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lunedì 31 marzo 2014

Box office dell'ultimo week end in Italia

1
Captain America: The Winter Soldier
INCASSATI 2.621.000 EURO
(new entry)

            

                 2
  Storia di una ladra di libri
 INCASSATI 949.000 EURO
                     (new entry)




                  



                                         
3
                                                      Amici come noi
                                                                                    INCASSATI 643.000  EURO
                                          (totale dall’uscita 2.276.000 )

 
  






  4 Mr. Peabody & Sherman  432.000 EURO (totale 2.605.000 €)
  5 Non buttiamoci giù 265.836 EURO (totale 946.388 €)
  6 Yves Saint Laurent  260.000 EURO (new entry)
  7 Her (Lei)  248.000 EURO (totale 1.626.000 €)
  8 300 – L’alba di un Impero 235.000 EURO (totale 5.783.000 €)
  9 Quando c’era Berlinguer 213.000 EURO (new entry)  
10Allacciate le cinture  205.000 EURO (totale 4.382.000 €)


Prevedibile il primo posto - e con ampio distacco - di Captain America: The Winter Soldier. Il pubblico italiano ha premiato, forse giustamente, la ‘statura’ di uno dei più amati personaggi della Marvel e la garanzia di effetti speciali e azione di primissimo livello. Incoraggiante per il livello culturale medio del cinefilo italiano, la seconda posizione de Storia di una ladra di libri (leggi), a mio avviso di gran lunga il film più meritevole tra quelli appena usciti nelle sale. Sorprendente e, per certi versi, anche un po’ sconfortante, la resistenza sul podio di Amici come noi (leggi), pellicola leggerissima anche se – e lo dico per onestà visto che non l’ho vista e mai la vedrò – è evidente che abbia qualcosa che funziona.

Non meraviglia l’apprezzamento che gli spettatori continuano a dimostrare nei confronti dell’animazione di Mr. Peabody & Sherman che paga una flessione però assolutamente fisiologica. Poteva fare meglio, sempre a mio avviso, il biopic Yves Saint Laurent (leggi), opera filmica interessante che ripercorre l’intera esistenza di uno dei più grandi stilisti di tutti i tempi. Costante il declino di 300 – L’Alba di un Impero che, comunque, anche in Italia s’è tolto belle soddisfazioni con quasi sei milioni di euro incassati. Interesse minimo da parte del pubblico nei confronti della prima fatica registica di Walter Veltroni, che ha mandato nelle sale il docufilm Quando c’era Berlinguer (leggi). È evidente che quella che, a mio avviso, è stata perlopiù un’operazione propagandistica, non ha attratto la gente che di politica, oggi, ne ha piene le tasche. Chiude la classifica Allacciate le cinture (leggi), altro film che, forse, è persino andato oltre le previsioni (quasi quattro milioni e mezzo d’incasso totale).

st.mar.

lunedì 24 marzo 2014

Box office dell'ultimo week end in Italia

1
Amici come noi
INCASSATI 1.275.272 EURO
(new entry)
            

             2
  Mr. Peabody e Sherman
 INCASSATI 1.093.000 EURO
 (totale dall’uscita 3.500.000 )



                  



                                         
3
                                               300: L’Alba di un Impero
                                                                                       INCASSATI 676.000  EURO
                                            (totale dall’uscita 5.400.000 )
 

  







 
4 Allacciate le cinture 633.000 EURO (totale 1.100.000 €)
  5 Non buttiamoci giù 556.000 EURO (totale 1.100.000 €)
  6 Her (Lei) 719.175 EURO (totale 1.900.000 €)
  7 Need for Speed 486.000 EURO (totale 4.200.000 €)
  8 47 Ronin 300.000 EURO
  9 La Bella e la Bestia 300.000 EURO (totale 4.500.000 €)
10 Il ricatto 240.000 EURO (new entry)


Non ho nulla contro la commedia all’italiana, quando alla leggerezza aggiunge un’accettabile dose di qualità e una trama che abbia un senso compiuto. Questo, evidentemente, è il caso di Amici come noi (leggi), che ha vinto, pur senza strafare, la gara degli incassi dello scorso week end. Ripeto, evidentemente un po’ di ciccia in questo film con le due ‘iene’ Pio D’Antini e Amedeo Grieco deve esserci, altrimenti il suo piazzamento sarebbe la triste conferma che i gusti dell’italiano medio - e lo dico senza snobismo alcuno - sono ancora in piena fase di maturazione. Il che va di pari passo con il valore - sempre medio - del cinema nostrano. Che nella classifica di oggi piazza solo un'altra pellicola, Allacciate le cinture (leggi), opera fra l’altro di Ferzan Ozpetek  che è turco seppure ‘adottato’ da Roma.

L’animazione continua a farsi valere con il secondo posto di Mr. Peabody e Sherman, a dimostrazione che il genere molto spesso sa centrare l’interesse e il divertimento non solo dei bambini. Perde due posizioni dopo tre settimane il colossal 300: L’Alba di un Impero, che continua comunque a beneficiare di una notevole messinscena. Pur non avendo mai per davvero conquistato il cuore dello spettatore italiano, Her (leggi) si ritaglia ancora un angoletto in questa graduatoria. Deludente la new entry spagnola Il ricatto (leggi).


st.mar.

giovedì 20 marzo 2014

Film consigliati per questo week end (21-22-23/03/2014)


Alla fine della seconda guerra mondiale, Jimmy Picard, nativo americano della tribù dei Blackfoot, che ha combattuto in Francia, è ricoverato all’ospedale militare Topeka in Kansas, un istituto specializzato in malattie mentali. Jimmy soffre di numerosi sintomi: vertigini, cecità temporanea, perdita di udito. In mancanza di una causa fisiologica, la diagnosi è schizofrenia. Tuttavia la direzione dell’ospedale decide di consultare Georges Devereux, un antropologo francese, psicoanalista ed esperto in cultura dei nativi americani. Jimmy P. è la storia dell’incontro e dell’amicizia tra due uomini che non si sarebbero mai incrociati in circostanze normali e che in apparenza non hanno nulla in comune. Insieme intraprendono l’esplorazione della memoria e dei sogni di Jimmy, un esperimento che conducono come due investigatori e con crescente complicità.

La scheda
Un film di Arnaud Desplechin. Con Benicio Del Toro, Mathieu Amalric, Gina McKee, Larry Pine, Joseph Cross, Elya Baskin, Gary Farmer, Michelle Thrush, Misty Upham, Jennifer Podemski, Michael Greyeyes, A. Martinez. Drammatico, Usa 2013. Durata 114'. Bim. Uscita giovedì 20 marzo 2014.

***

Il 13 giugno 2013 è una giornata qualsiasi ma è anche una giornata diversa da tutte le altre. Oggi Giacomo, il figlio più piccolo di Ettore e Lara, ha gli orali degli esami di terza media. Se fosse un'altra famiglia, questa sarebbe l'occasione per stare tutti insieme a incoraggiare e sostenere il ragazzino. Non è però il caso dei nostri quattro, perché il padre e la madre di Giacomo, sua sorella Emma, ventenne, insieme non riescono a stare. E come se non bastasse in questo giorno, oltre alle tensioni familiari, ognuno di loro dovrà affrontare una sua piccola, grande sfida personale. Il tutto nella cornice di una Roma abbacinante e soffocante, sotto il sole di una giornata di inizio estate.

La scheda
Un film di Francesco Bruni. Con Ksenia Rappoport, Fabrizio Gifuni, Lucrezia Guidone, Francesco Bracci, Raffaella Lebboroni, Milena Vukotic, Gianluca Gobbi, Giulia Li Zhu Ye Commedia, Ita 2014. Durata 90'. 01 Distribution. Uscita giovedì 20 marzo 2014.

***

Tom Selznick è un giovane e talentuoso pianista ritiratosi dalle scene da anni a causa di un attacco di fobia da palcoscenico. Nel momento in cui si appresta a dare il via al concerto che segnerà il suo attesissimo ritorno sulla scena, Tom trova scritto sul suo spartito il messaggio “Sbaglia una nota e morirai”. Seduto al pianoforte, il giovane pianista è così costretto a suonare un brano difficilissimo e, allo stesso tempo, a cercare di smascherare il cecchino che gli parla attraverso l'auricolare.

La scheda
Un film di Eugenio Mira. Con John Cusack, Elijah Wood, Allen Leech, Kerry Bishé, Tamsin Egerton, Dee Wallace, Alex Winter, Don McManus, Don Kress, Mino Mackic, Christopher Kahler, Benjamin, Nathan-Serio, Jim Arnold, Rachel Arieff, Julius Cotter, Joe Lewis, Jose Mellinas, Joshua Zamrycki, Beth Trollan, Brian Lehane, Chris Bobrowski, Andrew Moczarnik, Jeff Sealy, Eric Golden Titolo originale Grand Piano. Thriller, Spa 2013.  M2 Pictures. Uscita giovedì 20 marzo 2014.

***


L’impostore – The Imposter (2012)

La storia de L’impostore – The Imposter, complessa e ricca di colpi di scena, ha inizio con l’inquietante scomparsa del tredicenne Nicholas Barclay, un giovane ragazzo texano che sparisce da casa senza lasciare alcuna traccia. Tre anni dopo, una notizia sconvolgente: il ragazzo è stato ritrovato in Spagna, a migliaia di chilometri dalla sua casa e dice di essere sopravvissuto a un incredibile rapimento e alle torture di misteriosi aguzzini. La famiglia non vede l’ora di riabbracciarlo, nonostante le circostanze del ritrovamento siano alquanto strane. Ma la situazione si fa ancora più strana una volta tornato nel Texas. Nonostante l’accettazione della famiglia, il ritrovato Nicholas suscita numerosi interrogativi. Com’è possibile che alcuni dettagli dell'aspetto di Nicholas – carnagione, colore degli occhi e dei capelli – siano radicalmente cambiati, così come certi tratti della sua personalità e il suo accento? E perché la famiglia sembra non accorgersi di queste differenze? E se Nicholas non è davvero Nicholas... allora chi è? E cosa è successo realmente al ragazzo?

La scheda
Un film di Bart Layton. Titolo originale The Imposter. Documentario,  durata 99 min. - Gran Bretagna 2012. - Feltrinelli Real Cinema  uscita giovedì 20 marzo 2014.

***


Amici come noi (2014)

La storia racconta di due cari amici Pio e Amedeo, uniti dalla passione per il calcio (Amedeo gioca nella squadra locale del Real Zapponeta ma sogna di giocare nel grande Milan) e soci in un business alquanto bizzarro di pompe funebri. Pio, ragazzo con la testa sulle spalle, è in procinto di sposare Rosa (Alessandra Mastronardi), ma scopre durante la festa di addio al celibato che sul web gira un video piccante che ha per protagonista la sua amata. Amedeo, spirito ribelle, un po’ spiantato e donnaiolo, di fronte a questa batosta convince Pio a fuggire da Foggia. Inizia così un viaggio on the road che catapulta i due protagonisti in realtà lontane anni luce dai ritmi compassati della provincia. Dalle feste sfarzose della Roma bene a casa dell’eccentrico zio di Amedeo (Massimo Popolizio), dove sono messi alla berlina vizi, manie e leggerezze dell’alta società, alla Milano da bere versione terzo millennio, nel pieno della sfolgorante vita dei calciatori, nella quale i due protagonisti proveranno a calarsi tra una cena da Giannino e una capatina nelle discoteche dei Vip.

La scheda
Un film di Enrico Lando. Con Pio D'Antini, Amedeo Grieco, Alessandra Mastronardi, Maria Di Biase, Alessandra Sarno, Annarita del Piano, Giovanni Mancini, Nicola Valenzano, Mimmo Mancini, Mariela Garriga, Mohamed Zouaoui, Massimo Popolizio. Commedia, Ita 2014. Durata 90'. Medusa. Uscita giovedì 20 marzo 2014.

redazione

venerdì 14 marzo 2014

Dopo il successo di “Scialla” Bruni ci riprova con “Noi 4” (con trailer)

La locandina
Scheda del film
Un film di Francesco Bruni. Con Ksenia Rappoport, Fabrizio Gifuni, Lucrezia Guidone, Francesco Bracci, Raffaella Lebboroni, Milena Vukotic, Gianluca Gobbi, Giulia Li Zhu Ye Commedia, Ita 2014. Durata 90'. 01 Distribution. Uscita giovedì 20 marzo 2014.

Trama del film
Il 13 giugno 2013 è una giornata qualsiasi ma è anche una giornata diversa da tutte le altre. Oggi Giacomo, il figlio più piccolo di Ettore e Lara, ha gli orali degli esami di terza media. Se fosse un'altra famiglia, questa sarebbe l'occasione per stare tutti insieme a incoraggiare e sostenere il ragazzino. Non è però il caso dei nostri quattro, perché il padre e la madre di Giacomo, sua sorella Emma, ventenne, insieme non riescono a stare. E come se non bastasse in questo giorno, oltre alle tensioni familiari, ognuno di loro dovrà affrontare una sua piccola, grande sfida personale. Il tutto nella cornice di una Roma abbacinante e soffocante, sotto il sole di una giornata di inizio estate.

Tema del film
Non fallisce la prova il 52enne sceneggiatore e regista romano Francesco Bruni, dopo il sorprendente successo di Scialla (2011), ottenuto in gran parte, a mio avviso, grazie a quel grande attore che è Fabrizio Bentivoglio (dove c’è lui, difficilmente la barca affonda). Come dicevamo, comunque, anche se in assenza dell’interprete di ‘peso’ (senza voler sminuire il cast di questa volta), questo Noi 4 sembrerebbe – a leggere chi il film l’ha già visto – aver centrato il bersaglio. Cosa che all’interno di un panorama cinematografico italiano piuttosto nebbioso (mio parere personalissimo), non va sottovalutata. Bruni conferma di essere un esperto nel descrivere le relazioni difficili, intese non necessariamente come rapporti amorosi. Ciò che interessa questo navigatissimo sceneggiatore (vera fonte d’ispirazione per Paolo Virzì se si pensa che per lui ha messo sulla carta gli script di ben sette film, tra cui gli ottimi Ovosodo, Caterina va in città e Tutta la vita davanti) è mostrare il concatenamento emotivo tra esseri umani, meglio ancora se fra loro imparentati.

Fabrizio Gifuni in una scena di Noi 4
E su questo ha deciso di improntare anche la sua seconda regia, dimostrando di non aver intenzione di campare di rendita. “La solida esperienza narrativa del Bruni sceneggiatore – scrive Paolo Casella su Mymovies.it  - costruisce una vicenda ricca di echi e di rimandi che fa leva sulle contraddizioni interne ai suoi personaggi più che sugli accadimenti esterni, e racconta una famiglia ristretta invece che allargata”, quella – aggiungo io - che al cinema tanto è andata (e forse va ancora) di moda negli ultimi quindici anni. Restare in un ambito più circoscritto, forse richiede maggior pignoleria, perché è su un numero inferiore di elementi che l’attenzione dello spettatore è chiamata a focalizzarsi. Quindi, se la vicenda non regge, se il meccanismo s’inceppa, è più facile essere sgamati e ‘abbandonati’.

Il regista Francesco Bruni
La famiglia in crisi di Bruni sembra che (si dice), per certi versi, strizzi l’occhio a quella colpita da una clamorosa tragedia messa su pellicola da Nanni Moretti con La stanza del figlio (bello e toccante film del 2001). Ma l’autore di Noi 4 non casca nel frequente tranello dello scimmiottamento, acuto a tener conto di quanto esso possa rivelarsi una mannaia (e giustamente) per troncare il futuro di un artista. Anche se alcune caratteristiche comuni sono inevitabili (ma così è anche nella realtà, in fondo la maggioranza dei nuclei familiari si somiglia). Perciò il film pare sia un continuo alternarsi di situazioni sgradevoli e momenti in cui fa capolino una speranza di serenità.

Ksenia Rappoport in una scena del film
Sempre secondo Casella, nella “complessità narrativa Bruni dimostra coraggio e il lodevole rifiuto di sedersi sugli allori del successo precedente, ma rivela anche il dislivello fra ciò che conosce benissimo, ovvero la psicologia maschile (ad ogni età), e ciò che conosce meno bene, cioè l'universo femminile, che in Noi 4 appare delineato dall'esterno”. Una falla, dico io, un’ingenuità cui, forse, il cineasta capitolino avrebbe potuto ovviare affiancando a sé una sceneggiatrice, per esempio, invece di stabilire di poter fare tutto da solo. Ma ora vorrei evitare di cadere nel cattedratico.

Un aspetto fondamentale per il possibile successo di quest’opera, pare sia la sua efficacia nel portare sul grande schermo la gravosità dell’incomprensione che nasce fra uomo e donna, ragazza e ragazzino, genitore e figlio. L’aver voglia di dire, di dirsi senza trovare le parole per farlo, per paura, a volte, per pudore, altre. Su questo il regista, trova la sua formula “magica tra i difetti, quelli puri, contigui e inseparabili – rileva Damiano Panattoni di Filmforlife.org  - offuscati dai fiumi di parole che non dicono mai ciò che dovrebbero, che contraddistinguono la tenerezza di ogni essere umano e la sua propensione alla condivisione, all’abbraccio, al momento”. Insomma, un film sulla vita di noi individui infilati in questa società piuttosto declinante o, quantomeno, annaspante. Incapace di sfuggire alla grandinata di superficialità, sia emotiva sia materiale, sotto cui ormai da oltre trent’anni (in particolare) è costretta a vivere. Io gli darei fiducia, credo di aver capito che lo meriterebbe. Non sono sicuro sia lo stesso per il grande pubblico. 

Stefano Marzetti