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lunedì 21 aprile 2014

“Star Wars”, quando la Thatcher divenne premier e disse: «Che la forza sia con te»

Il manifesto di Star Wars che rimanda al motto dei cavaliei 'jedi'
È la vittoria di Margaret Thatcher alle elezioni del 4 maggio 1979 che segna una data importante e una buona ragione per festeggiare la saga di Star Wars. Quel giorno, infatti, colei che era appena divenuta primo ministro britannico e sarebbe stata in seguito soprannominata la ‘Lady di ferro’ (The Iron Lady, [articolo], fece pubblicare, su iniziativa del proprio partito (i Conservatori), una pagina di giornale con la frase «May the Fourth Be With You, Maggie».

Chiunque, anche chi non sia mai stato al cinema in vita sua, sa che la suddetta frase è riferita ai cavalieri ‘jedi’ dello straordinario racconto filmico nato dalla fantasia e dalla bravura del regista George Lucas. In assoluto, comunque, la saga di Star Wars è legata molto a maggio: tutti i film sono stati lanciati proprio in questo mese e anche le riprese del settimo episodio (articolo), riprenderanno a maggio di quest’anno con l’uscita prevista per il maggio 2015.

s.m.

venerdì 11 aprile 2014

Il più bello di venerdì, prima serata, sul ‘digitale’: Rai 3 alle 21,05 (con trailer)

La locandina
The Iron Lady


RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
Premio Oscar 2012: migliore attrice protagonista a Meryl Streep, miglior trucco a Mark Coulier e J. Roy Helland; Golden Globe 2012: migliore attrice in un film drammatico a Meryl Streep; Premio BAFTA 2012: migliore attrice protagonista a Meryl Streep; miglior trucco a Mark Coulier e J. Roy Helland.

Mia aspettativa: ♥♥♥ = 6,5

Scheda
Un film di Phyllida Lloyd. Con Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown, Nick Dunning, Nicholas Farrell, Iain Glen, Richard E. Grant, Anthony Head, Harry Lloyd, Michael Maloney, Alexandra Roach, Pip Torrens, Julian Wadham, Angus Wright. Biografico, Gb 2011. Durata 105'.

Trama
The Iron Lady, ovvero Margaret Thatcher, ex primo ministro britannico, ormai ottantenne, fa colazione nella sua casa in Chester Square, a Londra. Malgrado suo marito Denis sia morto da diversi anni, la decisione di sgombrare finalmente il suo guardaroba risveglia in lei un'enorme ondata di ricordi. Al punto che, proprio mentre si accinge a dare inizio alla sua giornata, Denis le appare, reale come quando era in vita: leale, amorevole e dispettoso. Lo staff di Margaret manifesta preoccupazione a sua figlia, Carol Thatcher, per l'apparente confusione tra passato e presente dell'anziana donna. Preoccupazione che non fa che aumentare quando, durante la cena che ha organizzato quella sera, Margaret intrattiene i suoi ospiti incantandoli come sempre, ma a un bel momento si distrae rievocando la cena durante la quale conobbe Denis sessant'anni prima. Il giorno dopo, Carol convince sua madre a farsi vedere da un dottore. Margaret sostiene di stare benissimo e non rivela al medico che i vividi ricordi dei momenti salienti della sua vita stanno invadendo le sue giornate nelle ore di veglia.

In primo piano una Meryl Streep da Oscar in The Iron Lady

Critica
Ennesima prova magistrale di Meryl Streep (qui al suo terzo premio Oscar [miglior attrice], dopo quello del 1979 come miglior attrice non protagonista per Kramer contro Kramer e quello del 1982 come miglior attrice per La scelta di Sophie), alla quale va il grande merito di non aver fatto naufragare un film che, a detta di alcuni, non ha soddisfatto le aspettative, nemmeno quelle del botteghino (molto scarso l'incasso totale negli States con soli circa trenta milioni di dollari; male anche in Italia con poco più di due milioni e mezzo di euro). The Iron Lady della regista e direttrice teatrale inglese Phyllida Christian Lloyd (alla sua seconda fatica cinematografica, dopo il più che discreto Mamma Mia! del 2008, sempre con la Streep supportata dall’eclettico Pierce Brosnan) pare sia risultato pesante per l’eccessiva portata di femminilità, anzi, meglio, di femminismo che è, forse, scaturita dal fatto che anche la sceneggiatura sia di una donna, Annie Gilhooly, fra l’altro al suo primo impegno nell’universo di celluloide.

A sottolineare tale debolezza dell’opera è Federico Gironi di Coming Soon che scrive di “un femminismo che, a tratti, ha alcune sfumature manierate che faranno felici le frange più conservatrici e anacronistiche del movimento ‘Se non ora quando’ (organizzazione trasversale fondata per «reagire al modello degradante ostentato da una delle massime cariche dello Stato, lesivo della dignità delle donne e delle istituzioni», mia precisazione)”. Gironi rimane a tal punto infastidito da questo aspetto del racconto in immagini, da considerarne la
Ancora Meryl Streep con il bravo Jim Broadbent
cosa migliore l’impegno attoriale dell’interprete britannico
Jim Broadbent (visto di recente nell’apprezzato fantascientifico Cloud Atlas al fianco di Tom Hanks) che personifica il marito di Margaret Thatcher. Quel Denis che ritorna di continuo nell’onirismo della statista e la cui figura non sarebbe stata valorizzata e sfruttata nella giusta misura, lasciando a un’impeccabile Streep quasi l’intero onere di ‘ingioiellare’ il viaggio filmico.

Di “idea giusta in mano alla persona sbagliata” parla invece Adriano Ercolani di Film.it, anch’egli impenitente a scaricare in particolare sulla cineasta le responsabilità di quella che sembra essere stata la proverbiale ‘occasione mancata’ per regalare al cinema un biopic di alta qualità. Cosa che una personalità – nel bene e nel male - come la Lady di ferro avrebbe senz’altro meritato. Insomma, “un film che poteva essere esplosivo – rileva lo stesso Ercolani - ma che si perde nell’incertezza, ma anche la consapevolezza che Meryl Streep è la più grande attrice dei nostri tempi. La sua versione della Thatcher è ammirevole, equiparabile alle sue prove più riuscite di questi ultimi anni, quelle ad esempio fornite ne Il dubbio e ne Il ladro di orchidee”.

Non ho visto questo film. L’articolo va quindi inteso come una sorta di rassegna stampa da me commentata e, dove possibile, arricchita.

st.mar.

martedì 1 aprile 2014

“The Avengers: Age of Ultron”, un cadavere trovato sul luogo delle riprese

La locandina dell primo episodio,
The Avengers (2012)
Un cadavere è stato scoperto sul set del film The Avengers: Age of Ultron (uscita prevista nel maggio 2015) in Sud Corea. Mentre le cineprese erano puntate sul ponte Mapo, uno di quelli del fiume Han che è stato chiuso al pubblico per l'apertura del set, una guardia di sicurezza ha notato un corpo in acqua. Secondo il sito di news coreano Hankooki.com, le riprese della pellicola sono state immediatamente interrotte finché il cadavere, che si pensa fosse in acqua da un paio di settimane, è stato recuperato dal fiume Han. Subito dopo la macabra scoperta, tutte le guardie di sicurezza presenti sono state chiamate a intensificare la vigilanza sul set del film (sequel della pellicola del 2012, The Avengers) che riunisce grandi eroi Marvel (da Iron Man a Thor, da Hulk a Captain America) e cui partecipa anche la bellissima Scarlett Johansson nei panni della Vedova Nera.

Scarlett Johansson, nel film
è la Vedova Nera
Si tratta della prima volta che il ponte Mapo è chiuso per permettere a una produzione di realizzare delle riprese per un film e per questo il set era circondato da oltre cento membri della security. Dopo la scoperta del cadavere dell'uomo nel fiume, 160 agenti di polizia coreana si sono uniti allo staff della sicurezza per mantenere bloccata la zona durante il recupero del corpo non identificato. Il Ponte Mapo è un luogo tristemente famoso in Corea perché è scelto da tante persone per suicidarsi tanto che il governo del Paese ha anche ideato uno slogan che dovrebbe servire a scoraggiare la gente a gettarsi giù dal ponte: “Il momento più brillante della vostra vita deve ancora arrivare”, recitano alcuni cartelli posti nei pressi del ponte.


The Avengers: Age of Ultron (2015)

La scheda provvisoria
Un film di Joss Whedon. Con Samuel L. Jackson, Elizabeth Olsen, Aaron Taylor-Johnson, James Spader, Chris Hemsworth, Chris Evans, Mark Ruffalo, Jeremy Renner, Scarlett Johansson, Cobie Smulders, Don Cheadle, Thomas Kretschmann, Kim Soo-hyun. Azione, Usa 2015.

redazione