5X-Men - Giorni di... 124.149 €(4° w.e. 6.232.299 €)
6Il magico mondo di Oz 104.246 €(2° w.e. 440.541 €)
71303 - 3D 94.707 (2° w.e. 425.066 €)
8Three Days to Kill 64.700 (3° w.e. 652.633 €)
9Le Week-End 64.559 €(2° w.e. 232.224 €)
10 Goool! 61.554 €(4° w.e. 811.151 €)
Dopo
la bellezza di quattro settimane, comanda sempre Maleficent,
ormai alla soglia dei dodici milioni d’incasso complessivi. Per la pellicola
che vede protagonista Angelina
Jolie nei panni della strega della fiaba La bella addormentata nel bosco, l’incasso
dell’ultimo week end ha subìto un forte ridimensionamento, non sufficiente,
tuttavia, a favorire il sorpasso della ‘leggerissima’ commediola con Cameron Diaz (Tutte
contro lui - The Other Woman), che
come new entry s’installa subito alla
seconda posizione del box office. A
dimostrazione che già a metà giugno i gusti degli spettatori italiani sono
sintonizzati sulle amenità tipiche dell’estate. Senza dubbio deludente e a
sorpresa, il risultato del musical di Clint Eastwood, Jersey Boys, solo
terzo con poco più di 200mila euro al botteghino. Considerando la fama e lo
spessore dei film precedenti dell’ex pistolero di Sergio Leone, ci si aspettava davvero qualcosa di più. Alla quinta
settimana non mollano i due fantascientifici Edge of Tomorrow- Senza
domani e X-Men –
Giorni di un futuro passato,
entrambi ancora nella top-ten dei
film più visti. A dispetto delle attese rientra in classifica l’action-thriller con Kevin Costner (Three
Days to Kill), che era uscito dalle sale dopo una sola settimana e
che, invece, si rivede in ottava posizione. Evidentemente, il fascino dell’ex
soldato nordista che ‘ballava coi lupi’ non cessa di ammaliare l’attenzione
del pubblico di casa nostra. Subito giù, dopo soli dieci giorni, il cartoonIl magico mondo di Oz. Per la terza settimana consecutiva nessuna pellicola italiana nella graduatoria delle prime dieci.
Un film di Clint Eastwood. Con Christopher
Walken, Francesca Eastwood, Freya Tingley, Ashley Leilani, Vincent Piazza,
Kathrine Narducci, James Madio, Sean Whalen, Steve Schirripa, Mike Doyle, Barry
Livingston, Jeremy Luke, Silvia Kal, Steve Monroe, Phil Abrams, Ian Scott
Rudolph, Alexis Krause, Johnny Cannizzaro, John Lloyd Young, Aria Pullman, Kara
Pacitto, Jacqueline Mazarella, Michael Patrick McGill, Erica Piccininni, Jackie
Seiden, Katelyn Pacitto, Joseph Russo, Meagan Holder, Danielle Souza, John
Griffin, Joe Howard, Matt Nolan, Nancy La Scala, Alexandria Skaltsounis, James
P. Bennett, Evan Strand, Kim Gatewood, Juliet Tondowski, Emilie Germain, Annika
Noelle, Jush Allen, Keith Loneker, Kelly-Ann Tursi, Erich Bergen, Elizabeth Hunter,
Jesse Merlin, Rebecca Rowley, Chris Spinelli, Travis Nicholson, Derek Easley,
Alexandra Ruddy, Robin Krieger, John Nielsen, Clint Ward, Jenna Osterlund, P.J.
Ochlan, Grant Roberts, Marco Tazioli, Scott Vance, Joe Abraham, Kelly Frazier,
Kevin Hawley, Mark Lotito, Michael Lomenda, Jorie Stern, Joshua Larsen, Ben
Rauch, Michael Lanahan, Jon Paul Burkhart, Natalie Willes, Renée Marino, Louis
Scherschel, Christopher Clausi, Kevin Fox, Lou George, Lacey Hannan, Katherine
M. O'Connor, Kyli Rae, David Newton, Rowdy Brown, Alex Diehl, Eric Lee Huffman,
Donnie Kehr, Lou Volpe, Vincent Selhorst-Jones, Sharonda 'Shayy' Irving, David
Crane, Johnny Dinu, Daniel Roman, Troy Grant, Miles Aubrey, Rob Marnell,
Michael Butler Murray, Allison Wilhelm, Angel Murphy, Vince Falzone, Richard
Markman. Biografico-drammatico-musical, Usa 2014. Warner Bros. Uscita prevista
il 18 giugno 2014.
La trama
La storia è
quella di Frankie Valli e dello storico gruppo dei Four Seasons: la loro ascesa negli anni Sessanta, i
piccoli compromessi con la mafia, i primi entusiasmanti successi e le prime
sconfitte, fino alla composizione della famosissima Can't Take my Eyes Off
You.
Impressioni
dal trailer
La classica storia di talento - quello che possedeva il gruppo musicale The Four Seasons - e della conseguente scalata al
successo che, a volte, coglie quasi di sorpresa. Storia su cui piovono tanti
soldi. In cui si fanno spazio tante donne belle e disponibili a concedersi per
accedere ai benefit del business. Jersey Boys parla di
realizzazione del sogno. Quello in cui, come con una bacchetta magica, si può
far comparire tutto ciò che si desidera. La narrazione in immagini è saggiamente
movimentata. Come quando Clint Eastwood (alla 34^ regia) introduce scene d’azione in
cui è protagonista la malavita. Quella mafia che agisce più o meno di nascosto,
alle spalle dell'affermazione. Un tema, fra l’altro, di stringente attualità e che quasi sempre si finge di non conoscere.
Clint Eastwood, a 84 anni ancora artefice di grandi film
Il ‘pistolero’ scoperto da Sergio
Leone, realizza
un film dalla fotografia impeccabile, a effetto pastellato nei gialli, nei
rossi e nei blu in particolare. Il frutto dell'annoso sodalizio con Tom Stern col quale la
collaborazione è giunta a ben dieci opere, dal 2002 (Debito di
sangue) al 2010 (Hereafter). Il
cineasta riproduce il risultato della ‘vecchia’ pellicola monopack multistrato su negativo monostriscia da 35 mm. Esito
cromatico che si riscontra soprattutto in lavori quali - per fare solo un paio
d’esempi - The Hours del 2002 (nella sua parte ambientata nel 1951 con protagonista Julianne
Moore). O come in
Revolutionary
Road del 2008.
Jersey Boys (basato
sull'omonimo musical del 2006 di Marshall Brickman e Rick
Elice e su una
sceneggiatura di John Logan) ha un cast elefantiaco, esagerato, che crea
qualche disorientamento. Un difetto cui pone rimedio l’adeguata recitazione dei
personaggi principali, personificati da John Lloyd Young, Erich
Bergen, Vincent
Piazza e Michael
Lomenda,
rispettivamente nei panni di Frankie Valli, Bob Gaudio, Tommy DeVito e Nick
Massi. Con un particolare rilievo per la caratterizzazione d’alta scuola di Christopher
Walken nei panni
dell’inquietante Angelo ‘Gyp’ De Carlo.
John Lloyd Young, Erich Bergen, Vincent Piazza e Michael Lomenda sono i mitici Four Seasons di Jersey Boys
Di grande valore tutta la parte musicale dell’opera
‘eastwoodiana’. È noto quanto il regista di San Francisco tenga alle colonne
sonore (per le quali spesso offre un determinante contributo). Quindi, in
particolare in un racconto filmico in cui la parte concertistica gioca un ruolo
di primo piano, Clint si dimostra meticoloso all’ennesima potenza.
Il risultato è, in special modo, l'attendibilità delle performance della band. Per
un musical zeppo di canzoni da juke-box anni Sessanta e di pezzi mitici
per un paio di generazioni. Efficace la ricostruzione delle fasi di
registrazione dei pezzi da parte dei cantanti, così come dei concerti che
allora si svolgevano nei teatri. Accurata la sceneggiatura nella stesura dei
dialoghi. Gli scambi sono sempre decisi, essenziali e mai banali, con il giusto
quid d’ironia che a tratti spezza la
drammaticità della vicenda. Così com’è evidente il lavoro competente sulla
sartoria (Tina Dowd e Suzanne Pakier), con una riproduzione fedelissima dell’abbigliamento
del tempo. E sulle ambientazioni, con l’utilizzo, ad esempio, di fiammanti auto
d’epoca.
Christopher Walken
Probabilmente un altro grande film di Clint
Eastwood (un ennesimo
Oscar non mi meraviglierebbe). Uomo di cinema che col passare degli anni non
perde quello che definirei il classico tocco magico. Un’avventura visiva che palleggia
dal musical, al gangster movie alla commedia.
E che in tutte queste sezioni funziona a meraviglia. Un’opera alla quale è
obbligatorio dare fiducia e che attenderemo con molta curiosità.
L’ultimo film di Clint
Eastwood, uno dei
migliori registi contemporanei, è stato escluso dal Festival di Cannes, che
comincerà ufficialmente il 14 maggio per concludersi il 25. Si
tratta del biopic musicale Jersey Boys (uscita in sala il 18 giugno), che - tra fatti
di mafia e belle donne - narra la vicenda di una delle band che ha venduto più
dischi di sempre. Ne dà notizia oggi Cinzia Romani de Il Giornale online. L’opera filmica del cineasta 83enne autore di capolavori come Million
Dollar Baby(2004) e Gran
Torino(2008), per citare solo i due più recenti, è
basato sulla sceneggiatura di Marshall
Brickman, Rick
Elice e John
Logan che hanno
riadattato un successo teatrale di Broadway.
Clint Eastwood
Non potranno mancare le polemiche sulla
Croisette che comunque, in passato, ha visto ‘cadere’ nomi eccellenti – ricorda
Romani - quali Terrence Malick e il suo Kniht of Cups (2013); Tim
Burton con Big
Eyes(2013) e Woody Allen con Midnight in Paris (2011), pronti e inspiegabilmente scartati
da Thierry
Frémaux, direttore
del festival. Il lungometraggio ‘eastwoodiano’ dal cast fluviale e intriso di
brani musicali degli anni Sessanta, è stato depennato a vantaggio dei soliti
fratelli Dardenne (Deux Jours, Une Nuit) e dell'abbonato Ken Loach
(Jimmy’s
Hall, [vedi tutti i film in concorso]).