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giovedì 24 aprile 2014

Jodie Foster elimina gli alcolici pur di sposare la fotografa Alexandra Hedison

Jodie Foster (destra) con la moglie Alexandra Hedison
Jodie Foster si è sposata. Il matrimonio dell'attrice 51enne due volte premio Oscar, con la fotografa Alexandra Hedison, sarebbe stato celebrato lo scorso fine settimana. Top secret tutti i dettagli della cerimonia. Perennemente gelosa della sua privacy, la Foster (protagonista del celebratissimo Carnage nel 2011 in coppia con Kate Winslet e del deludente Elysium al fianco di Matt Damon nel 2013) aveva fatto un outing molto ‘obliquo’ nel gennaio 2013 in occasione dei Golden Globes, quando aveva pubblicamente ringraziato la produttrice Cydney Bernard, la donna con cui ha avuto due figli nel corso di una relazione ventennale naufragata nel 2008.

Jodie Foster
Alexandra Hedison
La relazione con la Hedison, secondo il sito E!, sarebbe cominciata la scorsa estate. La fotografa, che ha 44 anni (sei meno della moglie) e vive a Los Angeles, è stata dal 2001 al 2004 la fidanzata di Ellen DeGeneres, la presentatrice della notte degli Oscar, altra ‘top lesbian’ (bizzarra e non propriamente ‘corretta’ definizione adottata negli Usa) di Hollywood. I dettagli sulla storia con la 51enne attrice di Los Angeles, sono comunque pochi. Per amore della nuova partner, ex alcolista uscita dal tunnel da dieci anni, la Foster avrebbe anche detto addio ai drink per evitare di cadere in tentazione. Era un desiderio della Hedison, infatti, secondo i media statunitensi, che la Foster prima di sposarsi trascorresse un periodo senza bere. (Fonte Rai News).

redazione

mercoledì 19 marzo 2014

A Torino il “Gay & Lesbian Film Festival”

Il manifesto della 29^ edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival
Centoventinove film provenienti da quaranta nazioni diverse. Questi i numeri della 29^ edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival (TGLFF), in programma nel capoluogo del Piemonte dal 30 aprile al 6 maggio 2014, a testimonianza della sempre maggiore internazionalità di questa kermesse cinematografica. Fra i paesi con il maggior numero di pellicole, gli Stati Uniti d’America con 27 film, seguiti da Francia (14), Spagna (13), Italia (11), Germania (8) e Svizzera (8). Lo riporta anche Cinemaitaliano.info

Una scena del bellissimo film Flawless
con i grandi Philip Seymour Hoffman e Robert De Niro
Degna di nota è la presenza della Corea del Sud, presente con sette pellicole, di cui quattro del regista Lee Song Hee-il, molto attento alle problematiche sociali del suo paese. Classe 1971, tra il 1995 e il 2000 ha diretto un buon numero di cortometraggi, affrontando sin da subito in maniera decisa i principali problemi sociali della Corea del Sud contemporanea. Tra i lungometraggi successivi, è da ricordare No Regret (2006), una delle prime pellicole apertamente gay del cinema coreano. Fra i suoi film presenti al festival, è di particolare interesse il recentissimo Night Flight (2014), che sarà al centro di una serata dedicata al tema del bullismo. Questo melò duro e violento, presentato all’ultimo Festival di Berlino, racconta le vicende di tre studenti sudcoreani in un crescendo di sopraffazioni e tensioni, fino alla resa dei conti con il passato e con le proprie identità.

Uno scatto dal film Night Flight 
del regista sudcoreano Lee Song Hee-il
‘Dalla Russia con amore’ è il titolo di un’intera sezione dedicata alla confederazione di stati dell’ex Unione Sovietica. Con quest’omaggio, il TGLFF vuole porre l’attenzione e dare solidarietà a un momento sociale tutt’altro che facile, proponendo non solo film di finzione ma anche documentari a testimonianza e denuncia della situazione attuale della comunità LGBT in questo paese. I titoli in programma comprendono due lungometraggi, Sayat Nova (Il colore del melograno) di Sergej Parajanov – precursore della cinematografia gay in Russia già negli anni del regime, più volte arrestato – e Campaign of Hate: Russia and Gay Propaganda di Michael Lucas. Inoltre tre cortometraggi, The Beginning di Eleonora Zbanke, I Love Her di Darya Perelay e I've Only Just Begun di Elias Koskimes.

Tre gli omaggi che vedono protagoniste due diverse nazioni: il Regno Unito, paese natale di Derek Jarman, del quale nel 2014 ricorre il ventennale della scomparsa e di cui sarà proposto Caravaggio (1986) in versione restaurata. Toccherà poi agli Stati Uniti d’America. Sarà ricordato Philip Seymour Hoffman, recentemente scomparso, con la proiezione del bellissimo Flawless (Usa, 1999) diretto da Joel Schumacher, che lo vede accanto a un grandissimo Robert De NiroIl terzo omaggio, sempre statunitense, è per Lou Reed, a meno di un anno dalla scomparsa. Il suo storico concerto del 2006 a New York, nel corso del quale eseguì per la prima volta live i brani del suo celebratissimo album Berlin, è al centro di Lou Reed’s Berlin (2007), diretto da Julian Schnabel. Una manifestazione da non perdere e non solo per omosessuali e lesbiche.

redazione