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mercoledì 16 aprile 2014

“Maleficent”, il cuore di Angelina Jolie diventa di pietra (con trailer)

La locandina
Mia previsione: ♥♥♥ = 6,5

Scheda del film
Un film di Robert Stromberg. Con Angelina Jolie, Juno Temple, Elle Fanning, Miranda Richardson, India Eisley, Sharlto Copley, Sam Riley, Brenton Thwaites, Imelda Staunton, Marama Corlett, Peter Capaldi, Toby Regbo, Lesley Manville, Kenneth Cranham, Vivienne Jolie-Pitt, Zahara Jolie-Pitt, Pax Jolie-Pitt. Fantastico, Usa 2014.

Trama del film
La rilettura della Bella Addormentata dal punto di vista della cattiva Malefica. Una bella e giovane donna dal cuore puro con impressionanti ali nere, Malefica vive una vita idilliaca immersa nella pace della foresta del regno, fino a quando un esercito d’invasori umani minaccia l'armonia di quei luoghi. Malefica diventa la più fiera protettrice delle sue terre ma rimane vittima di uno spietato tradimento ed è a questo punto che il suo cuore comincia a tramutarsi in pietra. Decisa a vendicarsi, Malefica affronta una battaglia epica con il re degli umani e, alla fine, lancia una maledizione contro la piccola Aurora. Quando la bambina cresce, Malefica capisce che Aurora rappresenta la chiave per farle trovare la vera felicità e riportare la pace nel regno.

Critica
Non è altro che il rilancio (in gergo tecnico reboot), voluto dalla Disney, de La bella addormentata. Il punto di vista del racconto filmico è quello della narrazione di Malefica, il personaggio presentato in modo conciso nella trama che potete leggere più in alto. L'opera è realizzata dal regista/scenografo Robert Stromberg (prima esperienza dietro la cinepresa), che potrebbe riecheggiare lo stile di Tim Burton, giacché ha lavorato con quest’ultimo all’allestimento e agli effetti speciali del mediocre Alice in Wonderland (2010, sempre della Disney ma ha messo il suo zampino, ad esempio, anche in Avatar). Malefica è interpretata dalla californiana Angelina Jolie (la premio Oscar reduce dall’inatteso flop di The Tourist nel 2010), "signora di ogni male - ci dice Tirza Bonifazi di My Movies - che si racconta sia alta, dalla pelle verde, con occhi gialli e un copricapo dal quale spuntano due grandi corna nere".

Angelina Jolie in una scena di Maleficent
Il film è ancora in fase di ultimazione e dovrebbe arrivare nelle sale italiane il prossimo 29 maggio. Nei panni della piccola Aurora, la principessa colpita dalla maledizione di Malefica, sarà la brava Elle Fanning (l'oggi 16enne protagonista del fantascientifico e apprezzato Super 8 di J.J. Abrams nel 2011) con il supporto di Miranda Richardson (navigata attrice - Golden Globe nel 1993 per Un incantevole aprile - vista anche in un paio di episodi della saga di Harry Potter oltre che, nel 2010, protagonista del discreto We Want Sex), nell’ambito di un cast, con tutto il rispetto, non esattamente di prima fascia (a parte i succitati).

Elle Fanning, co-protagonista del film di Robert Stromberg
Una forza, tuttavia, la pellicola pare averla e risiede perlopiù nell’interpretazione di Jolie, sempre carismatica e supportata da una bellezza che a 38 anni è ancora più che garantita e da una tecnica recitativa che l’artista di origine ceca non smette di affinare.  È, infatti, sul suo personaggio che la sceneggiatura scritta a sei mani da Paul Dini, Linda Woolverton (suo lo script di Alice in Wonderland) e John Lee Hancock (quest'ultimo, come regista, reduce quest'anno dal più che apprezzato Saving Mr. Banks) è volutamente incentrata. Un film che - a giudicare da alcune brevi preview può contare su effetti speciali, costumi e su una colonna sonora di prim'ordine (non a caso la musica è del grande James Newton Howard) - è comunque rischioso e servirà a verificare le reali possibilità di Robert Stromberg come cineasta. Un'espressione cinematografica destinata a scontrarsi con le stesse difficoltà incontrate da Burton con la fabula del mitico Alice nel Paese delle Meraviglie.

Non essendo supportato dalla visione dell’intera anteprima del film, l’articolo va inteso come una sorta di rassegna stampa da me commentata e, dove possibile, arricchita.

st.mar.

sabato 22 marzo 2014

La nuova “Sirenetta” in chiave grottesca, stile Tim Burton

Un'immagine del film di animazione La Sirenetta
Abbiamo già scritto del progetto della regista Sofia Coppola di realizzare un lungometraggio sulla ‘mitica’ Sirenetta, la cui più celebre versione è quella di animazione del 1989 realizzata dalla Disney. Oggi esce un’intervista all’autrice di film di grande successo come Lost in Translation (2003) in cui dichiara, in sostanza, che la pellicola sarà una rilettura in chiave grottesca, stile Tim Burton (celebratissimo il suo Frankenweenie nel 2012) e quindi molto aderente all'originale letterario, della fiaba di Andersen, con un essere fantastico - la Sirenetta, appunto - che rinuncia per amore a una parte importante di sé, in una ricerca quasi ‘faustiana’ verso
La regista Sofia Coppola
l'attraversamento dei propri limiti. Ne parla anche il sito Mentelocale.

Tim Burton, la rivisitazione
sarà ispirata al suo stile
Questa nuova prova cinematografica (riportiamo testualmente dall’articolo firmato da Matteo Paoletti di Mentelocale, appunto) rappresenta senza dubbio una sfida per Sofia Coppola, che con lo scavo della fiaba di Andersen si allontanerà sensibilmente dalle tematiche affrontate finora nel proprio cinema, dalle ombrose e drammatiche scelte adolescenziali (Il giardino delle vergini suicide), all'incomunicabilità tra adulti (il già citato Lost in Translation), passando per la ricostruzione storica-pop (Antoinette) fino ad approdare al virtuosismo talvolta gratuito di Somewhere.  Per quanto riguarda l'approccio di Sofia Coppola al film, qualcosa di più racconta il britannico The Independent, che anticipa parte del soggetto. Ne emerge una trama exquisite and painful (raffinata e dolorosa al tempo stesso), per una Sirenetta in carne e ossa che - secondo indiscrezioni della stampa del Regno Unito - potrebbe avere le fattezze di Emma Watson (protagonista nel 2012 del più che apprezzato Noi siamo infinito, del regista statunitense Stephen Chbosky).


redazione

giovedì 20 marzo 2014

Sofia Coppola ‘resuscita’ la Sirenetta in versione film

La locandina de La Sirenetta della Walt Disney
“In fondo al mar, in fondo al mar... ”, cantava il granchio Sebastian e la sua orchestra marina ne La sirenetta del 1989, versione animata targata Disney e, ad oggi, trasposizione cinematografica più celebre dell'omonima fiaba del danese Hans Christian Andersen. Cinque anni prima, Ron Howard aveva diretto Daryl Hannah nella commedia Splash - Una sirena a Manhattan, altra versione che prendeva spunto dal testo di Andersen ma che se ne allontanava nello sviluppo. Stavolta toccherà a Sofia Coppola – è scritto sul sito web de Il Sole
La regista Sofia Coppola
24 Ore
attraverso Cinematografo.it - riportare sullo schermo la popolarissima eroina acquatica: la 42enne regista newyorkese (suo il bellissimo Lost in Translation del 2003, con uno straordinario
Bill Murray) è stata scelta infatti dalla Universal per dirigere questo nuovo adattamento, scritto per il cinema da Kelly Marcel e Abi Morgan, ma che sarà presto rivisto da Caroline Thompson, già autrice, tra gli altri, di film come Edward mani di forbice e La sposa cadavere di Tim Burton, o Nightmare Before Christmas, prodotto proprio da quest'ultimo e diretto da Henry Selik. Atmosfere gotiche accompagneranno il racconto di questa sirena disposta a diventare umana per coronare un sogno d'amore? Staremo a vedere, “in fondo al mar, in fondo al mar...” .


redazione