Al Festival di Cannes assegnati già importanti premi
Julianne Moore premiata come miglior attrice
La
giuria guidata da Jane Campion sta assegnando i premi della 67^ edizione del
Festival di Cannes, in attesa dell’attribuzione del più importante dei
riconoscimenti, vale a dire la Palma d’Oro per il miglior film. La miglior
regia è andata al cineasta statunitense Bennett Miller per Foxcatcher(articolo). Il premio per la migliore interpretazione maschile è andato a Timothy Spall per Mr.
Turner di Mike
Leigh. Migliore interpretazione femminile: Julianne Moore per Maps
to the Stars di David Cronenberg (l'attrice non era presente in sala). Migliore
sceneggiatura ad Andrey
Zvyagintsev e Oleg Negin per Leviathan. Un ex aequo
per il Premio della giuria: Mommy del talentuoso giovane ed emozionatissimo canadese Xavier Dolan (che molti volevano con la Palma d'oro) e Adieu au Langage di Jean-Luc Godard. Queste prime assegnazioni fanno aumentare l’attenzione
intorno all’unico film italiano in concorso, Le meraviglie di AliceRohrwacher
(articolo).
Stasera la chiusura della 67^ edizione del Festival di Cannes
La locandina de Le meraviglie
Alice Rohrwacher torna sulla
Croisette: premiato Le
Meraviglie (articolo)? Potrebbe essere la grande sorpresa a conclusione della 67^ edizione
del Festival di Cannes, prevista per questa sera (sabato 24 maggio). La voce si
è diffusa tra gli addetti ai lavori. Un’indiscrezione afferma, infatti, che la
regista italiana sia riapparsa in zona Croisette.
Il film, come scritto in precedenti articoli, non è impeccabile seppure con
spunti d’innegabile valore. Ma nonostante le sue debolezze ha elevate
possibilità di vittoria. Considerando, anche, che a presiedere la giuria è un
regista donna, Jane Campion (articolo), alla quale l’unico film
italiano in concorso a Cannes potrebbe essere piaciuto molto. È possibile che a
colpire sia stato, in particolare, il coraggio della Rohrwacher di aver
affrontato un tema poco commerciale, con l’innesco nella narrazione filmica anche
di una forte presenza della natura, in grado di plasmare l’esistenza dei
personaggi.
Immagine di repertorio di una parte del cast di Pulp Fiction (foto Amica online)
La kermesse
cinematografica francese, come detto, chiude i battenti questa sera con una
specialissima celebrazione di una pellicola che ha conquistato il mondo. Sono
trascorsi vent'anni esatti, infatti, dalla premiere
(con vittoria della Palma d’Oro) di Pulp Fiction (articolo). Presenti per l'occasione ben cinque dei grandi protagonisti del
rivoluzionario film che nel 1994 consacrò Quentin Tarantino: ci saranno
lo stesso 51enne regista del Tennessee (Usa), la sua musa ispiratrice Uma
Thurman, John
Travolta, Bruce
Willis e Kelly
Preston.
La regista Jane Campion sarà presidente della giuria della 67^ edizione del Festival di Cannes
Il festival di Cannes svela i membri della
giuria che, sotto la guida di Jane Campion, assegneranno la Palma d'Oro
della 67esima edizione (articolo). Sono la regista americana Sofia
Coppola, l'attore
statunitense Willem Dafoe, l'attrice francese Carole Bouquet, la collega
sud-coreana Do-yeon Jeon, quella iraniana Leila Hatami, l'attore messicano Gael
Garcia Bernal,
il cineasta cinese Jia Zhangke e il regista danese Nicolas
Winding Refn.
«Cannes ha sempre cercato di adottare un approccio universale e internazionale
e, in linea con questa tradizione, la Campion sarà
attorniata da otto luminari del cinema mondiale, provenienti da Cina, Corea,
Danimarca, Iran, Stati Uniti, Francia e Messico», è il commento degli organizzatori.
Un film di Jane Campion. Con Nicole Kidman, John Malkovich, Barbara Hershey, Mary-Louise Parker,
Shelley Duvall, Richard E. Grant, Shelley Winters, John Gielgud, Valentina
Cervi, Viggo Mortensen, Christian Bale, Martin Donovan, Roger Ashton-Griffiths,
Catherine Zago, Alessandra Vanzi. Titolo originale: The Portrait of a Lady.
Drammatico, Usa 1996. Durata 144'.
Tramadel
film
L'azione
inizia nel 1873, in Inghilterra. Isabel, una giovane americana, vi si è recata
al seguito di una ricca zia; lì s’incontra con la mentalità chiusa di un gruppo
di americani espatriati nel vecchio continente alla fine dell'800 e, a
differenza di questi ultimi, è decisa a salvaguardare la sua libertà per
sperimentare la varietà del mondo. Dopo aver rinunciato alla proposta di
matrimonio di un ricco pretendente - Lord Warburton - e a quella di un altro
giovane, Goodwood, per non rinunciare alla sua libertà e non rinchiudersi in
una vita scontata e prevedibile, si reca a Firenze. Isabel cadrà vittima dei
raggiri di Madame Merle - un'avventuriera che le dimostra dapprincipio amicizia
- e del suo amante Gilbert Osmond.
Critica
Ho visto questo film una sola volta e appena
arrivò nelle sale, diciotto anni fa. Mi sento di dare una mia valutazione ma
non di cimentarmi in una disamina sufficientemente attendibile di quest’opera
di rilevante valore cinematografico, tratta da The Portrait of a Lady, il più noto tra i romanzi dello scrittore
americano Henry James. Lo scritto fu pubblicato in origine a puntate nel 1880-81,
subito dopo la fine della stesura di Piazza
Washington. Per quanto suddetto, mi affido alla breve recensione del
Morandini-Zanichelli editore, pubblicata su My Movies.
“Pur senza trascurare la dimensione sociale
del romanzo (1879) di Henry James, il film - sceneggiato da Laura
Jones che ne
condensa le 600 pagine in due ore e un quarto - punta sui sentimenti e sui
comportamenti, su un melodramma in penombra e diventa, ancor più che in Jones, un
memorabile ritratto dell'infelicità femminile in cui, però, i temi della
libertà e della responsabilità sono centrali. La Isabel della Campion (la regista,
ricordo) si assume tutta la responsabilità delle scelte che l'hanno sprofondata
nell'infelicità. Tre sono i momenti del film, tra i più sottovalutati degli
anni '90, che ne offrono la chiave di lettura: la sequenza di apertura, la
breve scena in cui la protagonista fantastica di essere a letto con i tre
pretendenti e il finale ‘aperto’ e sospeso. Splendida fotografia di Stuart
Dryburgh”.
***
Per completezza d’informazione segnalo che,
sempre in prima serata (su Rai Movie
alle ore 21,15), per qualcuno potrebbe creare indecisione se vedere invece il
film di Sylvester
Stallone in
versione esclusivamente registica, Staying
Alive,
con John
Travolta di nuovo
nelle vesti di Tony Manero de La febbre
del sabato sera (1977).
La locandina
Staying
Alive
Mia valutazione: ♥♥♥ = 6
Schedadel
film
Un film di Sylvester Stallone. Con John Travolta, Cynthia Rhodes, Finola Hughes. Musical, Usa
1983. Durata 96'.
Tramadel
film
Tony Manero
alloggia in un malandato appartamentino di Manhattan, dopo aver lasciato
Brooklyn per cercare lavoro come attore. Di giorno frequenta lezioni di ballo e
le impartisce alle allieve più giovani, di notte arrotonda lavorando come
cameriere in una discoteca. Si dedica con animo alla sua passione, la danza ‘moderna’
e anche se continua a incontrare altre donne, instaura una relazione stabile
con Jackie, ballerina che lavora nella stessa palestra di giorno e che fa la
corista ‘vocalist’ in un gruppo musicale la sera.