Visualizzazione post con etichetta ramazzotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ramazzotti. Mostra tutti i post

mercoledì 23 aprile 2014

“Più buio di mezzanotte”, un po’ di Italia è già a Cannes (con la clip)

Una scena del film, in primo piano Micaela Ramazzotti
La scheda
Un film di Sebastiano Riso. Con Micaela Ramazzotti, Davide Capone, Vincenzo Amato, Pippo Delbono, Lucia Sardo, Carla Amodeo, Fabio Grossi. Drammatico, Ita 2014. Uscita ancora da stabilire.

La trama
Il protagonista, Davide, non è un adolescente come gli altri. C’è qualcosa in lui, nel suo aspetto, che lo fa somigliare a una ragazza. Ha quattordici anni quando scappa da casa. Il suo istinto, o forse il destino, lo porta a scegliere come rifugio il parco più grande di Catania: Villa Bellini è un mondo a parte, che il resto della città fa finta di non vedere. Il mondo degli emarginati, cui appartengono anche La Rettore e il suo gruppo di amici, coetanei di Davide e come lui scappati dalle rispettive famiglie. Quando Davide è accettato in quella famiglia allargata, il passato da cui stava fuggendo sembra svanire definitivamente. Fino a quando lo stesso passato irrompe nel presente e al ragazzino tocca la scelta più difficile, di fronte alla quale si trova, questa volta senza possibilità di fughe o rinvii, da solo.

Cosa sappiamo
La locandina
Sarà presentato alla ‘Semaine de la Critique du Festival de Cannes 2014’ (leggi di più). Un film dedicato a tutti quelli che vivono coraggiosamente lottando per affermare la loro identità ‘non conforme’, vittime di una società che del diverso ha paura. Protagonista la 35enne romana Micaela Ramazzotti (brava interprete principale nel 2012 in Bellas Mariposas), nostra attrice che negli ultimi anni non ha fatto altro che crescere e dimostrare che con l’impegno e l’amore per il proprio lavoro ci si può trasformare da semplice caratterista dialettale ad autentica protagonista di pellicole importanti. «Sono molto onorato che Più buio di mezzanotte rientri tra i film che saranno presentati alla ‘Semaine de la Critique’ - ha dichiarato il regista Sebastiano Riso (al suo primo lungometraggio) - una sezione che durante il festival del cinema di Cannes si distingue per originalità e coraggio».


redazione

martedì 15 aprile 2014

Il più bello di martedì, prima serata, sul ‘digitale’: Rai Movie alle 21,15 (con trailer)

La locandina
Questione di cuore

Mia valutazione: ♥♥♥♥ = 8,5

La scheda
Un film di Francesca Archibugi. Con Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Francesca Inaudi, Andrea Calligari, Nelsi Xhemalaj, Chiara Noschese, Paolo Villaggio, Francesca Antonelli, Daniele Luchetti, Stefania Sandrelli, Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Paolo Virzì. Drammatico, Ita 2008. Durata 104'. 01 Distribution.

La trama
I cuori di Alberto e di Angelo ingrippano nella stessa notte e così si conoscono in un ospedale di Roma. Così dice Angelo, giovane carrozziere di ex borgata, ex sottoproletario, un ex tutto diventato qualcosa che Alberto, sceneggiatore di successo, bravo e matto, rumoroso e squilibrato come un rinoceronte, non capisce. Diventano amici in sala rianimazione. Si legano in modo istantaneo, sorpresi loro stessi di capirsi così profondamente. L’amicizia si trasforma in un rapporto quasi fraterno per cui Alberto entrerà a far parte della famiglia di Angelo in modo sempre più stretto e indispensabile.

Recensione
Un film che amo molto, di cui ho il dvd e che rivedo spesso e volentieri. Svariate le valenze nascoste da far emergere, forse la più importante è l’amicizia, ma anche la malattia e la caducità della vita. La creatività in mestieri agli antipodi, il contrasto tra proletariato e aristocrazia. La crisi del talento e l’evasione fiscale sistematica. L’amore, anche, che in Questione di cuore (2008) è trattato dalla regista Francesca Archibugi (di cui mi piace ricordare il commovente Il grande cocomero del 1993 con un ispiratissimo Sergio Castellitto) con una parsimonia che impedisce a quel sentimento, spesso abusato nel cinema d’ispirazione ‘commerciale’, di disperdere l’obiettivo principale di questa narrazione filmica che è suscettibile di letture più indicative. La 53enne cineasta romana, ha lavorato seguendo il suo stesso script basato sul romanzo di Umberto Contarello Una questione di cuore (Feltrinelli, 2005, 119 pp., 10 €).


Da destra Antonio Albanese e Kim Rossi Stuart in una scena del film
La regista Francesca Archibugi
In questa sua fatica (dopo la quale s’è presa una lunga pausa di riflessione) Archibugi rispolvera una sensibilità registica (per esempio quella espressa in Mignon è partita nel 1988, il film che l’ha posta all’attenzione della critica) che non sempre le è stata amica nella sua produzione. Basti ricordare i superflui L’albero delle pere (1998) o Domani (2001). In Questione di cuore la regista prosegue con ordine, senza rallentamenti espone bene gli elementi della vicenda che propone con scioltezza nella traduzione in immagini che hanno un flusso regolare, non frenetico ma mai lento. Grazie a un copione scritto con cura, il valore di questo suo ultimo lungometraggio è supportato da dialoghi intelligenti, nei quali drammaticità e ironia sono sparse con estremo equilibrio. In questo, giocano un ruolo imprescindibile i due personaggi principali, Angelo (un Kim Rossi Stuart in crescita esponenziale negli ultimi anni e molto bravo nel 2010 in Vallanzasca - Gli angeli del male) e Alberto (un Antonio Albanese che ormai dovrebbe, a mio avviso, lasciar perdere il comico puro e prestarsi a un cinema più sottile e realistico, come ad esempio successo anche in Giorni e nuvole del 2007 e persino in molte commedie di livello).

Micaela Ramazzotti, ottima in Questione di cuore
Il racconto in immagini propone una Roma non debordante, fatta di location interne, penso a quelle dell’ospedale in cui si aggirano infermieri che rimandano, nell’ambito di ciò che è accadibile, alle peculiarità dell’indole romanesca con quel suo menefreghismo quasi sempre bonario. Anche qui gli scambi verbali sono efficaci (grazie anche a interpreti affidabili come Chiara Noschese) e favoriscono l’immedesimazione dello spettatore. E ancora, la Roma dei quartieri popolari - il Casilino - come tanti piccoli borghi incastonati nel macigno della metropoli. Di nuovo nel cast, con un ruolo di spicco troviamo un’ottima Micaela Ramazzotti, anche lei in vertiginosa ascesa e da qualche tempo divenuta assoluta protagonista di pellicole importanti, come La prima cosa bella di Paolo Virzì nel 2010. Appropriata la colonna sonora di Battista Lena, in connubio armonico e significante col film. Ricevette tante nomination, comprese quelle per i David di Donatello e per il Nastro d’Argento, ma nessun premio, a mio avviso assai ingiustamente. È assolutamente da vedere o rivedere.

Stefano Marzetti