supporto tecnologico ma bensì come sua naturale evoluzione”. A me viene in mente subito lo sconvolgente La mosca (1986), finzione filmica di un ispiratissimo David Cronenberg (visionario cineasta canadese autore anche di capolavori come Videodrome nel 1983 e Il pasto nudo nel 1991) in cui uno studioso specializzato in genetica che inventa un telepod (macchinario a forma di cilindro) per il teletrasporto della materia, sperimenta la trovata su di sé ma per errore lascia entrare una mosca nell’apparecchiatura e crea una micidiale mescolanza strutturale tra egli e l’insetto.

Paul Bettany, altro quotatissimo protagonista
Anche Transcendent è una pellicola inquietante perché ci pone di fronte a vere e proprie crepe attraverso cui si può sbirciare l’ormai appurato dominio della tecnologia nell’abituale esistenza dell’uomo. Un cast di alto livello in cui spiccano Paul Bettany (nel 2011 protagonista dell'applaudito Margin Call), Rebecca Hall (nel 2010 al fianco di Ben Affleck nel buon The Town), Kate Mara (bella prova per lei in 127 Ore del 2010), senza tralasciare un colosso come Morgan Freeman (nel 1990 premiato come miglior attore al Festival di Berlino per A spasso con Daisy che lo lanciò). La sceneggiatura scritta a otto mani dallo stesso Pfister, con Jordan Goldberg, Jack Paglen e Alex Paraskevas, corre il rischio – a mio avviso - di mettere sul grande schermo un racconto filmato non troppo originale, che solo se allestito con cura nella fase di montaggio e nelle scenografie, potrà supplire a questo handicap. Da un lato abbastanza intrigante ma anche a rischio boiata.

Stefano Marzetti