Visualizzazione post con etichetta travolta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta travolta. Mostra tutti i post

giovedì 22 maggio 2014

Cannes dedica a “Pulp Fiction” uno speciale celebrativo con Tarantino e la Thurman

Quentin Tarantino e Uma Thurman. Fra i due un sodalizio di successo
La locandina
Vent’anni dopo la vittoria della Palma d’oro, al Festival di Cannes si torna a parlare di Pulp Fiction, uno dei film più rivoluzionari della storia del cinema. Quentin Tarantino e Uma Thurman sono confermati per la partecipazione a uno speciale celebrativo sulla Croisette, domani sera venerdì 23 maggio, penultimo giorno della kermesse francese. Si attende conferma che Vincent Vega (leggi John Travolta che interpretò quel personaggio) si unisca al suo vecchio regista e alla co-protagonista per i festeggiamenti. La partecipazione del ballerino de La febbre del sabato sera è tutt'altro che scontata, ma l'attore è stato a Cannes questa settimana e lui stesso spera di esserci. Se così fosse, domani sera intorno alle 18,30, il trio che ha reso possibile quel film cult, si ritroverà a percorrere insieme il celebre tappeto rosso, per poi dirigersi verso la spiaggia dove avrà luogo la proiezione del film, presentato da Tarantino in persona.

John Travolta/Vincent Vega
in Pulp Fiction
Il regista statunitense è già a Cannes da una settimana e sabato prossimo, 24 maggio, presenterà la proiezione di chiusura notturna dedicata a Sergio Leone e al suo spaghetti-western del 1964 Per un pugno di dollari (articolo). Vent’anni di Pulp Fiction, si diceva, che sono poi quanti ne compie la pellicola dell’ormai 51enne regista del Tennesee di limpide origini italiane, che lo scorso aprile è tornata nei cinema per una sorta di celebrazione voluta da The Space Movies e Paco Pictures (articolo). E non è stato il primo film di Tarantino a transitare da Cannes. Nel 1992, il suo Le iene fu uno dei titoli della Selezione Ufficiale fuori concorso. Da allora le opere del regista che sono apparse sui lidi francesi includono Kill Bill Vol. 2 , Grindhouse - A prova di morte e Bastardi senza gloria.

redazione

venerdì 28 marzo 2014

“Pulp Fiction” torna nei cinema per festeggiare il ventennale

L'icona di Pulp Fiction ideata per la pagina Facebook di Filmamare
            IL REGISTA
    
Quentin Tarantino









Pulp Fiction

Mia valutazione: ♥♥♥♥♥ = 10

PREMI
John Travolta e Samuel L. Jackson
Oscar: migliore sceneggiatura originale a Quentin Tarantino e Roger Avary; Golden Globe: migliore sceneggiatura a Quentin Tarantino e Roger Avary; Premio Bafta: miglior attore non protagonista a Samuel L. Jackson e migliore sceneggiatura originale a Quentin Tarantino e Roger Avary; David di Donatello: miglior film straniero a Quentin Tarantino e miglior attore straniero a John Travolta; Festival di Cannes: Palma d'oro a Quentin Tarantino; National Board of Review Award: miglior film, migliore regia a Quentin Tarantino e migliori dieci film; Kansas City Film Critics Circle Award: miglior film e migliore regia a Quentin Tarantino; Independent Spirit Awards: miglior film a Lawrence Bender, migliore regia a Quentin Tarantino, miglior attore a Samuel L. Jackson; migliore sceneggiatura a Quentin Tarantino e Roger Avary; Boston Society of Film Critics Award: miglior film, migliore regia a Quentin Tarantino, migliore sceneggiatura a Quentin Tarantino e Roger;  Avary; Saturn Award: miglior film d'azione/di avventura/thriller; Los Angeles Film Critics Association Award: miglior film, migliore regia a Quentin Tarantino, miglior attore protagonista a John Travolta; migliore sceneggiatura a Quentin Tarantino e Roger Avary; Chicago Film Critics Association Award: migliore regia a Quentin Tarantino, migliore sceneggiatura originale a Quentin Tarantino e Roger Avary.

Scheda
Bruce Willis
Un film di Quentin Tarantino. Con John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Amanda Plummer, Eric Stoltz, Bruce Willis, Ving Rhames, Uma Thurman, Rosanna Arquette, Harvey Keitel, Phil LaMarr, Maria de Medeiros, Peter Greene, Duane Whitaker, Burr Steers, Bronagh Gallagher, Susan Griffiths, Steve Buscemi, Angela Jones, Brenda Hillhouse, Frank Whaley, Alexis Arquette, Paul Calderon, Christopher Walken, Quentin Tarantino. Hard boiled, Usa 1994. Durata 154'.

Trama
Script dalla cronologia frammentata, il film vede prevalere la vicenda che coinvolge Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson), seduti a un tavolo dell’Hawthorne Grill, una caffetteria nella periferia di Los Angeles. In un altro tavolo due rapinatori, Zucchino (Tim Roth) e Coniglietta (Amanda Plummer), stanno architettando il loro prossimo colpo, quando, su iniziativa dell'uomo, decidono di operare la rapina proprio in quello stesso locale (STACCO) A bordo di un'automobile, due malavitosi in abito scuro, Vincent e Jules, si dirigono di buon'ora a recuperare una misteriosa valigetta sottratta al loro capo Marsellus Wallace (Ving Rhames) da alcuni giovanotti. Giunti nell’appartamento degli sventurati, dopo una lunga chiacchierata su argomenti vari, i due recuperano il maltolto ed eliminano due dei tre ragazzi, non prima che Jules abbia recitato un sermone da un passo della Bibbia (STACCO) I due killer, ora in abbigliamento balneare, raggiungono Marsellus in uno dei suoi locali mentre egli sta ordinando a Butch (Bruce Willis),
Uma Thurman e John Travolta
un pugile prossimo al ritiro, di perdere il suo prossimo incontro per poi ricevere Vincent, abbracciandolo fraternamente e ricordargli che la sera stessa deve portare in giro sua moglie Mia
(Uma Thurman). Prima dell'appuntamento, Vincent si reca da un suo amico spacciatore, Lance (Eric Stoltz), dal quale compra e assume dell'eroina di ottima qualità. Il seguito della vicenda vede entrare in scena il risolutore di problemi Mr Wolf (Harvey Keitel), l'ufficiale reduce del Vietnam, Koons (Christopher Walken), la fidanzata di Butch, Fabienne (Maria de Medeiros) e lo stesso Tarantino con poco più di un cameo nelle vesti dell’amico di Jules che, riluttante, mette a disposizione la propria casa per risolvere un intoppo delicato.

***

Breve commento
Samuel L. Jackson, John Travolta e Harvey Keitel
Era il 1994. Non avevo visto Le iene (1992) ma ne avevo sentito parlare bene. Il genere pulp, tuttavia, non mi attirava granché e di Quentin Tarantino non sapevo nulla. A quel tempo abitavo a Roma (come adesso, peraltro), a due passi da un cinema di quelli ancora a una singola sala (credo abbia chiuso). Era un pomeriggio feriale, preparavo un esame ma non mi andava di studiare e sapevo che Pulp Fiction era in programma a due minuti di passeggiata. Decisi di andare e quando dopo circa due ore e mezzo uscii dal cinema, mi resi conto di avere il sorriso sulle labbra e la certezza di aver incontrato uno dei film più belli della mia vita. Da allora – è ovvio – non ho perso più alcun lungometraggio (senza mai essere deluso) del cineasta statunitense.

Sono passati vent’anni da allora - giorno più giorno meno – e il mondo del cinema, me compreso, non poteva lasciar passare inosservata questa ricorrenza. Il che mi dà conferma, e non nascondo l’orgoglio, che quel tardo pomeriggio ci azzeccai riguardo alla grandezza del secondo film dell’ormai 51enne regista del Tennesee (Usa) – di chiarissime origini italiane - che come pochi altri, ha in buona misura rivoluzionato la tecnica cinematografica, senza provenire da
Christopher Walken
nessuna scuola, se non quella, come dice lui stesso, che prevede la visione di migliaia di film e di tutti i generi. La sua forza, infatti, è proprio questa: l’aver sintetizzato un ‘marchio di fabbrica’ dalla commistione di decine di tecniche, centinaia di registi, il tutto di diverse epoche del cinema. Ma nulla ne sarebbe scaturito, senza un’intelligenza sopraffina che fa del Nostro il re della trovata accattivante. Però quello che – a me personalmente fa ‘impazzire’ di più delle opere tarantiniane – sono i dialoghi, nei quali serio e faceto si mescolano – anche all’interno delle situazioni più drammatiche - in un connubio che, da solo, vale il tempo dedicato a quel film.

Tornando a Pulp Fiction, per celebrare il ventennale The Space Movies e Paco Pictures riportano il film al cinema, dal 7 al 9 aprile. Irrompono quindi sullo schermo i personaggi interpretati da un super cast composto da John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Harvey Keitel, Tim Roth, Bruce Willis e Christopher Walken. Quasi tutti, grazie alla partecipazione a quell’opera straordinaria, videro lievitare ulteriormente la propria già elevata popolarità.

Stefano Marzetti

giovedì 27 marzo 2014

Il più bello di stasera sul ‘digitale’: Iris alle 21,05 (con trailer)

La locandina
Ritratto di signora

Mia valutazione: ♥♥♥ = 7

Scheda del film
Un film di Jane Campion. Con Nicole Kidman, John Malkovich, Barbara Hershey, Mary-Louise Parker, Shelley Duvall, Richard E. Grant, Shelley Winters, John Gielgud, Valentina Cervi, Viggo Mortensen, Christian Bale, Martin Donovan, Roger Ashton-Griffiths, Catherine Zago, Alessandra Vanzi. Titolo originale: The Portrait of a Lady. Drammatico, Usa 1996. Durata 144'.

Trama del film
L'azione inizia nel 1873, in Inghilterra. Isabel, una giovane americana, vi si è recata al seguito di una ricca zia; lì s’incontra con la mentalità chiusa di un gruppo di americani espatriati nel vecchio continente alla fine dell'800 e, a differenza di questi ultimi, è decisa a salvaguardare la sua libertà per sperimentare la varietà del mondo. Dopo aver rinunciato alla proposta di matrimonio di un ricco pretendente - Lord Warburton - e a quella di un altro giovane, Goodwood, per non rinunciare alla sua libertà e non rinchiudersi in una vita scontata e prevedibile, si reca a Firenze. Isabel cadrà vittima dei raggiri di Madame Merle - un'avventuriera che le dimostra dapprincipio amicizia - e del suo amante Gilbert Osmond.

Critica
Ho visto questo film una sola volta e appena arrivò nelle sale, diciotto anni fa. Mi sento di dare una mia valutazione ma non di cimentarmi in una disamina sufficientemente attendibile di quest’opera di rilevante valore cinematografico, tratta da The Portrait of a Lady, il più noto tra i romanzi dello scrittore americano Henry James. Lo scritto fu pubblicato in origine a puntate nel 1880-81, subito dopo la fine della stesura di Piazza Washington. Per quanto suddetto, mi affido alla breve recensione del Morandini-Zanichelli editore, pubblicata su My Movies.

“Pur senza trascurare la dimensione sociale del romanzo (1879) di Henry James, il film - sceneggiato da Laura Jones che ne condensa le 600 pagine in due ore e un quarto - punta sui sentimenti e sui comportamenti, su un melodramma in penombra e diventa, ancor più che in Jones, un memorabile ritratto dell'infelicità femminile in cui, però, i temi della libertà e della responsabilità sono centrali. La Isabel della Campion (la regista, ricordo) si assume tutta la responsabilità delle scelte che l'hanno sprofondata nell'infelicità. Tre sono i momenti del film, tra i più sottovalutati degli anni '90, che ne offrono la chiave di lettura: la sequenza di apertura, la breve scena in cui la protagonista fantastica di essere a letto con i tre pretendenti e il finale ‘aperto’ e sospeso. Splendida fotografia di Stuart Dryburgh”.

***

Per completezza d’informazione segnalo che, sempre in prima serata (su Rai Movie alle ore 21,15), per qualcuno potrebbe creare indecisione se vedere invece il film di Sylvester Stallone in versione esclusivamente registica, Staying Alive, con John Travolta di nuovo nelle vesti di Tony Manero de La febbre del sabato sera (1977).

La locandina
Staying Alive

Mia valutazione: ♥♥♥ = 6

Scheda del film
Un film di Sylvester Stallone. Con John Travolta, Cynthia Rhodes, Finola Hughes. Musical, Usa 1983. Durata 96'.

Trama del film
Tony Manero alloggia in un malandato appartamentino di Manhattan, dopo aver lasciato Brooklyn per cercare lavoro come attore. Di giorno frequenta lezioni di ballo e le impartisce alle allieve più giovani, di notte arrotonda lavorando come cameriere in una discoteca. Si dedica con animo alla sua passione, la danza ‘moderna’ e anche se continua a incontrare altre donne, instaura una relazione stabile con Jackie, ballerina che lavora nella stessa palestra di giorno e che fa la corista ‘vocalist’ in un gruppo musicale la sera.


s.m.

giovedì 20 marzo 2014

Il più bello di stasera sul ‘digitale’: Rai Movie alle 21,15 (con trailer)

La locandina
La febbre del sabato sera

Scheda del film
Un film di John Badham. Con Barry Miller, John Travolta, Karen Gorney, Joseph Cali, Fran Drescher, Paul Pape, Donna Pescow, Bruce Ornstein, Julie Bovasso, Martin Shakar, Denny Dillon, Sam Coppola, Donna Perscow, Nina Hansen, Lisa Peluso, Bert Michaels. Titolo originale: Saturday Night Fever. Drammatico, Usa 1977. Durata 119'.

Trama del film
Dal carattere estroverso ma impulsivo e superficiale, Tony (John Travolta) lavora in un negozio di vernici e frequenta un gruppo di connazionali che insieme non perdono l'occasione per compiere bravate, approfittare della loro amica ingenua Annette (Donna Perscow) e accendere risse con delle bande rivali, primi tra tutti dei portoricani che hanno picchiato un loro amico. Tony ha un solo, grandissimo talento: il ballo in discoteca, dove non conosce rivali e si guadagna il rispetto dei coetanei e l'ammirazione delle donne, pur non approfittandone sessualmente. Nella scuola di ballo che frequenta, Tony conosce Stephanie Mangano (Karen Gorney), anch'essa italo-americana ma più matura e volitiva. Stephanie vive a Manhattan e si barcamena come giornalista. Nonostante le differenze di età e di carattere, i due si avvicinano e iniziano una frequentazione più o meno regolare per partecipare a una gara di ballo della discoteca 2001 Odyssey, in cui Tony balla il sabato sera. Dopo varie vicissitudini, la coppia si esibisce nella memorabile scena sulle note di More than a woman dei Bee Gees, icona dello stesso film.

Breve commento
Il film si regge in gran parte su una straordinaria interpretazione di John Travolta, che oltre a mostrare le eccellenti qualità di ballerino, fa capire di non essere da meno come attore vero e proprio. L’intensità del suo sguardo in questo lungometraggio che catalogare come commedia è, a mio avviso, un errore grossolano (anche se nelle schede ufficiali è spesso commesso), consente allo spettatore di percepire in continuazione il cambio di registro della narrazione. Dagli entusiasmi del personaggio principale alle sue paure, alle sue delusioni e alle sue esplosioni di rabbia. Emozioni che danno la cadenza all’intera vicenda.

John Travolta nei panni di Tony Manero
Lo script e la scenografia ricostruiscono alla perfezione il periodo storico in cui è stata girata la pellicola e mostrano le diverse sfaccettature della società americana degli anni Settanta. Lo strato sociale prevalente cui fa riferimento l’oggi 74enne regista britannico John Badham (autore in seguito di apprezzati film come, ad esempio, Minuti contati del 1995 con Christopher Walken e un giovane Johnny Depp) è quello che comprende una gioventù con pochissime possibilità di esaudire i propri sogni, la cui ostinazione di solito si scontra con la cruda realtà della vita.

Il successo di quest’opera divenuta un cult ormai da moltissimi anni, è in modo smisurato dovuto a una delle più belle e conosciute colonne sonore della storia del cinema e della musica mondiale. Quasi tre generazioni, senza soluzione di continuità, hanno fatto propri pezzi dell’album Saturday Night Fever dei mitici Bee Gees di cui è tutt’oggi in vita il solo Barry Gibb, classe 1946, unico rimasto del terzetto, essendo scomparsi prematuramente i fratelli Maurice e Robin. Inconfondibili, in particolare, pezzi come Stayin' Alive, How Deep Is Your Love e Night Fever.

Stefano Marzetti

Il più bello di stasera sul ‘digitale’: Rai Movie alle 21,15 (con trailer)

La locandina
La febbre del sabato sera

Scheda del film
Un film di John Badham. Con Barry Miller, John Travolta, Karen Gorney, Joseph Cali, Fran Drescher, Paul Pape, Donna Pescow, Bruce Ornstein, Julie Bovasso, Martin Shakar, Denny Dillon, Sam Coppola, Donna Perscow, Nina Hansen, Lisa Peluso, Bert Michaels. Titolo originale: Saturday Night Fever. Drammatico, Usa 1977. Durata 119'.

Trama del film
Dal carattere estroverso ma impulsivo e superficiale, Tony (John Travolta) lavora in un negozio di vernici e frequenta un gruppo di connazionali che insieme non perdono l'occasione per compiere bravate, approfittare della loro amica ingenua Annette (Donna Perscow) e accendere risse con delle bande rivali, primi tra tutti dei portoricani che hanno picchiato un loro amico. Tony ha un solo, grandissimo talento: il ballo in discoteca, dove non conosce rivali e si guadagna il rispetto dei coetanei e l'ammirazione delle donne, pur non approfittandone sessualmente. Nella scuola di ballo che frequenta, Tony conosce Stephanie Mangano (Karen Gorney), anch'essa italo-americana ma più matura e volitiva. Stephanie vive a Manhattan e si barcamena come giornalista. Nonostante le differenze di età e di carattere, i due si avvicinano e iniziano una frequentazione più o meno regolare per partecipare a una gara di ballo della discoteca 2001 Odyssey, in cui Tony balla il sabato sera. Dopo varie vicissitudini, la coppia si esibisce nella memorabile scena sulle note di More than a woman dei Bee Gees, icona dello stesso film.

Breve commento
Il film si regge in gran parte su una straordinaria interpretazione di John Travolta, che oltre a mostrare le eccellenti qualità di ballerino, fa capire di non essere da meno come attore vero e proprio. L’intensità del suo sguardo in questo lungometraggio che catalogare come commedia è, a mio avviso, un errore grossolano (anche se nelle schede ufficiali è spesso commesso), consente allo spettatore di percepire in continuazione il cambio di registro della narrazione. Dagli entusiasmi del personaggio principale alle sue paure, alle sue delusioni e alle sue esplosioni di rabbia. Emozioni che danno la cadenza all’intera vicenda.

John Travolta nei panni di Tony Manero
Lo script e la scenografia ricostruiscono alla perfezione il periodo storico in cui è stata girata la pellicola e mostrano le diverse sfaccettature della società americana degli anni Settanta. Lo strato sociale prevalente cui fa riferimento l’oggi 74enne regista britannico John Badham (autore in seguito di apprezzati film come, ad esempio, Minuti contati del 1995 con Christopher Walken e un giovane Johnny Depp) è quello che comprende una gioventù con pochissime possibilità di esaudire i propri sogni, la cui ostinazione di solito si scontra con la cruda realtà della vita.

Il successo di quest’opera divenuta un cult ormai da moltissimi anni, è in modo smisurato dovuto a una delle più belle e conosciute colonne sonore della storia del cinema e della musica mondiale. Quasi tre generazioni, senza soluzione di continuità, hanno fatto propri pezzi dell’album Saturday Night Fever dei mitici Bee Gees di cui è tutt’oggi in vita il solo Barry Gibb, classe 1946, unico rimasto del terzetto, essendo scomparsi prematuramente i fratelli Maurice e Robin. Inconfondibili, in particolare, pezzi come Stayin' Alive, How Deep Is Your Love e Night Fever.

Stefano Marzetti