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lunedì 2 giugno 2014

Batte la testa e muore l’attrice televisiva Ann B. Davis, celebre governante de “La famiglia Brady”

L'attrice Ann B. Davis nel ruolo della governate
de La famiglia Brady, che l'ha resa celebre in tv
Nuovo lutto nel mondo del cinema. È morta in modo tragico all’età di 88 anni l’attrice Ann B. Davis, in seguito a una caduta nel bagno della sua abitazione, dopo aver sbattuto la testa non riprendendo conoscenza. La donna prima dell’imprevedibile incidente aveva un’ottima salute. Fu molto popolare soprattutto per la sua attività televisiva (a inizio carriera fece molto teatro) tra gli anni '60 e '70 per aver preso parte alla fortunata comedy La famiglia Brady. L’interprete di Schenectady (New York, Usa), che ieri si è spenta a San Antonio, (Texas) interpretò la governante Alice Nelson, ruolo che ricoprì dal 1969 al 1974 e riproposto nelle miniserie sequel e nei film tv prodotti negli anni successivi. La sua carriera, iniziata nel 1955 con la sit-com di Nbc e poi di Cbs, The Bob Cummings Show, è proseguita con il personaggio che la rese più famosa e che le fece ottenere la stella sulla Walk of Fame di Hollywood.

domenica 25 maggio 2014

Premio ‘Grand Prix’ a Cannes, la Rohrwacher raggiante: «Nel mio film ci sono domande forti»

La regista italiana Alice Rohrwacher premiata a Cannes
con il Grand Prix (foto Il Fatto Quotidiano online)
Se n’era già tornata a casa, prima di sapere di aver ricevuto il premio Grand Prix della giuria del Festival di Cannes, edizione 67^. La regista italiana Alice Rohrwacher, col suo ‘bucolico’ film Le meraviglie (articolo), era l’unica presenza nostrana in concorso sulla Croisette. Sabato sera, poco prima che la vittoria - la Palma d’Oro - fosse assegnata a Winter Sleep (articolo) del turco Nuri Bilge Ceylan, era girata voce (articolo) che la gratifica più ambita sarebbe potuta spettare proprio alla pellicola della 32enne cineasta di Fiesole (Firenze). Poi la decisione che invece ha incoronato - e giustamente - un’ottima pellicola che narra la vicenda ambientata in Anatolia di un ex attore che pensa di scrivere un libro sulla storia del teatro turco. Ma Alice è comunque e ovviamente tornata di corsa in Francia, sorpresa dell’importante attribuzione che il corpo dei giurati, guidato dalla regista neozelandese Jane Campion (articolo), le ha attribuito.

La locandina del film
di Alice Rohrwacher
«Una sorpresa meravigliosa», ha definito l’evento l’artista italiana che ha studiato sceneggiatura e drammaturgia tra Lisbona e Torino. Una volta salutato nella lingua del Festival («je suis trés content» ha esclamato sorridendo in conferenza stampa) ha continuato a ripetere circa uno stesso concetto: «Le Meraviglie è stato pensato come un film essenzialmente per noi che l’abbiamo voluto e fatto, non come un film che funzionasse. Ci interessava rispetto al presente perché contiene domande forti». Interrogata sull’impegno politico che un artista - in senso lato - deve o meno avere, la Rohrwacher non ha avuto esitazioni: «Un artista non parla di politica, la fa. E fare cinema è una meravigliosa opportunità per offrire esperienza e meno teoria al nostro Paese».

s.m.

domenica 18 maggio 2014

Cannes: per “Le meraviglie”, unico italiano in concorso, apprezzamenti ‘con riserva’

La locandina
La scheda
Un film di Alice Rohrwacher. Con Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck, Alba Rohrwacher, Sabine Timoteo, Agnese Graziani, Monica Bellucci. Drammatico, Ita 2014. Bim. Uscita: giovedì 22 maggio 2014.

La trama
L’estate di quattro sorelle capeggiate da Gelsomina, la primogenita, l’erede del piccolo e strano regno che suo padre ha costruito per proteggere la sua famiglia dal mondo “che sta per finire”. È un’estate straordinaria, in cui le regole che tengono insieme la famiglia si allentano: da una parte l’arrivo nella loro casa di Martin, un ragazzo tedesco in rieducazione, dall’altro l’incursione nel territorio di un concorso televisivo a premi, “Il paese delle meraviglie”, condotto dalla fata bianca Milly Catena.

Critica – Rassegna stampa
“È il giorno dell’Italia in concorso a Cannes. Le meraviglie di Alice Rohrwacher (articolo) - racconta Emanuele Bigi di Tiscali Spettacoli - girato tra Toscana, Lazio e Umbria, dove si vive ancora in un passato sospeso nel tempo, è stato apprezzato dalla stampa. Gli applausi si sono fatti sentire anche se non in maniera perentoria”.

Le sorelle Rohrwacher: a sinistra la regista, Alice con la protagonista del film, Alba
Sempre da Bigi alcune battute da parte della protagonista e della regista del film. “«Lavorare con Alice è stato sorprendentemente naturale», racconta Alba Rohrwacher”, mostrando la propria soddisfazione per essere stata diretta dalla sorella. “«Ci siamo sempre sostenute e aiutate, ma è la prima volta che condividiamo un percorso creativo così da vicino. È stato come lavorare a casa con qualche sorpresa. È come quando ti svegli tutte le mattine e un giorno ti accorgi che in stanza entra un raggio di luce», aggiunge Alice. La storia prende spunto dalla vita delle due sorelle vissuta in campagna con il padre apicoltore, «ma non racconto una vicenda autobiografica – sottolinea la cineasta – è semplicemente famigliare. La considero una favola-materica perché parla di un re, una regina, le quattro figlie e di una fata – prosegue Alice – nel contempo è una storia profondamente reale». Si parla – rileva sempre il collega di Tiscali - di perdono, illusioni, sogni e sconfitte, «non ci sono buoni o cattivi – dichiara ancora la regista - questo film cerca di guardare dentro le proprie contraddizioni e quelle di un paese, ancora adolescente, senza nasconderle o esaltarle, ma guardandole con tenerezza». Monica Bellucci definisce Le meraviglie (nelle sale dal 22 maggio) «pieno d’amore; ha una ricchezza, una sincerità e una forza a cui non potevo rinunciare. Per me è una gran bella ciliegina sulla torta».

redazione

martedì 13 maggio 2014

“Le meraviglie”, unico film italiano in concorso al Festival di Cannes

La locandina
Mia previsione: ♥♥♥ = 6,5

La scheda
Un film di Alice Rohrwacher. Con Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck, Alba Rohrwacher, Sabine Timoteo, Agnese Graziani, Monica Bellucci. Drammatico, Ita 2014. Bim. Uscita: giovedì 22 maggio 2014.

La trama
L’estate di quattro sorelle capeggiate da Gelsomina, la primogenita, l’erede del piccolo e strano regno che suo padre ha costruito per proteggere la sua famiglia dal mondo “che sta per finire”. È un’estate straordinaria, in cui le regole che tengono insieme la famiglia si allentano: da una parte l’arrivo nella loro casa di Martin, un ragazzo tedesco in rieducazione, dall’altro l’incursione nel territorio di un concorso televisivo a premi, “Il paese delle meraviglie”, condotto dalla fata bianca Milly Catena.

La mia recensione
Dalla visione di alcune clip emerge abbastanza evidente una storia di diffidenza verso la società, in un certo senso anche di solitudine ma con una recondita voglia di uscirne. L’unico film italiano in concorso al Festival di Cannes (che comincia il 14 maggio per terminare il 25), si intitola Le meraviglie, opera della 33enne regista di Fiesole, Alice Rorhwacher, che torna sulla Croisette dopo tre anni. Nel 2011, infatti, fece il suo esordio con Corpo Celeste nella sezione ‘Quinzaine des Realisateur’, che fu in seguito premiato con il David di Donatello e il Nastro d'Argento per il miglior regista esordiente.

La regista
Alice Rohrwacher
La cineasta si affida alla ormai consolidata professionalità della sorella Alba (nel 2013 protagonista dell'apprezzatissimo Con il fiato), molto brava nella parte della madre comprensiva e paziente. Alcuni tra i momenti più belli della narrazione filmica sono proprio quelli in cui il suo personaggio si relaziona con le figlie. La pellicola, sceneggiata dalla stessa Alice Rorhwacher, offre in modo essenziale uno scenario molto legato al reale, elemento, questo, del racconto in immagini che emerge soprattutto dai dialoghi e dalle ambientazioni. Girata soprattutto sul territorio toscano, è valorizzata da un’ottima fotografia (Hélène Louvart) che mostra una natura ‘vera’, quella della campagna, delle strade sterrate che attraversano campi ingialliti dal sole estivo, della raccolta del miele dagli alveari costruiti dalle api fra i rami degli alberi. Spigliati e ben gestiti gli attori in erba che devono rendere l’idea della voglia di uscire dall’isolamento della vita contadina.
Alba Rohrwacher con le bambine
in una scena de Le meraviglie
Sulle note di T'appartengo di Ambra Angiolini, uno dei tormentoni degli anni Novanta, alle ragazzine protagoniste è offerta una fonte di svago ed evasione dal mondo rurale che le circonda. Ma le ‘sirene’ che cantano dall'esterno, dall'universo dello spettacolo, con le sue persone dalle belle facce e coi fisici da modelli, sono messe a tacere dall’attaccamento ancestrale alla terra. Il film, dopo la presentazione a Cannes, sarà nelle sale il 22 maggio.

Stefano Marzetti

giovedì 17 aprile 2014

Tra un mese il Festival di Cannes, ecco i film in concorso e le curiosità

Dal 14 al 25 maggio prossimi il Festival di Cannes
La 67^ edizione
Aperta ufficialmente giovedì 17 aprile 2014 la rassegna (con l’ufficializzazione delle opere in concorso), si avvicina rapidamente il 67° Festival di Cannes (dal 14 al 25 maggio 2014) ed è quindi giunto il momento di parlarne un po’ di più. A lanciare le proiezioni il 14 maggio sarà Grace di Monaco (fuori concorso) diretto da Olivier Dahan. È giusto ricordare che Cannes per importanza è il secondo appuntamento al mondo con i riconoscimenti cinematografici, dopo quello degli Oscar di Hollywood. La locandina del festival dedicata a Marcello Mastroianni - un attore che crea una linea unita tra Francia e Italia - e sarà basata su una scena del film di Federico Fellini, 8 e mezzo.

Anche un po' d'Italia
La regista Alice Rohrwacher
L'attrice e regista Asia Argento
Salta agli occhi la presenza di un solo film tutto italiano a competere sulla Croisette, vale a dire Le Meraviglie (in concorso, prodotto da Tempesta con Rai Cinema) di Alice Rohrwacher, sorella dell’attrice Alba, regista che abbiamo già apprezzato in Corpo celeste, bella pellicola del 2011. Nel cast anche la citata Alba Rohrwacher, a fare gruppo con Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck, Sabine Timoteo e Agnese Graziani, con la partecipazione di Monica Bellucci. Grazie al cielo di italiano c’è anche quell’intrigante personaggio del nostro cinema che è Asia Argento (un anno fa fu in giuria), regista del franco-italiano Incompresa (non in concorso ma in lizza per l’ambito riconoscimento ‘Un Certain Regard’), con la grande Charlotte Gainsbourg, Gabriel GarkoJulia Salerno. La pellicola pare sia una “versione femminile ambientata negli anni Ottanta, del commovente Incompreso di Luigi Comencini che fece piangere milioni di bambini e genitori negli anni Sessanta”, come rileva My Movies.

Il favorito è Jean-Luc Godard
Il regista
Jean-Luc Godard
Andiamo a vedere le opere in concorso (diciotto su un totale di quarantanove) con la premessa che grande favorito per la Palma d’Oro è Adieu Au Langage dell’83enne parigino Jean-Luc Godard (apprezzato il suo Film Socialisme del 2010), regista che ormai da anni ha smarrito la strada di quella sensibilità che negli anni Sessanta del secolo scorso lo fece conoscere al mondo con bellissimi film quali Questa è la mia vita (1962), Il bandito delle undici (1965) e Due o tre cose che so di lei (1966).

In 18 sognano la Palma d’Oro
Sils Maria (Olivier Assayas); Saint Laurent (Bertrand Bonello); Kis Uykusu (Nuri Bilge Ceylan); Deux Jours, Une Nuit (Jean-Pierre e Luc Dardenne); Mommy (Xavier Dolan); Captives (Atom Egoyan); Adieu Au Langage (Jean-Luc Godard); The Search (Michel Hazanavicius); The Homesman (Tommy Lee Jones); Futatsume No Mado (Naomi Kawase); Still the Water (Naomi Kawase); Mr. Turner (Mike Leigh); Jimmy’s Hall (Ken Loach); Foxcatcher (Bennett Miller); Timbuktu (Abderrahmane Sissako); Relatos Salvajes (Damián Szifron); Wild Tales (Damian Szifron); Leviathan (Andrey Zvyagintsev).

La locandina del festival dedicata
a Marcello Mastroianni

'Un Certain Regard'
Oltre alle elencate pellicole in concorso, la selezione complessiva del festival prevede quarantanove film provenienti da ventotto paesi diversi ed è sta composta dopo la visione di 1800 lungometraggi. In ‘Un Certain Regard’ si segnala il debutto alla regia della star hollywoodiana Ryan Gosling con Lost River. Sempre per ciò che concerne ‘Un Certain Regard’, fuori concorso sarà interessante vedere Coming Home del cinese Zhang Yimou con l’icona Gong Li, il documentario di Wim Wenders su Salgado (The Salt of Earth), il film siriano Eau Argentée di Mohammed Ossama e il collettivo I ponti di Sarajevo diretto da Godard, Le Besco, Meier, Puiu e altri. Il cartone animato Dragon 2, invece, sarà il deputato a sintetizzare i vent’anni della DreamWorks che saranno celebrati sulla Croisette.


s.m.

mercoledì 16 aprile 2014

“Maleficent”, il cuore di Angelina Jolie diventa di pietra (con trailer)

La locandina
Mia previsione: ♥♥♥ = 6,5

Scheda del film
Un film di Robert Stromberg. Con Angelina Jolie, Juno Temple, Elle Fanning, Miranda Richardson, India Eisley, Sharlto Copley, Sam Riley, Brenton Thwaites, Imelda Staunton, Marama Corlett, Peter Capaldi, Toby Regbo, Lesley Manville, Kenneth Cranham, Vivienne Jolie-Pitt, Zahara Jolie-Pitt, Pax Jolie-Pitt. Fantastico, Usa 2014.

Trama del film
La rilettura della Bella Addormentata dal punto di vista della cattiva Malefica. Una bella e giovane donna dal cuore puro con impressionanti ali nere, Malefica vive una vita idilliaca immersa nella pace della foresta del regno, fino a quando un esercito d’invasori umani minaccia l'armonia di quei luoghi. Malefica diventa la più fiera protettrice delle sue terre ma rimane vittima di uno spietato tradimento ed è a questo punto che il suo cuore comincia a tramutarsi in pietra. Decisa a vendicarsi, Malefica affronta una battaglia epica con il re degli umani e, alla fine, lancia una maledizione contro la piccola Aurora. Quando la bambina cresce, Malefica capisce che Aurora rappresenta la chiave per farle trovare la vera felicità e riportare la pace nel regno.

Critica
Non è altro che il rilancio (in gergo tecnico reboot), voluto dalla Disney, de La bella addormentata. Il punto di vista del racconto filmico è quello della narrazione di Malefica, il personaggio presentato in modo conciso nella trama che potete leggere più in alto. L'opera è realizzata dal regista/scenografo Robert Stromberg (prima esperienza dietro la cinepresa), che potrebbe riecheggiare lo stile di Tim Burton, giacché ha lavorato con quest’ultimo all’allestimento e agli effetti speciali del mediocre Alice in Wonderland (2010, sempre della Disney ma ha messo il suo zampino, ad esempio, anche in Avatar). Malefica è interpretata dalla californiana Angelina Jolie (la premio Oscar reduce dall’inatteso flop di The Tourist nel 2010), "signora di ogni male - ci dice Tirza Bonifazi di My Movies - che si racconta sia alta, dalla pelle verde, con occhi gialli e un copricapo dal quale spuntano due grandi corna nere".

Angelina Jolie in una scena di Maleficent
Il film è ancora in fase di ultimazione e dovrebbe arrivare nelle sale italiane il prossimo 29 maggio. Nei panni della piccola Aurora, la principessa colpita dalla maledizione di Malefica, sarà la brava Elle Fanning (l'oggi 16enne protagonista del fantascientifico e apprezzato Super 8 di J.J. Abrams nel 2011) con il supporto di Miranda Richardson (navigata attrice - Golden Globe nel 1993 per Un incantevole aprile - vista anche in un paio di episodi della saga di Harry Potter oltre che, nel 2010, protagonista del discreto We Want Sex), nell’ambito di un cast, con tutto il rispetto, non esattamente di prima fascia (a parte i succitati).

Elle Fanning, co-protagonista del film di Robert Stromberg
Una forza, tuttavia, la pellicola pare averla e risiede perlopiù nell’interpretazione di Jolie, sempre carismatica e supportata da una bellezza che a 38 anni è ancora più che garantita e da una tecnica recitativa che l’artista di origine ceca non smette di affinare.  È, infatti, sul suo personaggio che la sceneggiatura scritta a sei mani da Paul Dini, Linda Woolverton (suo lo script di Alice in Wonderland) e John Lee Hancock (quest'ultimo, come regista, reduce quest'anno dal più che apprezzato Saving Mr. Banks) è volutamente incentrata. Un film che - a giudicare da alcune brevi preview può contare su effetti speciali, costumi e su una colonna sonora di prim'ordine (non a caso la musica è del grande James Newton Howard) - è comunque rischioso e servirà a verificare le reali possibilità di Robert Stromberg come cineasta. Un'espressione cinematografica destinata a scontrarsi con le stesse difficoltà incontrate da Burton con la fabula del mitico Alice nel Paese delle Meraviglie.

Non essendo supportato dalla visione dell’intera anteprima del film, l’articolo va inteso come una sorta di rassegna stampa da me commentata e, dove possibile, arricchita.

st.mar.