Visualizzazione post con etichetta lungometraggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lungometraggi. Mostra tutti i post

mercoledì 19 marzo 2014

A Torino il “Gay & Lesbian Film Festival”

Il manifesto della 29^ edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival
Centoventinove film provenienti da quaranta nazioni diverse. Questi i numeri della 29^ edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival (TGLFF), in programma nel capoluogo del Piemonte dal 30 aprile al 6 maggio 2014, a testimonianza della sempre maggiore internazionalità di questa kermesse cinematografica. Fra i paesi con il maggior numero di pellicole, gli Stati Uniti d’America con 27 film, seguiti da Francia (14), Spagna (13), Italia (11), Germania (8) e Svizzera (8). Lo riporta anche Cinemaitaliano.info

Una scena del bellissimo film Flawless
con i grandi Philip Seymour Hoffman e Robert De Niro
Degna di nota è la presenza della Corea del Sud, presente con sette pellicole, di cui quattro del regista Lee Song Hee-il, molto attento alle problematiche sociali del suo paese. Classe 1971, tra il 1995 e il 2000 ha diretto un buon numero di cortometraggi, affrontando sin da subito in maniera decisa i principali problemi sociali della Corea del Sud contemporanea. Tra i lungometraggi successivi, è da ricordare No Regret (2006), una delle prime pellicole apertamente gay del cinema coreano. Fra i suoi film presenti al festival, è di particolare interesse il recentissimo Night Flight (2014), che sarà al centro di una serata dedicata al tema del bullismo. Questo melò duro e violento, presentato all’ultimo Festival di Berlino, racconta le vicende di tre studenti sudcoreani in un crescendo di sopraffazioni e tensioni, fino alla resa dei conti con il passato e con le proprie identità.

Uno scatto dal film Night Flight 
del regista sudcoreano Lee Song Hee-il
‘Dalla Russia con amore’ è il titolo di un’intera sezione dedicata alla confederazione di stati dell’ex Unione Sovietica. Con quest’omaggio, il TGLFF vuole porre l’attenzione e dare solidarietà a un momento sociale tutt’altro che facile, proponendo non solo film di finzione ma anche documentari a testimonianza e denuncia della situazione attuale della comunità LGBT in questo paese. I titoli in programma comprendono due lungometraggi, Sayat Nova (Il colore del melograno) di Sergej Parajanov – precursore della cinematografia gay in Russia già negli anni del regime, più volte arrestato – e Campaign of Hate: Russia and Gay Propaganda di Michael Lucas. Inoltre tre cortometraggi, The Beginning di Eleonora Zbanke, I Love Her di Darya Perelay e I've Only Just Begun di Elias Koskimes.

Tre gli omaggi che vedono protagoniste due diverse nazioni: il Regno Unito, paese natale di Derek Jarman, del quale nel 2014 ricorre il ventennale della scomparsa e di cui sarà proposto Caravaggio (1986) in versione restaurata. Toccherà poi agli Stati Uniti d’America. Sarà ricordato Philip Seymour Hoffman, recentemente scomparso, con la proiezione del bellissimo Flawless (Usa, 1999) diretto da Joel Schumacher, che lo vede accanto a un grandissimo Robert De NiroIl terzo omaggio, sempre statunitense, è per Lou Reed, a meno di un anno dalla scomparsa. Il suo storico concerto del 2006 a New York, nel corso del quale eseguì per la prima volta live i brani del suo celebratissimo album Berlin, è al centro di Lou Reed’s Berlin (2007), diretto da Julian Schnabel. Una manifestazione da non perdere e non solo per omosessuali e lesbiche.

redazione

domenica 16 marzo 2014

Da oggi a domenica 23 il ‘Rome Independent Film Festival’

La locandina della manifestazione
Sei i film in gara per la sezione internazionale, sei i ‘lunghi’ italiani, venti documentari (di cui otto stranieri): questi sono i numeri della selezione 2014 del ‘Rome Independent Film Festival’, che comincia oggi (16 marzo 2014) al Nuovo Cinema Aquila (via L'Aquila 68, Roma, tel. 0670614390) fino al 23 marzo (domenica prossima). Grande attesa per il documentario (in concorso) Enzo Tortora, una ferita italiana, opera filmica di Ambrogio Crespi (prodotto dal gruppo Datamedia) che sarà proiettata giovedì 20 marzo alle 19,10 nella sala uno. Un’opera unica nel suo genere - come rileva il sito web de Il Messaggero - perché in circa sessanta minuti e con un linguaggio veloce, tipico di chi come il regista viene dal mondo della pubblicità, sarà caratterizzata da uno stile strettamente legato ai fatti. Quindi la vita, il calvario giudiziario, l'impegno in politica contro la malagiustizia, il ritorno in tv e infine la tragica morte di un uomo che è diventato egli stesso l’emblema di tutti i mali del sistema giudiziario italiano. Crespi, nei giorni scorsi, ha spiegato il proprio legame tra se stesso e la figura di Tortora, affermando che «la mia grande forza è stata il confronto con la storia di Enzo. L’unica cosa che mi ha fatto superare questo dolore, che è lo stesso che ha provato Enzo», facendo anche riferimento alla personale vicenda carceraria.

Grande attesa per il docufilm su Enzo Tortora
La selezione dei lungometraggi stranieri – come informa Sandra Martone di Filmforlife.org - propone quasi esclusivamente la figura della donna. È ‘madre-figlia’ in Nuwebe (diretto da Joseph Israel Laban), artista ribelle e angosciata in Paradise Cruise (Matan Guggenheim) e in Tempo Girl (Dominik Locher), problematica e sola in The Girl From The Wardrobe (Bodo Kox) e in Wounded (Fernando Franco). I film italiani in concorso sono: The Stalker di Giorgio Amato sulla violenza alle donne e le commedie CUT del trio Riccardo Romboli, Giulio Valli, Nico di Lalla, Sogni di Gloria del Collettivo John Snellinberg, gli ‘ecologici’ Ci vorrebbe un miracolo di Davide Minnella e La terra e il vento di Sebastian Maulucci e laction noir The Sweepers di Igor Maltagliati.

Impegno sociale, ambiente ma anche mafia e contrasto alle multinazionali: sono questi alcuni dei temi affrontati nella sezione italiana dei documentari. Da segnalare Another World di Thomas Torelli che propone un inedito modo di interpretare la realtà con una riflessione sull’interconnessione esistente tra uomo e universo. Tematiche ‘eco’ toccano Wangki di Joana de Freitas Ginori e Matteo Vieille Rivara, incentrato sulla battaglia quotidiana del popolo Miskito per preservare l’equilibrio tra uomo e natura e Iriria – niña tierra di Carmelo Camilli.


redazione