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mercoledì 2 luglio 2014

Il più bello di mercoledì 2 luglio, prima serata, sul digitale: ‘Transformers’ (Italia 1, canale 6, alle 21,10)

La locandina
Transformers

Valutazione media: ♥♥♥ = 7,5

La scheda
Un film di Michael Bay. Con Shia LaBeouf, Megan Fox, Josh Duhamel, Tyrese Gibson, John Turturro, Jon Voight, Anthony Anderson, Rachael Taylor, Michael O'Neill, Sophie Bobal, Charlie Bodin, Bernie Mac, Peter Cullen, Mark Ryan, Darius McCrary, Robert Foxworth, Jess Harnell, Hugo Weaving, Jimmie Wood, Reno Wilson, Charles Adler, Odette Yustman, Kevin Dunn, Julie White, John Benjamin Hickey, Ramon Rodriguez, Isabel Lucas, Glenn Morshower, Rainn Wilson, Matthew Marsden. Fantascienza, Usa 2007. Durata 144' circa. Universal Pictures.

La trama
Da molti secoli due razze di robot alieni - gli Autobots e i Decepticons - si fronteggiano in una guerra terribile, il cui trofeo finale è il futuro dell’universo. Quando la Terra diventa il teatro della loro battaglia finale, i malvagi Decepticons scoprono che l’unico ostacolo per raggiungere l’ambita vittoria, è costituito dal giovane Sam Witwicky, un normalissimo adolescente alle prese con i tipici problemi dei ragazzi della sua età: la scuola, gli amici, le automobili e le ragazze. Sam, ignaro di essere l’unico e assoluto responsabile della sopravvivenza degli esseri umani, si ritroverà, insieme alla sua amica Mikaela, coinvolto in uno spaventoso braccio di ferro tra Autobots e Decepticons.

Il regista Michael Bay
Recensione (rassegna stampa)
Transformers è il primo episodio di una saga di ben quattro film, tutti diretti dal regista di Los Angeles, Michael Bay. “(...) Dal 1984 ad oggi - rileva Domitilla Pirro di Film Up - i cromatissimi paladini interstellari nati dall’intuizione di mastri giocattolai giapponesi (ovvio) e resi oro puro dal colosso americano Hasbro (altrettanto ovvio) hanno divertito stuoli di ragazzini. Ed è un trio di tutto rispetto quello cimentatosi nell’impresa di rispolverarne il fascino in sala: Steven Spielberg produce, Michael Bay dirige e la Industrial Light & Magic di George Lucas ‘tridimensiona’ un film che mantiene le botte da orbi promesse e, almeno inizialmente, distrae (...) è proprio nel campo pubblicitario che il regista di Bad Boys, Armageddon e Pearl Harbor nasce e cresce: ed è alla pubblicità in grande stile che evidentemente torna con questo trionfale spot di 135 minuti - scrive ancora Pirro - che diverte finché non decide di prendersi sul serio (...)”.

Shia LaBeouf e Megan Fox in una scena di Transformers
“(...) La storia di Sam e del suo amore segreto per la bella Mikaela - scrive Tirza Bonifazi di My Movies - fa solo da contorno alla trama che ha come punto focale l’arrivo degli ENB - extra terrestri non biologici - sulla Terra. Il film si divide in tre atti. Nel primo atto assistiamo allo scontro tra i Decepticons e le forze militari, nel secondo è mostrato l’incontro del giovane protagonista con gli Autobots e nel terzo è messa in scena la battaglia tra Decepticons e Autobots. Un gran finale che ha il pregio di non risolversi in poche battute ma di prolungarsi per dare spazio all’azione senza cali di tensione (...) La differenza tra Transformers e i precedenti film del regista californiano la fa il totale impegno da parte di tutto lo staff - la Industrial Light & Magic in primis, che ha saputo ricreare sul grande schermo la spettacolarità delle trasformazioni – l’interpretazione di Shia LaBeouf, sempre più convincente nei ruoli da protagonista, e di John Turturro, stavolta impigliato nei panni di un agente segreto molto particolare”, conclude Bonifazi.
redazione

lunedì 12 maggio 2014

Il più bello di lunedì 12 maggio, prima serata, sul ‘digitale’: Iris alle 21,10

La locandina
Pride and Glory - Il prezzo dell'onore

Mia valutazione: ♥♥♥ = 7,5

La scheda
Un film di Gavin O’Connor. Con Edward Norton, Colin Farrell, Jon Voight, Noah Emmerich, Jennifer Ehle, John Ortiz, Frank Grillo, Shea Whigham, Lake Bell, Carmen Ejogo, Manny Perez, Wayne Duvall, Ramon Rodriguez, Rick Gonzalez, Maximiliano Hernández. Titolo originale: Pride and Glory. Drammatico, Usa 2008. Durata 125' circa. Eagle Pictures.

La trama
Ray Tierney, detective della squadra omicidi di New York, si trova a investigare su un caso di corruzione all'interno del dipartimento cui egli stesso appartiene. Mentre le indagini proseguono, Ray scopre che suo fratello Francis e il suo amico potrebbero essere coinvolti nello scandalo. Ray dovrà scegliere tra la lealtà alla famiglia e quella al distintivo che indossa.

La mia recensione
Il regista Gavin O’Connor (quest’anno dovrebbe mandare in sala il drammatico Jane Got a Gun, che vanta nel cast la grandissima Natalie Portman affiancata da uno bravo come Ewan McGregor) realizza davvero un buon film, senza fronzoli, privo di buoni al cento percento e di cattivi al cento percento. La sceneggiatura di Pride and Glory non assolve nessuno, neppure il protagonista che si trova a combattere contro un male appuntito e nascosto. Ebbene, anche lui ha qualcosa da farsi perdonare. Il tema principale del racconto è la retorica del poliziotto eroico e pronto a sacrificare la propria vita per il bene della comunità e a scapito dei propri affetti, mescolata al lato oscuro di una professione che, in molti casi, alla fine, fa somigliare i paladini della legge ai delinquenti che dovrebbero essere perseguiti. In questo la pellicola del cineasta newyorkese (nel 2011 autore dell'apprezzatissimo Warrior) si rifà a una materia letterario/cinematografica molto sfruttata e messa in scena in decine di film di altissimo valore. Tra i più recenti mi viene in mente Brooklyn's Finest, 2009, con Richard Gere, Don Cheadle e Ethan Hawke; The Departed - Il bene e il male, 2006, di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, Matt Damon e Jack Nicholson. Andando più a ritroso Training Day, 2001, con Denzel Washington e Ethan Hawke; Affari sporchi, 1990, con Richard Gere e Andy Garcia; senza dimenticare lo straordinario Serpico, 1973, di Sidney Lumet con Al Pacino. Carrellata un po’ lunga ma probabilmente utile.

In questa scena Colin Farrell e Edward Norton
Da rilevare l’interpretazione sempre autorevole del protagonista Edward Norton, chiamato a personificare un personaggio reso indeciso dal proprio trascorso ma con una voglia di riscatto che alla fine prevale. Ma l’interprete più calato nella parte (attenzione perché qui svelo un particolare importante della vicenda) è, a mio avviso, Colin Farrell, un villain – la canaglia da smascherare - di quelli sorprendenti e imprevedibili che hanno il potere di cogliere di sorpresa lo spettatore. Racconto filmico mai lento, degno dei migliori action movie (grazie anche a un montaggio vivo e scorrevole), senza la necessità di ricorrere a effetti speciali rilevanti. Qualche infiltrazione di banalità nei dialoghi (comunque ampiamente nei limiti del credibile) ma non è certo su questi che deve puntare il genere di pellicola.

Nel cast anche Jon Voight
Poliziesco di alto livello e con un cast che già di per sé è una garanzia, Pride and Glory inocula in chi vede un’abbondante dose di pathos e non si dimentica mai di tenere vispa l'attenzione. Piuttosto violento, un po’ anche a livello psicologico, ma senza essere molesto è quasi adatto a tutti, anche ai ragazzini, magari con un adulto accanto che dia appropriate spiegazioni.

Stefano Marzetti