Russel Crowe sarà Noè (Noah) nel film che in Italia uscirà ad aprile
Il film Noah (Noè) sarà proiettato in Egitto nonostante l'opposizione di ‘al Azhar’, la principale
autorità religiosa dell'Islam sunnita. Lo ha annunciato il noto regista
egiziano Khaled Youssef che presiede un Comitato che raggruppa tutti i registi egiziani,
secondo quanto riporta il quotidiano al Ahram. La notizia è stata ripresa da online-news.it
e dimostra quanto questo film, che ha spinto l’attore protagonista Russel
Crowe a chiedere a Papa Francesco di vederlo al più presto, abbia un potere particolare di far parlare di sé.
«Gli artisti rispettano il ruolo di al Azhar
nei confronti dell'estremismo - ha aggiunto Youssef- ma sono rimasti sorpresi
dalle sue posizioni sul film, ragione per cui il comitato ha deciso di
proiettarlo nelle sale egiziane come previsto, in quanto questo film non
rappresenta offesa alcuna ai profeti». Il comitato ha poi precisato che «un
divieto deve provenire dal comitato della censura» e che anche grazie alla «libertà
di espressione e intellettuale si può combattere l'estremismo». Giorni fa al
Azhar aveva ribadito il divieto a rappresentare le figure dei profeti, perché
sono «un'offesa nei confronti degli stessi profeti e dei principi della sharia (legge islamica) e rappresentano
una provocazione per i fedeli».
Un film di Darren Aronofsky. Con Russell
Crowe, Jennifer Connelly, Logan Lerman, Douglas Booth, Emma Watson, Julianne
Moore, Ray Winstone, Anthony Hopkins, Martin Csokas, Jóhannes Haukur
Jóhannesson, Arnar Dan, Kevin Durand, Dakota Goyo, Mark Margolis, Madison Davenport,
Nick Nolte. Drammatico, Usa 2014. Universal Pictures. Uscita giovedì 10 aprile
2014.
Trama del film
Darren
Aronofsky racconta nel suo stile la storia di Noè e di come l'uomo, ossessionato
da terribili visioni prima del diluvio universale, deciderà di proteggere la
sua famiglia dall'arrivo dell'alluvione.
Tema del film
Laico. Così si potrebbe definire questo film
che personalmente attendo con somma trepidazione. Un po’ per ammirazione nei
confronti di Russell Crowe (tra le sue interpretazioni più importanti, l’unica che mi ha
lasciato perplesso è quella ne Il
gladiatore, udite udite… ). Un po’ perché anch’io sono laico, ma proprio
tanto. E un film solo biblico su Noè quale sarebbe potuto essere questo Noah,
probabilmente non mi sarebbe piaciuto, o solo a metà, per dirla con parole
molto semplici. Invece pare che il regista - Aronofsky-del bellissimo The Wrestler (2008, con un
impareggiabile Mickey Rourke e un'intensa Marisa Tomei), abbia
optato – afferma chi questo film l’ha già visto - per una versione “fantascientifica”
della vicenda narrata dal vecchio testamento.
Il regista Darren Aronofsky
Insomma, il 45enne cineasta di New York City,
sembra aver preferito restare nel solco dell’apprezzabile The Fountain. L'albero della
vita (2006), storia di un conquistador,
scienziato e astronauta che vuole vincere la morte e salvare la donna che ama,
a sua volta scrittrice, regina. “Un pensiero fatto albero di vita”, come ha
scritto Tirza Bonifazi su Mymovies.it. Un viaggio epico che ha inizio nella Spagna
del sedicesimo secolo, governata da Isabella e minacciata dal Grande
Inquisitore, che prosegue nello studio di un biologo del ventunesimo secolo e
termina con un esploratore del futuro in viaggio verso Xibalba, una nebulosa
lontana.
Russel Crowe nei panni di Noè
C’è
anche psicologia in quest’opera epico-religioso-biografica, visto che Ari Handel
(co-sceneggiatore del film insieme ad Aronofsky) s’è impegnato a far emergere i moti più profondi dell’animo di
Noè che ne lacerano l’esistenza, combattuto tra ciò che sa di dover fare, la
sua fede e il dilaniante timore di essere in errore nell’escogitare la propria
strategia, al punto di temere d’essere in preda a un vero e proprio delirio. “Un
po’ come molti supereroi contemporanei”, è l’interpretazione di Adriano
Ercolani su Comingsoon.it
Noah, per quanto suddetto, si
rivela un personaggio che richiede buona dose d’introspezione mentale e
spirituale allo stesso tempo. Non solo Crowe ma anche gli altri componenti del cast (di altissimo livello, va rilevato) sembra abbiano dovuto dare
qualcosa in più del solito, qualcosa che ne ha messo alla prova la consistenza
più ragguardevole della loro professionalità. Ecco perché il film a tratti pare
possa apparire uno sforzo per portare sul grande schermo un’opera da
considerarsi unica. Non resta che attendere. Io sarò di certo fra gli
spettatori.