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lunedì 23 giugno 2014

Mostra cinematografica di Venezia, al compositore Alexander Desplat la presidenza della giuria

Dal 27 agosto al 6 settembre la 71esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Sarà il compositore francese nominato all’Oscar, Alexandre Desplat, il presidente della giuria internazionale del Concorso della 71^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre 2014. Al noto musicista dunque e agli altri membri della giuria il compito di assegnare il Leone d’Oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali. È la prima volta che un compositore di musiche da film presiede la giuria ufficiale. Artista affermatosi in particolare grazie alla sua attività a Hollywood, ha scritto le colonne sonore di film di prim’ordine quali, fra altri, La ragazza con l’orecchino di perla, Syriana, The Queen - La regina, Il bandito corso, La bussola d’oro, Lussuria, Il curioso caso di Benjamin Button, New Moon, Il profeta, Fantastic Mr. Fox, L’uomo nell’ombra
Il compositore francese Alexandre Desplat
e
Il discorso del re. Nel gennaio 2010 è stato scelto per comporre la colonna sonora di Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1, ed in seguito confermato anche per il successivo e finale capitolo Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2. Nel 2007 ha vinto il Golden Globe per la migliore colonna sonora originale per il film Il velo dipinto.

Ha ottenuto sei nomination all’Oscar alla migliore colonna sonora, senza mai vincerne uno: nel 2007 per The Queen - La regina, nel 2009 per Il curioso caso di Benjamin Button, nel 2010 per Fantastic Mr. Fox, nel 2011 per Il discorso del re, nel 2013 per Argo e nel 2014 per Philomena. Nell’aprile 2011 Desplat ha composto le musiche per The Tree of Life, film di Terrence Malick con Brad Pitt e Sean Penn. Nel 2012 ha continuato la sua collaborazione con il regista Wes Anderson, componendo la colonna sonora per il film Moonrise Kingdom, con Bruce Willis, Edward Norton e Jason Schwartzman. Le sue partiture minimaliste, dall’orchestrazione cristallina con un sapiente uso del pianoforte, unite a una vena melodica lirica e commovente, ne fanno uno degli artisti più talentuosi della sua generazione.

Il regista italiano Gianfranco Rosi, il cui film Sacro GRA
ha vinto l'edizione 2013 del Festival di Venezia
La decisione di scegliere Alexandre Desplat come presidente della giuria internazionale del Festival di Venezia è stata presa dal consiglio di amministrazione della Biennale, presieduto da Paolo Baratta, su proposta del direttore della Mostra Alberto Barbera. «Alexandre Desplat non è soltanto uno dei grandi compositori odierni di musiche da film - ha spiegato proprio Barbera - ma un appassionato cinefilo, la cui straordinaria sensibilità artistica si somma a una profonda conoscenza del cinema, della sua storia, del suo linguaggio». L’interessato si è detto onorato e di essere consapevole di quanto sia «un’ardua responsabilità essere presidente di giuria di un festival così. Il cinema italiano ha influenzato sia il mio gusto sia la mia musica più di qualsiasi altro - ha aggiunto Alexandre Desplat - e sono orgoglioso di venire alla Mostra di Venezia l’anno dopo Bernardo Bertolucci».

Nella serata conclusiva, il 6 settembre, la Giuria presieduta da Desplat e composta da nove personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, assegnerà ai lungometraggi in Concorso i seguenti premi ufficiali: Leone d'Oro per il miglior film, Leone d’Argento per la migliore regia, Gran Premio della Giuria, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Speciale della Giuria.

redazione

martedì 10 giugno 2014

Da sabato 14 a sabato 21 giugno la 60^ edizione del ‘Taormina FilmFest”

Da sabato prossimo la 60^ edizione del Taormina FilmFest
Un omaggio a Philip Seymour Hoffman (articolo) la sera del 17 giugno al Teatro Antico con l’anteprima del suo ultimo film Synecdoche, New York di Charlie Kaufman, mentre il 15 giugno sarà volta di Jersey Boys di Clint Eastwood (articolo), la versione per il grande schermo dell’omonimo musical sui Four Seasons vincitore del Tony Award. E poi cinquanta film in programma che seguono una tradizione di mix fra thriller e commedia. Questo e altro per parlare della 60^ edizione del Taormina FilmFest (articolo), che cade in questo 2014 di soddisfazioni per il cinema italiano. Il via sabato 14 giugno con chiusura il 21. In apertura di manifestazione, al Teatro Antico, come annunciato un mese fa anche da Filmamare (articolo) l’anteprima di Dragon Trainer 2 in 3D, alla presenza del
Un omaggio speciale
al compianto
Philip Seymour Hoffman
regista
Dean DeBlois e della produttrice Bonnie Arnold. La chiusura, il 21 giugno sempre al Teatro Antico, sarà invece dedicata alla doppia anteprima di Il pianeta delle scimmie - Revolution (articolo) - i primi venti minuti - di Matt Reeves e a La Ragazza del dipinto di Amma Asante.

Nato a Messina nel 1955 e poi spostato definitivamente a Taormina nel 1971, il FilmFest è una delle più importanti rassegne cinematografiche italiane anche per la sua nevralgica posizione a metà tra il Festival di Cannes e la Mostra del Cinema di Venezia. Posizione nel cartellone annuale che l’ha reso spesso teatro di grandi anteprime nazionali e internazionali (ricordiamo tra gli altri film del calibro di Pretty Woman, Thelma & Louise, Basic Instinct e Pulp Fiction). Nel corso degli anni sono intervenute a Taormina moltissime star del cinema, da Elizabeth TaylorMarlene Dietrich, da Sophia Loren a Cary Grant, da Marlon Brando a Audrey Hepburn, fino a Gregory Peck, Tom Cruise, Woody Allen e Steven Spielberg.

Il cartoon Dragon Trainer 2 sarà il primo film proiettato
L’evento, quest’anno, sarà festeggiato nel segno delle donne, con l’invito speciale alle dive Claudia Cardinale (madrina del festival), Bo Derek, Melanie Griffith, Eva Longoria, Carmen Maura e Paz Vega. Con loro ci saranno tante altre icone del cinema e della cultura italiana come Cristiana Capotondi, Paola Cortellesi, Isabella Ferrari, Valeria Solarino e altre, non meno degne di menzione. Per quanto riguarda invece gli ospiti maschili, sono attesi John Turturro, Ben Stiller, Matt Dillon, Giulio Scarpati, Raoul Bova, Christian De Sica, Remo Girone e tantissimi altri. «Sono pochi i festival, come Taormina, Venezia, Locarno e Berlino, che riescono ad arrivare alla 60^ edizione», ha voluto rilevare Mario Sesti, direttore editoriale per il terzo anno consecutivo, insieme al general manager Tiziana Rocca, al momento della presentazione del Taormina FilmFest.

s.m.

martedì 13 maggio 2014

Festival di Cannes, domani il via alla kermesse francese che si concluderà il 25 maggio

Dal 14 al 25 maggio la 67^ edizione del Festival di Cannes
A Cannes è tutto pronto, o quasi. Le installazioni che ospiteranno la 67^ edizione (articolo) dell'importante rassegna cinematografica (che comincia il 14 maggio e terminerà il 25) sono state montate. Solo trentasei ore di trepidante attesa e la kermesse entrerà finalmente nel vivo. Il primo film in programma, 
Sarà il film Grace de Monaco ad aprire le proiezioni
mercoledì 14, sarà
Grace di Monaco, il biopic diretto da Olivier Dahan e interpretato da Nicole Kidman, già duramente criticato dalla famiglia Grimaldi (articolo). La pellicola arriverà nelle sale italiane il giorno successivo (15 maggio).

Per il via alla competizione vera e propria, invece, bisognerà attendere ancora un po’, giovedì 15, quando saranno proiettati i primi film in concorso: Mr. Turner di Mike Leigh con Timothy Spall, Dorothy Atkinson, Marion Bailey e Paul Jesson, oltre a Timbuktu di Abderrahmane Sissako. Seguirà Più buio di mezzanotte (articolo) dell'italiano Sebastiano Riso, in gara per la sezione ‘Semaine de la Critique’. (Fonte Kika).

redazione

domenica 4 maggio 2014

Film al cinema per massimo tre week end, poi subito home video

Sempre più anticipato l'arrivo dei film su supporti alternativi al grande schermo
Jeffrey Katzenberg,
manager della DreamWorks
Il cinema come l’abbiamo inteso fino a oggi sarà messo sotto torchio molto presto. I film che giungeranno nelle sale avranno a disposizione al massimo tre week end (diciassette giorni complessivi) per conquistare dal grande schermo più spettatori possibili. È calcolato, infatti, che il 98% dei film distribuiti registrano il 95% dei loro incassi nel suddetto periodo di programmazione. Dopo di che la loro permanenza nei cinema diventa quasi superflua. Ecco perché un lasso di tempo limitato, terminato il quale la pellicola sarà disponibile in home video, cioè «ovunque in simultanea e per vederla l’utente pagherà una cifra variabile a seconda della taglia del supporto su cui vorrà guardarla: uno schermo ampio, tipo quello dei cinema, varrà 15 dollari, una tv 75” 4 dollari, lo smartphone 1,99 dollari (a voi il calcolo in euro). Questo processo finirà per reinventare tutta l’industria cinematografica». A parlare è Jeffrey Katzenberg, capo di DreamWorks, secondo il quale l’universo di celluloide, così come lo intendiamo ancora oggi, «è un business senza prospettive di crescita».

In futuro la fruizione di un film in sala cinematografica
potrebbe scendere a massimo diciassette giorni
Addio, quindi, seconde e terze visioni. Roba preistorica. La notizia, di primo acchito, mi lascia un po’ perplesso se non addirittura sbigottito. Ma mi trattengo dallo sparare giudizi a caldo e, anzi, mi rendo conto che, se la risposta degli spettatori (esaltati da tutto ciò che è tecnologia auto gestibile) alle continue proposte delle case di produzione, continuerà a essere così insoddisfacente rispetto agli investimenti fatti (è vitale rientrare al più presto dei costi, che per i blockbuster ormai superano i 200 milioni di dollari, cui ne vanno aggiunti altrettanti per il marketing), qualcosa dovrà necessariamente cambiare. Pena la scomparsa definitiva del cinema. Quindi, prima che ciò avvenga, a malincuore anche io mi unisco al grido di battaglia: “Meno di un mese nelle sale, poi via alla distribuzione delle pellicole sulle varie piattaforme digitali”. In fondo i puristi avranno tutto il tempo (i fatidici diciassette giorni) di guardare un’opera filmica così come va fatto, vale a dire su uno schermo bianco e molto grande, perfettamente al buio (a parte la luce proveniente dalle immagini) e senza qualcuno che ti chiacchiera intorno o bambini che piangono perché non gli permetti di vedere cartoni animati saturi di mostri spaziali. Quella appena citata è l’unica condizione in cui si può davvero affermare di aver visto un film sino in fondo, cioè esserne divenuto parte.

Il 'mitico' cambio di una pellicola, un futuro sempre più incerto?
Stando a quanto riportato da Variety, Katzenberg ha spiegato che «il modello cambierà drasticamente nei prossimi dieci anni». Dal diciottesimo giorno porte aperte su tutti i media digitali. Dall’altra parte, visti i crescenti costi per la pubblicità, si è andata sviluppando la distribuzione alternativa (vedi il caso del fantasy-horror Byzantium di Neil Jordan che, dal prossimo 3 luglio, approderà direttamente in home video, leggi di più) - soprattutto per i film indipendenti a basso budget - che punta quindi su pay-per-view, web, tablet, e smartphone. E se una volta bisognava aspettare mesi per vedere un film uscito in sala, prima in dvd e poi magari in tv o addirittura sui nuovi media, in futuro questo periodo di attesa si accorcerà, come detto, in modo drastico.

Un film, già da un bel po' di tempo, è visibile
anche su un comunissimo smartphone
Le dichiarazioni di Katzenberg però hanno provocato non poche polemiche: il presidente di Universal Film, Jeff Shell – come riporta Marco Consoli de La Stampa online - ha detto che, al contrario del quadro apocalittico dipinto dal manager DreamWorks, le prospettive per la ‘settima arte’ sono tutt’altro che negative, soprattutto grazie ai mercati emergenti (come la Cina, con cui Hollywood ormai co-produce diverse pellicole) e appunto ai nuovi media e servizi, come Netflix o Amazon Instant Video, che attraggono sempre più spettatori. Qualche osservatore, più prosaicamente, ha fatto osservare che la previsione di Katzenberg è sbagliata nel suggerire formule di pagamento in base ai pollici del display personale, giacché ormai i consumatori considerano lo schermo di una tv, un pc, un tablet o uno smartphone assolutamente intercambiabili. E che a differenza delle sale cinematografiche, per cui ci sono spese vive (affitto e personale), la distribuzione digitale in pay-per-view azzera quasi del tutto i costi. Qualcun altro ha poi rilevato come Katzenberg non sia poi così abile ad azzeccare le sue previsioni: nel 2011 aveva dichiarato che il 3D sarebbe esploso ma a distanza di tre anni il vaticinio si è rivelato errato – scrive ancora Consoli - Quest’anno diminuirà il numero dei film distribuiti in 3D a Hollywood, con solo ventotto pellicole contro le trentanove del 2011 e secondo gli analisti di Morgan Stanley caleranno anche le rendite: se nel 2012 le pellicole stereoscopiche raccoglievano il 53% degli incassi totali negli Usa, quest’anno la percentuale scenderà al 39%.

st.mar.