Una grande annata televisiva vede
contrapporsi, per la vittoria degli Emmys Awards (la cerimonia della consegna dei premi si terrà il prossimo sabato 25 agosto nel corso del Saturday Night Live.), alcuni degli show che hanno conquistato il cuore
degli spettatori. In primisTrue Detective che ha raccolto la sfida più
ardua e accettato di candidarsi come serie tv drammatica e non come
In pole position la serie drammatica True Detective
miniserie,
categoria in cui avrebbe avuto molta meno concorrenza. Il film tv di Nic
Pizzolatto
centra le candidature come miglior serie drammatica, miglior regia (Cary
Fukunaga), e la
duplice nomination per il miglior
attore protagonista andata a Matthew McConaughey e Woody
Harrelson.
Nella pattuglia dei migliori attori in una
miniserie o film tv spunta l’inglese Martin Freeman,
protagonista di un’altra delle serie-evento di questa stagione, l’acclamato Fargo. Al suo
fianco il collega di set Billy Bob Thornton e la costar in Sherlock, Benedict Cumberbatch, candidata
per l’episodio della terza stagione The Last Vow. Se i
proverbi corrispondono a verità il detto “non c’è due senza tre” potrebbe
portare il terzo Emmy consecutivo alla star di Homeland, Claire
Danes. Che
diranno le agguerrite rivali Robin Wright, Julianna Margulies e
soprattutto la docente di sesso Lizzy Caplan, acclamata
dalla critica per Masters of Sex?
Un film di Matthew Cooke. Con Woody Harrelson, Susan Sarandon, Eminem, 50 Cent, David Simon,
Matthew Cooke, Freeway Ricky Ross, Barry Neal Cooper, Brian O'Dea. Titolo
originale: How To Make Money Selling Drugs. Documentario, Usa 2012. Durata 96'
circa. Woovie. Uscita: giovedì 3 luglio 2014.
La trama
Ogni anno
gli Stati Uniti spendono quasi venticinque miliardi di dollari per la guerra
alle droghe, eppure l’industria mondiale degli stupefacenti vale ora più di
quattrocento miliardi di dollari e non mostra segni di cedimento. Come fanno
gli spacciatori a sfuggire alla legge e a continuare a guadagnare cifre simili?
È a questa domanda che il docufilm tenta di rispondere offrendo, in modo provocatorio,
una vera e propria guida su come arricchirsi vendendo droga e uno sguardo
curioso sui segreti di questa industria mondiale. Interviste esclusive a
spacciatori, trafficanti, lobbisti e forze dell’ordine per fornire un punto di
vista esaustivo e privo di pregiudizi sul mercato e sul sottobosco criminale
legato alle sostanze stupefacenti. Oltre agli esperti di questo business, il documentario offre anche i diversi punti di vista sull’argomento di artisti e
personaggi come 50 Cent, Eminem, Woody Harrelson, Susan Sarandon.
Recensione (rassegna stampa)
“(...) Il documentario di Cooke, oltre a
meritare i complimenti per la creativa e accattivante scelta stilistica (quella
di una sorta di videogame a livelli) - rileva Luisa Scarlata di Cine Radar - va soprattutto lodato per il
coraggio con cui il delicato tema della lotta alla droga è trattato. L’arma
vincente di Come fare soldi vendendo droga è sicuramente l’altissimo livello
di provocazione. Guadagnare con gli stupefacenti è facilissimo. È una verità:
non c’è dubbio. Perché quindi si dovrebbe resistere alla tentazione di fare
soldi così facili? Evidentemente più di qualcosa, alla base del sistema,
davvero non funziona”.
Da giovedì prossimo al cinema il docufilm Come fare soldi vendendo droga
“(...) Sulla scia dell'esempio di Michael
Moore o Errol
Morris - scrive
Emanuele Sacchi di My Movies - la via del documentario che
intende veicolare un messaggio politico o informativo in una maniera
accessibile o condita da humour
continua a essere percorsa abbondantemente dai cineasti statunitensi. Un
settore affollato del cinema del reale, in cui trovare una nuova voce e un
nuovo linguaggio per esprimersi diviene via via più complicato: a Matthew
Cooke non resta
quindi che alzare ulteriormente l’asticella, anche rispetto al recente The House I
Live In,
documentario-shock sui risultati scarsi e controproducenti della costosa guerra
contro la droga intrapresa dal governo degli Stati Uniti (...) Il merito maggiore di Cooke è nella
successione di cifre snocciolate, adeguatamente contestualizzate per
massimizzare l’effetto scioccante e rimanere così maggiormente impresse nella
mente dello spettatore. Specie quando nel mirino sono le leggi proibizioniste
degli Stati Uniti, gli interessi che le sorreggono e i danni che hanno prodotto
(il 25% dei carcerati nel mondo sono statunitensi quando il 5% della popolazione
mondiale è statunitense)”.