Chissà cosa penseranno in questi giorni, cosa
proveranno, se si commuoveranno i vari Bill Murray (63 anni), Dan
Aykroyd (61), Sigourney
Weaver (64), Ernie
Hudson (68) e,
naturalmente, il resista Ivan Reitman (67). Se magari avranno un pensiero per il compianto
Harold
Ramis (il mitico
dottor Egon Spengler), scomparso di recente (articolo). Che cosa andranno a ripescare nei ricordi di quella loro impresa, il
film Ghostbusters
- Acchiappafantasmi (1984) che oggi compie trent’anni. Uno frenetico e stravagante
comico/fantascientifico - retto da attori che avrebbero quasi tutti percorso
una luminosa carriera - divenuto ben
presto un cult di successo
planetario. Oltre ad aver totalizzato un incasso world-wide di 291 milioni di dollari a fronte di un budget investito di 30 milioni, il film
fu insignito con due candidature all'Oscar (miglior canzone originale e
migliori effetti speciali), divulgatore di una hit
tormentone (Ghostbusters, di Ray
Parker Jr.), soggetto di un sequel uscito nel 1989, di un’amatissima
serie d'animazione (The Real Ghostbusters) e fabbrica di una valanga di gadget e merchandise.
Una scena emblematica di Ghostbusters - Acchiappafantasmi
Negli States la pellicola sarà celebrata con
un ritorno nelle sale il prossimo 29 agosto e uno speciale cofanetto blu-ray
con gadget esclusivo. Una traccia
semplice semplice quella del primo Ghostbusters, come tutte
quelle che funzionano (tipo i brani musicali in ‘giro di do’): protagonisti tre
dottori universitari - Peter Venkman (Murray), Egon
Spengler (Ramis) e Raymond Stantz (Aykroyd) - a caccia
di fenomeni paranormali. Peter, Raymond ed Egon fanno il loro ‘debutto’ a contatto
con un fantasma nella biblioteca di New York sulla 5^ strada. Davanti a loro si
palesa l’ex bibliotecaria Eleanor Twitty. Sconfitto il fantasma di costei, i
tre analizzano i campioni ma non fanno in tempo a esporre la loro tesi che vengono
espulsi dall’università. Grazie all’ipoteca sulla casa di Raymond, gli eroi
della storia raccolgono i soldi e si trasformano in ‘acchiappafantasmi’
(rigorosamente scritto tutto attaccato). Egon pensa a tutta l’attrezzatura utile
per la missione. Il quartier generale diventa un’ex caserma dei vigili del fuoco
newyorkesi. Il lavoro comincia a ingranare e i tre scienziati chiamano a
rinforzare la squadra Winston Zeddemore (Ernie Hudson). Poi
arriva la telefonata della bellissima violoncellista Dana Barrett (Sigourney
Weaver).
E come annunciato da Filmamare circa due mesi
e mezzo fa (articolo), è ben più che un semplice progetto la
realizzazione di un terzo episodio di Ghostbusters, con una nuova squadra di
giovani ‘acchiappafantasmi’ che avrà come ‘istruttori’ i componenti del vecchio
team: Peter, Ray, Egon e Winston. Dan Aykroyd è uno degli
sceneggiatori di Ghostbusters III - informa My Movies - insieme a Gene
Stupnitsky
e Lee
Eisenberg,
mentre Phil
Lord e Chris
Miller sono in
trattative per la regia.
Un film di Brad Anderson. Con Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John
Sharian, Michael Ironside, Larry Gilliard Jr, Reg E. Cathey, Anna Massey,
Matthew Romero Moore, Robert Long, Colin Stinton, Craig Stevenson, Ferran
Lahoz, Jeremy Xido, Norman Bell. Titolo originale: El maquinista. Thriller/drammatico. Spa, 2004. Durata 102'.
La trama
Trevor
Reznik non riesce più a dormire da un anno. Il suo aspetto diventa sempre più
spettrale e anche mentalmente egli peggiora giorno dopo giorno. I colleghi, che
già lo guardano con sospetto, dopo un incidente sul lavoro in cui Trevor
rischia di uccidere uno di loro, iniziano a fare di tutto perché se ne vada.
Trevor, che già si sente in colpa per l'incidente, comincia a sviluppare un
forte senso di persecuzione: crede che intorno a lui si stia sviluppando una
congiura per punirlo del suo errore. Nel suo appartamento compaiono
misteriosamente dei foglietti per appunti, quasi degli indovinelli e l'unico
collega con cui l'uomo aveva legato sparisce nel nulla e gli viene detto che
non è mai esistito. È tutta una manovra contro di lui, o è impazzito? Trevor
cerca di comporre i pezzi del puzzle
e davanti ai suoi occhi si va delineando una realtà agghiacciante.
Recensione
Quest’opera del regista statunitense Brad
Anderson (che ha
confermato il suo talento nel 2007 con il convincente thriller Transsiberian e oggi è in pre-produzione
di un lavoro ancora con Christian Bale intitolato Concrete Island) deve buona parte del successo alla straordinaria preparazione
fisica del protagonista principale, Bale appunto. L’oggi
40enne attore britannico, nell’occasione dimostrò allo spettatore medio quali
siano le regole di quello che la cinematografia ha catalogato come ‘metodo
Stanislavskij’ (o ‘psicotecnica’), basato sull’estrema personificazione
dell’interprete con il personaggio da proporre nel film, sia per quanto
concerne il suo mondo interiore sia, nei casi in cui venga stabilito di ottenere
il massimo risultato, per ciò che riguarda la trasformazione fisica. Senza
dilungarmi (perciò vi rimando a Wikipedia),
è da ricordare che per la parte dell’inquietante Trevor, uomo non più capace di dormire perché
assillato senza sosta da tormentose ossessioni, Christian Bale perse
venticinque chili arrivando a pesarne appena 54 (circa 2/3 del suo peso forma).
Il premio Oscar per The Fighter (2010),
grazie a quella metamorfosi – ancora oggi considerata da molti (anche da me) come
la più riuscita nel mondo in celluloide – e che fu anche supportata da una
prova attoriale di gran classe – destò impressione e ammirazione ma non fu
impreziosita, come sarebbe stato giusto, con alcun premio.
Christian Bale in una drammatica scena de L'uomo senza sonno
Il regista Brad Anderson
La pellicola, di produzione spagnola, è
interamente girata in una Barcellona grigia e piovosa, oscurata da condizioni
meteo in connubio con il grave stato depressivo del personaggio principale. Non
è un’esperienza filmica facile L’uomo
senza sonno (El maquinista in
lingua originale), ma questa mia affermazione non faccia scappare chi sta
prendendo, giustamente, in considerazione di dedicargli la serata di oggi.
Alcune fasi del racconto sono appesantite, non v’è dubbio, da rallentamenti del
ritmo narrativo, ma ciò è egregiamente compensato dalla concretezza del regista
di Madison (Connecticut, Usa), con scene di fortissimo impatto emozionale, da
vero thriller che, per qualcuno (non per me) sconfina addirittura nell’horror. Va
detto, per completezza d’analisi, che il montaggio, attraverso cui sono eseguiti
frequenti flash back e alcuni déjà vu, potrebbe creare qualche difficoltà nel
seguire la vicenda che a volte risulta spezzata. Per rendersi conto, però, che
si tratta di una tecnica scelta per valorizzare quella che in più punti è una vera
esperienza onirica.
Jennifer Jason Leigh in una scena del film
Non è un film di tante parole, la
sceneggiatura di Scott Kosar - che, pur riproponendo lo sfruttato tema dell’insonnia,
riesce a farlo con estrema originalità - ha mirato all’essenziale, quel che
bastava per far venire a galla lo smarrimento interiore di Trevor e il suo conflitto
sempre più grave col mondo esterno. In questo Bale ha trovato
una spalla ideale nell’intensa ma non troppo prolifica attrice californiana Jennifer
Jason Leigh,
che allora si espresse forse nella migliore performance
della sua carriera. Probabilmente non è un film per tutti ma che tutti dovrebbero
decidere di vedere, anche perché i colpi di scena non mancano.
***
In concomitanza (su Iris alle 21,10) un altro
bellissimo film, forse fruibile a un maggior numero di persone (e infatti spesso riproposto in tv), che mi ha fatto ‘combattere’ nello scegliere infine di
consigliarvi L’uomo senza sonno.
La locandina
Scoprendo
Forrester
Mia valutazione: ♥♥♥♥ = 8,5
La scheda
Un film di Gus Van Sant. Con Sean Connery, Rob Brown, F. Murray Abraham, Anna Paquin, Busta
Rhymes, April Grace, Michael Pitt, Michael Nouri, Richard Easton, Glenn
Fitzgerald, Lil' Zane, Stephanie Berry, Fly Williams III, Damany Mathis, Damion
Lee. Titolo
originale Finding Forrester. Commedia
drammatica, Usa 2000. Durata 136'.
La trama
Da una
piazzetta del Bronx, dove giocano a pallacanestro, alcuni ragazzi di colore
guardano le finestre di un appartamento sovrastante. Lì abita, sotto falso
nome, un misterioso individuo che da anni non esce più da casa. Un giorno uno
dei ragazzi, Jamal, accetta per sfida di andare a vedere chi c'è veramente in
quella casa. S’introduce, è scoperto, scappa ma dimentica lì lo zainetto con
libri e quaderni. Intanto un esclusivo liceo di New York ha messo gli occhi su
di lui e gli offre una borsa di studio, soprattutto per le sue doti nella
pallacanestro. Ricevuta indietro la propria roba, Jamal si accorge che sulle cose
scritte nei quaderni ci sono correzioni e giudizi. Il ragazzo, sedici anni, va
nella nuova scuola, comincia gli studi e scopre che l’individuo dell’appartamento
è William Forrester, scrittore vincitore anni prima di un Pulitzer e poi
misteriosamente scomparso. Jamal ora torna alla carica e chiede a Forrester di
aiutarlo in quelle che sono le sue grandi passioni, la scrittura e la
letteratura. Il maturo uomo - divenuto però un misantropo - accetta con un
patto: niente di quello che succede deve uscire da quella casa. Jamal è
contento, ma in classe ben presto entra in conflitto con il professor Crawford,
il quale lo accusa di aver copiato testi altrui e gli suggerisce di pensare
solo allo sport.
Molto
incerto e confuso, Jamal chiede aiuto a Forrester, che però si nega. Minacciato
di espulsione, Jamal si vede offrire la salvezza solo se vincerà con la squadra
la finale del campionato di basket. Ma toccano a lui i tiri decisivi e li
sbaglia entrambi. Demoralizzato, Jamal aspetta con rassegnazione il giorno
delle letture in classe da parte degli studenti. Inatteso però si presenta
Forrester che dichiara il proprio nome e scagiona Jamal. Quindi parte per la
Scozia, suo paese natale. Quando arriva l'ultimo anno di liceo, un avvocato
annuncia a Jamal che Forrester è morto per un tumore che aveva da due anni. E
gli consegna una lettera di congedo.
Stefano
Marzetti
(per la trama di Scoprendo Forrester si ringrazia Coming Soon)
Gli ‘acchiappafantasmi’ sono tornati. O
perlomeno stanno per farlo: le riprese del terzo film della serie Ghostbusters cominceranno nel 2015 a New
York, senza lo storico regista Ivan Reitman, tiratosi indietro dopo la morte
del suo amico Harold ‘Dottor Spengler’ Ramis lo scorso febbraio. Lo rivela il sito web de Il Messaggero. Profondamente scosso dopo il funerale di Ramis, il regista
Reitman ha
riflettuto per due lunghe settimane per poi decidere di limitarsi al ruolo di
produttore ma – ha assicurato – aiuterà a trovare un nuovo regista degno di
tale nome.
Il regista Ivan Reitman sarà solo produttore
Per quanto riguarda gli attori, alla fine di
un ‘inseguimento’ allo straordinario Bill
Murray (lo abbiamo
visto lo scorso febbraio nello stellare cast del non del tutto convincente Monuments Men) durato un paio di anni, non è ancora chiaro se il personaggio di Peter Venkman
sarà della partita: quel che è certo, ha dichiarato Reitman al sito
Deadline, è che «la Sony ha un nuovo copione che non ha bisogno di Murray».
Largo ai giovani, quindi: gli originali Ghostbusters
avranno – per forza di cose - un ruolo molto minore e i personaggi chiave
saranno interpretati da nuovi attori. L’unico ancora entusiasta del progetto
sembra Dan
Aykroyd ma, secondo
Reitman, «un
passaggio di testimone da parte unicamente sua sarebbe deprimente».
Comunque, i fan della prima ora possono stare
tranquilli: secondo l’ormai ex regista «lo spirito dei primi film resterà
intatto». Per la nuova regia i beninformati danno per favoriti il duo Phil Lord e Chris
Miller, reduce dal
film campione d’incassi Lego Movie.
Almeno per ora, la domanda che ha fatto storia nella sigla di Ghostbusters rimane: “Chi chiameranno?”
“In
fondo al mar, in fondo al mar... ”, cantava il granchio Sebastian e la sua
orchestra marina ne La sirenetta del
1989, versione animata targata Disney e, ad oggi, trasposizione cinematografica
più celebre dell'omonima fiaba del danese Hans Christian Andersen. Cinque anni
prima, Ron Howard
aveva diretto Daryl Hannah nella commedia Splash- Una sirena a Manhattan, altra
versione che prendeva spunto dal testo di Andersen ma che se ne allontanava
nello sviluppo. Stavolta toccherà a Sofia
Coppola – è scritto sul sito web de Il Sole
La regista Sofia Coppola
24 Ore attraverso Cinematografo.it
- riportare sullo schermo la popolarissima eroina acquatica: la 42enne regista newyorkese
(suo il bellissimo Lost in Translation del
2003, con uno straordinario Bill
Murray) è stata scelta infatti dalla Universal per dirigere questo
nuovo adattamento, scritto per il cinema da Kelly
Marcel e Abi Morgan, ma che sarà presto rivisto da Caroline
Thompson, già autrice, tra gli altri, di film come Edward mani di forbice e La sposa cadavere di Tim Burton,
o Nightmare Before Christmas,
prodotto proprio da quest'ultimo e diretto da Henry
Selik. Atmosfere gotiche accompagneranno il racconto di questa
sirena disposta a diventare umana per coronare un sogno d'amore? Staremo a
vedere, “in fondo al mar, in fondo al mar...” .