Il regista Malik Bendjelloul con l'Oscar. Aveva solo 36 anni
È morto suicida - lo ha confermato il fratello - il giovane regista svedese Malik
Bendjelloul,
premio Oscar 2013 per il documentario Searching for Sugar Man
dedicato a Sixto Rodriguez (articolo). Aveva 36 anni. Nella giornata di mercoledì 14 maggio le cause del decesso non erano state ancora chiarite ma la polizia, da subito, aveva escluso la possibilità di una morte violenta. Bendjelloul, come detto, era diventato famoso grazie al docu-film
dedicato a Rodriguez, il cantante americano che il regista dopo aver ritirato
l'Oscar ha definito «il migliore di tutti i tempi».
Un film di Malik Bendjelloul. Con Stephen Segerman, Dennis Coffey, Mike Theodore, Dan Dimaggio, Jerome
Ferretti, Steve Rowland, Willem Möller, Craig Bartholomew-Strydrom, Ilse
Assmann. Titolo
originale Searching for Sugar Man. Documentario, Sve/Gb 2012. Durata 86'.
Tramadel
film
Due
sudafricani hanno deciso di scoprire cosa è successo al loro eroe musicale,
Sixto Rodriguez. Nei primi anni 1970, Sixto Rodriguez era un folksinger di
Detroit che ha avuto una carriera discografica di breve durata, con soli due
album ben accolti, ma che non hanno avuto una grande fortuna commerciale. La
sua storia musicale è proseguita nel Sud Africa dove è diventato un icona della
musica pop.
Breve commento
Non l’ho visto, perciò mi affido in toto alla
recensione di Emanuele Sacchi su Mymovies.it.
Si tratta, comunque, di un docufilm senza mezzi termini straordinario. “Lo
svedese Malik
Bendjelloul
(suo unico lungometraggio, ricordo io) confeziona astutamente tutti gli
elementi in un “racconto omogeneo, giocando nell’incipit sul mistero di un
artista ‘maledetto’ con inusuali inserti digitali ‘postumi’ per poi approdare
ai lidi rassicuranti del docurock
classico e alla più classica delle storie di riscatto e redenzione. Un’operazione
costruita con perizia - rileva sempre Sacchi - tale da apparire talora ai limiti
dell'artificioso ma che trascina in ogni caso, complice il talento adamantino
dello sfortunato songwriter, talmente
meritevole di una riscoperta da far sorvolare su ogni possibile difetto del
film di Bendjelloul”.
Rodriguez
Rodriguez in concerto
Indagando per voi sul Wikipedia, rendo noto
che il 71enne Sixto Díaz Rodríguez è nato il 10 luglio 1942 a Detroit, nel
Michigan, da una famiglia di modeste condizioni. Suo padre era messicano,
immigrato negli Stati Uniti negli anni venti, mentre sua madre era statunitense
di origini native americane ed europee. La maggior parte delle sue canzoni
tratta temi sociali e soprattutto indaga poeticamente le condizioni della
classe lavorativa del paese. Nel 1981 si è laureato in filosofia alla Wayne
State University di Detroit. Nel 1967 (con il nome Rod
Riguez) pubblica
senza troppa fortuna il suo primo singolo, I'll
Slip Away, con la casa discografica Impact. Per i successivi tre anni
rimane inattivo, finché non firma un contratto con la Sussex Records, una casa
discografica di Los Angeles, di proprietà della Buddah Records. Dopo aver
cambiato il suo nome in Rodriguez, pubblica due album con la Sussex, Cold Fact, del 1970 e Coming from Reality, del 1971, vendendo
tuttavia pochissime copie negli Stati Uniti. Il contratto con la casa
discografica è rescisso. In difficoltà economiche, Rodriguez comincia a
lavorare come operaio. A partire dalla metà degli anni settanta, a sua
insaputa, la sua musica diventa assai conosciuta in Sud Africa, Botswana,
Rhodesia, Nuova Zelanda e Australia. I suoi due primi album sono stati
ripubblicati nel 2009 dalla casa discografica Light in the Attic Records di
Seattle (Washington).