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sabato 14 giugno 2014

Cinquant’anni di… ‘Gattopardo’, per il Taormina FilmFest una mostra multimediale

È cominciato oggi il Taormina FilmFest che terminerà il 21 giugno
Uno dei maggiori trionfi internazionali del cinema italiano che lanciò una delle immagini più forti e influenti della Sicilia nel mondo. Parliamo del celebratissimo film di Luchino Visconti che, giunto al suo cinquantesimo compleanno, è celebrato alla 60^ edizione del Taormina FilmFest cominciata oggi (articolo), con chiusura sabato prossimo, 21 giugno. Una mostra multimediale intitolata ‘C’era una volta in Sicilia. I 50 anni del Gattopardo’ visitabile oggi a Palazzo Corvaja a
Burt Lancaster in una cena de Il Gattopardo
Taormina alle ore 18,30. L’iniziativa è curata da Caterina D’Amico e ideata e realizzata dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia in collaborazione con la Fondazione Federico II e il contributo del programma Sensi Contemporanei.

Dopo un prologo dedicato al romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da cui fu tratta la pellicola, il percorso si sviluppa tra i luoghi e momenti della vicenda narrata. Si parte da Villa Salina (Villa Boscogrande) con la presentazione dei personaggi per passare poi alla battaglia di Palermo, al viaggio e alla sosta a Donnafugata (Ciminnà) e quindi al lungo e celeberrimo ballo finale e all’epilogo all’alba. Gli scatti realizzati dal fotografo di scena Giovan Battista Poletto e da Nicola Scafidi, fotoreporter dell’Ora autorizzato dal regista a scattare foto nel backstage palermitano, si accompagnano a documenti, lettere, bozzetti, costumi, mentre i monitor alle pareti trasmettono brani di interviste in gran parte inedite a più di trenta testimoni, tra i quali il produttore Goffredo Lombardo, i protagonisti Burt Lancaster e Claudia Cardinale, la sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico, il direttore della fotografia Giuseppe Rotunno e il costumista Piero Tosi.

L’evento è stato realizzato con l’indispensabile collaborazione della Fondazione Istituto Gramsci - Archivio Luchino Visconti e della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Sede Sicilia. La mostra resterà aperta fino al 17 agosto 2014. (Fonte Blog-Sicilia).

redazione

giovedì 5 giugno 2014

Storie di popoli a nuoto, Gianfranco Rosi va Lampedusa per girare un docu-film

Gianfranco Rosi girerà un documentario
sull'isola di Lampedusa
Raccontare le storie di Lampedusa, dei lampedusani, al di là dell’emergenza immigrazione, che comunque è sempre presente, come un’eco. Questo l’obiettivo del prossimo docu-film di Gianfranco Rosi, Leone d'Oro (2013) a Venezia per Sacro GRA, parlando del nuovo progetto prodotto da Rai Cinema, Luce Cinecittà, Avventurosa, co-produzione con la Francia. «Come faccio sempre per i miei film documentari - ha dichiarato all’Ansa - per i quali mi è necessario vivere nella realtà che voglio raccontare, così per il mio film su Lampedusa a settembre mi trasferirò sull'isola».

Raccontare di Lampedusa significa ricordare
la sofferenza dell'immigrazione
«A gennaio ho fatto il mio primo viaggio a Lampedusa - ha detto stavolta a Italpress online -  e mi è stata regalata una chiavetta usb con del materiale di cui adesso preferisco non parlare ma che, probabilmente, metterò nel film. Guardando questo materiale ho capito che non potevo non fare un film» su quest’isola tristemente celebre in tutto il mondo, «non ho potuto sottrarmi a questa responsabilità». Al momento il titolo di questo film che verrà («Non so quando inizierò a girarlo né quando lo finirò») è Mare Nostrum ma a Rosi non piace: «È un titolo molto provvisorio e sbagliato. E poi, il titolo ai miei film lo decido una settimana prima di finirli. Racconterò delle storie. Senza storie Lampedusa diventa un contenitore e i lampedusani delle comparse. Il cinema è raccontare storie e io voglio raccontare quelle dei lampedusani nella loro quotidianità, non solo quando sono alle prese con l’eccezionalità».

In questo modo, forse, «attraverso gli occhi di Rosi, verranno fuori gli occhi dei lampedusani, verrà fuori il senso di Lampedusa», dice il sindaco dell’isola Giusi Nicolini. «Non lo dico per piaggeria - aggiunge - ma le prime cose concrete per la nostra isola sono venute proprio dalla Rai. Del resto non può continuare così questa storia di popoli a nuoto né possiamo sentirci a posto con la coscienza perché c’è un’isoletta che si batte per salvare queste persone». (Fonte Italpress online).

redazione