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lunedì 30 giugno 2014

‘Come fare soldi vendendo droga’, alto livello di provocazione su una battaglia ancora persa

La didascalia
Valutazione media: ♥♥♥ = 7

La scheda
Un film di Matthew Cooke. Con Woody Harrelson, Susan Sarandon, Eminem, 50 Cent, David Simon, Matthew Cooke, Freeway Ricky Ross, Barry Neal Cooper, Brian O'Dea. Titolo originale: How To Make Money Selling Drugs. Documentario, Usa 2012. Durata 96' circa. Woovie. Uscita: giovedì 3 luglio 2014.

La trama
Ogni anno gli Stati Uniti spendono quasi venticinque miliardi di dollari per la guerra alle droghe, eppure l’industria mondiale degli stupefacenti vale ora più di quattrocento miliardi di dollari e non mostra segni di cedimento. Come fanno gli spacciatori a sfuggire alla legge e a continuare a guadagnare cifre simili? È a questa domanda che il docufilm tenta di rispondere offrendo, in modo provocatorio, una vera e propria guida su come arricchirsi vendendo droga e uno sguardo curioso sui segreti di questa industria mondiale. Interviste esclusive a spacciatori, trafficanti, lobbisti e forze dell’ordine per fornire un punto di vista esaustivo e privo di pregiudizi sul mercato e sul sottobosco criminale legato alle sostanze stupefacenti. Oltre agli esperti di questo business, il documentario offre anche i diversi punti di vista sull’argomento di artisti e personaggi come 50 Cent, Eminem, Woody Harrelson, Susan Sarandon.

Recensione (rassegna stampa)
“(...) Il documentario di Cooke, oltre a meritare i complimenti per la creativa e accattivante scelta stilistica (quella di una sorta di videogame a livelli) - rileva Luisa Scarlata di Cine Radar - va soprattutto lodato per il coraggio con cui il delicato tema della lotta alla droga è trattato. L’arma vincente di Come fare soldi vendendo droga è sicuramente l’altissimo livello di provocazione. Guadagnare con gli stupefacenti è facilissimo. È una verità: non c’è dubbio. Perché quindi si dovrebbe resistere alla tentazione di fare soldi così facili? Evidentemente più di qualcosa, alla base del sistema, davvero non funziona”.

Da giovedì prossimo al cinema il docufilm Come fare soldi vendendo droga
“(...) Sulla scia dell'esempio di Michael Moore o Errol Morris - scrive Emanuele Sacchi di My Movies - la via del documentario che intende veicolare un messaggio politico o informativo in una maniera accessibile o condita da humour continua a essere percorsa abbondantemente dai cineasti statunitensi. Un settore affollato del cinema del reale, in cui trovare una nuova voce e un nuovo linguaggio per esprimersi diviene via via più complicato: a Matthew Cooke non resta quindi che alzare ulteriormente l’asticella, anche rispetto al recente The House I Live In, documentario-shock sui risultati scarsi e controproducenti della costosa guerra contro la droga intrapresa dal governo degli Stati Uniti (...) Il merito maggiore di Cooke è nella successione di cifre snocciolate, adeguatamente contestualizzate per massimizzare l’effetto scioccante e rimanere così maggiormente impresse nella mente dello spettatore. Specie quando nel mirino sono le leggi proibizioniste degli Stati Uniti, gli interessi che le sorreggono e i danni che hanno prodotto (il 25% dei carcerati nel mondo sono statunitensi quando il 5% della popolazione mondiale è statunitense)”.

redazione

venerdì 27 giugno 2014

‘Big Wedding', la famiglia allargata luogo di conciliazione e modernità

La locandina
Valutazione media: ♥♥ = 5

La scheda
Un film di Justin Zackham. Con Robert De Niro, Katherine Heigl, Diane Keaton, Amanda Seyfried, Topher Grace, Susan Sarandon, Robin Williams, Ben Barnes, Christine Ebersole, David Rasche, Patricia Rae, Ana Ayora, Marc Blucas, Shana Dowdeswell, Quincy Dunn-Baker, Edmund Lyndeck, Megan Ketch, Sylvia Kauders, Joshua Nelson, Doug Torres, Marvina Vinique, Ian Blackman. Titolo originale: The Big Wedding. Commedia, Usa 2013. Durata 89' circa. Universal Pictures. Uscita: giovedì 26 giugno 2014.

La trama
Don e Ellie Griffin, una coppia da tempo divorziata, saranno costretti ancora una volta a interpretare il ruolo di compagni di vita felici per il bene del matrimonio del loro figlio adottivo, dopo che la sua madre biologica ultra-conservatrice decide inaspettatamente di volare dall’altra parte del mondo per partecipare al lieto evento.

Recensione (rassegna stampa)
“(...) da qualche parte, negli uffici dei potenti di Hollywood, ci deve essere ancora chi pensa che un originale estero di successo (la pellicola francese Mon Frère se Marie del 2006, diretto da Jean-Stéphane Bron, ndr) e un cast popolato di grandi nomi possano essere ancora gli ingredienti sufficienti per un film che funzioni”, scrive Federico Gironi di Coming Soon. “Tralasciando l’ipotesi che, nell’anno 2014, Robert De Niro, Diane Keaton e Susan Sarandon non possano più essere i se stessi di qualche decennio fa, e il fatto che, per non farli sfigurare troppo, si sia ricorsi a giovani leve non esattamente eccelse (e dispiace per la povera Seyfried), è sul piano dell’intreccio e dell’ideologia che lo sottende, che Big Wedding lascia più esterrefatti (...) Non che ci sia nulla di male, nel vincolo matrimoniale - aggiunge il critico di CS -: ma il problema sta nel suo utilizzo furbetto e ipocrita, nella retorica della famiglia allargata come luogo di conciliazioni e modernità ma solo a patto che i due ex coniugi finiscano a letto assieme per favorire così il matrimonio della coppia nuova e nata dal tradimento. In questo bailamme ricoperto di buonismo e aderenza alla norma - termina Gironi - brilla un lampo di sincera modernità: nella scena e nelle scene in cui il giovane futuro sposo tratta alla pari e senza troppe distinzioni le tre figure materne messe a sua disposizione dal copione”.

Robert De Niro e Susan Sarandon in una scena del film di Justin Zackham
“(...) Senza fare schermo a qualche tristezza e giocando la carta del sesso disinibito in famiglia - rileva Marzia Gandolfi di My Movies - Big Wedding infila direzioni note e finisce in un precipizio di smorfie, incidenti e sipari farseschi, che abbattono gli attori più giovani e mortificano i veterani. Abbonato al ruolo di seduttore azzimato, De Niro impersona ancora una volta il marito bolso e mascalzone, civettuole e intraprendenti sono invece le consorti legittime, o meno, di Susan Sarandon e Diane Keaton, trincerata nel suo immancabile tailleur pantalone, nella verve impudente e nella ribadita indipendenza economica. Più a suo agio Susan Sarandon interpreta il personaggio che rilancia e scioglie i dubbi amorosi, aggirando comicamente gli ostacoli della menzogna a cui è costretta per amore di un figlio acquisito e la sconsideratezza di un compagno mai impalmato. Intorno a loro schiamazza una compagnia di ‘piccoli’ attori da cui scampiamo la brillante Katherine Heigl, architrave solida e mai ingombrante di una costruzione corale, capace - conclude Gandolfi - di dare rilievo a pensieri e azioni del suo personaggio (...)”.

redazione