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giovedì 29 maggio 2014

Brad Pitt aggredito e colpito in faccia alla premiere di “Maleficent” con Angelina Jolie

Brad Pitt e la compagna Angelina Jolie poco prima dell'aggressione
L’ha individuato mentre salutava i fan e, a qualcuno di loro, firmava agognati autografi. A quel punto, eludendo l’attenzione del servizio d’ordine, s’è scagliato addosso a Brad Pitt, uno dei più osannati e bravi attori di Hollywood, ed è riuscito a colpirlo sul volto con una manata o un pugno, questo non è dato ancora saperlo. Pitt, che stava percorrendo il red carpet che porta verso il cinema ‘El Capitan’ (Hollywood), era in compagnia della sua ‘dolce metà’, Angelina Jolie, entrambi nella ‘città del cinema’ per assistere alla premiere dell’ultimo film che vede protagonista l’attrice di Los Angeles, Maleficent (articolo), del regista Robert Stromberg e che vede coprotagoniste anche Juno Temple, Elle Fanning e Miranda Richardson.

Un episodio che, sul momento, ha creato molto scompiglio e allarmato la coppia e chi gli stava intorno. Anche perché, come sempre in questi casi, non si può sapere quali siano le intenzioni ‘finali’ di colui che si può definire un mezzo squilibrato. Il tutto s’è risolto con il colpo in faccia di cui sopra. Niente di grave, al punto che il recente interprete del semi-riuscito World War Z, ha ripreso la sua passerella sorridente e continuando a interagire con i suoi appassionati. L’uomo in questione, tale Vitalii Sediuks di soli venticinque anni, è un reporter ucraino che ha al suo attivo altre molestie ai danni di personaggi famosi. E come nel suo stile, il giovane è riuscito a prendersi i suoi minuti di celebrità scavalcando le transenne e colpendo al volto l’ignaro attore sotto lo sguardo attento della sicurezza, che lo ha poi subito fermato e fatto arrestare dalla polizia accorsa sul luogo dell’aggressione.


L'aggressore di Brad Pitt arrestato dalla polizia di Los Angeles
Maleficent è già nelle sale cinematografiche italiane e vede nel cast anche la presenza di Vivienne, una dei tanti figli della coppia, scelta perché la sola a sopportare la madre in versione ‘strega’. Stando a quanto raccontato da Angelina, pare che tutti i bambini che si erano presentati ai provini non riuscivano a recitare perché spaventati dal trucco, mentre la piccola Vivienne è stata l’unica a resistere al terribile spettacolo. Forse sapere che dietro la maschera c’era la sua mamma ha giocato un ruolo determinate?

s.m.

mercoledì 14 maggio 2014

Arrestato Alec Baldwin, andava in bicicletta contromano a New York

Alec Baldwin al momento dell'arresto (foto Coming Soon)
Alec Baldwin (fra i protagonisti del recente e molto bello Blue Jasmine [articolo]di Woody Allen e prossimo a tornare nelle sale in The Normal Heart di Ryan Murphy, al fianco di  Mark Ruffalo e Julia Roberts) è stato arrestato l’altra mattina a New York - la sua città natale - dopo essere stato fermato dalla polizia perché con la sua bicicletta andava contromano. La decisione degli agenti di mettere le manette
Baldwin con Woody Allen sul set di Blue Jasmine
alla celebre star del cinema hollywoodiano, sarebbe stata presa anche perché l'uomo non aveva con sé i documenti. Nella foto in alto (Coming Soon) l'attore, mentre è fatto salire sull'auto della polizia, appare tranquillo. Ma alcuni testimoni parlano di una prima reazione in cui avrebbe perso le staffe con le due poliziotte, protestando con una certa veemenza.

Di nuovo in libertà nel pomeriggio, Baldwin (56 anni) ha poi scritto su Twitter: «L’agente Moreno, distintivo numero 23388, mi ha arrestato e ammanettato per essere andato nel verso sbagliato sulla Fifth Ave. Nel frattempo, ancora una volta, i fotografi fuori dalla mia casa terrorizzavano mia figlia e quasi la colpivano con una camera. La polizia non ha fatto nulla. New York City è gestita da un branco di stupidi alla disperata ricerca di entrate e ansiosi di criminalizzare comportamenti che un tempo si pensava fossero innocui».
redazione

mercoledì 9 aprile 2014

Il ‘re’ dei film scaricati illegalmente è sempre più inguaiato

Kim Dotcom, presunto mega-pirata filmografico, accusato
di violazione del copyright dalle maggiori case di produzione di Hollywood
Non sono bastati l'inaugurazione di un nuovo sito legale (Mega) e la recente decisione di fondare un partito del web per presentarsi alle elezioni in Nuova Zelanda, dove risiede agli arresti domiciliari. I guai – riporta Prima Online che cita una TMNews - per Kim Dotcom, il fondatore delle piattaforme illecite per condividere film e video, Megaupload e Megavideo, sembrano non essere finiti: dovrà infatti presentarsi davanti ai giudici statunitensi per rispondere alle accuse di violazione di copyright. Come ha rivelato la Motion Picture Association of America (Mpaa) – che rappresenta le maggiori case di produzione di Hollywood - 20th Century Fox, Disney, Paramount, Universal, Columbia Pictures e Warner Bros hanno aperto una causa nei suoi confronti.

Il sito di Kim Dotcom, Megaupload, permetteva di scaricare film illegalmente 
Sostengono che il suo gruppo abbia facilitato e incoraggiato, generando in modo illecito profitti, un’enorme violazione di diritti riguardanti film e programmi televisivi. Tale violazione, dicono, è continuata per anni, fino a quando i siti controllati da Dotcom sono stati chiusi dal Fbi il 19 gennaio 2012. «Megaupload aveva creato un sistema per spingere gli utenti, attraverso denaro, a diffondere sulla piattaforma film e programmi tv rubati», ha detto Steven Fabrizio, ai vertici dell’Mpaa. «Megaupload non era una piattaforma per caricare video personali ma un centro illegale per la diffusione di massa» di contenuti coperti da copyright, ha aggiunto. Il gruppo era stato fondato nel 2005 da Dotcom – nato in Germania come Kim Schmitz – e aveva i suoi server a Hong Kong.

Il 20 gennaio 2012 il presunto colpevole è stato arrestato insieme a sei suoi collaboratori nella villa di Aukland, Nuova Zelanda, con un’operazione della polizia del Paese insieme al Fbi e al dipartimento di Stato americano. Dopo un mese di detenzione e una possibile pena a cinquant’anni di carcere, Dotcom è stato liberato su cauzione. E adesso gli Stati Uniti chiedono la sua estradizione ma il governo neozelandese (che ha stabilito anche la restituzione delle proprietà confiscate) sembra non voglia esaudire tale richiesta.

redazione