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lunedì 9 giugno 2014

“Ghostbusters – Acchiappafantasmi” compie trent’anni. In progettazione il III episodio

La locandina
Chissà cosa penseranno in questi giorni, cosa proveranno, se si commuoveranno i vari Bill Murray (63 anni), Dan Aykroyd (61), Sigourney Weaver (64), Ernie Hudson (68) e, naturalmente, il resista Ivan Reitman (67).  Se magari avranno un pensiero per il compianto Harold Ramis (il mitico dottor Egon Spengler), scomparso di recente (articolo). Che cosa andranno a ripescare nei ricordi di quella loro impresa, il film Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984) che oggi compie trent’anni. Uno frenetico e stravagante comico/fantascientifico - retto da attori che avrebbero quasi tutti percorso una luminosa carriera - divenuto ben presto un cult di successo planetario. Oltre ad aver totalizzato un incasso world-wide di 291 milioni di dollari a fronte di un budget investito di 30 milioni, il film fu insignito con due candidature all'Oscar (miglior canzone originale e migliori effetti speciali), divulgatore di una hit tormentone (Ghostbusters, di Ray Parker Jr.), soggetto di un sequel uscito nel 1989, di un’amatissima serie d'animazione (The Real Ghostbusters) e fabbrica di una valanga di gadget e merchandise.

Una scena emblematica di Ghostbusters - Acchiappafantasmi
Negli States la pellicola sarà celebrata con un ritorno nelle sale il prossimo 29 agosto e uno speciale cofanetto blu-ray con gadget esclusivo. Una traccia semplice semplice quella del primo Ghostbusters, come tutte quelle che funzionano (tipo i brani musicali in ‘giro di do’): protagonisti tre dottori universitari - Peter Venkman (Murray), Egon Spengler (Ramis) e Raymond Stantz (Aykroyd) - a caccia di fenomeni paranormali. Peter, Raymond ed Egon fanno il loro ‘debutto’ a contatto con un fantasma nella biblioteca di New York sulla 5^ strada. Davanti a loro si palesa l’ex bibliotecaria Eleanor Twitty. Sconfitto il fantasma di costei, i tre analizzano i campioni ma non fanno in tempo a esporre la loro tesi che vengono espulsi dall’università. Grazie all’ipoteca sulla casa di Raymond, gli eroi della storia raccolgono i soldi e si trasformano in ‘acchiappafantasmi’ (rigorosamente scritto tutto attaccato). Egon pensa a tutta l’attrezzatura utile per la missione. Il quartier generale diventa un’ex caserma dei vigili del fuoco newyorkesi. Il lavoro comincia a ingranare e i tre scienziati chiamano a rinforzare la squadra Winston Zeddemore (Ernie Hudson). Poi arriva la telefonata della bellissima violoncellista Dana Barrett (Sigourney Weaver).

E come annunciato da Filmamare circa due mesi e mezzo fa (articolo), è ben più che un semplice progetto la realizzazione di un terzo episodio di Ghostbusters, con una nuova squadra di giovani ‘acchiappafantasmi’ che avrà come ‘istruttori’ i componenti del vecchio team: Peter, Ray, Egon e Winston. Dan Aykroyd è uno degli sceneggiatori di Ghostbusters III - informa My Movies - insieme a Gene Stupnitsky e Lee Eisenberg, mentre Phil Lord e Chris Miller sono in trattative per la regia.

st.mar.

mercoledì 16 aprile 2014

Il più bello di mercoledì, prima serata, sul ‘digitale’: Rai 4 alle 21,10 (con trailer)

La locandina
L'uomo senza sonno

Mia valutazione: ♥♥♥♥ = 8,5

La scheda
Un film di Brad Anderson. Con Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside, Larry Gilliard Jr, Reg E. Cathey, Anna Massey, Matthew Romero Moore, Robert Long, Colin Stinton, Craig Stevenson, Ferran Lahoz, Jeremy Xido, Norman Bell. Titolo originale: El maquinista. Thriller/drammatico. Spa, 2004. Durata 102'.

La trama
Trevor Reznik non riesce più a dormire da un anno. Il suo aspetto diventa sempre più spettrale e anche mentalmente egli peggiora giorno dopo giorno. I colleghi, che già lo guardano con sospetto, dopo un incidente sul lavoro in cui Trevor rischia di uccidere uno di loro, iniziano a fare di tutto perché se ne vada. Trevor, che già si sente in colpa per l'incidente, comincia a sviluppare un forte senso di persecuzione: crede che intorno a lui si stia sviluppando una congiura per punirlo del suo errore. Nel suo appartamento compaiono misteriosamente dei foglietti per appunti, quasi degli indovinelli e l'unico collega con cui l'uomo aveva legato sparisce nel nulla e gli viene detto che non è mai esistito. È tutta una manovra contro di lui, o è impazzito? Trevor cerca di comporre i pezzi del puzzle e davanti ai suoi occhi si va delineando una realtà agghiacciante.

Recensione
Quest’opera del regista statunitense Brad Anderson (che ha confermato il suo talento nel 2007 con il convincente thriller Transsiberian e oggi è in pre-produzione di un lavoro ancora con Christian Bale intitolato Concrete Island) deve buona parte del successo alla straordinaria preparazione fisica del protagonista principale, Bale appunto. L’oggi 40enne attore britannico, nell’occasione dimostrò allo spettatore medio quali siano le regole di quello che la cinematografia ha catalogato come ‘metodo Stanislavskij’ (o ‘psicotecnica’), basato sull’estrema personificazione dell’interprete con il personaggio da proporre nel film, sia per quanto concerne il suo mondo interiore sia, nei casi in cui venga stabilito di ottenere il massimo risultato, per ciò che riguarda la trasformazione fisica. Senza dilungarmi (perciò vi rimando a Wikipedia), è da ricordare che per la parte dell’inquietante Trevor, uomo non più capace di dormire perché assillato senza sosta da tormentose ossessioni, Christian Bale perse venticinque chili arrivando a pesarne appena 54 (circa 2/3 del suo peso forma). Il premio Oscar per The Fighter (2010), grazie a quella metamorfosi – ancora oggi considerata da molti (anche da me) come la più riuscita nel mondo in celluloide – e che fu anche supportata da una prova attoriale di gran classe – destò impressione e ammirazione ma non fu impreziosita, come sarebbe stato giusto, con alcun premio.

Christian Bale in una drammatica scena de L'uomo senza sonno
Il regista Brad Anderson
La pellicola, di produzione spagnola, è interamente girata in una Barcellona grigia e piovosa, oscurata da condizioni meteo in connubio con il grave stato depressivo del personaggio principale. Non è un’esperienza filmica facile L’uomo senza sonno (El maquinista in lingua originale), ma questa mia affermazione non faccia scappare chi sta prendendo, giustamente, in considerazione di dedicargli la serata di oggi. Alcune fasi del racconto sono appesantite, non v’è dubbio, da rallentamenti del ritmo narrativo, ma ciò è egregiamente compensato dalla concretezza del regista di Madison (Connecticut, Usa), con scene di fortissimo impatto emozionale, da vero thriller che, per qualcuno (non per me) sconfina addirittura nell’horror. Va detto, per completezza d’analisi, che il montaggio, attraverso cui sono eseguiti frequenti flash back e alcuni déjà vu, potrebbe creare qualche difficoltà nel seguire la vicenda che a volte risulta spezzata. Per rendersi conto, però, che si tratta di una tecnica scelta per valorizzare quella che in più punti è una vera esperienza onirica.

Jennifer Jason Leigh in una scena del film 
Non è un film di tante parole, la sceneggiatura di Scott Kosar - che, pur riproponendo lo sfruttato tema dell’insonnia, riesce a farlo con estrema originalità - ha mirato all’essenziale, quel che bastava per far venire a galla lo smarrimento interiore di Trevor e il suo conflitto sempre più grave col mondo esterno. In questo Bale ha trovato una spalla ideale nell’intensa ma non troppo prolifica attrice californiana Jennifer Jason Leigh, che allora si espresse forse nella migliore performance della sua carriera. Probabilmente non è un film per tutti ma che tutti dovrebbero decidere di vedere, anche perché i colpi di scena non mancano.

***

In concomitanza (su Iris alle 21,10) un altro bellissimo film, forse fruibile a un maggior numero di persone (e infatti spesso riproposto in tv), che mi ha fatto ‘combattere’ nello scegliere infine di consigliarvi L’uomo senza sonno.

La locandina
Scoprendo Forrester

Mia valutazione: ♥♥♥♥ = 8,5

La scheda
Un film di Gus Van Sant. Con Sean Connery, Rob Brown, F. Murray Abraham, Anna Paquin, Busta Rhymes, April Grace, Michael Pitt, Michael Nouri, Richard Easton, Glenn Fitzgerald, Lil' Zane, Stephanie Berry, Fly Williams III, Damany Mathis, Damion Lee. Titolo originale Finding Forrester. Commedia drammatica, Usa 2000. Durata 136'.

La trama
Da una piazzetta del Bronx, dove giocano a pallacanestro, alcuni ragazzi di colore guardano le finestre di un appartamento sovrastante. Lì abita, sotto falso nome, un misterioso individuo che da anni non esce più da casa. Un giorno uno dei ragazzi, Jamal, accetta per sfida di andare a vedere chi c'è veramente in quella casa. S’introduce, è scoperto, scappa ma dimentica lì lo zainetto con libri e quaderni. Intanto un esclusivo liceo di New York ha messo gli occhi su di lui e gli offre una borsa di studio, soprattutto per le sue doti nella pallacanestro. Ricevuta indietro la propria roba, Jamal si accorge che sulle cose scritte nei quaderni ci sono correzioni e giudizi. Il ragazzo, sedici anni, va nella nuova scuola, comincia gli studi e scopre che l’individuo dell’appartamento è William Forrester, scrittore vincitore anni prima di un Pulitzer e poi misteriosamente scomparso. Jamal ora torna alla carica e chiede a Forrester di aiutarlo in quelle che sono le sue grandi passioni, la scrittura e la letteratura. Il maturo uomo - divenuto però un misantropo - accetta con un patto: niente di quello che succede deve uscire da quella casa. Jamal è contento, ma in classe ben presto entra in conflitto con il professor Crawford, il quale lo accusa di aver copiato testi altrui e gli suggerisce di pensare solo allo sport.

Molto incerto e confuso, Jamal chiede aiuto a Forrester, che però si nega. Minacciato di espulsione, Jamal si vede offrire la salvezza solo se vincerà con la squadra la finale del campionato di basket. Ma toccano a lui i tiri decisivi e li sbaglia entrambi. Demoralizzato, Jamal aspetta con rassegnazione il giorno delle letture in classe da parte degli studenti. Inatteso però si presenta Forrester che dichiara il proprio nome e scagiona Jamal. Quindi parte per la Scozia, suo paese natale. Quando arriva l'ultimo anno di liceo, un avvocato annuncia a Jamal che Forrester è morto per un tumore che aveva da due anni. E gli consegna una lettera di congedo.

Stefano Marzetti
(per la trama di Scoprendo Forrester si ringrazia Coming Soon) 

venerdì 21 marzo 2014

È più che un progetto il ritorno dei “Ghostbusters”

La storica locandina del film
Cosa sappiamo
Gli ‘acchiappafantasmi’ sono tornati. O perlomeno stanno per farlo: le riprese del terzo film della serie Ghostbusters cominceranno nel 2015 a New York, senza lo storico regista Ivan Reitman, tiratosi indietro dopo la morte del suo amico Harold ‘Dottor Spengler’ Ramis lo scorso febbraio. Lo rivela il sito web de Il Messaggero.  Profondamente scosso dopo il funerale di Ramis, il regista Reitman ha riflettuto per due lunghe settimane per poi decidere di limitarsi al ruolo di produttore ma – ha assicurato – aiuterà a trovare un nuovo regista degno di tale nome.

Il regista Ivan Reitman
sarà solo produttore
Per quanto riguarda gli attori, alla fine di un ‘inseguimento’ allo straordinario  Bill Murray (lo abbiamo visto lo scorso febbraio nello stellare cast del non del tutto convincente Monuments Men) durato un paio di anni, non è ancora chiaro se il personaggio di Peter Venkman sarà della partita: quel che è certo, ha dichiarato Reitman al sito Deadline, è che «la Sony ha un nuovo copione che non ha bisogno di Murray». Largo ai giovani, quindi: gli originali Ghostbusters avranno – per forza di cose - un ruolo molto minore e i personaggi chiave saranno interpretati da nuovi attori. L’unico ancora entusiasta del progetto sembra Dan Aykroyd ma, secondo Reitman, «un passaggio di testimone da parte unicamente sua sarebbe deprimente».

Comunque, i fan della prima ora possono stare tranquilli: secondo l’ormai ex regista «lo spirito dei primi film resterà intatto». Per la nuova regia i beninformati danno per favoriti il duo Phil Lord e Chris Miller, reduce dal film campione d’incassi Lego Movie. Almeno per ora, la domanda che ha fatto storia nella sigla di Ghostbusters rimane: “Chi chiameranno?”

redazione

giovedì 20 marzo 2014

Sofia Coppola ‘resuscita’ la Sirenetta in versione film

La locandina de La Sirenetta della Walt Disney
“In fondo al mar, in fondo al mar... ”, cantava il granchio Sebastian e la sua orchestra marina ne La sirenetta del 1989, versione animata targata Disney e, ad oggi, trasposizione cinematografica più celebre dell'omonima fiaba del danese Hans Christian Andersen. Cinque anni prima, Ron Howard aveva diretto Daryl Hannah nella commedia Splash - Una sirena a Manhattan, altra versione che prendeva spunto dal testo di Andersen ma che se ne allontanava nello sviluppo. Stavolta toccherà a Sofia Coppola – è scritto sul sito web de Il Sole
La regista Sofia Coppola
24 Ore
attraverso Cinematografo.it - riportare sullo schermo la popolarissima eroina acquatica: la 42enne regista newyorkese (suo il bellissimo Lost in Translation del 2003, con uno straordinario
Bill Murray) è stata scelta infatti dalla Universal per dirigere questo nuovo adattamento, scritto per il cinema da Kelly Marcel e Abi Morgan, ma che sarà presto rivisto da Caroline Thompson, già autrice, tra gli altri, di film come Edward mani di forbice e La sposa cadavere di Tim Burton, o Nightmare Before Christmas, prodotto proprio da quest'ultimo e diretto da Henry Selik. Atmosfere gotiche accompagneranno il racconto di questa sirena disposta a diventare umana per coronare un sogno d'amore? Staremo a vedere, “in fondo al mar, in fondo al mar...” .


redazione