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martedì 1 luglio 2014

‘Dracula Untold’: a ottobre la storia, dalle origini, del principe dei vampiri

La locandina
La scheda
Un film di Gary Shore. Con Luke Evans, Charlie Cox, Sarah Gadon, Dominic Cooper, Samantha Barks, Zach McGowan, Art Parkinson, Paul Kaye, William Houston, Ronan Vibert, Diarmaid Murtagh, Noah Huntley, Tom Benedict Knight, Dilan Gwyn, Lasco Atkins. Azione, Usa 2014. Universal Pictures. Uscita: giovedì 30 ottobre 2014.

La trama
La mitologia dei vampiri combinata con la vera storia del principe Vlad per raccontare le origini di Dracula. Il giovane principe Vlad guida la carica per respingere i tentativi dell’impero Ottomano di utilizzare la Romania come un punto d’appoggio per conquistare il resto d’Europa. In un momento di disperazione, Vlad sale su una montagna su cui risiede un oscuro potere magico con la speranza di trovare qualcosa che tenga a bada le orde turche. Quel potere lo aiuta a sconfiggere i turchi, ma questo avviene pagando il prezzo della sua trasformazione in una creatura della notte.

Cosa sappiamo
Pensavamo, su Dracula il vampiro, di aver appreso ormai quasi tutto dal capolavoro di Francis Ford Coppola, Dracula di Bram Stoker (1992). È evidente che così non è, giacché il semisconosciuto regista Gary Shore ha pensato bene di girare un nuovo film su quella che dovrebbe essere la vera storia della stirpe vampiresca, rivelando quei retroscena ancora mai raccontati. Nel tempo si sono dedicate migliaia di pagine e decine di pellicole a colui che è senza dubbio il ‘non morto’ per eccellenza. La figura guida di un’intera temibile e terrificante - per i lettori e per il pubblico di cinema e teatri - genìa che trascorre la propria infinita esistenza solo nelle tenebre in cerca di sangue fresco (spesso di avvenenti fanciulle).

Il protagonista
Luke Evans
Tornando al film, nelle vesti del conte Vlad, principe romeno ed eroe popolare di un’intera cultura, si calerà un insolito Luke Evans, attore dalla formazione teatrale e conosciuto principalmente per il ruolo di Owen Shaw, pilota mercenario di Fast & Furious 6 e di Aramis nella pellicola in costume I tre moschettieri (2011) diretta da Paul W. S. Anderson. Di recente l’attore gallese ha preso parte anche agli ultimi due capitoli della trilogia de Lo Hobbit, diretta da Peter Jackson, interpretando Bard l'Arciere. Il cast si completa con la presenza, tra gli interpreti principali, di Sarah Gadon - vista in Cosmopolis (2012), in The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro (2014) e in Maps to the Stars (2014) - e Dominic Cooper, noto per il ruolo di Milton Hawthorne Greene in Marilyn (2011) e per essere stato uno dei protagonisti de La leggenda del cacciatore di vampiri (non disprezzabile film del 2012).

Una scena di Dracula Untold (foto My Reviews)
“Dracula Untold può definirsi una sorta di reboot - rileva Marta Gasparroni di Excite LINK!!!   - e racconta la storia di un giovane e combattivo Vlad, difensore della propria gente, ancor prima di quella trasformazione che lo relegò nell’eternità. In tempi antichissimi, il principe Vlad parte alla carica per distogliere l’Impero Ottomano dalle mire sul proprio territorio, guidando un attacco d’assalto nel tentativo di salvare la propria gente. Preso da un momento di follia e disperazione, il giovane principe si ritrova a siglare un patto con il diavolo per respingere l’avanzata turca una volta per tutte. Il prezzo in cambio della vittoria sarà la trasformazione in un’affascinante quanto controversa creatura della notte”. Nel complesso, comunque, non propriamente un horror, ma bensì un dramma fantasy dai toni epici e con qualche sfumatura storico-mitologica.

s.m.

giovedì 5 giugno 2014

“Insidious: Chapter 3”, la trilogia si compie ma stavolta i fantasmi non c’entrano

Pronto a tornare nei cinema il terzo episodio della saga di Insidious
La trilogia si compie ma stavolta i fantasmi non c’entrano. Ai più ‘esperti’ dei due prequel (Insidious [2011] di James Wan con Patrick Wilson e Insidious 2 - Oltre i confini del male [2013, ancora Wan e Wilson]) quanto detto potrebbe far accendere la proverbiale lampadina. Sarà presto girato, infatti, il terzo episodio di Insidious, Chapter 3 (arrivo al cinema il 3 aprile 2015) .

La locandina del primo film
È quanto annunciato da Focus Features, Entertainment One, Sony Pictures Worldwide Acquisitions e Blumhouse Productions, che hanno anche chiarito che, a differenza delle prime due tessere di questa trilogia - costata ‘solo’ 7 milioni a film ma riuscita sinora a incassare oltre 97 milioni di dollari prima e con la seconda ‘botta’ quasi 162 milioni - non ci sarà più il regista della Malesia ma Leigh Whannell (debutto dietro la cinepresa), chiamato anche a scrivere l'intera operazione. Una scelta che non sorprende più di tanto, visto e considerato che lo sceneggiatore australiano ha messo mano agli script dei primi due capitoli.  A impedire a James Wan (che sarà comunque produttore) di ripetersi alla direzione di questo franchise, è l’impegno preso per la realizzazione di Fast and Furious 6. Ed ecco che per il giovane (37 anni) Whannell si presenta l’occasione di spiccare il volo. Steven Schneider, Brian Kavanaugh-Jones, Peter Schlessel, Lia Buman e Xavier Marchand faranno da produttori esecutivi, con il via alle riprese annunciato in estate, per questo 7 luglio. «È con grande piacere che giriamo il nuovo Insidious con il suo co-creatore Leigh Whannell. Siamo tutti entusiasti di vedere in quale direzione Leigh porterà la prossima puntata».

Una scena di Oltre i confini del male - Insidious 2
Insidious: Chapter 3 annovera tra gli attori principali Lin Shaye, Angus Sampson, Leigh Whannell e Anne Bergstedt Jordanova. È una pellicola del tutto nuova. Occorre anzitutto specificare che, sebbene la sceneggiatura del film sia ormai completa, della storia in senso stretto si conosce davvero poco. Il terzo capitolo del film in particolar modo si concentrerà su una famiglia mai vista prima. Di conseguenza, Patrick Wilson (che interpretava Josh Lambert) e Rose Byrne (nei panni di Renai Lambert), protagonisti dei precedenti capitoli, non torneranno a vedersela contro le forze oscure. Una scelta dettata appunto dalle nuove esigenze di copione e che forse farà storcere il naso ai fan della serie, rimasti col fiato sospeso - e in attesa di conoscere il seguito - dal finale di Oltre i confini del male: Insidious 2. Di un’altra cosa vi è certezza: Insidious: Chapter 3 non sarà in alcun modo connesso al finale dell’opera che l’ha preceduto. Previste, tuttavia, due facce note: Angus Sampson e lo stesso Leigh Whannell, sempre nei ruoli degli investigatori del paranormale, Tucker e Specs.

Redazione

mercoledì 28 maggio 2014

Il più bello di mercoledì 28 maggio, prima serata, sul ‘digitale’: MTV alle 21,10

La locandina
Frankenstein Junior

Valutazione media: ♥♥♥♥♥ = 9,5

RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
Premio Oscar 1975: nomination migliore sceneggiatura non originale a Mel Brooks e Gene Wilder, nomination miglior sonoro a Richard Portman e Gene S. Cantamessa; Golden Globe 1975: nomination migliore attrice in un film commedia o musicale a Cloris Leachman, nomination miglior attrice non protagonista a Madeline Kahn; Saturn Award 1976: miglior film horror, migliore regia a Mel Brooks, miglior attore non protagonista a Marty Feldman, migliore scenografia a Robert De Vestel e Dale Hennesy, miglior trucco a William Tuttle. 

La scheda
Un film di Mel Brooks. Con Gene Wilder, Peter Boyle, Marty Feldman, Teri Garr, Madeleine Kahn, Cloris Leachman, Gene Hackman, Madeline Kahn, Richard Haydn, Leon Askin, Arthur Malet, Oscar Beregi, Danny Goldman, Monte Landis, Kanneth Mars, Liam Dump, Anne Beesley, Rusty Biltz, Richard A. Roth, Kenneth Mars, Liam Dunn, Rusty Blitz, John Madison. Titolo originale: Young Frankenstein. Comico, Usa 1974. Durata 106' circa. Produzione: Michael Gruskof, per 20th Century Foz, Crossbow Productions, Gruskoff/Venture Films, Jouer Limited. Distribuzione: Fox - 20th Century Fox Home.

La trama
L’illustre medico Frederick Frankenstein riceve in eredità un castello appartenuto a suo nonno, il Barone Von Frankenstein. Nonostante il disprezzo per la reputazione dell’antenato, il giovane Frankenstein decide di partire per la Transilvania, dove a dargli il benvenuto, trova Igor, aiutante gobbo disposto a prestare i suoi servizi (dietro lauto compenso) e la bella Inga, giovane donna con un non ben specificato ruolo di ‘aiutante’; al trio si unisce Frau Blucher, sinistra custode del castello e inspiegabile motivo di timore da parte dei cavalli di famiglia. Inizialmente riluttante, Frederick cede alla tentazione di proseguire gli esperimenti del Barone quando trova il suo diario di lavoro: una volta rivenuto in un cimitero il cadavere di «un energumeno lungo 2,20 metri e largo come un armadio a due ante», spetta ad Igor trafugare un cervello degno di tale creatura. Tra gobbe evanescenti, allegre dimostrazioni scientifiche e scappatelle notturne, nel castello Frankenstein se ne vedranno delle belle.


Una scena emblematica di Frankenstein Junior, con un grande Gene Wilder

Critica – Rassegna stampa
“(...) Brooks (che anni dopo si sarebbe cimentato con un altro personaggio cardine del filone con il meno riuscito, ma pur sempre godibile, Dracula morto e contento) dirige con mano sicurissima i suoi interpreti - rileva Maurizio Encari di Every Eye - garantendo un ritmo invidiabile al racconto, girato in un bianco e nero perfettamente aderente alle atmosfere lugubremente ironiche della storia, riservando anche un ‘orecchio di riguardo’ alla componente sonora, più volte citazionista verso i classici del genere (...) La fotografia rende inoltre l’operazione particolarmente nostalgica, guardando ai titoli storici degli anni ‘30 e ‘40 e trasmettendo ancor più la sensazione di trovarsi a un film letteralmente fuori dal tempo e destinato a divertire per l’eternità. Grande merito della riuscita complessiva - conclude Encari - è senza dubbio da assegnare anche al cast, la cui scelta non poteva essere migliore: se Gene Wilder è sempre stato una perfetta macchina comica, sono impossibili da dimenticare i due coprotagonisti, il buffo e spaesato mostro di Peter Boyle e soprattutto la figura di Igor, un Marty Feldman che provoca le risate più copiose ad ogni sua apparizione”.

Un primo piano di Marty Feldman, carta vincente
del grande film di Mel Brooks
“(...) L'eclettismo parodistico di Mel Brooks”, osserva Giancarlo Zappoli di My Movies, gli fa realizzare “nello stesso periodo Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior ma è il secondo destinato a rimanere nella storia del cinema. Perché in questo caso riesce ad andare ben oltre alla parodia grazie forse anche alla collaborazione di Gene Wilder alla sceneggiatura. La cura dei particolari è segno dell'amore che Brooks prova per il cinema che vuole prendere amabilmente in giro”.


Peter Boyle nei panni dell'improbabile Frankenstein
“(...) Capolavoro indiscusso della commedia - scrive Riccardo De Franco di Storia dei Film - cult-movie immediato, boom di vendite in home-video, a prova di quanto ancora oggi sia impresso nell’immaginario collettivo (non a caso vanta alcune delle battute e dei dialoghi più citati) (...) Alla bravura degli interpreti si unisce la stramba galleria di personaggi, principali e secondari, indimenticabili nelle loro peculiarità: in quest’ottica il mattatore indiscusso è il monumentale Marty Feldman, che renderà l'aiutante Igor un’icona immortale della commedia; come sottolineato dallo stesso Wilder, Igor è il simbolo del film, nucleo e motore pulsante della storia, il personaggio che entra sempre in scena al momento giusto e con la battuta più spassosa. Mai eccessivo - scrive sempre De Franco - sempre pungente e talmente simpatico da suscitare risate a ogni sguardo che volge alla cinepresa o agli altri personaggi. Puro genio comico (...)”.

redazione