L’ultimo film di Clint
Eastwood, uno dei
migliori registi contemporanei, è stato escluso dal Festival di Cannes, che
comincerà ufficialmente il 14 maggio per concludersi il 25. Si
tratta del biopic musicale Jersey Boys (uscita in sala il 18 giugno), che - tra fatti
di mafia e belle donne - narra la vicenda di una delle band che ha venduto più
dischi di sempre. Ne dà notizia oggi Cinzia Romani de Il Giornale online. L’opera filmica del cineasta 83enne autore di capolavori come Million
Dollar Baby(2004) e Gran
Torino(2008), per citare solo i due più recenti, è
basato sulla sceneggiatura di Marshall
Brickman, Rick
Elice e John
Logan che hanno
riadattato un successo teatrale di Broadway.
Clint Eastwood
Non potranno mancare le polemiche sulla
Croisette che comunque, in passato, ha visto ‘cadere’ nomi eccellenti – ricorda
Romani - quali Terrence Malick e il suo Kniht of Cups (2013); Tim
Burton con Big
Eyes(2013) e Woody Allen con Midnight in Paris (2011), pronti e inspiegabilmente scartati
da Thierry
Frémaux, direttore
del festival. Il lungometraggio ‘eastwoodiano’ dal cast fluviale e intriso di
brani musicali degli anni Sessanta, è stato depennato a vantaggio dei soliti
fratelli Dardenne (Deux Jours, Une Nuit) e dell'abbonato Ken Loach
(Jimmy’s
Hall, [vedi tutti i film in concorso]).
Un film di Clint Eastwood. Con Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard, George
McLaren, Frankie McLaren, Thierry Neuvic, Marthe Keller, Jay Mohr, Richard
Kind, Charlie Creed-Miles, Lyndsey Marshal, Rebekah Staton, Declan Conlon,
Marcus Boyea, Franz Drameh, Tex Jacks, Taylor Doherty, Mylène Jampanoï,
Stéphane Freiss, Laurent Bateau, Steve Schirripa, Joe Bellan, Jenifer Lewis,
Tom Beard, Andy Gathergood, Helen Elizabeth, Niamh Cusack, George Costigan,
Claire Price, Surinder Duhra, Sean Buckley, Paul Antony-Barber, Selina Cadell,
Thomas Price, Céline Sallette, Celia Shuman, Joanna Croll, Jack Bence, Derek
Jacobi. Drammatico,
Usa 2010. Durata 129'.
La trama
Hereafter è
un thriller soprannaturale che vede protagoniste tre persone: George è un
operaio americano che ha un rapporto speciale con l'aldilà; Marie, una
giornalista francese che ha avuto un’esperienza tra la vita e la morte che ha
sconvolto le sue certezze; Marcus, uno studente londinese che ha perso la persona
che gli era più vicina e cerca disperatamente delle risposte. Le loro storie
finiranno con l'intrecciarsi, le loro vite saranno cambiate per sempre da
quello che credono esista, o debba esistere, nell’altro mondo.
Recensione
Film molto commerciale e a mio avviso
sopravvalutato (miglior ‘straniero’ ai David di Donatello), che propone l’inflazionato
tema della preveggenza e della sensitività. Hereafter
è un’opera di Clint Eastwood, fra i migliori registi degli ultimi vent’anni come minimo e tra
i più premiati ma che non bisogna per forza cospargere d’incenso ogni volta che
manda un film nelle sale cinematografiche. E allora, di fronte a questa sua
osannata fatica del 2010 con Matt Damon (in procinto di tornare col promettente The Zero Theorem, di Terry
Gilliam ma anche
reduce dal deludente Monuments Men di
George
Clooney) e un cast,
per il resto, di medio lignaggio, non mi straccio certo le vesti – come tanti
colleghi hanno fatto - e vi dico che, per lo più, mi sono annoiato, in
particolare per la lentezza in alcuni punti del racconto filmico. Non uso mezzi
termini pur essendo appassionato ammiratore sia del regista sia dell’attore di
cui, a memoria, ho visto tutti i film nei quali ha recitato.
Matt Damon in una scena di Hereafter
Matt Damon, in questa
parte, è secondo me mal sfruttato e anche lui poco convincente. Chiamato a
tentare di trasmettere il senso di sgomento dell’uomo cosciente del
proprio ‘sesto senso’ di cui accusa tutto il peso al punto di rifiutarlo e del quale tenta
di non dover rendere conto, l’attore di Cambridge (Massachusetts, Usa), ne
vien fuori rattristato e incapace di qualsiasi guizzo che ammorbidisca la
pesantezza di molte scene. Argomento sfruttato, dicevo in apertura: mi vengono
subito in mente due pellicole (ma con memoria più fresca potrebbero saltarne
fuori molte altre), la migliore delle quali è senz’altro il coinvolgente The Mothman Prophecies – Voci dall’ombra
(2002, di Mark Pellington, con Richard Gere). La
seconda è il sufficiente The Gift
(2000, di Sam Raimi con Cate Blanchet).
Il regista Clint Eastwood con il piccolo Frankie McLaren
Per le suddette crepe, Eastwood avrebbe
dovuto saper trarre più sangue dall’asfittica sceneggiatura di Peter
Morgan (suo lo script anche del deludente Rush[clicca], di Ron
Howard, 2013). Sceneggiatura
che neppure nei dialoghi riesce a tirare su il tasso di coinvolgimento dell’esperienza
cinematografica (che di per sé ha un punto di partenza assai inverosimile),
piatti, piuttosto banali e senza un passaggio sdrammatizzante, col risultato di
dare l’impressione di una pellicola che si prende fin troppo sul serio. In
tutto ciò, va detto che non è che l’oggi 83enne cineasta di San Francisco dia
all’improvviso l’idea di essere un incapace. Nulla da dire, ad esempio, sul
flusso sufficientemente unitario delle immagini - favorito anche dal montaggio dell’espertissimo
Joel
Cox (fra i
tanti Invictus - L'invincibile nel
2009 e J. Edgar nel 2011) - che per
lo meno non rende caotico l’insieme.
Propongo comunque questo film nella
convinzione che - senza scendere troppo nei particolari che una critica più analitica
è tenuta a considerare - sia comunque godibile. “Hereafter è un lungometraggio decisamente scentrato a livello
narrativo - rileva Adriano Ercolani di Coming Soon- debole nella
presentazione ed incerto nello sviluppo interno a molti personaggi. Quando
azzecca il tono e la tensione drammatica riesce a regalare magnifici momenti di
cinema prettamente ‘eastwoodiano', e questo alla fine basta a renderlo ai
nostri occhi un prodotto meritevole di consenso, pur con tutti i suoi evidenti
difetti”.
***
In concomitanza (su Rai 3 alle 21,05) un film
che non ho visto ma con ottime critiche, di cui qui sotto vi propongo le
informazioni fondamentali.
La locandina
The Lady
– L’amore per la libertà
Valutazione media: ♥♥♥♥ = 8
La scheda
Un film di Luc Besson. Con Michelle Yeoh, David Thewlis, William Hope, Martin John King, Susan
Wooldridge. Sahajak Boonthanakit, Nay Myo Thant, Marian Yu, Guy Barwell. Titolo
originale: The Lady. Drammatico,
Fra/Gb 2011. Durata 145'.
La trama
La storia
vera di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991 e ‘orchidea d'acciaio’
del movimento per la democrazia in Myanmar. Dopo l'assassinio del padre, il
generale Aung San, leader della lotta indipendentista birmana, Suu cresce in
Inghilterra e sposa il professore universitario Michael Aris. Quando nel 1988
il suo popolo insorge contro la giunta militare, Suu torna nel paese natale e
inizia il suo lungo scontro diretto contro il potere assoluto dei generali.
Il grande regista Clint Eastwood (83 anni) di nuovo al lavoro
Cosa sappiamo
Cominciano ad arrivare notizie sull'atteso American
Sniper (data d'uscita ancora sconosciuta, forse il 2015) nuovo film
di Clint
Eastwood (Mystic River nel 2003 e Million Dollar Baby nel 2004 i miei
preferiti), uno fra i più grandi registi del mondo. L'attrice Sienna
Miller (curriculum
piuttosto scarso, se si eccettua un ruolo abbastanza importante nell’apprezzato
Interview nel 2007, al fianco dell’ottimo
Steve
Buscemi) è data con
certezza nel ruolo della protagonista femminile accanto a Bradley
Cooper (e qui il
livello si alza, basti pensare alla parte del protagonista nell’applaudita
commedia Silver Linings Playbook. Il lato
positivo, 2012, solo per citarne uno). Inevitabile che anche per quest’ennesima
fatica dell’83enne Eastwood, l’interprete principale sia proprio lui, ma
per l’avvenente Miller questa potrebbe essere l’occasione della
vita.
Un immagine piuttosto sexy di Sienna Miller
Per la pellicola – come informa un articolo
di Rumors - sono state visionate varie attrici tra cui Kate Mara ed Evangeline
Lilly, entrambe
considerate prima che altri impegni le portassero fuori dalla corsa per il
ruolo. Secondo il sito TheWrap, l’ex cowboy ‘buono’ di Sergio Leone, sarebbe
stato indeciso fino alla fine tra la Miller e Jaimie
Alexander,
la bellissima attrice di Thor, ma a
quanto pare a spuntarla è stata proprio la 32enne interprete
britannica.